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Saturday, October 10, 2009

La Frontiera Turco-Armena

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Oggi i Ministri degli Esteri di Armenia e Turchia firmano a Zurigo un accordo per la riapertura delle loro frontiere chiuse dal 1993.

All'inizio degli anni '90, in seguito al crollo dell' Unione Sovietica, Armenia e Azerbaijan tornarono a scontrarsi per il possesso della regione del Nagorny-Karabakh abitata da una maggioranza armena ma appartenente alla Repubblica Socialista Sovietica Azera dal 1923. Dall'inizio del 1992 la regione divenne di fatto un'enclave armena in territorio azero, per quanto non riconosciuta internazionalmente. La Turchia, in appoggio dell' Azerbaijan, chiuse ogni rapporto con l'Armenia.

Il Protocollo che viene firmato oggi e che dovrà essere poi ratificato dai Parlamenti delle due Repubbliche è il frutto di cinque anni di trattative condotte anche sotto la pressione di USA, Russia e Unione Europea. Nè la Turchia nè l'Armenia possono agire senza tenere conto degli interessi delle potenze che contano.

L'Unione Europea chiede agli Stati membri (e a quelli che vogliono diventare membri) di non avere conflitti e vuole stabilità nella regione del Caucaso. Questa è un ponte fondamentale per le forniture di idrocarburi dalla zona del Mar Caspio e una direttrice armeno-turca pacificata sarebbe comunque conveniente ad entrambi in Paesi in quanto faciliterebbe gli investimenti esteri.

La Russia ha forti interessi commerciali in Armenia ne controlla la rete elettrica (inclusa la centrale nucleare a Medzamor) e la rete ferroviaria. Come la guerra contro la Georgia ha dimostrato un anno fa, la Russia è decisiva nel Caucaso. Ora però la Georgia vieta le sue rotte aeree alla Russia e questo crea grave disagio per i collegamenti aerei, militari e civili, con l' Armenia. Anche i trasporti via terra sono divenuti difficili e così, paradossalmente, la guerra tra Russia e Georgia ha finito per facilitare la riapertura delle frontiere tra Turchia e Armenia: il traffico russo-armeno potrà transitare lungo le strade turche. Ed un miglioramento dei rapporti turco-russi potrebbe portare a: 1) il riconoscimento dell'indipendenza dell' Abkhazia da parte turca, 2) il riconoscimento di Cipro Nord come territorio turco da parte russa.

Sembrerebbe meno chiaro il ruolo diretto esercitato dagli USA nella distensione turco-armena ma in realtà tale ruolo c'è. L'interesse principale degli USA nella regione è legato alla costruzione del gasdotto Nabucco progettato per trasportare gas azero e turkmeno dalla regione del Caspio all'Europa via Turchia. Il progetto però non prevedeva il transito in Armenia peraltro storicamente legata alla Russia e doveva essere alternativo al gasdotto South Stream voluto da GazProm. Ora però gli USA sembrano orientati ad una politica di cooperazione anche energetica con la Russia e dunque vedrebbero volentieri un Caucaso pacificato. Tra l'altro le riserve di petrolio e gas dell'
Azerbaijan erano state sovrastimate e il solo gas azero non giustifica da solo la costruzione del Nabucco che diventerebbe però determinante per il trasporto del gas iracheno. Anche l'Armenia potrebbe partecipare al progetto Nabucco se risolverà la questione del Nagorny-Karabakh con l' Azerbaijan che comunque, anche se ha meno linfa del previsto, rimane un buon partner per gli USA e per Israele oltre che alleato storico della Turchia. Se l'Armenia fa pace con la Turchia potrebbe rilassarsi anche con l' Azerbaijan traendone un doppio vantaggio e rendendo la vita più facile anche agli interessi degli USA.

Dunque l'apertura delle frontiere tra Turchia e Armenia è una mossa conveniente a tutti i grandi protagonisti della partita a scacchi che ha luogo nella regione del Caucaso.

Rimane però per entrambi i Paesi la gigantesca questione del discusso genocidio armeno che viene ricordata solo indirettamente nel Protocollo ma che peserà come un macigno anche nel tempo a venire. E il Presidente Armeno sta già fronteggiando una forte opposizione sia in Armenia che tra le potenti comunità della diaspora Armena.




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