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Wednesday, January 19, 2011

Federico...da Lotta Continua al Vino di Caju

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In una bella spiaggia di Zanzibar incontriamo Federico appena arrivato da Dar es Salaam, per un weekend di vacanza, in compagnia della simpatica moglie statunitense, addetta al settore comunicazioni presso un agenzia delle Nazioni Unite di stanza nella capitale di Tanzania.

Il Federico di origini umbre si trasferì circa venti anni fa in una località del Nord-Est brasiliano, Jericocoara, divenuta poi capitale del turismo ludico, selvaggio ed anche un po chic. Ivi il nostro Federico, utilizzando un pò di soldini avuti dai genitori, aprì un ristorante e si fece un nome oltre ad una famiglia. Poi, un bel giorno di qualche anno fa, arrivò a Jeri la bella e giovane giornalista USA: i due si conobbero e si piacquero, Federico ormai non più giovane capì che per lui questa ragazza era l'utima spiaggia, chiuse il ristorante con orto e decise di seguire la moglie nei suoi spostamenti di lavoro nel mondo...Parigi, Roma, Tunisi, ora Dar es Salaam, poi chissà. A sancire il loro amore è arrivato un bel bimbo. Da allora Federico fa il baby-sitter e va a rimorchio.

Parliamo un pochino...imparo così che Federico è un grande sostenitore del Venezuela di Chavez, simbolo del socialismo e baluardo della lotta contro l'imperialismo USA. Federico non è mai stato in Venezuela ma alcuni compagni ci sono stati e gli hanno riferito. Mi vien da sorridere poichè proprio un anno fa avevo toccato con mano il disastro causato dal populismo demagogico e pseudo-socialista di matrice chavista e ne avevo qui riferito. Cerco di spiegare al buon Federico come stiano le cose: gli faccio presente che la sua proprietà di Jeri, qualora si trovasse in Venezuela anzichè in Brasile, sarebbe probabilmente già stata espropriata.

Mi accorgo però ben presto che Federico, pur non avendo argomenti per replicare, non è in grado di intendere nè di ascoltare. Il suo linguaggio, ideologico e confuso, è intriso di luoghi comuni di matrice sessantottina...ed infatti da lì a poco Federico, con un sospiro nostalgico, racconta di aver frequentato il Liceo a Montepulciano e che era di Lotta Continua quando, negli anni settanta del secolo scorso, studiava alla Facoltà di Lingue Orientali di Venezia. Avevo intuito.

Gli stupidi hanno sempre bisogno di schierarsi e di trovare appartenenze, l'individuo-massa si sente sicuro quando fa parte di un gruppo. Provo una certa compassione per Federico il quale mi appare un simpatico residuo di un tempo per fortuna finito. Non è però finito e non finirà il tempo delle faziosità. Racconto qui la storia di Federico, di per sè banale, solo perchè mi sembra emblematica di quali danni possano creare i fanatismi ideologici.

Egli ora prende confidenza. Oltre a Chavez coltiva il prevedibile mito cubano e mi aggiorna sulle conquiste dei medici di Fidel: sconfiggono la malaria in Africa introducendo maschi di zanzara anofele sterili. Grandioso! Il povero Federico non sa che queste tecniche, lungi dall'essere prerogativa cubana, sono in realtà state introdotte negli anni'50 da entomologi americani, ergo da servi dell'imperialismo USA, ma la cui efficacia anti-anofele rimane da comprovare. Con una certa cognizione di causa gli spiego che, per ora, rimangono efficaci le armi della prevenzione, dell'igiene e degli antibiotici della multinazionale Novartis.

Il nostro oramai si scatena e passa al Medio Oriente. Il Casteli si dichiara così filo-arabo e nemico dello Stato Nazista di Israele. Apprendiamo che:

1) Saddam Hussein era amico del popolo curdo e che Hamas è una grande organizzazione democratica.

2) Il Presidente Iraniano Ahmadinejad è un grande leader popolare e, come Chavez, baluardo anti-imperialista ed anti-sionista.

3) Esiste una cupola mondiale che determina le sorti dell'economia planetaria. Di tale cupola fanno parte per l'Italia gli ultimi due Presidenti del Consiglio e il ministro dell'Economia...ci sono poi il Presidente USA, il finanziere Soros e altri.

Ascolto e registro lo sproloquio dell'ultrasessantenne panciuto che ricalca per filo e per segno i comunicati deliranti delle Brigate Rosse di trenta anni fa.
Il fatto poi che il dittatore Iraniano reprima i movimenti studenteschi e umili i settori più avanzati della dinamica società iraniana non interessa a Federico. Se il nostro ex-Lotta Continua si fosse trovato, da studente negli anni '70, di fronte ad un Ahmadinejad sarebbe stato perlomeno torturato ed evirato. Ma egli è troppo ottuso per riflettere e comprendere. Gli mancano gli strumenti analitici, da studente manifestava molto e studiava poco.

Federico ogni tanto sospira e ripensa alla sua proprietà brasiliana per ora abbandonata e nella quale la ragazza statunitense non ha alcuna intenzione di andare a vivere. L'ex-Lottatore aveva persino imparato a fare il vino di anacardo (caju in portoghese) ed ora si ritrova in Tanzania a vivere con i quattrini di lei, che son dollari, la vil moneta degli imperialisti USA. La ragazza poi lavora per un'agenzia largamente finanziata da centri del capitalismo mondiale, ma anche su questo Federico sorvola.
La fringuellatio si è imposta sulla lotta rivoluzionaria. Per amore egli ha rinunciato al caju. La ciccia, per quanto imperialista, vien prima del comunismo.

Egli però continua a credere nella presa di coscienza delle masse e poichè ha anche una vena ambientalista vuol convincere i pescatori di Dar es Salaam a pulire la battigia. Il nostro si avvia al tramonto e ha bisogno di azione sociale: le giornate in terra d'Africa sono lunghe e, mentre aspetta che la giovane moglie rincasi dopo la giornata in ufficio, vuol trovare qualcosa da fare. I pescatori di Dar però ha ben altro a cui pensare e lo ignorano. Ahh Federico... sognava la rivoluzione ed è finito in una spiaggia brasiliana a vendere piatti di riso e fagioli. Ora fa il casalingo in Africa.

Da Dar es Salaam si arriva a Zanzibar in un'ora e mezza grazie ad una nave comoda e veloce. Il nostro ambientalista ha però utilizzato un piccolo aereo (pagandolo in dollari USA) per coprire la brevissima distanza che separa l'isola dal continente. Egli non sa che gli aerei usano la maggior parte del carburante proprio in fase di decollo ed atterraggio, ergo volare per qualche decina di chilometri equivale a compiere un crimine ambientale: le emissioni di CO_2 per Km e per passeggero trasportato risultano mostruose. L'alternativa, la nave, in questo caso c'è ed è economica ma Federico si giustifica dicendo che il bimbo potrebbe soffrire il mal di mare. In realtà il mare è liscio come l'olio. I bambini vengono spesso presi a pretesto per coprire le inettitudini e le pigrizie dei genitori.

La coerenza di tanti ex-sessantottini è proverbiale. Ci congediamo dal povero Castel con un abbraccio mentre la ragazza lo guarda divertita. Come baby-sitter il compagno è affidabile.

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