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Thursday, March 14, 2013

Il Governo, i Pirati e l' India

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I governi peggiori sono quelli che, già dimissionari, rimangono in carica per l'ordinaria amministrazione. Non devono rendere conto a nessuno della loro imbecillità. L'Italia era già abbastanza malandata dopo vent'anni di degrado causato dall'accoppiata PD-PDL e non aveva certo bisogno delle ulteriori manifestazioni di stupidità governativa che esperiamo in queste settimane.

Ora siamo arrivati al limite della rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con l' India.

Nel Febbraio del 2012, due militari di guardia su di una petroliera italiana vengono accusati di assassinio di due pescatori indiani al largo della costa del Kerala, Stato del sud dell'India. I due pescatori erano andati coi loro compagni a pescare i tonni e i due marines, assieme al loro capitano,  scambiarono i pescatori per pirati e probabilmente i tonni per missili.  Secondo la versione indiana, il fatto avvenne a circa 20 miglia nautiche dalla costa, al di fuori delle acque territoriali ma dentro la zona contigua  e assolutamente dentro la zona economica esclusiva indiana. Dunque non in acque internazionali.
Secondo fonti italiane il fatto avvenne invece a 33 miglia dalla costa comunque dentro la zona economica esclusiva indiana.

Fatto sta che, dopo dell' uccisione dei pescatori, la nave italiana ha continuato tranquillamente il suo viaggio verso l'Egitto prima di venire intercettata dalla guardia costiera indiana e costretta ad attraccare a Kochi.
Qualsiasi Stato degno di tal nome avrebbe arrestato e processato gli assassini dei pescatori.
L' India sembra essere stata persino troppo generosa nei confronti dell' Italia visto che:

1) ha lasciato libero il capitano;

2) ha arrestato i due acuti marines ma ha lasciato sviluppare un penoso caso giuridico diplomatico che ha visto coinvolti il governo del Kerala e quello nazionale indiano, l'Alta Corte del Kerala e la Corte Suprema indiana, le comunità dei pescatori e il cardinale cattolico del Kerala che ha auspicato una soluzione pacifica;

3) ha permesso che i due marines venissero a votare in Italia quando era ovvio che poi le autorità italiane si sarebbero mangiata la parola data e non avrebbero restituito i due tipi all'India come promesso. Peraltro c'era già stato un caso precedente con la Francia nel 1996 dunque l'India avrebbe dovuto far tesoro dell'esperienza fatta allora e non fidarsi dell'inaffidabile governo italiano. 

Molto più semplicemente le autorità indiane avrebbero potuto trasportare  il gruppetto di marines nella bellissima foresta di mangrovie del delta del Gange liberandolo in loco. Costoro avrebbero avuto l'opportunità di avvistare le tigri del Bengala facendo dunque un'esperienza turistica unica.
La questione sarebbe finita lì.

Invece ora, l'ambasciatore italiano, che aveva garantito che i marines sarebbero tornati in India dopo aver votato in patria, è nei guai.  E il Ministero degli Esteri italiano, dimostrando altissima competenza nel gestire il caso, continua ad agire in modo da indebolire i rapporti politici e commerciali (questi già in calo negli ultimi tempi) con uno dei Paesi più importanti del mondo.
Oltretutto i due erano già tornati a casa nel Dicembre scorso ed erano stati ricevuti con tutti gli onori dal presidente della Repubblica  (incredibile!) . Poi è stato lo stesso capo di governo, il consulente della Coca-Cola, ad andare a Fiumicino ad accogliere i due fucilieri il giorno prima delle elezioni. Insomma una misera vicenda è diventata pretesto per sfoderare l'orgoglio nazionale e per cercare di racimolare qualche voto...invano.

Per fortuna che questo governo, presieduto dall'omino che piace(va) alle banche europee, avrebbe dovuto essere composto da personalità di rilievo, da tecnici !  Prima spariscono meglio è.

Intanto salutiamo invece con piacere il crescere in Italia di un sano movimento che ha trovato finalmente la sua rappresentanza politica nelle ultime elezioni e che parla una lingua nuova.
Lo ha capito anche l'ambasciatore USA in Italia.

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