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Friday, February 18, 2011

Foreste Igapó e Várzea.... colore delle acque e uccelli endemici

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Gentile Prof. Vittorio Amadio,

Con riferimento al suo articolo apparso su La Nuova Ecologia di Febbraio 2011  (pg.35), noto che la distinzione da lei fatta tra foresta Igapó e foresta Várzea è un pò confusa.  Vorrei precisare che:

a) la foresta Igapó è allagata regolarmente da fiumi con acque scure che provengono da territori geologicamente più antichi  (vd. Rio Negro nel bacino Amazonico)
b) la foresta Várzea è allagata stagionalmente da fiumi con acque bianche (in realtà color beige) provenienti da territori, come quelli Andini, più giovani geologicamente  (vd. Rio Solimões).

La distinzione di colore delle acque è fondamentale in quanto le seconde, proprio in virtù del territorio da cui originano, sono quelle più ricche di sedimenti erosi. Di conseguenza la foresta Várzea ha un suolo relativamente più ricco di nutrienti ed è più favorevole all'agricoltura. Dunque è la più minacciata dalle pratiche di disboscamento.


Di converso le foreste Igapò hanno generalmente poche zanzare in quanto le larve non sopportano gli acidi organici che rendono appunto scura l'acqua.

La stessa differenza di colore delle acque che si nota nel bacino Amazonico si ritrova nel bacino del Rio Orinoco in Venezuela:  nei pressi di Puerto Ordaz il Rio Caroni, che origina nella Gran Sabana ed è portatore di acque scure,  confluisce appunto nell'Orinoco ma le acque, di diversa densità e temperatura, non si mescolano per un lungo tratto...proprio come a Manaus.

A prima vista noto inoltre un errore: l'hoatzin non è un endemismo Amazonico. Se fosse un endemismo vorrebbe dire che si trova solo lì. Io però ho visto questo interessante uccello anche sul delta dell'Orinoco dunque fuori dalla regione Amazonica. Lo si può invece definire endemico del Sud America.

Complessivamente l'articolo mi sembra senza infamia e senza lode, non è male ma non dice alcunchè di rilevante e originale sull'Amazonia. La Nuova Ecologia le avrà chiesto di riempire una pagina della rivista e lei lo ha fatto diligentemente raccogliendo online un pò di dati. Le darei un bel 22/30. Temo però che le manchi l'esperienza diretta con quella parte di mondo, chissà se c'è mai andato nella foresta vera magari non in gruppo.

Le allego un paio di foto sul fenomeno delle acque che "non si mescolano".

Cari saluti

Marco Zoli

p.s. Non si preoccupi. Il suo non è un caso isolato: sa quante volte mi è capitato di prendere in mano La Nuova Ecologia e di trovarvi errori di vario tipo! E' una vecchia storia...e il Direttore è un vecchio amico! Molto onesto peraltro: non ha mai organizzato una truffa in vita sua.


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