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Sunday, November 21, 2010

Colazione al bar, Obesi ed Alimentazione di Qualità

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Un' inchiesta sui bar delle stazioni pubblicata 4 anni fa da Altroconsumo ricordava come fossero oltre 10 milioni gli italiani che fanno "colazione al bar" almeno due volte la settimana. L' espressione è gergale proprio perchè esprime un' abitudine di massa (basta passare davanti al bar di un qualsiasi paese per notare dentro tanti birilli su due piedi con mani facenti presa su cappuccino e cornetto...brios dicono loro!).

Un' altra inchiesta sui cereali per la prima colazione pubblicata 2 anni fa dalla medesima Associazione dei consumatori rivelava come quella roba prodotta dalle multinazionali dell'alimentazione fosse una botta di zuccheri, grassi e sale.  Sia che facciano colazione a casa o al bar, gli italiani iniziano la giornata ingurgitando porcherie. Tant'è che i bambini italiani sono i più obesi d'Europa e sia gli adulti che i bambini  sono spesso stitici, diabetici ( 3 milioni ), allergici a mille cose...non digeriscono, hanno mal di pancia e quant'altro. E' buffo il popolo lamentoso.

Alla luce dei fatti noti e documentati dall' Organizzazione Mondiale della Sanità, risulta ridicola la credenza diffusa secondo la quale "gli italiani mangerebbero bene".  L'assenza di una cultura della colazione è un macro-difetto nazionale  che balza agli occhi di qualsiasi viaggiatore colto che venga in Italia.
Basta poi entrare in un qualsiasi supermercato per vedere cosa la massa infila nel carrello e dunque nello stomaco. Crolla dunque anche questo mito della buona cucina italiana. Essa c'è ma si manifesta sporadicamente, non è quotidianità.

I supermercati, dominati dalle grandi catene di distribuzione, sono circa uguali in tutto il mondo e il gusto della massa deve essere quanto più uniformato possibile proprio per soddisfare alle esigenze commerciali dei Padroni del CiboL'obesità è una delle grandi piaghe contemporanee tanto più allarmante in quei Paesi delle Americhe in cui la distribuzione del cibo è strettamente monopolizzata.

Tornando a noi, non basteranno poi le decine di migliaia di ricette della tradizione regionale italiana a cambiare lo stato delle cose. Infatti:

a) tali ricette sono in gran parte troppo elaborate proprio perchè le massaie nei secoli, volendo dimostrare a mariti e parenti la propria creatività, cucinavano per ore e più cucinavano (cuocevano) più distruggevano gli ingredienti di partenza....."per fare un buon sugo ci vogliono ore"...dicevano le nonne pazienti...infatti alla fine tutti mangiavano roba pesante, stracotta!

b) Inoltre le massaie, cuoche e cuochi sono spesso ignoranti, ieri come oggi,  dunque eccedono nell'uso dei grassi e degli zuccheri. Mescolano persino proteine diverse:  molti piatti della tradizione, le lasagne e i pasticci, gli antipasti misti di salumi e formaggi e la fiorentina coi fagioli, sono gustose porcherie da un punto di vista nutrizionale.

Insomma l'appello alla tradizione serve a poco.

E' pacifico che in Italia esista una gamma di prodotti alimentari straordinaria per varietà e qualità. Tale produzione continua però a essere consumata da pochi anche perchè succede che quei prodotti abbiano un certo costo.  Spesso non giustificato, ma i fanatici del bio sono attratti da ciò che costa: anche pagare molto fa status.

Aumentano perfortuna i mercati in cui i produttori vendono direttamente i loro prodotti ma intanto continuano a diffondersi luccicanti centri commerciali, nuovi centri di socialità che, insieme agli outlets, costituiscono i veri templi della stupidità di massa.

Sono innumerevoli i prodotti alimentari italiani contrassegnati da un qualche marchio di denominazione sia esso DOC, DOP o quant'altro ma a me queste cose dicono poco....la mozzarella di bufala campana è una DOP di qualità di lunga data. Se però le bufale pascolano nei campi in cui la camorra brucia o sversa i rifiuti le mozzarelle diventano bufale di qualità.  E gli esempi potrebbero continuare....la famosa pizza è fatta con formaggio fuso ma il formaggio fuso è prodotto da aziende a volte senza scrupoli....  Anche la qualità può dunque essere velenosa e il veleno spesso non si riconosce al palato. Lo si ingurgita ed agisce quando è dentro.
Come già sottolineato di recente,  le produzioni con denominazioni di qualità non sono poi esenti dall'infiltrazione di soya e mais geneticamente modificato oramai praticamente onnipresenti nel cibo industriale.

Di recente mi trovavo a Malta ospite di una coraggiosa famiglia che pratica agricoltura organica di qualità in un contesto difficile.  Loro sono molto consapevoli e attenti al rapporto tra alimentazione e ambiente. David e Mary hanno un cavallo e del pollame che vengono nutriti anche con del mangime acquistato nei consorzi locali. Non riescono però a trovare un mangime senza tracce di soya GM...mi hanno dato le etichette degli squisiti prodotti che comprano. E' roba importata da terre vicine a Malta, prodotta chissà dove.  Per rispetto del loro cavallo, ho fatto presente che ci sono comunque altre strade per evitare le trappole delle aziende biotech e di commercianti che vendono deliziosi mangimi rispettando peraltro le normative vigenti in materia di etichettatura...speriamo bene.


Il piatto nazionale maltese è il Fenek, un coniglio cucinato in vari modi. Tutti lo mangiano in ogni festa e raduno. Ogni ristorante lo propone e piace anche al turismo di massa che infesta l'isola. Anche i conigli  sono allevati in massa e stanno in gabbie in cui vengono nutriti con spazzatura GM.

Il Fenek è una prelibatezza come la pizza e la mozzarella.

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