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Monday, November 30, 2009

Reunification in Camerino

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Several years ago, mathematicians and physicists at Camerino University were members of the same Department, they sat side by side . This was an anomaly in the national landscape and, as I love anomalies, I was proud to take part in such an experience. Later on, for some technical reasons the anomaly was suppressed, the two subgroups split and took different paths. I opposed that separation in vain and with dismay.

The time goes by and nowadays Camerino is in the forefront of the national University policy: a few weeks ago Departments and Faculties have been abolished while Schools have been introduced. In the framework of the new organizational scheme, mathematicians and physicists merge once again in a common School, joined now also by chemists if I get it correctly. There are cycles in life and you have to be patient: sooner or later the wheel spins in the way you wish.

Needless to say I am very glad. Labels don't matter whereas the substance does matter and, I bet, Schools are even better than Departments. In fact, as a main result of this leading-edge policy, Carlo and Paolo are now schoolmates, Pierluigi and David are schoolmates. Above all, Luciano and I are schoolmates!

To celebrate the Reunification, I wish to give all my new schoolmates and readers a special gift which can be downloaded for free by clicking here. It is an End of the Year gift. It is free for you because you are my friend.

Dear friend, I urge you to save energy and get rid of methane in your household (as Ms Elina is doing), ride bike and eat well...go green, this will make you happier and richer!

I wish you a prosperous 2010.

Wednesday, November 25, 2009

Il Giorno del Ringraziamento e il Mais Marano

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Nel 1621, i colonizzatori del Nuovo Mondo ebbero finalmente un buon raccolto autunnale, soprattutto di mais, la cui coltura essi avevano appreso dagli Indiani nativi d'America. E così, un anno dopo essere arrivati a Plymouth a bordo della Mayflower, i religiosi Pilgrims britannici cominciavano a veder la fine delle loro traversie e sentirono il bisogno di ringraziare Dio per averli guidati nel lungo viaggio. Nacque così la decisione di celebrare un giorno del Ringraziamento che, nelle intenzioni dei Pilgrims e del loro Governatore, doveva essere momento di festa condiviso da tutti. Dopo 150 anni, durante la Rivoluzione Americana, fu il Congresso a suggerire il giorno nazionale del Thanksgiving che verrà poi adottato da vari Stati. Nel 1863, il Presidente Lincoln proclamò il Thanksgiving Day festività nazionale collocandolo nell'ultimo Giovedì di Novembre.

Secondo le ricostruzioni storiche, la festa del raccolto fu inizialmente celebrata con banchetti in cui predominava la carne e in particolare la cacciagione, mentre l'usanza di mangiare tacchino sembra sia subentrata molto più tardi. Essa ha poi prodotto nel tempo lo sviluppo di una industria del tacchino con effetti ambientali perversi.
Ora, nella società USA, è molto cresciuta la consapevolezza che gli stili di vita individuali, il modo in cui ci si alimenta, hanno un impatto diretto sull'ambiente oltre ad essere determinanti per il benessere delle persone.

Ecco un bell'articolo con dieci consigli per festeggiare il Giorno del Ringraziamento in modo intelligente:

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10 Tips for a Sustainable Thanksgiving
http://www.alternet.org/food/144134

Here's what you need to know, from tips on a meatless meal to options for a humanely raised turkey to having diversity on your actual dinner table.
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Visto che l'origine di questa festività è legata al mais, mi par giusto dare l' undicesimo consiglio: preparerò una bella polenta di Mais Marano, varietà selezionata nel Veneto tra il finire dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. La coltura fu poi quasi abbandonata in quanto le rese per ettaro sono inferiori a quelle degli ibridi su cui peraltro la ricerca continua. E' un mais dalle proprietà strepitose che ho ritrovato grazie al lavoro di un Azienda di Rapolano Terme (SI) i cui proprietari sono funamboli dell'agricoltura organica di alta qualità.

La polenta di Mais Marano richiede un pò di pazienza, va cotta lentamente in una terracotta su di una stufa a legna ad alta efficienza. Si bruceranno alcuni pezzi di legna, provenienti dalla manutenzione dei boschi vicini, per i quali il ciclo del carbonio va in pareggio. Sarebbe assurdo cucinare la polenta su di un fornello a gas Metano proveniente dalla Siberia e pagato al Sig. Putin. Sarebbe poi criminale cucinare la polenta su di una piastra elettrica, magari alimentata dall'energia di fissione dei nuclei di Uranio.

Mentre la polenta finisce di amalgamarsi, si potranno ammosciare un pochino (anche nella stessa terracotta della polenta) diverse foglie di borragine e malva che di questa stagione si presentano floride...si aggiungeranno poi un bel pò di peperoncino e timo, alcuni pomodorini di fine stagione, olio appena franto e, con un pò di pesce secco, la cena del Ringraziamento è pronta.

Saturday, November 21, 2009

I Cambiamenti Climatici secondo l' American Physical Society

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In una risoluzione del 18 Novembre 2007, l' American Physical Society (APS) dichiarava:

“Emissions of greenhouse gases from human activities are changing the atmosphere in ways that affect the Earth's climate. Greenhouse gases include carbon dioxide as well as methane, nitrous oxide and other gases. They are emitted from fossil fuel combustion and a range of industrial and agricultural processes.

The evidence is incontrovertible: Global warming is occurring. If no mitigating actions are taken, significant disruptions in the Earth’s physical and ecological systems, social systems, security and human health are likely to occur. We must reduce emissions of greenhouse gases beginning now.

Because the complexity of the climate makes accurate prediction difficult, the APS urges an enhanced effort to understand the effects of human activity on the Earth’s climate, and to provide the technological options for meeting the climate challenge in the near and longer terms. The APS also urges governments, universities, national laboratories and its membership to support policies and actions that will reduce the emission of greenhouse gases.”

— APS News; January 2008 (Volume 17, Number 1)


Qualche mese fa, alcuni membri dell' APS hanno presentato una petizione chiedendo al Consiglio APS di cambiare la risoluzione e di sostituirla con la seguente (che nega la gravità dei cambiamenti climatici, nega gli effetti antropici su di essi e addirittura valuta positivamente gli incrementi di CO_2 in atmosfera):

Greenhouse gas emissions, such as carbon dioxide, methane, and nitrous oxide, accompany human industrial and agricultural activity. While substantial concern has been expressed that emissions may cause significant climate change, measured or reconstructed temperature records indicate that 20th 21st century changes are neither exceptional nor persistent, and the historical and geological records show many periods warmer than today. In addition, there is an extensive scientific literature that examines beneficial effects of increased levels of carbon dioxide for both plants and animals.

Studies of a variety of natural processes, including ocean cycles and solar variability, indicate that they can account for variations in the Earth’s climate on the time scale of decades and centuries. Current climate models appear insufficiently reliable to properly account for natural and anthropogenic contributions to past climate change, much less project future climate.

The APS supports an objective scientific effort to understand the effects of all processes – natural and human --on the Earth’s climate and the biosphere’s response to climate change, and promotes technological options for meeting challenges of future climate changes, regardless of cause.


Il Presidente dell' APS ha successivamente nominato un Comitato di scienziati incaricandolo di esaminare la controversia. Dopo quattro mesi di lavoro, il Comitato ha suggerito che la petizione fosse respinta e che la risoluzione originale fosse mantenuta. L' 8 Novembre il Consiglio APS ha votato, recependo le indicazioni del Comitato. Esistenza e gravità dei cambiamenti climatici sono inequivocabili secondo l' APS.


Wednesday, November 18, 2009

Nucleare: l' Ingegnere di Pisa si Reincarna

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Nove mesi fa avevo interloquito con un ingegnere del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell' Università di Pisa. Lo avevo sentito dire a Radio3Scienza diverse cose scorrette in materia di energia da fonte nucleare e avevo così replicato. L'ingegnere, assiduo lettore di questo blog, si infuriò e mi chiese un contradditorio. Che naturalmente ottenne. Egli però si dimostrò incapace di rispondere ai punti specifici da me sollevati e di difendere tesi peraltro oggettivamente insostenibili. Fece flop e rimediò una clamorosa figuraccia che rimane lì scritta.

Il poveraccio prese dunque a bombardare le mie caselle di posta con lettere anche commoventi. Questo blog ricevette diversi messaggi anonimi. Egli era fuori di sè dalla rabbia e passò diverse nottate a cercare sul web siti in cui apparivano il mio nome e i miei testi. Alcuni di questi siti ricevettero commenti anonimi. Egli non poteva tollerare il fatto di essere stato colto in castagna proprio sui temi in cui dovrebbe essere esperto. Si sa che per l'accademico il prestigio conta più dei quattrini. Poi, col tempo, le cose si appianarono ma non del tutto.

Il tema dell' energia da fonte nucleare suscita da sempre passioni viscerali addirittura spropositate rispetto alla sua effettiva importanza.

Ora, dopo nove mesi, l' Ingegnere si è reincarnato prima in Simone e, subito dopo, in Luca. Ho dato gentilmente spazio e corda sia al primo che al secondo per poi verificare che l' Ingegnere è uno e trino. Spero solo che la sicurezza degli impianti nucleari (alla cui progettazione egli vorrebbe partecipare) sia maggiore della sicurezza delle procedure informatiche che utilizza per inviare i commenti: Simone e Luca son tutt'altro che criptici.

Al di là degli aspetti polemici, che pure dicono molto sulla sostanza e sull'affidabilità della persona, osservo che:

1) circa il 60% dei consumi di energia elettrica sono assorbiti dai settori residenziale e terziario, cioè case e uffici. Questo vale per l' Italia come per un qualsiasi Paese europeo, punto più punto meno. All'interno di quel 60% una buona parte dei consumi elettrici è costituita in realtà da consumi di energia termica: ho già dato diversi esempi e non mi ripeto.

2) Degradare energia elettrica a fini termici è una pazzia termodinamica che riempie di disgusto qualsiasi fisico. In natura, nessun sistema fisico o biofisico spreca energia. Detta in soldoni, scaldare l'acqua calda col boiler elettrico è un crimine ( a meno che uno/a non si produca l'elettricità a casa propria della quale allora egli/ella può fare quel che vuole...ma lo spreco nel passaggio da energia elettrica a energia termica rimane ).

3) Eliminando tutti i crimini si nota come l'energia elettrica che effettivamente serve nelle case e negli uffici è in realtà pochissima: serve per i computer, i televisori, i frigoriferi e poco altro...forni elettrici, boilers e stufe elettriche (che fanno il grosso dei consumi) vanno eliminate. Persino il rasoio elettrico che l' Ingegner Walter usa al mattino è superfluo: se usasse il pennello e si radesse a mano sarebbe più sensuale e si sentirebbe più fringuello. Facendo un conticino a spanne, stimo che l'eliminazione dei crimini elettrici più macroscopici in case e uffici (solo italiani) si tradurrebbe in un risparmio di energia primaria di almeno 150 TWh annui...150 miliardi di KiloWatt-ora. E' una quantità ben maggiore di tutta l'energia da fonte nucleare che, come si dice, viene importata dalla Francia. Essa quantità è anche molto maggiore dell'energia elettrica che si produrrebbe avviando la costruzione delle centrali nucleari secondo i piani annunciati dal governo italiano.

4) La quota di elettricità veramente necessaria ai settori residenziale, terziario e industriale (e per un pochino a trasporti e agricoltura) può essere ora coperta dalle centrali a gas in funzione e, al contempo, va preparata la transizione ad economie basate su fonti rinnovabili. Non c'è alternativa a questa strategia, piaccia o non piaccia.

5) Semplici politiche di risparmio energetico uccidono dunque ogni prospettiva sensata di ricorso alla fonte nucleare per produrre energia elettrica. Ci sono però tre differenze fondamentali tra le politiche di risparmio e le politiche pro-nucleare:

a)
il risparmio energetico frutta da subito o quasi mentre la centrale nucleare frutta tra circa 10 anni.
b) il risparmio energetico richiede investimenti piccoli, diffusi ed ambientalmente virtuosi; la centrale nucleare richiede investimenti ingenti e centralizzati, induce tensioni sociali ed ha un altissimo impatto ambientale.
c) il risparmio energetico richiede manutenzione ordinaria, piccoli progetti ma non dà gloria ad un leader o ad un governo perchè si fa in silenzio. La centrale nucleare è un mega-progetto che ha, per un leader e per un governo, un alto valore simbolico. Inoltre apre grandi cantieri. Ecco perchè alcuni governi sono disposti a mettere molti quattrini nella direzione della follia termodinamica.

Trovo incredibile che persone presunte di scienza, l' Ingegnere di Pisa e le sue reincarnazioni non comprendano concetti tanto elementari. O, per faziosità, non vogliano comprendere. Comunque sia, in Santa Croce, Galileo si rivolta nella tomba.

In conclusione, vorrei ricordare all' Ingegnere che, secondo l' Hinduismo, la vita terrena ha un aspetto ciclico noto come Samsara. La qualità delle rinascite dipende dal Karma avuto nella vita precedente. Solo colui che vive in modo virtuoso avrà maggior probabilità di elevarsi a miglior condizione, sfuggire al ciclo delle reincarnazioni ed eventualmente raggiungere il Moksha, la liberazione. Chissà se un giorno l' Ingegnere, fringuello e libero, mi ringrazierà per averlo ripetutamente stroncato con affetto. O forse sarà Luca a farlo.

Monday, November 16, 2009

Singapore affossa Copenhagen

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In quest'ultimo fine settimana, le delegazioni dei Paesi membri dell' APEC ( Asia-Pacific Economic Cooperation ) hanno deciso a Singapore che a Copenhagen andranno a fare del turismo senza prendere alcun impegno vincolante in materia di riduzione delle emissioni di gas serra. Come volevasi dimostrare.

Sono stato facile profeta visto che: 1) le economie di Cina e USA sono alimentate dal carbone, 2) entrambi i Paesi ergono la Crescita ad imperativo categorico.

A nulla è servito il volo a Singapore del Primo Ministro Danese che cercava di salvare la faccia e dare un senso alla Conferenza che ospiterà. Il vertice dell'APEC ha anche sottolineato come l'Europa conti circa quanto il due di picche. I grandi giochi si fanno da tempo sul Pacifico.

Ovviamente la grande pagliacciata delle Conferenze sul Clima continuerà e, tra tre settimane, qualche decina di migliaia di politici e delegati andranno a Copenhagen bruciando fiumi di combustibili fossili clima-alteranti, si racconteranno (e ci racconteranno) delle balle, stileranno dei documenti stando dentro a stanze riscaldate con combustibili fossili. Alcuni di questi delegati ne approfitteranno per fare le corne a mogli e mariti rimasti a casa. Come già successe a Bali e altrove. Chissà se un giorno le associazioni ambientaliste, perlomeno le più sagge, si sveglieranno e smetteranno di riporre fiducia e speranze in queste Conferenze-cretinate.
E' un fatto che, qualora lo volessero davvero, le delegazioni e i capi dei governi che contano potrebbero prendere decisioni vincolanti in materia di emissioni stando ciascuno a casa propria.

Naturalmente rimarranno sempre a farci sorridere alcune indefesse credulone italiche che, vedendo svanire le chances per un colpo di reni di Obama, si affidano ora al colpo d'ala dell'Europa. L'importante è che ci credano...non è poi un caso che in posticini come Fatima o Medjugorje, l'italiano sia l'idioma più diffuso.

Thursday, November 12, 2009

China : Growth and Environment

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Migrant workers shoot a video showing the costs of the Shenzhen monstrous economic growth which slowed down to only 11% last year compared to 27% (per year) in the previous twentyfive years!
In 1979, when Deng Xiaoping declared the area a Special Economic Zone, it was a fishing village with 25000 people village. Now Shenzhen officially hosts about 14 million people, more than 4200 per square km: a nightmare.



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Some considerations on the interplay between uncontrolled growth and environmental destruction: is such a kind of growth really worth ?

Wednesday, November 11, 2009

Il Carbone, la Green Economy e il Buon Senso

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Alcune considerazioni a complemento del post del 6 Novembre. Gli USA hanno 1493 centrali a carbone in attività con una capacità di generazione di 336 GW (1GW = 1 miliardo di Watt). Questi impianti producono circa il 70% dell'elettricità generata da combustibili fossili e circa il 50% di tutta l'energia elettrica nazionale. E' evidente dunque che gli USA non rinunceranno allegramente all'uso del carbone per quanto vi sia stata negli ultimi anni una crescente opposizione dell'opinione pubblica alla costruzione di nuove centrali. Quelle esistenti bruciano circa un miliardo di tonnellate (ton) di carbone all'anno e producono circa 2 Gton di diossido di carbonio (CO_2). Ciò equivale a circa 1/3 di tutto il CO_2 prodotto dagli USA o, se si preferisce, a poco meno di 1/12 di tutto il CO_2 prodotto nel mondo.

Per inciso, la produzione mondiale di carbone è 1/3 della produzione mondiale di energia da fonti fossili e alla Cina spetta la parte del leone sia per la produzione che per il consumo. Dunque l'affare carbone non riguarda evidentemente solo gli USA.

Comunque, di fronte a queste cifre, l'atteggiamento dell'Amministrazione USA si riassume così: non possiamo fare a meno del carbone ma dobbiamo cercare di limitare i danni. Non so quanto questo concetto sia in sintonia con i proclami sul nuovo corso della Green Economy ma è un fatto che la strategia USA è chiara ed è stata, anche di recente, esplicitamente dichiarata dal Ministro per l'Energia, Dr. Steven Chu.
Limitare i danni, relativamente al carbone, significa essenzialmente due cose: 1) migliorare l'efficienza delle centrali, 2) catturare e sequestrare il diossido di carbonio emesso in combustione. Su questo secondo punto c'è molta enfasi a livello internazionale e diversi progetti sono in via di realizzazione uno dei quali appunto nello Utah. In molti di essi partecipano compagnie Statunitensi e non c'è dubbio che la ricerca nel settore continuerà e verrà finanziata.

Il punto chiave nei progetti di Carbon Capture and Storage (CSS) è che, per funzionare, essi richiedono un'alta quantità di energia di input. Limitiamoci ai progetti che prevedono il sequestro del CO_2 in fase di post-combustione (i più diffusi). Bene, esistono due strategie alternative per valutarne la convenienza energetica: 1) si fissa la produzione di energia di un dato impianto (output) e ci si chiede quanto carbone in più bisognerà bruciare per fare funzionare il sistema di CSS; 2) si fissa la quantità di carbone che si brucia (input) e ci si chiede quanta energia utile in meno si otterrà a causa del sistema di CSS. In entrambi i casi la penalizzazione energetica oscilla dall 11 al 40% con valori probabili attorno al 30%.

Insomma, a tutt'oggi, il gioco non vale la candela. Il fatto è che che quando un numero sufficientemente alto di persone e aziende comincia a lavorare in un settore, esso settore diventa in sè rilevante al fine di far girare l'economia anche se si tratta di un palese assurdo termodinamico. Considerazioni assolutamente analoghe valgono per i reattori nucleari per la produzione di energia elettrica. Chiunque non sia stupido capisce che si tratta di assurdi termodinamici ma alcuni progetti vengono realizzati in alcuni Paesi per soddisfare le esigenze di chi lavora e si è specializzato solo in quel settore. Quando taluni gruppi di pressione riescono ad avere governi amici ecco che scattano i finanziamenti, alcune centrali si progettano e qualcuna si farà. Queste assurdità contribuiscono pur sempre al PIL anche se cozzano contro i più elementari principi della razionalità energetica.

Se si volessero davvero trovare soluzioni sensate sia per la questione energetica che per la questione ambientale si dovrebbero imporre da subito drastiche politiche per la eliminazione di tutti gli sprechi. Ma queste presuppongono una radicale trasformazione degli stili di vita e una riduzione dei consumi dunque dubito che, negli USA e altrove, esse potranno diventare rapidamente una pratica diffusa.

Monday, November 9, 2009

Berlino, venti anni dopo

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Mentre a Berlino si celebrano gli eventi di venti anni fa, la Germania riflette sui risultati raggiunti dalla riunificazione ad oggi. La Taz pubblica un bell'articolo dal taglio critico sulle questioni sociali aperte nella Germania Orientale e sulle disuguaglianze tuttora esistenti tra Est e Ovest. Permangono anche grosse differenze nel costo della vita tra le diverse regioni: importanti economisti cominciano così a proporre che anche le indennità di disoccupazione e gli aiuti sociali vengano modulati localmente.


Alcuni video interessanti sui fatti che hanno cambiato l'Europa

Il seguente link video ti è stato inviato da: marco zoli


Video-Spezial zum Mauerfall: Der Untergang der DDR - SPIEGEL ONLINE - Nachrichte
marco zoli dice:

una breve ricostruzione degli eventi che portarono alla costruzione del muro di Berlino nel 1961




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Friday, November 6, 2009

Le Illusioni Ambientaliste

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Ci volle il primo rapporto dell' Intergovernmental Panel on Climate Change (e l'intensificarsi negli anni '80 dei periodi di grande siccità negli Stati del Midwest USA) per spingere le Nazioni Unite ad organizzare nel 1992 il primo grande Earth Summit di Rio de Janeiro nel quale la questione dei cambiamenti climatici veniva posta come questione centrale per l'umanità e riconosciuta tale, almeno formalmente, da un gran numero di Stati. Non si contano le conferenze che ne sono seguite fino ad oggi, tutte dispendiose, organizzate in posti anche molto belli, sempre più partecipate e sempre meno efficaci. Tant'è che le emissioni di CO_2 e gas serra continuano a crescere.

Chissà se vedremo il giorno in cui le associazioni ambientaliste, almeno le più serie, finiranno di illudersi e di riporre speranze su questo grande circo di incontri che preparano ad altri incontri. Il fatto è che la maggior parte dei delegati partecipanti al circo è costituita da politici i quali, nei rispettivi Paesi, 1) stanno economicamente benone, 2) non sono molto interessati agli effetti reali delle questioni ambientali, 3) sono molto interessati a mantenere i loro ruoli. Dunque devono recepire le istanze delle masse dei loro Paesi. Le quali masse sono principalmente afflitte, nei Paesi che contano, dai temi del lavoro, della crisi economica e della sicurezza di fronte alla piccola criminalità. Temi importanti, soprattutto i primi due. L'individuo-massa è però fondamentalmente ignorante, dunque non riesce a vedere oltre la punta del proprio naso e a collocare la crisi economica-finanziaria nel contesto della più generale crisi ambientale. Non ce la fa ed è difficile proporgli uno sforzo concettuale così impegnativo. E' ovvio che il politicante, per mantenere la sua posizione di rendita, ha bisogno di interpretare i bisogni delle masse poichè nelle democrazie ogni testa conta e vota per uno. Se il politico aspirasse al voto delle sole persone pensanti e di valore oggi, ad esempio in Italia, egli/ella prenderebbe non oltre l' 1% dei voti. E dovrebbe cambiare mestiere...che non conviene perchè a fare il politico di un certo livello si guadagna non male. Questo spiega come mai la questione ambientale non possa essere centrale per la sfera della politica. Con buona pace di tanti seri e appassionati amici ambientalisti che pure si impegnano con credo e zelo. E magari s'illudevano che i prossimi incontri di Copenhagen sarebbero stati fruttuosi.

Intanto il Presidente USA comincia ad avere diverse gatte da pelare ma c'è ancora chi spera in un suo salvifico colpo di reni. Sono articoletti buffi e contenenti diversi errori oltre che esemplificativi di un certo livello di sprovveduto fideismo ambientalista assai diffuso in Italia. Peraltro anche i miei amici pastori avevano saputo che Obama è per i pannelli solari ! Avevo dato più volte notizia degli importanti interventi della nuova amministrazione USA a sostegno delle energie rinnovabili. Infilandoci però dei prudenziali punti di domanda. Nel prossimo post daremo qualche numero precisino che permette di capire qual' era ed è il core business della politica energetica USA.