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Saturday, June 21, 2008

Immigrazione e Reato di Stupidità


Ricevo dalla Corte dei Miracoli - Centro Culture Contemporanee di Siena il seguente testo. E' una riflessione seria. Mi fa piacere vedere come ci siano ancora in Italia tante persone competenti capaci di opporsi alla stupidità dilagante.
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Ambulatorio medico per migranti

“L’ambulatorio medico per migranti svolge la sua attività nella provincia di Siena da tre
anni, occupandosi di fornire un servizio di medicina di base e di mediazione rivolto ai migranti
non ancora in regola con il permesso di soggiorno.
In relazione a questa specifica competenza e sulla base della nostra esperienza ci sentiamo
chiamati in causa in questo periodo in cui il tema principe, capace di animare ogni discussione e di
riempire giornali e telegiornali, è proprio quello dell’immigrazione. Non è nostra intenzione
addentrarci in prima battuta in questioni che non ci appartengono fino in fondo e che devierebbero
sicuramente la linea che queste poche righe hanno l’intenzione di tracciare, ma piuttosto ci preme
fornire il punto di vista di un osservatorio dedicato, di chi quotidianamente per lavoro vive a
contatto con il mondo dell’immigrazione, regolare e soprattutto irregolare, potendo cogliere le
molte sfaccettature di questo prisma culturale.
Da qualche tempo la questione immigrazione ha subito una vertiginosa ascesa nella speciale
classifica delle patologie che affliggono e che ammalano il nostro Paese, guadagnando una
connotazione esclusiva di pericolosità, nociva tendenza da correggere, marasma da espettorare.
Quale sciagurato medico, di fronte ad una simile e tanto evidente diagnosi, non si sarebbe
immediatamente operato per sanare e bonificare l’ambiente, purificandolo definitivamente
dall’agente colpevole di così tanto marciume?
E dunque: identificazione, isolamento ed espulsione sono i trattamenti terapeutici, la cura
proposta. Il messaggio divulgato dai media attribuisce alla gente la percezione di insicurezza,
modulando e investendo il sentire comune della capacità decisionale responsabile di certi
provvedimenti, necessari perché richiesti. La denominazione, impersonale e facilmente
strumentalizzabile, di gente ci include, ma non ci rappresenta affatto.
Dal basso della nostra esperienza esprimiamo il dissenso nei confronti di un sillogismo assurdo
che lega in maniera inscindibile ed univoca il mondo dell’immigrazione a quello della insicurezza
sociale. La strada intrapresa per risolvere una questione talmente complessa è, purtroppo, ancora
una volta quella più semplice, in cui si sceglie in maniera miope di limitare, di confinare, di
chiudere, abbandonando deliberatamente i percorsi di inclusione, di interazione, interculturalità,
troppo tortuosi, impopolari e impervi.
Chi si occupa di sanità sa bene che il concetto di salute è da estendersi alla sua più ampia
accezione. Non è possibile disgiungere lo stato fisico da quello psicologico-sociale e, quindi, il
benessere di un individuo dipende necessariamente da entrambe le condizioni. Da sempre l’essere
umano, proprio alla ricerca di questo benessere, si è spostato, è migrato alla volta di condizioni
migliori, più favorevoli, vantaggiose. In questa fase storica della nostra realtà nazionale è senza
dubbio più semplice porre limitazioni per chi migra verso di noi, ma non dovremmo dimenticare
quanto sia stato importante per le generazioni che nel secolo passato ci hanno preceduto, riuscire a
muoversi verso altre terre per cercare un’alternativa, un cambiamento. Ascoltando i racconti di
quanti si sono rivolti a noi siamo certi che i viaggi della speranza, definiti non a caso in questo
modo, vengono affrontati non con l’intenzione di delinquere, ma con un sentimento misto che
salta freneticamente tra la necessità di fuggire da un presente senza futuro e il desiderio di potersi
offrire finalmente una possibilità di vita.
A giorni si aprirà il dibattito parlamentare per l’istituzione del reato di clandestinità. Tra i
numerosi interrogativi che verranno posti, ne vorremmo sollevare alcuni. I medici e i mediatori
operano nell’ambulatorio in base ad una convenzione stipulata (secondo le vigenti norme
nazionali e regionali in materia) con la USL territoriale di competenza.
Come sarà possibile comprendere quale dovrà essere il comportamento da tenere nei confronti di
persone che, in maniera schizofrenica, sono da tutelare o da perseguire, a cui garantire le cure
primarie o da espellere? Inoltre, i medici che, rispettando il codice deontologico a cui hanno
prestato giuramento, si impegnassero nel fornire assistenza non più ad individui non ancora in
regola con il permesso di soggiorno, ma a veri e propri 'criminali' di cosa dovrebbero essere
accusati? Di favoreggiamento, di complicità? Se così fosse lanciamo la nostra provocazione,
ammettiamo la nostra complicità, la nostra colpevolezza. Se così fosse, allora TUTTI DENTRO!!
Le nostre parole verranno, probabilmente, tacciate di estremismo, di faziosità, di distacco
dalla realtà, verranno arricchite di contenuti pregiudiziali e colorate di una veste partitica che non
ci appartiene. Ci teniamo a ribadire come queste riflessioni nascano non solo dalla coscienza
individuale, ma quanto più per competenza specifica.
A 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo le soluzioni proposte per
contribuire a diffondere equità passano ancora una volta attraverso la discriminazione, la
repressione, l’esasperazione del diverso. “

Firmato
Le operatrici e gli operatori del settore

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Caro Mario,
il vostro scritto mi stimola a fare alcune brevi considerazioni da "non esperto" dei temi dell'immigrazione. Io parto dal presupposto che ogni vivente, sia esso umano o non umano, può vivere dove più gli piace e dove meglio crede. Personalmente posso vivere e sentirmi a casa in tanti posti diversi del mondo ed i localismi mi fanno pena. Il bisogno identitario è tanto più forte quanto più la persona è culturalmente debole, sprovveduta e disorientata. Chi non migra e non si muove dal posticino in cui è nato è portatore di handicap culturale. Mi viene da ridere persino quando sento qualcuno definirsi con enfasi toscano, lombardo, siciliano, italiano o quant'altro... sono evidenti banalità. Dunque la nozione stessa di Stato mi va stretta per quanto ben ne capisca il senso ed il valore storico. Da tempo però l' idea di Stato strutturatasi nel contesto europeo viene ripensata di fronte ai grandi processi di globalizzazione delle economie ed anche di fronte alla centralità delle questioni ambientali che non conoscono confini. Le catastrofi ambientali sono una delle grandi cause di (e)migrazioni e non sarà un caso se oramai anche la figura del profugo ambientale ha acquisito un definizione precisa nei programmi delle agenzie ONU. Si sa che i profughi migrano e peraltro i viventi tutti si sono sempre spostati sul globo in conseguenza delle trasformazioni che hanno caratterizzato la storia del clima. Da che mondo è mondo tutti si sono mossi. E le democrazie oggi più dinamiche del mondo, Stati Uniti, India e Israele sono altamente multiculturali, multietniche e caratterizzate da grande mobilità.

Di fronte alla straordinaria complessità di questi temi, l'Italietta della politica decadente offre oggi un altro spettacolo penoso riducendo la questione immigrazione ad un problema di ordine pubblico. E' chiaro che un Paese in crisi deve trovare dei nemici, dunque i rom servono all'uopo. E' già successo qui e altrove. Oggi come ieri le minoranze servono da capro espiatorio. Non serve che mi dilunghi.

Ti racconto solo una storiella che può offrire una misura del tasso di penetrazione del pregiudizio e della stupidità nella società italiana. Qualche tempo fa, una giovane signora che lavora in una importante banca mi ha raccontato che le era stata diagnosticata una malattia rara, una pericardite. In genere non sto ad ascoltare le lamentose storie che condiscono il quotidiano italico. Si sa che, dopo il calcio, il lamento è il secondo sport nazionale. Nella circostanza però ho seguito il racconto anche perchè la vicenda aveva un qualche interesse, la signora è tutt'altro che stupida e, di quella malattia, io manco sapevo l'esistenza. Peraltro me ne intendo molto poco di questioni medico sanitarie. Bene, quella signora era da tempo in uno stato di stress provocatole sul lavoro da colleghi invidiosi. Essendo brava e competente, in un'ambiente dominato da maschi, ella veniva sottoposta ad azioni persistenti di mobbing. Ora, io non dico nulla, ma da semplice contadino penso che la sua malattia sia in un qualche modo legata allo stato di stress acuto in cui ella si trovava da tempo. No, il suo medico pur consigliandole riposo assoluto le ha fatto sapere che la pericardite è una di quelle malattie rare dovute alla montante presenza di immigrati in Italia. Questa spiegazione ha in un qualche modo tranquillizzato la signora facendole rimuovere almeno per un pò i problemi vissuti sul posto di lavoro. Ella, pur avendo un certo spirito critico, è però interna al sistema ed alle sue logiche. Anzichè procedere a far azzoppare chi le rompe le scatole secondo il principio biblico del giusto risarcimento, la ragazza sta al gioco e interiorizza lo stress. Ora, io non so quanti immigrati soffrano di pericardite ma credo che la probabilità di contagio a cui ella sia stata sottoposta sia vicina allo zero. La spiegazione mi è parsa acutamente imbecille. Il problema interno, che nasceva da una logorante competizione sociale, sessuale ed economica, veniva proiettato così all'esterno. L'origine della pericardite non stava nel collega d'ufficio, a sua volta impotente e stressato, ma nell' immigrato. Non meglio precisato.

Io penso che se la signora passasse alcuni mesi lungo le spiagge brasiliane, mangiando del buon pesce, molte alghe e riso, 2 manghi, 2 papaya, 4 banane al giorno ed alcuni anacardi, bevendo l'acqua di 4 noci di cocco e fringuellando con 3 o 4 indigeni...la pericardite sparirebbe di colpo. Però ognuno decide per sè e, almeno entro certi limiti, è medico di sè stesso.

Un caro saluto e buon lavoro
Marco

Saturday, June 7, 2008

Friday, June 6, 2008

Sul Consumo di Energia in Italia : Precisazione (2)

In risposta al commento di Maurizio Zara al mio post precedente.

Sì Maurizio, è tutto chiaro: hai le idee molto confuse…

Procediamo con ordine:

1) Il considerare i “consumi di energia primaria totale” non è una mia stravaganza: è quello che si fa nei computi energetici. Dentro a quel dato totale ci sono purtroppo anche sprechi e inefficienze che non si cancellano con un colpo di spugna. I dati sul "consumo finale" attorno a cui giri non significano di per sè alcunchè...semmai puoi citarli per enfatizzare che gli sprechi sono mostruosi.

2) No, io ho detto che per fare 1KWh pronto all’uso a valle ce ne vogliono circa (quasi) 3 a monte. Oltre all’efficienza della centrale vanno considerate le perdite di carico nel trasporto. Dunque, a quel 2,47 che tu citi devi sommare ancora almeno un 10%…e quindi arrivi a circa 2,7 KWh…ripeto che qui le stime andrebbero fatte caso per caso.

3) Utilizziamo pure le unità di misura che preferisci e cioè le tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Allora, 1 tep = 11600 KWh….dunque 10 Mtep = 116 TWh

4) I 116 TWh di energia elettrica importata già pronta, a cui ti riferisci, non si sottraggono affatto dai 300 TWh di consumo elettrico netto! Secondo la tua “sottrazione”, i 116 TWh importati costituirebbero il 39% dell’energia elettrica netta che si usa. Invece, anche senza scomodare sofisticate banche dati internazionali, lo stesso Ministero per le Attività Produttive (MAP) conferma che i 116 TWh (10Mtep) contribuiscono per il 14.4% al paniere dell’energia elettrica lorda che è costituito da 805 TWh (69,3 Mtep). Dopodiché, nella trasformazione e distribuzione, una buona parte di quel lordo va perso. Chiunque conosca un pochino la complessità della rete arguisce che anche una parte di quei 116 TWh importati vanno persi dunque non si può sottrarre un contributo che è lordo da un dato, i 300 TWh, che è netto….sarebbe come sottrarre pere dalle mele….inoltre, non va sottratto un bel nulla! Il fatto che siano importati già nella forma elettrica non vuol mica dire che non pesino nel paniere…per il 14,4% per l’appunto. Dunque sei riuscito a fare due errori madornali in un colpo solo: hai sottratto quel che non andava sottratto e, per giunta, l’hai sottratto male.

5) Stabilito che il paniere di energia elettrica è di 69,3 Mtep e che l’ energia primaria totale consumata in Italia è di circa 195Mtep, ne consegue che il peso della componente di energia elettrica sul totale è del 35,5% . Questo dato si avvicina terribilmente alla mia stima di 3/8 (vedi post precedente). Siccome sono sempre prudente avevo fatto precedere il 3/8 da un “quasi”….

6) Possono esservi leggere discrepanze tra le stime dovute ai modi di calcolare i consumi energetici…io sono affezionato ai dati di agenzie USA come l’EIA (che stima il consumo italiano totale in circa 8 quadrilioni di Btu) ma anche considerando i dati del MAP italiano la sostanza delle cose non cambia. Il peso dell’energia elettrica non è del 20% ma è di oltre il 33% ...E' una bella differenza.


Se non fosse così non sarei intervenuto a commentare sul tuo blog....se intervengo c'è un motivo, non credi?

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p.s. vedo ora nel tuo ultimo commento sul tuo blog che, d'improvviso, il peso dell'energia elettrica non è più importante...secondo te!

http://equavita.blogspot.com/2008/05/leggo-da-repubblica-un-articolo-sul.html

Allora perchè finora insistevi? Non faresti prima ad ammettere che ti eri sbagliato? Non troviamo l'accordo semplicemente perchè hai scritto delle fesserie colossali. Eri partito forte accreditandoti col tuo post come esperto di questioni energetiche e poi hai fatto flop...E cos'è quel commento sulla qualità dell'energia elettrica che ora aggiungi? Aumenti ancora la confusione....ma sorvoliamo....

Caro Maurizio, permettimi invece una amichevole riflessione di carattere più generale. Le questioni energetiche di cui parliamo sono, per me, uno dei tanti hobbies…me ne occupo per diletto. Ma tu, se non sbaglio, sei laureato in ingegneria ambientale e per te questo è lavoro, dovrebbe essere parte del tuo pane quotidiano! Ma come è possibile ? In base alla mia esperienza non riesco davvero ad immaginare un ingegnere indiano o israeliano, tedesco od olandese che faccia errori così pacchiani come quelli che hai fatto tu. Su questioni peraltro semplici....figuriamoci sul resto! Lasciamo pur perdere l'affanno dei caporioni analfabeti di Legambiente (avrai visto che son mesi che li becco in castagna praticamente su tutto...ogni volta che do un'occhiata in giro) ma quel che conta e preoccupa è il degrado italiano e del suo sistema di formazione….certo ci sono isole di alta qualità nei Dipartimenti di Fisica e, qui e là, in altri Dipartimenti scientifici e non, ma la situazione generale dell’istruzione universitaria è molto critica. Per forza l'italietta affonda...Prova a meditare su questa piccola ma significativa esperienza epistolare. Sperando di avere contribuito ad avviare una riflessione, ti invio un caro saluto

9 Giugno - Va bene Maurizio....vedo che fai anche ricerche...ora proseguiamo.



Thursday, June 5, 2008

Sul Consumo di Energia in Italia: Precisazione

Ciao Maurizio,

Vidi già tempo fa il blog di Legambiente Narni (su suggerimento di qualcuna di voi), mi pare che siate interessati alle questioni energetiche ed anche assai attivi.

Torno qui con brevi annotazioni sul tema energia perché continuo a vedere errori di tutti i tipi, sia in rete che nei media cartacei.
E’ perfino divertente osservare dall’esterno il dibattito italiano sulle questioni energetiche. Direi che esso offre una misura significativa dell' alto tasso di analfabetismo nazionale, tasso che va di pari passo con il grado di settarismo.
E così, nella recente discussione seguita alla richiesta della sig.ra Marcegaglia di procedere alla costruzione di centrali nucleari, se ne sono lette e sentite di tutti i colori.
Visto che le centrali nucleari servono a produrre elettricità, ci si è chiesti quanta parte ha l’elettricità nel consumo energetico totale. In realtà lo sanno in pochi ma in tanti hanno voluto dire la loro. Si sa che gli italiani son loquaci...basta averne una decina intorno per rendersene conto….

Il popolo tende ad associare l’energia con …la luce! Dunque i “nuclearisti” hanno buon gioco nel sostenere che bisogna costruire le centrali nucleari per produrre l’energia che serve e che è tanta.

Di converso, gli “antinuclearisti” faziosi e analfabeti (e ce ne sono diversi) sostengono che l’energia elettrica è solo una piccola parte dell’energia totale che si consuma. Quindi le centrali nucleari comunque servirebbero a pochissimo. Ho già detto che i programmi di costruzione di centrali nucleari sono assurdi ma è comunque bene dare numeri e trasmettere informazioni corrette. Altrimenti l'imbecillità prevale nel dibattito e nelle politiche energetiche.

Allora:

Da alcuni anni (anche nel 2004 che tu prendi a riferimento nel tuo articolo all’URL http://equavita.blogspot.com/2008/05/leggo-da-repubblica-un-articolo-sul.html )

il consumo totale di energia primaria italiana è di circa 8 quadrilioni di British Thermal Units (Btu) che equivalgono a circa 2374 Tera Watt Ora (TWh) . Il dato che citi di 1526TWh è in realtà il consumo finale “pulito”, esso esclude cioè la parte di energia consumata nella trasformazione a "fini utili" della stessa energia primaria. E si tratta di un contributo rilevante….magari non ci fosse! Ma le leggi della termodinamica non si possono ignorare.

Quello che conta per un Paese è dunque il consumo totale ( Primary Energy Supply ).

Apparentemente i 300 TWh di consumo strettamente elettrico italiano costituirebbero solo circa 1/8 del consumo totale (2374 TWh). Uso il condizionale perché in realtà questa conclusione è sbagliata. Per generare 1 KWh elettrico è necessario considerare un fattore di conversione che tenga conto dell’input energetico primario e dell’efficienza del processo di generazione…questo fattore varia da Paese a Paese, da anno in anno e da centrale a centrale…è un conto molto, molto delicato. Ci sono stime particolari per gli USA e, per esse, quel fattore risulta essere circa 3.

Ergo, teoricamente vale l’uguaglianza 1 KWh = 3.412 Btu ma, praticamente, 1 KWh vale circa 10 Btu….cioè, per generare 1 KWh bisogna spendere una quota di energia primaria tre volte maggiore di quella che una mera conversione di unità energetiche prevederebbe.

Per l’Italia, i fattori di conversione di cui si ha stima sono analoghi o, secondo l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, solo leggermente più bassi.

Allora, tornando a noi, i 300TWh elettrici italiani assorbono non 1/8 bensì quasi 3/8 del consumo primario totale. Dunque il consumo elettrico diventa, in un’analisi attenta, ben più pesante di quel 20% che tu erroneamente riporti. Ma non preoccuparti….so che sei un bravo ragazzo. Eppoi ho visto anche stime del 15% ...nel tuo commento al mio precedente post, dicevi di esser membro del comitato scientifico nazionale di Legambiente ….magari prova a chiedere con nonchalance al buon Presidente di Legambiente se sa quant’è il peso del consumo elettrico !

Ovviamente i 5/8 abbondanti del consumo energetico primario se ne vanno in altre direzioni che non sono ...la luce e nemmeno l'elettricità che nutre frigoriferi, televisori, cellulari etc...

Naturalmente, come già accennavo, una buona parte del consumo, sia elettrico che d’energia primaria, è puro spreco. Materia prima buttata….mentre si sa che, per fare i capitali, la parsimonia è il primo ingrediente.

Tuesday, June 3, 2008

Bandiere Blu e Marcia del 7 Giugno

Si avvicina l’estate e sale la voglia di mare. Chi vive bene tutto l’anno non ha tanto bisogno di fughe ma chi, e sono i più, vive compresso in un condominio orribile e/o triste sente impellente la voglia di evadere e di sdraiarsi in spiaggia, dopo essersi coperto il corpo con una puzzolente crema protettiva che non serve a niente (se non ad ingrassare chi la produce).

Legambiente pensa a tutti e questo è il momento giusto per procedere ad assegnare le famose Bandiere Blu. Quest’anno è stata premiata l’Isola del Giglio. Nel passato non mi ero mai interessato alle vicende interne a Legambiente ma devo dire che nell’ultimo anno ho acquisito una notevole messe di informazioni per concludere, ormai da tempo, che i Premi di Legambiente sono una puttanata.

Lo avevo già sottolineato in una lettera pubblicata sul Quotidiano della Calabria lo scorso 5 Marzo

http://marcozoli.blogspot.com/2008/03/le-buone-pratiche-degli-pseudo.html

Ho constatato di recente che alle Bandiere Blu di Legambiente ci credono oramai solo i fessi.

L’Isola del Giglio è senz’altro un bel posto ma come tanti altri. Tra i suoi meriti principali c’è quello di trovarsi vicino al luogo in cui si tiene la Festambiente nazionale…è importante mantenere buoni rapporti con le Amministrazioni Comunali….oggi io premio te, domani tu fai un piacere a me…e se incentiviamo il turismo in questa zona siam tutti felici ! Noto che, a Festambiente sono uno dei pochi che arriva in bicicletta. La massa arriva con auto inquinanti e riempie il parcheggio vicino: così Festambiente (che è peraltro piacevole) diventa d’estate un appuntamento molto inquinante per la Maremma. Basta esser lì in occasione di un concerto serale per rendersene conto...Peraltro anche le brave ragazze/i che vi lavorano arrivano lì in auto regolarmente pur abitando non molto distante. Alcuni sono grassottelli e pedalare farebbe loro un gran bene…

A proposito di stili di vita !….Ma si sa che l’ambientalismo è, per molti, un’occasione di lavoro e business esattamente come un’altra. La coerenza va a farsi friggere…

Anche le già pluri-premiate e blu-imbandierate Castiglione della Pescaia e Capalbio son tutte lì vicine….carine ma molto costose. Per andare all’Isola del Giglio dall’Argentario si pagano 19€ A/R nei fine settimana e 17€ nei feriali. E non si tratta di una grande distanza. Non solo: la bici paga 10€ ! Tralasciamo pudicamente gli altri costi …Chiunque abbia un minimo di sale in zucca raggiunge in bici (o treno + bici) Venezia, Ancona o Brindisi, prende un traghetto e trasporta la bici gratis verso una qualunque destinazione dei Balcani….dalla Dalmazia alla Grecia trova posti stupendi in cui pedalare fringuello….e spendere un quarto che al Giglio o a Capalbio. In alternativa, chi abita nel Nord-Ovest d’Italia e non voglia far troppa strada fino a Venezia, potrà prendere un treno per la Penisola Iberica e pedalare verso il Portogallo.

Ahh, Sabato 7 Giugno ci sarebbe la famosa Marcia per il Clima che è stata rinominata in extremis anche Marcia contro il Nucleare…facendo un piccolo sgarbo alla neo-ministra Prestigiacomo che è così carina e che piaceva tanto ai capi di Legambiente. Ho già spiegato in dettaglio i motivi per cui le centrali nucleari sono un nonsenso e dunque difficilmente si faranno. E’ difficile trovar privati che tirino fuori tutti quei quattrini senza certezze…dunque i dirigenti di Confindustria ed Edison vorrebbero essenzialmente soldi pubblici. Solo per inciso, nella medesima lettera citata all’URL di cui sopra sottolineavo i rapporti di amichevole e fruttifera collaborazione che intercorrono tra Edison e Legambiente e naturalmente non lo facevo a caso. Domanda: tali rapporti continuano e si estendono ad altri settori o sono limitati all’installazione delle lampadine efficienti in qualche scuola? Mia nonna diceva che non si può tenere un piede in due scarpe….

Ho letto l’appello pro-Marcia. Molti dei singoli punti elencati sono giusti ma il loro nesso col clima globale è oscuro. Vi è una bella presunzione antropica nel pensare che, ad esempio, la coesione sociale e l’agricoltura biologica possano modificare i grandi corsi climatici.

Eppoi quand’anche tutti quegli obiettivi fossero realizzati in Italia domani mattina, l’effetto sul clima sarebbe nullo per il semplice motivo che l’Italia conta nel mondo praticamente zero (per fortuna) . Quindi l’impostazione dell’appello risulta ridicola: è infarcito di slogan (la febbre del Pianeta…) ed è chiaro che gli estensori, da bravi politicanti, ignorano l’ABC delle questioni climatiche. Dentro c’è di tutto, un gran pourpouri di temi, per il semplice motivo che Legambiente richiedeva l’adesione di quante più associazioni possibili, dunque doveva dar soddisfazione un po’ a tutti. Manca un riferimento alla necessità di valorizzare i francobolli da collezione ed infatti le associazioni numismatiche non aderiscono. Per fortuna si è aggiunto in extremis il nucleare…

Naturalmente per tante ragazze e ragazzi andare a marciare significa esprimere un bisogno di socialità. E’ un’occasione per sgranchirsi le gambe stando insieme, non importa se poi si marci per il clima o per la difesa del falco pellegrino. Trovarsi in tanti e scandire gli stessi slogan è eccitante. La massa scalda e, a sera dopo aver marciato, anche l’individuo più triste si sentirà sollevato. Andrà a casa e si farà una bella doccia con acqua scaldata bruciando metano succhiato in Libia o Russia.

I caporioni di Legambiente son furbacchioni e conoscono bene questi bisogni di socialità. Recuperando la piazza, cercano di recuperare una dimensione movimentista dopo la nefasta esperienza di governo….e la campagna elettorale con tanto di ridicolo pullman verde organizzato dal capo al soldo del PD (ed ora in ombra):

http://marcozoli.blogspot.com/2008/02/le-balle-di-legambiente-e-la-colf-di.html

Io penso che il 7 giugno sia molto più salutare farsi un bel trekking in campagna oppure una bella nuotata al mare invece che andar a marciare proprio a Milano dove peraltro l’aria non è delle migliori. Inoltre alle manifestazioni arrivano in tanti a bordo di pullman (già organizzati mi sembra) che bruciano ettolitri di combustibili fossili. Dunque marciare per il clima fa un po’ male al Pianeta.



p.s. A proposito di centrali nucleari, mi giunge notizia che:

"Uno degli ultimi atti del governo di Romano Prodi è stata l’approvazione del regolamento che detta i criteri per individuare tutto ciò che può essere oggetto del segreto di stato (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 ed entrato in vigore il 1 maggio).

Già la scelta di emanare un regolamento su un argomento così importante, da parte di un governo in carica solo per svolgere l’ordinaria amministrazione (e per di più a elezioni già concluse) è per lo meno bislacca. Ma tutto passa in secondo piano quando si legge (al punto 17 dell’allegato) che tra le cose a cui potrà essere esteso il segreto di stato sono compresi anche gli impianti civili per la produzione di energia ed altre infrastrutture critiche."


E' senz'altro un punto da approfondire. Dove erano i deputati e senatori di Legambiente quando questa cosina passava?