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Friday, November 26, 2010

High Quality Tourism in Malta

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Malta is, in a nutshell, a concentrate of  some major contradictions affecting several contemporary societies. The former British colony (independent since 1964) hosts more than 400.000 people on a tiny area of 316 square kms yielding a density above 1300 inhabitants per square km, the seventh highest in the world.  Or rather the fourth, after removing from the top list of States,  Macau and Hongkong (now belonging to China) plus Gibraltar (belonging to UK).

Greatly located in the heart of the Mediterranean, Malta is a main mass-tourism destination getting roughly 1.5 million visitors per year, many of them from England.  Besides, foreign investors attracted by a sound and rewarding banking system, have poured their money into the Maltese archipelago and favored real estate growth.  As a result the beautiful island, one time rich in biodiversity and endemic species, has been heavily looted to get room for the building sector expansion. Still the island, a blending of Arabic, Italian and English influences, retains so much character and history to make it worth a travel.

Avoid going there since April till half October and rather visit Malta, together with Gozo, in the late autumn or winter season. In Malta, you will get a glimpse of the fantastic as it had to be landscape if you explore the western coastline: reach Mosta by bus from La Valletta and go on walking westward. Take care of the hunters, a true plague in Malta, and hike from the Golden Bay to Fommir Rih Bay.

Smell the scent of the Mediterranean thyme shrubs, watch the sea squill widespread in the coastal guarigues, pick up wild rocket and carrots, get some almonds and will also find snails on the tree branches as they are fond of the leaves. Thus you've done your healthy meal for free. High quality tourism is fun and cheap also in Malta  whereas mass-tourism is expensive and boring. Mass-individuals need "travel" agencies to be packed in standard and horrible hotels. In such resorts, the mass-individual will encounter plenty of kin types to mirror his/her insignificance. The mass tourist needs high densities to display and satisfy its stupidity.

Between Ghajn Tuffieha- and Gnejna Bay

Oddly LonelyPlanet guide book highly praises the Radisson Blu Resort dominating the Golden Bay in North-Western Malta. This huge as much as awful building is an eyesore scarring the Bay as it can be seen from far away. I bet Carolyn Bain had a great, profitable staying at that Hotel but I wonder whether the LonelyPlanet author has a scrap of environmental awareness !
"Amazingly beautiful" Radisson Blu Resort in Golden Bay


Don't follow LP advice (in this case) and rather stay at Mallia's residence in Mosta. David and Mary promote and practice organic farming in Malta and will be proud to introduce you to the archipelago flora and history.

It is definitely worth spending few days in Gozo which is less densely populated than Malta. Being based in Xlendi , you may easily explore the gorgeous cliffs along the south west coast. Again take care of the hunters, some of them are children, which infest the area shooting the birds. Their stupidity is such that, due to the lack of wildlife, they buy and release pigeons  to have some targets to shoot.
Brainless human  behavior patterns are widespread throughout the world, some of them are recurrent.

Live pigeons on sell for bird addicted Maltese hunters

Hike and find fields generously covered by yellow-flowered wild rocket: it is for free and organic, thus take advantage.  If you are lucky, you may learn about the rocket virtues from some local beauty who likes harvesting the herb.  Also buy a fresh Lampuki  from the fisherman at Piazza San Frangisk in the nice island capital Victoria. Freshly milked sheep milk is available at kind shepherds in Munxar.  Dinner and breakfast should be tasty, healthy and cheap. The rule of thumb is: the more you avoid restaurants the better you eat. This holds everywhere. Moreover, giving your money directly to the producers  you weaken parasitic middlemen in the food distribution chain. From producers to consumers, this is the main recipe to eat well.

Maltese wild rocket gatherer

From Xlendi, climb up towards north-west and head to Dweira along the coastal paths. Once there you will see, in the Bay, the Fungus Rock islet whose flat top hosts the rare Cynomorium Coccineum well known to the Arabs and later to the Maltese Knights Hospitaller for its medicinal properties. Compare it with the quite similar Cynomorium songaricum widely used in Chinese traditional medicine.

These are just a few hints to make you curious about these places.

The crowds of  tourists looking for the all inclusive hotel with swimming pool infest mainly the eastern coast between Bugibba and Sliema. Not to waste time and energy, keep far from that zone also in winter.   If  you want to know more about nature in Malta and don't like going solo then contact the environmentalist Ms Annalise Falzon. She is the right person at the right place.

Fungus Rock





In the following, I'll come back to the population density issue which troubles so much several parts of the Planet.



Sunday, November 21, 2010

Colazione al bar, Obesi ed Alimentazione di Qualità

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Un' inchiesta sui bar delle stazioni pubblicata 4 anni fa da Altroconsumo ricordava come fossero oltre 10 milioni gli italiani che fanno "colazione al bar" almeno due volte la settimana. L' espressione è gergale proprio perchè esprime un' abitudine di massa (basta passare davanti al bar di un qualsiasi paese per notare dentro tanti birilli su due piedi con mani facenti presa su cappuccino e cornetto...brios dicono loro!).

Un' altra inchiesta sui cereali per la prima colazione pubblicata 2 anni fa dalla medesima Associazione dei consumatori rivelava come quella roba prodotta dalle multinazionali dell'alimentazione fosse una botta di zuccheri, grassi e sale.  Sia che facciano colazione a casa o al bar, gli italiani iniziano la giornata ingurgitando porcherie. Tant'è che i bambini italiani sono i più obesi d'Europa e sia gli adulti che i bambini  sono spesso stitici, diabetici ( 3 milioni ), allergici a mille cose...non digeriscono, hanno mal di pancia e quant'altro. E' buffo il popolo lamentoso.

Alla luce dei fatti noti e documentati dall' Organizzazione Mondiale della Sanità, risulta ridicola la credenza diffusa secondo la quale "gli italiani mangerebbero bene".  L'assenza di una cultura della colazione è un macro-difetto nazionale  che balza agli occhi di qualsiasi viaggiatore colto che venga in Italia.
Basta poi entrare in un qualsiasi supermercato per vedere cosa la massa infila nel carrello e dunque nello stomaco. Crolla dunque anche questo mito della buona cucina italiana. Essa c'è ma si manifesta sporadicamente, non è quotidianità.

I supermercati, dominati dalle grandi catene di distribuzione, sono circa uguali in tutto il mondo e il gusto della massa deve essere quanto più uniformato possibile proprio per soddisfare alle esigenze commerciali dei Padroni del CiboL'obesità è una delle grandi piaghe contemporanee tanto più allarmante in quei Paesi delle Americhe in cui la distribuzione del cibo è strettamente monopolizzata.

Tornando a noi, non basteranno poi le decine di migliaia di ricette della tradizione regionale italiana a cambiare lo stato delle cose. Infatti:

a) tali ricette sono in gran parte troppo elaborate proprio perchè le massaie nei secoli, volendo dimostrare a mariti e parenti la propria creatività, cucinavano per ore e più cucinavano (cuocevano) più distruggevano gli ingredienti di partenza....."per fare un buon sugo ci vogliono ore"...dicevano le nonne pazienti...infatti alla fine tutti mangiavano roba pesante, stracotta!

b) Inoltre le massaie, cuoche e cuochi sono spesso ignoranti, ieri come oggi,  dunque eccedono nell'uso dei grassi e degli zuccheri. Mescolano persino proteine diverse:  molti piatti della tradizione, le lasagne e i pasticci, gli antipasti misti di salumi e formaggi e la fiorentina coi fagioli, sono gustose porcherie da un punto di vista nutrizionale.

Insomma l'appello alla tradizione serve a poco.

E' pacifico che in Italia esista una gamma di prodotti alimentari straordinaria per varietà e qualità. Tale produzione continua però a essere consumata da pochi anche perchè succede che quei prodotti abbiano un certo costo.  Spesso non giustificato, ma i fanatici del bio sono attratti da ciò che costa: anche pagare molto fa status.

Aumentano perfortuna i mercati in cui i produttori vendono direttamente i loro prodotti ma intanto continuano a diffondersi luccicanti centri commerciali, nuovi centri di socialità che, insieme agli outlets, costituiscono i veri templi della stupidità di massa.

Sono innumerevoli i prodotti alimentari italiani contrassegnati da un qualche marchio di denominazione sia esso DOC, DOP o quant'altro ma a me queste cose dicono poco....la mozzarella di bufala campana è una DOP di qualità di lunga data. Se però le bufale pascolano nei campi in cui la camorra brucia o sversa i rifiuti le mozzarelle diventano bufale di qualità.  E gli esempi potrebbero continuare....la famosa pizza è fatta con formaggio fuso ma il formaggio fuso è prodotto da aziende a volte senza scrupoli....  Anche la qualità può dunque essere velenosa e il veleno spesso non si riconosce al palato. Lo si ingurgita ed agisce quando è dentro.
Come già sottolineato di recente,  le produzioni con denominazioni di qualità non sono poi esenti dall'infiltrazione di soya e mais geneticamente modificato oramai praticamente onnipresenti nel cibo industriale.

Di recente mi trovavo a Malta ospite di una coraggiosa famiglia che pratica agricoltura organica di qualità in un contesto difficile.  Loro sono molto consapevoli e attenti al rapporto tra alimentazione e ambiente. David e Mary hanno un cavallo e del pollame che vengono nutriti anche con del mangime acquistato nei consorzi locali. Non riescono però a trovare un mangime senza tracce di soya GM...mi hanno dato le etichette degli squisiti prodotti che comprano. E' roba importata da terre vicine a Malta, prodotta chissà dove.  Per rispetto del loro cavallo, ho fatto presente che ci sono comunque altre strade per evitare le trappole delle aziende biotech e di commercianti che vendono deliziosi mangimi rispettando peraltro le normative vigenti in materia di etichettatura...speriamo bene.


Il piatto nazionale maltese è il Fenek, un coniglio cucinato in vari modi. Tutti lo mangiano in ogni festa e raduno. Ogni ristorante lo propone e piace anche al turismo di massa che infesta l'isola. Anche i conigli  sono allevati in massa e stanno in gabbie in cui vengono nutriti con spazzatura GM.

Il Fenek è una prelibatezza come la pizza e la mozzarella.

Friday, November 19, 2010

Tartufo, Burro, Parmigiano e Soya GM

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E' in corso a San Giovanni d'Asso la consueta manifestazione di Novembre che celebra il prezioso tubero della zona, il tartufo, soprattutto quello bianco. Sabato scorso ho partecipato ad un interessante incontro-conferenza che aveva per oratori il colto Direttore del museo del tartufo, il dinamico tartufaio e giudice sensoriale Pinarello ed il famoso eno-gastronomo Angelini, esperto di analisi sensoriale.

Premetto che non spenderei mai 1€ per comprare 1grammo di tartufo il cui potere nutrizionale è pressochè nullo. Preferisco la rucola selvatica e il timo ma il tubero mi risulta affascinante da un punto di vista botanico.  Per questo ho partecipato. Attorno al suo aroma si è creato un bel business e, se costa uno sproposito, è anche perchè ci son tanti fessacchiotti contenti di pagare tanto anche solo per qualche decina di grammi con cui condire un crostino o un uovo. Poi, dopo aver toccato il cielo con un dito, tornano a mangiarsi le patatine fritte e alla consueta alimentazione basata su pasta e carne.

Ho ascoltato con attenzione il simpatico e affabile enogastronomo. Provo ammirazione per questi signori che riescono a sentire il profumo di carciofo nell'olio e quello di mirtillo nel vino. Trovo straordinaria la quantità di aggettivi che riescono a sfoderare per descrivere cose in fondo banali. Sabato scorso ho imparato che il tartufo bianco verrebbe esaltato dall'abbinamento col burro o col parmigiano (mentre il nero si accompagna all'olio di oliva). Ho fatto però notare all'enogastronomo che bisognerebbe far attenzione nel consumare burro e parmigiano per due motivi:

a) il burro industriale contiene generalmente significative quantità di PCB e la cosa è particolarmente preoccupante  in Italia.

b) il parmigiano è generalmente prodotto (fanno eccezione alcuni, pochi produttori) con latte di mucche alimentate con soya proveniente dal SudAmerica, dunque  geneticamente manipolata (GM). La cosa è arcinota.

Il gentile enogastronomo,

  a) non sapeva cosa fossero i PCB,
  b) mi ha chiesto se la soya GM finisse nel latte !

E' impressionante il livello di ignoranza scientifica di massa ed anche di coloro dotati di olfatto straordinario.

Mentre crescono le prove scientifiche della presenza di DNA proveniente da soya GM nei tessuti di animali che la mangiano, è evidente che su questioni tanto delicate andrebbero perlomeno adottati principi di precauzione, dunque andrebbe evitato l'acquisto di tutte le porcherie alimentari che possono contenere soya o mais GM. Anche perchè non se ne conosce l'impatto.
Se per gustare bene il tartufo bianco si finisce con l'ingerire del veleno, mi sembra consigliabile rinunciare al tubero e optare per la rucola selvatica. Si risparmia due volte e ci si mantiene fringuelli. Meglio semmai il tartufo nero che costa di meno e si può abbinare ad un sano olio.

A proposito di soya GM, invito lettrici, lettori e l'enogastronomo a guardarsi, qui di seguito, il bellissimo documentario sulla storia della Monsanto. Chi non fosse già al corrente impara anche cosa sono i PCB.  Buona visione.

Thursday, November 18, 2010

Case e Alimentazione...Osservazioni su Stili di Vita Diffusi

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Questo blog non è stato aggiornato per oltre quattro mesi.  Il lungo periodo di pausa è dovuto al fatto che ho avuto molto lavoro da svolgere, l'estate è stata densa di impegni che si sono sommati alle mie usuali attività tant'è che ho persino dovuto rinunciare al mio consueto giro cicloturistico di settembre. Ciò nonostante le mie condizioni di forma  sono decisamente buone ed ora, appena uscito da una bella sauna, torno a comporre qualche pensiero. Anche per soddisfare le tante lettrici che, un pò deluse ed un pò preoccupate, in queste settimane mi hanno scritto.

Diversi mesi fa chiesi ad un bravo amico falegname di aiutarmi a fare un lavoretto di ristrutturazione.  Non avevo tempo nè voglia di far tutto da me e così, essendo peraltro necessario  il contributo di un muratore, il falegname mi presentò il suo amico Nicola. Nicola mi raccontò di aver partecipato al restauro del Duomo di Siena e si mise all'opera coadiuvato dal genero Enzo ma già il primo giorno mi accorsi che si trattava di due brocchi. Non sapevano fare il loro mestiere. Presto Nicola gettò la spugna e chiese al fratello Giuseppe  di sostituirlo. Il buon Giuseppe (che mi si presentò come ex capo cantiere del famoso costruttore Impregilo)  intervenne aiutato dal  simpatico figlio Michele ma, dopo un discreto avvio, i due rimediarono errori clamorosi.  A malincuore dovetti liquidarli.
L'imbarazzato falegname mi presentò dunque un suo altro amico muratore, Marco di Collalto (Sinalunga, Siena) che venne in visita: affacciandosi su di una cisterna in giardino ebbe l'accortezza di dire che "vi avrebbe rinchiuso dentro un albanese e lo avrebbe lasciato a marcire lì". Il buon Marco, toscano democratico, fu liquidato all'istante e successivamente affidai  il lavoro da fare in cisterna a due bravi ragazzi pugliesi che, ironia della sorte assieme ad un albanese, fecero finalmente bene.

Potrei dilungarmi a raccontare per filo e per segno i fatti che comprovano la generale inettitudine della maggiore parte degli artigiani da me conosciuti nel tempo (e andrebbero aggiunte le varie ditte fornitrici di materiali che brillano per la loro efficienza). Sarebbe però esercizio noioso oltrechè inutile. Si sente dire spesso che "gli italiani sono creativi". Penso ci si riferisca a delle eccezioni.
E' invece utile, in relazione ai temi trattati in questo blog, fare alcune osservazioni basate sull'esperienza diretta accumulata negli anni:

1)  le case degli italiani (tanto per limitarci a questa parte di mondo ma le stesse considerazioni valgono anche altrove) fanno generalmente pena perchè coloro che le abitano, che le progettano e che le costruiscono non hanno alcuna cultura dell' abitare. Ci sono eccezioni ma questa è la norma.

2) In case costruite male si vive male. Una buona parte dei problemi sanitari degli italiani deriva dal fatto che essi vivono in case malsane, piene di veleni e prive di luce naturale.  Senza luce naturale il cervello non funziona ergo deve esistere una correlazione tra il tasso di stupidità di massa e la qualità dei luoghi dell'abitare di massa. Moltissimi nuovi appartamenti hanno bagni senza finestre.  Capisco che farla con vista sul bosco sia privilegio riservato a pochissimi ma non capisco come si possa defecare bene in ambienti privi di luce naturale. E' una limitazione tremenda. In compenso le case standard pullulano di porte che, oltre a rubare diversi metri quadri altrimenti utili, sono sintomo di chiusura mentale.

3) Il settore residenziale assorbe circa il 30% dei consumi nazionali di energia elettrica lorda e circa il 30% dei consumi energetici complessivi.  La costruzione e la gestione delle case è settore chiave che richiede drastici interventi onde poter ridurre la spesa energetica complessiva e il carico di emissioni inquinanti in atmosfera.


I vari Nicola, Giuseppe e colleghi credono che il cemento sia ottimo materiale da costruzione e, se non vengono bloccati, lo infilano ovunque possono.  Val la pena ricordare che la produzione di cemento è una delle maggiori cause di emissioni antropogeniche di CO_2. Il contributo dell'industria del cemento alla produzione globale di gas serra è stimato nell'ordine del 5%, dunque assai rilevante.  Inoltre le case costruite col cemento sono gelide d'inverno e soffocanti d'estate dunque sono pessime e richiedono ulteriori costi energetici.  Il giovane Michele mi disse un giorno con orgoglio che "a casa sua aveva l'aria condizionata". Ammetteva dunque di vivere in una casa-colabrodo ma non se ne rendeva conto. Gli spiegai che il condizionatore in realtà scalda anzichè rinfrescare. Non lo aveva mai sentito dire. Il sintomo di un'edilizia fallimentare era per lui sintomo di benessere acquisito. Peraltro anche tante persone presunte colte credono che il condizionatore d'aria serva a far fresco e lo usano in casa e in ufficio. L'ignoranza di massa è talmente sconfinata da risultare persino buffa.

E' poi interessante notare come tutti questi omoni che lì per lì sembrano fortissimi dopo un pò si rivelino debolissimi.  Cosa hanno  in comune queste persone che formano uno spaccato dell'Italia reale?

a) Sono tutti imbottiti di farmaci, anche i giovanissimi; come minimo sono stati operati all'ulcera o hanno il diabete. Pesano sul sistema sanitario regionale e nazionale e dunque anche su di me.  Non vedo perchè io deva pagare contributi fissi e salati a tale sistema di cui peraltro non usufruisco mai visto che il mio ultimo ingresso in una farmacia italiana risale al 1995 e fu per sbaglio.

b) Sono drogati di sigarette, passano una frazione significativa del tempo di lavoro fumando e buttano le cicche per terra; è giusto educarli.

c) Passano diverse ore delle loro giornate, anche non lavorative, seduti in automobili sfavillanti. Spendono per esse diversi quattrini e bruciano fiumi di carburante. Giuseppe venne a trovarmi una domenica mattina verso le 12: si era alzato alle sei ed aveva già fatto 700kms in moto, dal Tirreno all'Atlantico, con un gruppo di amici. Mi disse con un lampo di orgoglio che lui era il capogruppo!

d) Non leggono mai un libro e conducono vite noiose  basate sulla routine.

e) Si alimentano in modo orrendo...al mattino non fanno colazione o, se la fanno, ingurgitano biscotti, marmellatine e robaccia dolce. C'è chi mangia fette biscottate e beve latte a lunga conservazione. Il bongiorno si vede dal mattino. A metà mattinata la loro produttività lavorativa crolla...appena fa caldo cominciano a sudare e a lamentarsi...a mezzogiorno smettono di lavorare ed ingurgitano pasta unta, carne e salumi...alle quattro del pomeriggio sono sfiniti. Si dice che "gli Italiani mangiano bene, seguono la dieta mediterranea". Che infatti non esiste.

f) Alla sera si sbattono davanti al televisore. A 50 anni sono finiti.

E' evidente, mi è evidente da anni, che le grandi questioni energetiche del nostro tempo non troveranno soluzioni positive fintantochè non muteranno radicalmente gli stili di vita individuali dominanti in Italia e tante parti del mondo.  Le questioni ambientali sono, in questo senso, una conseguenza dell'assenza di cultura di massa. Tornerò presto con esempi concreti su questo nesso.