Questo blog nasce con l'intento di dare un contributo alla diffusione di una cultura ambientalista sia teorico-scientifica che operativa. E libera da intrallazzi. Strada facendo qualche divagazione si fa necessaria. ******* Motivation which inspires this blog is helping to spread an environmental culture with both scientific and practical sound basis. Above all, a Frauds Free culture. Some contributions on other issues are published according to latest news and needs.
Monday, September 15, 2008
...gli Eco-Caporioni....
Non sono solo i partiti a basarsi sul fideismo e l’obbedienza di massa ma anche talune associazioni. Un anno fa alcuni caporioni di Legambiente (associazione notoriamente affiliata al PD e dunque sensibile al fascino dell’intrigo politicante) organizzarono una truffa descritta e smascherata in questo blog (vedi soprattutto i primi posts). Le eco-canaglie pensavano di farla franca…avevano deciso di affibbiare l’etichetta di Ambientalista 2007 ad un loro amico dell’hinterland nord di Napoli, manco a dirlo targato PD,
ed hanno architettato la buffonata del concorso usando le facce di 15 persone: il loro amico più altre 14 scelte in Italia e altrove. Questo bel signore ha legato il suo nome allo scandalo dei rifiuti inventandosi persino un ruolo di attore in un film (con titolo in inglese storpiato) su camorra e rifuti. Chissà...Se la camorra dovesse mai un giorno venir estirpata potrebbe costui mantenere il suo ruolo? O andrebbe in crisi di identità?
Ricordo che anni fa fu sollevata la polemica sui famosi professionisti dell'antimafia: si disse che molti di loro erano più mafiosi dei mafiosi stessi.
Il presidente della giuria-farsa completando la truffa con l’articolo pubblicato sulla complice rivista dell'associazione (vedi post a seguire), aveva dato a tutti appuntamento al 2008 per la nuova edizione del concorso ordito su scala internazionale….chi l’ha più visto? Ma è un uomo o una mezza minchia colui che da appuntamento al 2008 eppoi non si fa più vedere? Si noti anche lo stile retorico del secondo articolo allegato, un panegirico di sapore stalinista, privo di taglio critico dunque non credibile. Rimane la domanda: come fa ad educare alla legalità un signore che partecipa a (e beneficia di) truffe?
L’iniziativa del Premio Ambientalista è fallita, gli eco-truffatori stavolta hanno fatto flop! Chissà come mai non hanno ripetuto quest'anno il "Concorso Ambientalista" che avevano annunciato? Forse proprio perchè erano stati sputtanati a dovere. Faceva parte del clan anche l’allora segretario dell’associazione, ora senatore. Egli porta il nome di una illustre famiglia ebraica romana ma, si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco. E’ in generale difficile trovare un ebreo completamente stupido. E’ stato comprovato che ciò non è però impossibile. Anche perchè, essendo italiano, costui è sostanzialmente assimilato agli usi e costumi locali...in Israele al massimo potrebbe fare il portalettere, qui è parlamentare. E' noto che per essere cooptati a fare i parlamentari bisogna essere sufficientemente bugiardi e stupidi servi (c'è qualche eccezione ma questa è la regola). Dunque tutto torna, il cerchio si chiude.
Molte oneste socie e soci di Legambiente mi hanno scritto nei mesi scorsi esprimendo il loro disappunto per la truffa ordita dagli eco-caporioni. Non ho però visto denunce pubbliche e nette della truffa medesima. E chissà quante altre truffe avevano organizzato in passato le canaglie politicanti verniciate di verde-giallo!
Va anche detto che i componenti della redazione della rivista, pur sapendo tutto, hanno servilmente taciuto. Pur di avere e mantenere un posto di lavoro la gente è solita star piegata a 90° …procedono così, in avanti o indietro. Il fatto è che gli italiani sono assuefatti alle truffe essendo spesso la loro vita intrisa di truffe e di concorsi truccati, dunque uno più uno meno cambia poco. Il Pithecanthropus Erectus ha lasciato tracce a Giava, in Asia e altrove ma in Italia ha pochissimi epigoni.
In un prossimo post racconterò alcuni dettagli del tesseramento a Legambiente. Mi è stato chiesto di farlo da alcune bravissime, nonché leggermente timide, ragazze iscritte all’associazione. Lo faccio per loro, per pura generosità. Per il momento registriamo che, a fine Settembre, Legambiente rilancia l’iniziativa Puliamo il Mondo. Non è che magari, abbassando un po’ il tiro e per coerenza, le tante brave ragazze e ragazzi incomincieranno a far pulizia a partire da casa propria?
A proposito di coerenza: i caporioni di Legambiente dicono a parole di essere contrari alla costruzione di centrali nucleari. E' successo però che tra gli ultimi atti del governo Prodi vi sia stata l'approvazione del regolamento (in vigore dal 1 maggio 2008) che detta i criteri per individuare tutto ciò che può essere oggetto del segreto di stato (vedi Gazzetta Ufficiale n.90 del 16 aprile 2008).
Si legge al punto 17 dell'Allegato che tra le cose a cui potrà essere esteso il segreto di stato sono compresi anche gli impianti civili per la produzione di energia ed altre infrastrutture critiche.
Dove erano gli eco-caporioni legambientini, senatori ed onorevoli targati PD e già sostenitori del succitato governo, quando veniva approvato questo regolamento che autorizza il segreto di stato anche su possibili future centrali nucleari ? Dormivano, facevano finta di nulla o verniciavano di verde il famoso pullman del capo-cosca PD?
http://marcozoli.blogspot.com/2008/02/le-balle-di-legambiente-e-la-colf-di.html
Ho controllato questo punto perchè avevo sentito dire (Festambiente 2008) dal senatore Della Seta (PD) che è stato Berlusconi a imporre il segreto di stato sopracitato...è forse per questo che il furbacchione neo-senatore ha un nasone così bello grosso?
Sunday, September 7, 2008
Crisi Idrica e Sviluppo Sostenibile nel Vicino Oriente
Intervista (in due parti) a Gidon Bromberg, Direttore dell' ufficio Israeliano di Friends of the Earth - Middle East, organizzazione che ha per focus la cooperazione tra Giordani, Palestinesi ed Israeliani sui temi ambientali decisivi per tutti. A cominciare da quello dell'acqua.
http://www.treehugger.com/files/2008/09/gidon-bromberg-foeme-interview-one.php
http://www.treehugger.com/files/2008/09/gidon-bromberg-foeme-interview-two.php
Saturday, September 6, 2008
Estrazioni di Petrolio al largo delle coste USA
Si intensifica il dibattito negli USA sulla necessità di perforare ed estrarre petrolio in mare e nelle zone artiche. Anche alcuni settori ambientalisti guardano con un certo interesse a questa opzione e, a fronte dell'aumento del prezzo del petrolio importato, sarebbero disposti a rivedere la moratoria sulle perforazioni offshore in vigore già dal 1982 per le coste di California
http://www.worldwatch.org/node/5874
La produzione di petrolio negli USA raggiunse il picco nel 1971. Da allora è nettamente calata con una breve e parziale ripresa a metà degli anni '80. Oggi gli USA producono circa 8.5 milioni di barili al giorno ma ne consumano quasi 21 milioni.
Sunday, August 17, 2008
Turbine Eoliche e Pannelli Solari sui tetti di Malmö
Chi ha vero senso estetico apprezza la bellezza delle tecnologie produttrici di energia solare ed eolica
installabili direttamente a casa propria.
http://www.treehugger.com/files/2008/08/vertical-turbines-tested-in-malmo.php
La città svedese è quarta al mondo nella classifica stilata da Grist relativa alle città più vivibili e attente ai temi ambientali
http://www.grist.org/news/maindish/2007/07/19/cities/index.html#continues
Monday, August 4, 2008
Agricoltura e Informazione a Prima Pagina (Radio3)
Gentile Sig. Andrea Romano,
ieri mattina l'ho ascoltata a Prima Pagina e mi pare che complessivamente lei non abbia fatto male. E' possibile che io abbia perso qualche passaggio perchè ero in partenza ma non l'ho sentita purtroppo rettificare le cose sbagliate che aveva detto sul nucleare. Peccato inoltre che in conclusione di trasmissione, risponendo ad una domanda sull'agricoltura di qualità, lei abbia affermato che "in Cina e in India l'agricoltura biologica dovrà aspettare diversi anni prima di fare la sua comparsa".
Premesso che l'aggettivo "biologico" non è in questo contesto molto appropriato e meglio sarebbe usare il termine "organico" come si fa nella lingua inglese, la informo che:
1) in India il mercato dei prodotti organici certificati è in grande espansione già da diversi anni nelle aree urbane; peraltro la pratica della certificazione, tanto in India quanto in Italia ed altre parti del mondo, è spesso fonte di un bel business che non necessariamente avvantaggia i piccoli produttori. Anzi, molti di loro hanno saggiamente deciso di fuoriuscire dal meccanismo delle certificazioni (troppo onerose) e di crearsi un mercato autonomo e locale basato sulla fiducia. Per quel che mi riguarda, tutto quel che coltivo e mangio è "biologico" e quasi nulla è certificato....da povero contadino mi accontento così!
http://www.ecoworld.com/home/articles2.cfm?tid=349
2) nei villaggi dell'India, dove vive il grosso della popolazione, l'agricoltura è "biologica" da sempre (e non certificata, s'intende) per il semplice motivo che i contadini hanno da sempre coltivato in quel modo e nemmeno si potrebbero permettere l'uso di fertilizzanti e pesticidi, a meno che non vi siano forzature esterne. Il caso di Bhopal fu emblematico. Naturalmente vi sono poi anche colture intensive ove l'impiego di prodotti chimici è elevato. Mi sono limitato all'India perchè ho una certa conoscenza di quel Paese.
Così come nel caso del nucleare la sua affermazione era dunque ancora una volta superficiale, strampalata e non documentata. Vede, caro Andrea, lei potrà sostenere come nella sua precedente replica che "le sue sono opinioni tanto quanto le mie". Ma di questo passo si potrebbe anche sostenere che "il Sole gira intorno alla Terra" e contrabbandare la fesseria per legittima opinione. La differenza tra me e lei è la seguente: le mie analisi sono sempre documentate e basate su fatti incontrovertibili, lei invece sentenzia in modo ideologico ed apodittico senza aver la benchè minima conoscenza dei fatti reali...tanto sul nucleare quanto sull'agricoltura di qualità.
Non solo, dal momento che lei è giornalista-editorialista de LaStampa, lei è persino convinto di poter fare dell'informazione. Son sicuro che è orgoglioso del suo ruolo. Il problema è che senza studiare è difficile poter dire e fare cose sensate.
Non se ne abbia a male, caro Andrea, lei non è certo il peggiore tra i giornalisti che passano a Prima Pagina e tra i giornalisti italiani in generale. Mi son rivolto a lei perchè avevo in questi giorni qualche minuto ed anche perchè voglio stimolarla ad un percorso virtuoso ed autocritico.
Un abbraccio e...non dimentichi di condire la sua alimentazione con tante spezie indiane...organiche.
Marco Zoli
Saturday, August 2, 2008
Energia e Informazione - Energy and Information: a well written paper
Ecco un articolo illuminante scritto da David Morris, uno che di questioni energetiche se ne intende. Un esempio di come si fa giornalismo serio.
Purtroppo nell' Italia , decadente e provinciale, queste informazioni in genere non circolano. Anche perchè gli italiani, giornalisti compresi, in genere non sanno leggere.
E' un articolo lungo ma vi consiglio di studiarlo fino in fondo. Ne vale la pena.
http://www.alternet.org/environment/93609/electric_cars_are_the_key_to_energy_independence/?page=entire
*
A beautiful contribution by Davis Morris on the energetic issues....enjoy
Energia e Informazione a Prima Pagina (Radio3)
Al giornalista di turno a Prima Pagina:
Buondì Sig. Andrea Romano,
l'ho sentita per due mattine di fila intervenire sulle questioni energetiche e dire diverse cose sbagliate. Oggettivamente sbagliate:
1) la produzione di energia elettrica da fonte nucleare non è "pulita" e non porta ad eliminare le emissioni di CO_2 come lei crede.
2) la produzione di energia elettrica da fonte nucleare non contribuirebbe a diminuire la dipendenza dal petrolio ed infatti non contribuisce in tal senso in Paesi (i.e. Francia) in cui il nucleare è ben presente.
3) la produzione di energia elettrica da fonte nucleare non contribuirebbe ad eliminare la dipendenza energetica italiana per il semplice motivo che l'uranio va importato ed è sempre più difficile reperirlo. E non contribuirebbe neanche a ridurre sostanzialmente tale dipendenza.
Chiunque sia alfabetizzato in materia conosce queste cose.
Può studiarsi il mio articolo con i riferimenti in esso riportati. Tutti i dati citati provengono dalle maggiori agenzie internazionali e sono tra loro consistenti.
http://marcozoli.blogspot.com/2008/05/nucleare.html
4) Nessuno scienziato degno di tal nome contesta i punti suddetti. E' però vero, come lei diceva, che esistono diversi scienziati competenti sul tema del nucleare che sono a favore di tale fonte al fine della produzione energetica. Alcuni di loro hanno interessi professionali specifici in materia e dunque sono parte in causa. Altri sono in buona fede ma sono specializzati solo su alcuni aspetti dell'argomento. Ad esempio, molti non hanno manco mai visto una miniera di uranio..... Quello della iper-specializzazione, con le sue implicazioni, è un problema che si riscontra spesso negli ambienti scientifici. Nel dedicare tutte le proprie energie in una sola direzione si finisce col rimanere sguarniti su gli altri fronti.
Lei non è certo il primo nè l'unico ad avere detto, a Prima Pagina, diverse fesserie in materia. Le ho scritto perchè mi piaceva il tono pacato con cui le diceva....son sicuro che per molti ascoltatori sarà riuscito persino convincente. Sarebbe bello se lei, domani mattina, volesse correggere le sue affermazioni sbagliate anche perchè, in Italia, l'ignoranza sulle questioni energetiche (e scientifiche in generale) è particolarmente acuta.
L'informazione corretta è sempre importante e i fatti sono fatti. Distinti dalle opinioni. Come ogni giornalista dovrebbe sapere.
Cari saluti e Prospera estate
Marco Zoli
http://marcozoli.blogspot.com/
Tuesday, July 29, 2008
US Power Prices versus Consumption - USA: Consumo e prezzi di Elettricità
Analysis of power prices and consumption in 30 western states (in USA) shows a clear trend: the cheaper the price the higher the consumption. Obviously other factors also contribute to enhance consumptions but too low prices certainly do not favour widespread environmental awareness
http://www.worldchanging.com/archives/008283.html
Un'interessante analisi sulla relazione tra i prezzi dell'energia elettrica e i consumi in 30 Stati occidentali degli USA. Sarebbe bene leggere in dettaglio i dati e i commenti riportati nel link di worldchanging...in sintesi per gli italiani che non possono leggere: prezzi troppo bassi favoriscono i consumatori spreconi.
Friday, July 18, 2008
Saving Toilet Paper is easy and useful
Toilet Paper (TP) consumption is tremendously high in Western and socalled developed countries. For years I have been warning guests, mainly women, not to waste TP. Most of them have admitted as much naively as sincerely that nobody before had taught them how to use TP...mainly city girls have no knowledge about the environmental issues behind TP productive cycle. Sometimes I felt forced to give practical demonstrations, thus convincing the guest that saving TP is very easy indeed. On the other hand millions of women throughout the world simply ignore what TP is.
I warmly invite you to click on the following link to get aware of a simple way to reduce absurd waste and improve environmental consciousness starting from your bathroom
http://www.treehugger.com/files/2008/07/green_your_toil.php
Best wishes
p.s. men are strongly encouraged to piss in the compost...this is a must at my place. Advantages are threefold: you save water, help fermentation and have fun.
Thursday, July 3, 2008
Università e Ricerca Scientifica: momento molto critico
Ho scritto più volte su questo blog che il basso livello culturale di massa è uno dei motivi chiave dello stato di decadenza italiana. In questo Paese la cultura non è un valore, anzi spesso si riscontra nel popolo una sorta di pregiudizio, di diffidenza diffusa nei confronti di chi opera per produrre cultura. Tale diffidenza va di pari passo con atteggiamenti opposti, anch’essi diffusi, di venerazione a-critica dello scienziato considerato una sorta di stregone e comunque dedito ad attività “strane”, lontane dai bisogni e dalla vita quotidiana della gente. Diffidenza e Venerazione sono due facce della stessa medaglia, una medaglia che è intrisa di disinteresse per tutto ciò che è studio e cultura. Ed infatti la cultura, in particolare quella scientifica, non è mai stata concepita in Italia a livello popolare come necessità fondamentale, come architrave della vita nazionale. Non starò qui a cercare i motivi storici di questo stato di cose ma è solo ovvio e conseguente che anche il mondo politico, nella sua quasi generalità, abbia sempre dato pochissimo peso ai temi della cultura e della ricerca scientifica.
Va peraltro detto che i ricercatori sono in tutto qualche decina di migliaia e dunque il loro peso elettorale è pressoché nullo. Nessuno quindi si è stupito allorquando il Governo precedente, con nonchalance, ha deciso di placare le proteste dei camionisti con quattrini stornati dai finanziamenti alle Università. Dal Cile alla Francia e all’Italia, i camionisti possono paralizzare un Paese, i ricercatori no. Anche perché in genere questi son persone gentili. A volte persino un pò troppo masochiste e remissive per i miei gusti e secondo la mia esperienza. Dunque, ai partiti politici la scienza non interessa e l’Università non viene da essi concepita come settore nevralgico in cui investire risorse pubbliche. Questo stato di cose è poi senz’altro aggravato da pratiche di malcostume diffuse in diversi settori del mondo universitario, dai concorsi truccati con vincitore prestabilito alle carriere folgoranti di tanti emeriti brocchi.
Queste pratiche forniscono il destro e il pretesto a media e mondo politico (che vergine non è) per descrivere l’Accademia come luogo del malaffare e della corruzione generalizzata. Dico subito che questa descrizione/opinione è falsa e che il pezzo di Università che io conosco direttamente è luogo di alta ricerca scientifica internazionale fatta da gente sottopagata rispetto agli standard europei e rispetto alle grandi competenze acquisite in decenni di studi. So però che la percezione dell’Accademia=Postribolo è molto diffusa e si fonde con il pregiudizio popolare anticultura di cui dicevo, innescando una spirale perversa. Il risultato finale è che per la famiglia italiana media l’investimento in istruzione non è considerato molto remunerativo.
La settimana scorsa, una diciannovenne californiana mi raccontava del suo programma di iniziare tra un mese gli studi in un college privato dell’Oregon. Si è ben informata e sente che per la sua formazione quello è il posto giusto. Sa però che l’impegno finanziario per la sua famiglia, benestante ma non straricca, sarà notevole in quanto la tassa annuale è di US$40000. Vitto e alloggio incluso s’intende, ma quarantamila dollari all’anno per un programma di Bachelor che dura 4 anni non sono comunque pochi: neanche per la laboriosa ed istruita famiglia di origine cinese perfettamente integratasi da anni in California. Peraltro anche se si iscrivesse all'Università di Stanford invece di andare nell’Oregon non pagherebbe molto di meno. Dunque si è accordata coi genitori impegnandosi a restituire metà della somma quando inizierà a lavorare. Lei sa, loro sanno che investire in cultura e formazione è cosa buona, giusta e, presto, remunerativa. Finito il Bachelor (che è circa la famosa laurea breve italica) sarà per lei molto alta la probabilità di trovare un buon lavoro, molto ben pagato. Sia chiaro che nessuno negli USA e nel mondo la chiamerà Dottoressa e ciò non accadrà nemmeno se decidesse di proseguire gli studi ed ottenere il Master. Per avere il titolo di Dr. (Dottore), in tutto il mondo bisogna conseguire un Ph.D., cioè un Dottorato di Ricerca. L’unica eccezione è proprio l’Italia, Paese in cui un cretino qualsiasi che ottenga una laurea, breve o lunga, viene socialmente riconosciuto come Dottore. Magari è disoccupato, precario e sottopagato…però è Dottò…l’abuso di titolo fa da pendant allo svilimento sostanziale del percorso formativo standard in un’italietta in cui peraltro i corsi di Dottorato esistono solo da poco più di vent’anni…con le eccezioni di Pisa e Trieste. La ragazza cino-americana era insieme stupita e divertita quando le raccontavo queste cose…. sorrideva anche nel vedere le immagini di Napoli coperta di spazzatura.
Ecco, ho voluto riportare questo fresco esempio perché lo ritengo emblematico del divario italiano nel settore strategico della formazione rispetto non solo agli USA ma a quasi tutti i Paesi OECD (OCSE)…mi ha stimolato a queste riflessioni una recente petizione elaborata dalla Prof. Chiara Petrioli assieme ad altri Docenti del Dip. di Informatica de La Sapienza di Roma.
La trovate all’URL
e vi invito ad avere pazienza se non riuscite a leggerla al primo click.
L’oggetto della petizione sono i recenti, ennesimi, scandalosi, provvedimenti in materia universitaria contenuti nel Decreto 112 del 25 Giugno 2008. Le petizioni che girano in rete sono generalmente tante e qualcuno potrebbe essere saturo. Questa però è davvero da leggere e sottoscrivere. Proprio perché è inerente alla questione urgente e fondamentale dell’istruzione. Non sono abituato ad intervenire su questioni strettamente salariali e rivendicative. Sottolineo, a scanso di equivoci, che personalmente i provvedimenti del DL non mi cambiano di molto la vita….trovo però ignobile che si vadano a tagliare stipendi a giovani scienziati che prendono 1500€/mese e che a farlo siano politicanti che intascano 25000€/mese (oltre a tutto il resto). Sono contrario in linea di principio agli scatti di anzianità perché credo che i quattrini servano soprattutto quando si è giovani e non quando si sta per andare in tomba. Tra l’altro va premiato il merito e non l’età. Ma questo è un Paese in cui gli Accademici son pagati la metà che in Germania mentre i politicanti son pagati 3 volte più che in Germania. In tale contesto gli scatti sono una piccola parziale integrazioncina a stipendi ridicoli. Mentre i provvedimenti del DL risultano spudorati ed hanno l’unico ovvio, inevitabile risultato di intensificare la fuga, già in atto da tempo, delle teste più fini, intraprendenti e cosmopolite che ancora vivono lungo lo stivale. Molti ci stanno a tempo parziale e qualcuno giustamente in veste di turista. Ancor di più e ancor peggio: è il carattere pubblico del sistema universitario ad essere colpito mortalmente e ciò avviene in un Paese ove, di converso, tanti istituti privati di fatto vendono titoli di studio a ragazzotti analfabeti e mammoni mantenuti da famiglie ricche...quindi anche nel privato siamo lontanti dal college dell'Oregon.
E’ probabile che molti di coloro che leggono queste righe conoscano poco o nulla delle vicende universitarie e del mondo della ricerca italiana anche perché i media riportano poco e male di quel mondo. Spero che queste brevi considerazioni abbiano contribuito a stimolare qualche curiosità e qualche riflessione sulla centralità del tema-cultura per il futuro di un Paese moderno. Credo che Chiara e tanti ricercatori sarebbero contenti di sapere che la loro (nostra) posizione è condivisa dall’opinione pubblica. Anche una firma può essere un gesto significativo. E chissà che qualche buon politico non si ravveda per tempo.
Sunday, June 29, 2008
How reliable climate change predictions can be ?
Climate Scientists Meeting deals with troubles on Short-Term Climate Predictions
http://www.treehugger.com/files/2008/06/climate-change-predictions.php
Saturday, June 21, 2008
Immigrazione e Reato di Stupidità
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Ambulatorio medico per migranti
“L’ambulatorio medico per migranti svolge la sua attività nella provincia di Siena da tre
anni, occupandosi di fornire un servizio di medicina di base e di mediazione rivolto ai migranti
non ancora in regola con il permesso di soggiorno.
In relazione a questa specifica competenza e sulla base della nostra esperienza ci sentiamo
chiamati in causa in questo periodo in cui il tema principe, capace di animare ogni discussione e di
riempire giornali e telegiornali, è proprio quello dell’immigrazione. Non è nostra intenzione
addentrarci in prima battuta in questioni che non ci appartengono fino in fondo e che devierebbero
sicuramente la linea che queste poche righe hanno l’intenzione di tracciare, ma piuttosto ci preme
fornire il punto di vista di un osservatorio dedicato, di chi quotidianamente per lavoro vive a
contatto con il mondo dell’immigrazione, regolare e soprattutto irregolare, potendo cogliere le
molte sfaccettature di questo prisma culturale.
Da qualche tempo la questione immigrazione ha subito una vertiginosa ascesa nella speciale
classifica delle patologie che affliggono e che ammalano il nostro Paese, guadagnando una
connotazione esclusiva di pericolosità, nociva tendenza da correggere, marasma da espettorare.
Quale sciagurato medico, di fronte ad una simile e tanto evidente diagnosi, non si sarebbe
immediatamente operato per sanare e bonificare l’ambiente, purificandolo definitivamente
dall’agente colpevole di così tanto marciume?
E dunque: identificazione, isolamento ed espulsione sono i trattamenti terapeutici, la cura
proposta. Il messaggio divulgato dai media attribuisce alla gente la percezione di insicurezza,
modulando e investendo il sentire comune della capacità decisionale responsabile di certi
provvedimenti, necessari perché richiesti. La denominazione, impersonale e facilmente
strumentalizzabile, di gente ci include, ma non ci rappresenta affatto.
Dal basso della nostra esperienza esprimiamo il dissenso nei confronti di un sillogismo assurdo
che lega in maniera inscindibile ed univoca il mondo dell’immigrazione a quello della insicurezza
sociale. La strada intrapresa per risolvere una questione talmente complessa è, purtroppo, ancora
una volta quella più semplice, in cui si sceglie in maniera miope di limitare, di confinare, di
chiudere, abbandonando deliberatamente i percorsi di inclusione, di interazione, interculturalità,
troppo tortuosi, impopolari e impervi.
Chi si occupa di sanità sa bene che il concetto di salute è da estendersi alla sua più ampia
accezione. Non è possibile disgiungere lo stato fisico da quello psicologico-sociale e, quindi, il
benessere di un individuo dipende necessariamente da entrambe le condizioni. Da sempre l’essere
umano, proprio alla ricerca di questo benessere, si è spostato, è migrato alla volta di condizioni
migliori, più favorevoli, vantaggiose. In questa fase storica della nostra realtà nazionale è senza
dubbio più semplice porre limitazioni per chi migra verso di noi, ma non dovremmo dimenticare
quanto sia stato importante per le generazioni che nel secolo passato ci hanno preceduto, riuscire a
muoversi verso altre terre per cercare un’alternativa, un cambiamento. Ascoltando i racconti di
quanti si sono rivolti a noi siamo certi che i viaggi della speranza, definiti non a caso in questo
modo, vengono affrontati non con l’intenzione di delinquere, ma con un sentimento misto che
salta freneticamente tra la necessità di fuggire da un presente senza futuro e il desiderio di potersi
offrire finalmente una possibilità di vita.
A giorni si aprirà il dibattito parlamentare per l’istituzione del reato di clandestinità. Tra i
numerosi interrogativi che verranno posti, ne vorremmo sollevare alcuni. I medici e i mediatori
operano nell’ambulatorio in base ad una convenzione stipulata (secondo le vigenti norme
nazionali e regionali in materia) con la USL territoriale di competenza.
Come sarà possibile comprendere quale dovrà essere il comportamento da tenere nei confronti di
persone che, in maniera schizofrenica, sono da tutelare o da perseguire, a cui garantire le cure
primarie o da espellere? Inoltre, i medici che, rispettando il codice deontologico a cui hanno
prestato giuramento, si impegnassero nel fornire assistenza non più ad individui non ancora in
regola con il permesso di soggiorno, ma a veri e propri 'criminali' di cosa dovrebbero essere
accusati? Di favoreggiamento, di complicità? Se così fosse lanciamo la nostra provocazione,
ammettiamo la nostra complicità, la nostra colpevolezza. Se così fosse, allora TUTTI DENTRO!!
Le nostre parole verranno, probabilmente, tacciate di estremismo, di faziosità, di distacco
dalla realtà, verranno arricchite di contenuti pregiudiziali e colorate di una veste partitica che non
ci appartiene. Ci teniamo a ribadire come queste riflessioni nascano non solo dalla coscienza
individuale, ma quanto più per competenza specifica.
A 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo le soluzioni proposte per
contribuire a diffondere equità passano ancora una volta attraverso la discriminazione, la
repressione, l’esasperazione del diverso. “
Firmato
Le operatrici e gli operatori del settore
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Caro Mario,
il vostro scritto mi stimola a fare alcune brevi considerazioni da "non esperto" dei temi dell'immigrazione. Io parto dal presupposto che ogni vivente, sia esso umano o non umano, può vivere dove più gli piace e dove meglio crede. Personalmente posso vivere e sentirmi a casa in tanti posti diversi del mondo ed i localismi mi fanno pena. Il bisogno identitario è tanto più forte quanto più la persona è culturalmente debole, sprovveduta e disorientata. Chi non migra e non si muove dal posticino in cui è nato è portatore di handicap culturale. Mi viene da ridere persino quando sento qualcuno definirsi con enfasi toscano, lombardo, siciliano, italiano o quant'altro... sono evidenti banalità. Dunque la nozione stessa di Stato mi va stretta per quanto ben ne capisca il senso ed il valore storico. Da tempo però l' idea di Stato strutturatasi nel contesto europeo viene ripensata di fronte ai grandi processi di globalizzazione delle economie ed anche di fronte alla centralità delle questioni ambientali che non conoscono confini. Le catastrofi ambientali sono una delle grandi cause di (e)migrazioni e non sarà un caso se oramai anche la figura del profugo ambientale ha acquisito un definizione precisa nei programmi delle agenzie ONU. Si sa che i profughi migrano e peraltro i viventi tutti si sono sempre spostati sul globo in conseguenza delle trasformazioni che hanno caratterizzato la storia del clima. Da che mondo è mondo tutti si sono mossi. E le democrazie oggi più dinamiche del mondo, Stati Uniti, India e Israele sono altamente multiculturali, multietniche e caratterizzate da grande mobilità.
Di fronte alla straordinaria complessità di questi temi, l'Italietta della politica decadente offre oggi un altro spettacolo penoso riducendo la questione immigrazione ad un problema di ordine pubblico. E' chiaro che un Paese in crisi deve trovare dei nemici, dunque i rom servono all'uopo. E' già successo qui e altrove. Oggi come ieri le minoranze servono da capro espiatorio. Non serve che mi dilunghi.
Ti racconto solo una storiella che può offrire una misura del tasso di penetrazione del pregiudizio e della stupidità nella società italiana. Qualche tempo fa, una giovane signora che lavora in una importante banca mi ha raccontato che le era stata diagnosticata una malattia rara, una pericardite. In genere non sto ad ascoltare le lamentose storie che condiscono il quotidiano italico. Si sa che, dopo il calcio, il lamento è il secondo sport nazionale. Nella circostanza però ho seguito il racconto anche perchè la vicenda aveva un qualche interesse, la signora è tutt'altro che stupida e, di quella malattia, io manco sapevo l'esistenza. Peraltro me ne intendo molto poco di questioni medico sanitarie. Bene, quella signora era da tempo in uno stato di stress provocatole sul lavoro da colleghi invidiosi. Essendo brava e competente, in un'ambiente dominato da maschi, ella veniva sottoposta ad azioni persistenti di mobbing. Ora, io non dico nulla, ma da semplice contadino penso che la sua malattia sia in un qualche modo legata allo stato di stress acuto in cui ella si trovava da tempo. No, il suo medico pur consigliandole riposo assoluto le ha fatto sapere che la pericardite è una di quelle malattie rare dovute alla montante presenza di immigrati in Italia. Questa spiegazione ha in un qualche modo tranquillizzato la signora facendole rimuovere almeno per un pò i problemi vissuti sul posto di lavoro. Ella, pur avendo un certo spirito critico, è però interna al sistema ed alle sue logiche. Anzichè procedere a far azzoppare chi le rompe le scatole secondo il principio biblico del giusto risarcimento, la ragazza sta al gioco e interiorizza lo stress. Ora, io non so quanti immigrati soffrano di pericardite ma credo che la probabilità di contagio a cui ella sia stata sottoposta sia vicina allo zero. La spiegazione mi è parsa acutamente imbecille. Il problema interno, che nasceva da una logorante competizione sociale, sessuale ed economica, veniva proiettato così all'esterno. L'origine della pericardite non stava nel collega d'ufficio, a sua volta impotente e stressato, ma nell' immigrato. Non meglio precisato.
Io penso che se la signora passasse alcuni mesi lungo le spiagge brasiliane, mangiando del buon pesce, molte alghe e riso, 2 manghi, 2 papaya, 4 banane al giorno ed alcuni anacardi, bevendo l'acqua di 4 noci di cocco e fringuellando con 3 o 4 indigeni...la pericardite sparirebbe di colpo. Però ognuno decide per sè e, almeno entro certi limiti, è medico di sè stesso.
Un caro saluto e buon lavoro
Marco
Saturday, June 7, 2008
Ricerca sulla Fusione Fredda
http://it.youtube.com/watch?v=35T-gAvaKn4&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=ljYeLs1_6nM&NR=1
Friday, June 6, 2008
Sul Consumo di Energia in Italia : Precisazione (2)
In risposta al commento di Maurizio Zara al mio post precedente.
Sì Maurizio, è tutto chiaro: hai le idee molto confuse…
Procediamo con ordine:
1) Il considerare i “consumi di energia primaria totale” non è una mia stravaganza: è quello che si fa nei computi energetici. Dentro a quel dato totale ci sono purtroppo anche sprechi e inefficienze che non si cancellano con un colpo di spugna. I dati sul "consumo finale" attorno a cui giri non significano di per sè alcunchè...semmai puoi citarli per enfatizzare che gli sprechi sono mostruosi.
2) No, io ho detto che per fare 1KWh pronto all’uso a valle ce ne vogliono circa (quasi) 3 a monte. Oltre all’efficienza della centrale vanno considerate le perdite di carico nel trasporto. Dunque, a quel 2,47 che tu citi devi sommare ancora almeno un 10%…e quindi arrivi a circa 2,7 KWh…ripeto che qui le stime andrebbero fatte caso per caso.
3) Utilizziamo pure le unità di misura che preferisci e cioè le tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Allora, 1 tep = 11600 KWh….dunque 10 Mtep = 116 TWh
4) I 116 TWh di energia elettrica importata già pronta, a cui ti riferisci, non si sottraggono affatto dai 300 TWh di consumo elettrico netto! Secondo la tua “sottrazione”, i 116 TWh importati costituirebbero il 39% dell’energia elettrica netta che si usa. Invece, anche senza scomodare sofisticate banche dati internazionali, lo stesso Ministero per le Attività Produttive (MAP) conferma che i 116 TWh (10Mtep) contribuiscono per il 14.4% al paniere dell’energia elettrica lorda che è costituito da 805 TWh (69,3 Mtep). Dopodiché, nella trasformazione e distribuzione, una buona parte di quel lordo va perso. Chiunque conosca un pochino la complessità della rete arguisce che anche una parte di quei 116 TWh importati vanno persi dunque non si può sottrarre un contributo che è lordo da un dato, i 300 TWh, che è netto….sarebbe come sottrarre pere dalle mele….inoltre, non va sottratto un bel nulla! Il fatto che siano importati già nella forma elettrica non vuol mica dire che non pesino nel paniere…per il 14,4% per l’appunto. Dunque sei riuscito a fare due errori madornali in un colpo solo: hai sottratto quel che non andava sottratto e, per giunta, l’hai sottratto male.
5) Stabilito che il paniere di energia elettrica è di 69,3 Mtep e che l’ energia primaria totale consumata in Italia è di circa 195Mtep, ne consegue che il peso della componente di energia elettrica sul totale è del 35,5% . Questo dato si avvicina terribilmente alla mia stima di 3/8 (vedi post precedente). Siccome sono sempre prudente avevo fatto precedere il 3/8 da un “quasi”….
6) Possono esservi leggere discrepanze tra le stime dovute ai modi di calcolare i consumi energetici…io sono affezionato ai dati di agenzie USA come l’EIA (che stima il consumo italiano totale in circa 8 quadrilioni di Btu) ma anche considerando i dati del MAP italiano la sostanza delle cose non cambia. Il peso dell’energia elettrica non è del 20% ma è di oltre il 33% ...E' una bella differenza.
Se non fosse così non sarei intervenuto a commentare sul tuo blog....se intervengo c'è un motivo, non credi?
p.s. vedo ora nel tuo ultimo commento sul tuo blog che, d'improvviso, il peso dell'energia elettrica non è più importante...secondo te!
http://equavita.blogspot.com/2008/05/leggo-da-repubblica-un-articolo-sul.html
Allora perchè finora insistevi? Non faresti prima ad ammettere che ti eri sbagliato? Non troviamo l'accordo semplicemente perchè hai scritto delle fesserie colossali. Eri partito forte accreditandoti col tuo post come esperto di questioni energetiche e poi hai fatto flop...E cos'è quel commento sulla qualità dell'energia elettrica che ora aggiungi? Aumenti ancora la confusione....ma sorvoliamo....
Caro Maurizio, permettimi invece una amichevole riflessione di carattere più generale. Le questioni energetiche di cui parliamo sono, per me, uno dei tanti hobbies…me ne occupo per diletto. Ma tu, se non sbaglio, sei laureato in ingegneria ambientale e per te questo è lavoro, dovrebbe essere parte del tuo pane quotidiano! Ma come è possibile ? In base alla mia esperienza non riesco davvero ad immaginare un ingegnere indiano o israeliano, tedesco od olandese che faccia errori così pacchiani come quelli che hai fatto tu. Su questioni peraltro semplici....figuriamoci sul resto! Lasciamo pur perdere l'affanno dei caporioni analfabeti di Legambiente (avrai visto che son mesi che li becco in castagna praticamente su tutto...ogni volta che do un'occhiata in giro) ma quel che conta e preoccupa è il degrado italiano e del suo sistema di formazione….certo ci sono isole di alta qualità nei Dipartimenti di Fisica e, qui e là, in altri Dipartimenti scientifici e non, ma la situazione generale dell’istruzione universitaria è molto critica. Per forza l'italietta affonda...Prova a meditare su questa piccola ma significativa esperienza epistolare. Sperando di avere contribuito ad avviare una riflessione, ti invio un caro saluto
9 Giugno - Va bene Maurizio....vedo che fai anche ricerche...ora proseguiamo.
Thursday, June 5, 2008
Sul Consumo di Energia in Italia: Precisazione
Ciao Maurizio,
Vidi già tempo fa il blog di Legambiente Narni (su suggerimento di qualcuna di voi), mi pare che siate interessati alle questioni energetiche ed anche assai attivi.
Torno qui con brevi annotazioni sul tema energia perché continuo a vedere errori di tutti i tipi, sia in rete che nei media cartacei.
E così, nella recente discussione seguita alla richiesta della sig.ra Marcegaglia di procedere alla costruzione di centrali nucleari, se ne sono lette e sentite di tutti i colori.
Visto che le centrali nucleari servono a produrre elettricità, ci si è chiesti quanta parte ha l’elettricità nel consumo energetico totale. In realtà lo sanno in pochi ma in tanti hanno voluto dire la loro. Si sa che gli italiani son loquaci...basta averne una decina intorno per rendersene conto….
Il popolo tende ad associare l’energia con …la luce! Dunque i “nuclearisti” hanno buon gioco nel sostenere che bisogna costruire le centrali nucleari per produrre l’energia che serve e che è tanta.
Di converso, gli “antinuclearisti” faziosi e analfabeti (e ce ne sono diversi) sostengono che l’energia elettrica è solo una piccola parte dell’energia totale che si consuma. Quindi le centrali nucleari comunque servirebbero a pochissimo. Ho già detto che i programmi di costruzione di centrali nucleari sono assurdi ma è comunque bene dare numeri e trasmettere informazioni corrette. Altrimenti l'imbecillità prevale nel dibattito e nelle politiche energetiche.
Allora:
Da alcuni anni (anche nel 2004 che tu prendi a riferimento nel tuo articolo all’URL http://equavita.blogspot.com/2008/05/leggo-da-repubblica-un-articolo-sul.html )
il consumo totale di energia primaria italiana è di circa 8 quadrilioni di British Thermal Units (Btu) che equivalgono a circa 2374 Tera Watt Ora (TWh) . Il dato che citi di 1526TWh è in realtà il consumo finale “pulito”, esso esclude cioè la parte di energia consumata nella trasformazione a "fini utili" della stessa energia primaria. E si tratta di un contributo rilevante….magari non ci fosse! Ma le leggi della termodinamica non si possono ignorare.
Quello che conta per un Paese è dunque il consumo totale ( Primary Energy Supply ).
Apparentemente i 300 TWh di consumo strettamente elettrico italiano costituirebbero solo circa 1/8 del consumo totale (2374 TWh). Uso il condizionale perché in realtà questa conclusione è sbagliata. Per generare 1 KWh elettrico è necessario considerare un fattore di conversione che tenga conto dell’input energetico primario e dell’efficienza del processo di generazione…questo fattore varia da Paese a Paese, da anno in anno e da centrale a centrale…è un conto molto, molto delicato. Ci sono stime particolari per gli USA e, per esse, quel fattore risulta essere circa 3.
Ergo, teoricamente vale l’uguaglianza 1 KWh = 3.412 Btu ma, praticamente, 1 KWh vale circa 10 Btu….cioè, per generare 1 KWh bisogna spendere una quota di energia primaria tre volte maggiore di quella che una mera conversione di unità energetiche prevederebbe.
Per l’Italia, i fattori di conversione di cui si ha stima sono analoghi o, secondo l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, solo leggermente più bassi.
Allora, tornando a noi, i 300TWh elettrici italiani assorbono non 1/8 bensì quasi 3/8 del consumo primario totale. Dunque il consumo elettrico diventa, in un’analisi attenta, ben più pesante di quel 20% che tu erroneamente riporti. Ma non preoccuparti….so che sei un bravo ragazzo. Eppoi ho visto anche stime del 15% ...nel tuo commento al mio precedente post, dicevi di esser membro del comitato scientifico nazionale di Legambiente ….magari prova a chiedere con nonchalance al buon Presidente di Legambiente se sa quant’è il peso del consumo elettrico !
Ovviamente i 5/8 abbondanti del consumo energetico primario se ne vanno in altre direzioni che non sono ...la luce e nemmeno l'elettricità che nutre frigoriferi, televisori, cellulari etc...
Tuesday, June 3, 2008
Bandiere Blu e Marcia del 7 Giugno
Si avvicina l’estate e sale la voglia di mare. Chi vive bene tutto l’anno non ha tanto bisogno di fughe ma chi, e sono i più, vive compresso in un condominio orribile e/o triste sente impellente la voglia di evadere e di sdraiarsi in spiaggia, dopo essersi coperto il corpo con una puzzolente crema protettiva che non serve a niente (se non ad ingrassare chi la produce).
Legambiente pensa a tutti e questo è il momento giusto per procedere ad assegnare le famose Bandiere Blu. Quest’anno è stata premiata l’Isola del Giglio. Nel passato non mi ero mai interessato alle vicende interne a Legambiente ma devo dire che nell’ultimo anno ho acquisito una notevole messe di informazioni per concludere, ormai da tempo, che i Premi di Legambiente sono una puttanata.
Lo avevo già sottolineato in una lettera pubblicata sul Quotidiano della Calabria lo scorso 5 Marzo
http://marcozoli.blogspot.com/2008/03/le-buone-pratiche-degli-pseudo.html
Ho constatato di recente che alle Bandiere Blu di Legambiente ci credono oramai solo i fessi.
L’Isola del Giglio è senz’altro un bel posto ma come tanti altri. Tra i suoi meriti principali c’è quello di trovarsi vicino al luogo in cui si tiene la Festambiente nazionale…è importante mantenere buoni rapporti con le Amministrazioni Comunali….oggi io premio te, domani tu fai un piacere a me…e se incentiviamo il turismo in questa zona siam tutti felici ! Noto che, a Festambiente sono uno dei pochi che arriva in bicicletta. La massa arriva con auto inquinanti e riempie il parcheggio vicino: così Festambiente (che è peraltro piacevole) diventa d’estate un appuntamento molto inquinante per la Maremma. Basta esser lì in occasione di un concerto serale per rendersene conto...Peraltro anche le brave ragazze/i che vi lavorano arrivano lì in auto regolarmente pur abitando non molto distante. Alcuni sono grassottelli e pedalare farebbe loro un gran bene…
A proposito di stili di vita !….Ma si sa che l’ambientalismo è, per molti, un’occasione di lavoro e business esattamente come un’altra. La coerenza va a farsi friggere…
Anche le già pluri-premiate e blu-imbandierate Castiglione della Pescaia e Capalbio son tutte lì vicine….carine ma molto costose. Per andare all’Isola del Giglio dall’Argentario si pagano 19€ A/R nei fine settimana e 17€ nei feriali. E non si tratta di una grande distanza. Non solo: la bici paga 10€ ! Tralasciamo pudicamente gli altri costi …Chiunque abbia un minimo di sale in zucca raggiunge in bici (o treno + bici) Venezia, Ancona o Brindisi, prende un traghetto e trasporta la bici gratis verso una qualunque destinazione dei Balcani….dalla Dalmazia alla Grecia trova posti stupendi in cui pedalare fringuello….e spendere un quarto che al Giglio o a Capalbio. In alternativa, chi abita nel Nord-Ovest d’Italia e non voglia far troppa strada fino a Venezia, potrà prendere un treno per la Penisola Iberica e pedalare verso il Portogallo.
Ahh, Sabato 7 Giugno ci sarebbe la famosa Marcia per il Clima che è stata rinominata in extremis anche Marcia contro il Nucleare…facendo un piccolo sgarbo alla neo-ministra Prestigiacomo che è così carina e che piaceva tanto ai capi di Legambiente. Ho già spiegato in dettaglio i motivi per cui le centrali nucleari sono un nonsenso e dunque difficilmente si faranno. E’ difficile trovar privati che tirino fuori tutti quei quattrini senza certezze…dunque i dirigenti di Confindustria ed Edison vorrebbero essenzialmente soldi pubblici. Solo per inciso, nella medesima lettera citata all’URL di cui sopra sottolineavo i rapporti di amichevole e fruttifera collaborazione che intercorrono tra Edison e Legambiente e naturalmente non lo facevo a caso. Domanda: tali rapporti continuano e si estendono ad altri settori o sono limitati all’installazione delle lampadine efficienti in qualche scuola? Mia nonna diceva che non si può tenere un piede in due scarpe….
Ho letto l’appello pro-Marcia. Molti dei singoli punti elencati sono giusti ma il loro nesso col clima globale è oscuro. Vi è una bella presunzione antropica nel pensare che, ad esempio, la coesione sociale e l’agricoltura biologica possano modificare i grandi corsi climatici.
Eppoi quand’anche tutti quegli obiettivi fossero realizzati in Italia domani mattina, l’effetto sul clima sarebbe nullo per il semplice motivo che l’Italia conta nel mondo praticamente zero (per fortuna) . Quindi l’impostazione dell’appello risulta ridicola: è infarcito di slogan (la febbre del Pianeta…) ed è chiaro che gli estensori, da bravi politicanti, ignorano l’ABC delle questioni climatiche. Dentro c’è di tutto, un gran pourpouri di temi, per il semplice motivo che Legambiente richiedeva l’adesione di quante più associazioni possibili, dunque doveva dar soddisfazione un po’ a tutti. Manca un riferimento alla necessità di valorizzare i francobolli da collezione ed infatti le associazioni numismatiche non aderiscono. Per fortuna si è aggiunto in extremis il nucleare…
Naturalmente per tante ragazze e ragazzi andare a marciare significa esprimere un bisogno di socialità. E’ un’occasione per sgranchirsi le gambe stando insieme, non importa se poi si marci per il clima o per la difesa del falco pellegrino. Trovarsi in tanti e scandire gli stessi slogan è eccitante. La massa scalda e, a sera dopo aver marciato, anche l’individuo più triste si sentirà sollevato. Andrà a casa e si farà una bella doccia con acqua scaldata bruciando metano succhiato in Libia o Russia.
I caporioni di Legambiente son furbacchioni e conoscono bene questi bisogni di socialità. Recuperando la piazza, cercano di recuperare una dimensione movimentista dopo la nefasta esperienza di governo….e la campagna elettorale con tanto di ridicolo pullman verde organizzato dal capo al soldo del PD (ed ora in ombra):
http://marcozoli.blogspot.com/2008/02/le-balle-di-legambiente-e-la-colf-di.html
Io penso che il 7 giugno sia molto più salutare farsi un bel trekking in campagna oppure una bella nuotata al mare invece che andar a marciare proprio a Milano dove peraltro l’aria non è delle migliori. Inoltre alle manifestazioni arrivano in tanti a bordo di pullman (già organizzati mi sembra) che bruciano ettolitri di combustibili fossili. Dunque marciare per il clima fa un po’ male al Pianeta.
p.s. A proposito di centrali nucleari, mi giunge notizia che:
"Uno degli ultimi atti del governo di Romano Prodi è stata l’approvazione del regolamento che detta i criteri per individuare tutto ciò che può essere oggetto del segreto di stato (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 ed entrato in vigore il 1 maggio).
Già la scelta di emanare un regolamento su un argomento così importante, da parte di un governo in carica solo per svolgere l’ordinaria amministrazione (e per di più a elezioni già concluse) è per lo meno bislacca. Ma tutto passa in secondo piano quando si legge (al punto 17 dell’allegato) che tra le cose a cui potrà essere esteso il segreto di stato sono compresi anche gli impianti civili per la produzione di energia ed altre infrastrutture critiche."
E' senz'altro un punto da approfondire. Dove erano i deputati e senatori di Legambiente quando questa cosina passava?
Thursday, May 22, 2008
Considerazioni sull' Energia Nucleare
Si è riaperto in Italia il dibattito sull’opportunità di costruire reattori nucleari al fine di produrre energia elettrica e, al momento, sembra diffondersi nell’opinione pubblica l’idea che la scelta nucleare sia inevitabile. Naturalmente la tendenza a schierarsi “pro o contro il nucleare” non deriva generalmente da una conoscenza/valutazione dei dati oggettivi della questione energetica bensì ci si schiera sulla base delle posizioni assunte dalla parte politica a cui si fa riferimento. L’importante è schierarsi anche se non si sa bene il perché. Secondo la consueta pratica italiana. Conviene pertanto considerare alcuni elementi fondamentali e vincolanti della questione nucleare.
Secondo i dati pubblicati dalla World Nuclear Association, aggiornati a Marzo 2008, esistono nel mondo 439 reattori nucleari (per una potenza complessiva di 372 GigaWatt) che producono il 16% dell’energia elettrica totale consumata dagli umani. La costruzione della maggior parte dei reattori è iniziata tra il 1965 e il 1975 e, nel 1985, si è raggiunto il massimo di nuova potenza nucleare connessa alla rete elettrica. Dunque, il tempo medio per la costruzione di un reattore è stato finora di circa 10 anni. Dopo del 1985 la potenza complessiva dei nuovi reattori entrati in esercizio è diminuita in modo significativo e così tutte le previsioni di forte crescita del settore nucleare fatte (a partire dal 1975) da International Atomic Energy Agency e Nuclear Energy Agency sono state poi smentite e corrette al ribasso. Attualmente ci sono 35 reattori in costruzione (e per alcuni, i cantieri sono già aperti da diversi anni) che forniranno una potenza complessiva di circa 29 GW ma, al contempo, va osservato che circa il 70% dei reattori esistenti sta invecchiando e dovrà essere mandato a riposo (decommissionato) entro i prossimi 25 anni. Le nuove costruzioni e quelle programmate potranno al più sostituire la potenza nucleare attualmente in esercizio ma, ad esser realisti, non è prevedibile un boom di nuovi reattori nei prossimi anni e dunque la percentuale di energia elettrica di origine nucleare rimarrà dapprima stazionaria e tenderà in futuro a calare.
I complicati iter burocratici e decisionali, gli ingenti costi di costruzione dei reattori, la necessità di garantire profili di sicurezza sempre più elevati in un mondo sempre più insicuro, la questione non risolta del trattamento delle scorie radioattive, sono tutti fattori che non incoraggiano gli investimenti nella tecnologia nucleare ai fini della produzione di elettricità. Vi è però un aspetto almeno tanto rilevante quanto quelli citati eppur tuttavia spesso non considerato a dovere: si tratta della disponibilità delle risorse di Uranio, l’elemento combustibile dei reattori attualmente in funzione. Ad oggi undici nazioni, tra le quali Germania, Francia e Repubblica Ceca, hanno esaurito le loro riserve e 2.3 milioni di tonnellate (ton) di uranio sono già state consumate. La domanda mondiale di uranio è di circa 67 mila ton per anno mentre la produzione si attesta sulle 42 mila ton. Così 25 mila ton sono prelevate ogni anno dalle scorte secondarie accumulatesi prima del 1980, nei tempi in cui la produzione di uranio era stimolata dalla domanda militare. Per quanto l’entità precisa di queste scorte secondarie non sia nota, si stima con le dovute cautele che esse si esauriranno in una decina d’anni. Allora già si pone il problema di un incremento della attuale produzione sì da coprire l’imminente prossimo buco lasciato dalle scorte secondarie. Ma quanto uranio rimane in natura? In linea di principio potrebbe esservene tanto ma la disponibilità concreta è legata al suo grado di concentrazione nella roccia da cui lo si estrae, ergo al suo costo di estrazione. Attualmente, le Risorse Ragionevolmente Sicure ad un costo inferiore ai 40US$/Kg sono di 1.9 milioni ton mentre vi sono altre 640 mila ton ad un costo tra i 40 e gli 80US$/Kg . Oltre queste quantità si entra nel regno del condizionale e dell’ipotetico. Dunque, all’attuale tasso di consumo l’uranio effettivamente disponibile durerebbe circa 38 anni. Se si dovesse aumentare il numero di reattori in esercizio senza un’effettiva garanzia sui rifornimenti di combustibile si butterebbero soldi al vento. Si rischierebbe di ultimare i lavori di costruzione dei reattori e di lasciar poi i medesimi spenti e inutilizzati. Naturalmente questi aspetti sono noti agli operatori del settore. Ma il costruire le centrali nucleari è, per alcuni, un business in sé. A prescindere dalla loro reale utilità economica e ambientale.
Solo il Canada dispone oggi di miniere nelle quali la concentrazione di ossidi di uranio è almeno dell’ 1% e la produzione nazionale di uranio copre il 30% del totale mondiale. L’Australia ha le riserve minerarie certamente più vaste ma di qualità peggiore del Canada in quanto in esse il grado di concentrazione è attorno a 0.1%. Al diminuire della concentrazione aumenta la massa di roccia da lavorare per estrarre una data quantità di uranio. Di conseguenza l’input energetico cresce rapidamente al diminuire del grado di concentrazione. Si stima che, al di sotto di una concentrazione dello 0.01%, il bilancio energetico diventi negativo in quanto l’input d’energia necessario all’intero e complesso processo produttivo è troppo alto. In sintesi, di uranio ce ne sarebbe ma estrarlo non converrebbe. Va inoltre ricordato che l’attività mineraria ha un alto impatto ambientale e, se si dovessero considerare (come sarebbe giusto fare in una corretta analisi del ciclo di vita) i costi ambientali indotti dall’intero processo estrattivo, i reali costi finali sarebbero ben maggiori di quelli sopra citati. Nell’intero ciclo di preparazione dell’uranio, il processo dell’ arricchimento è particolarmente energivoro: esso consiste nell’aumentare artificialmente la percentuale relativa del tipo di uranio più radioattivo rispetto alla percentuale che è data in natura. In molti impianti di arricchimento l’energia necessaria è prodotta bruciando carbone e dunque il contributo all’emissione di gas serra è non trascurabile. In generale, la stessa attività di costruzione degli impianti, dei reattori e il loro decommissionamento finale richiede grandi quantità di cemento la cui produzione è notoriamente inquinante e produttrice di diossido di carbonio. Le quantità di diossido di carbonio prodotte dall’intero ciclo associato al reattore nucleare aumentano al diminuire della percentuale di ossidi di uranio nella roccia. Per concentrazioni inferiori a 0.01%, le emissioni di CO_2 dovute ad una centrale nucleare diventano addirittura maggiori di quelle emesse da una centrale a metano a parità di energia prodotta. L’affermazione, spesso ripetuta, che l’energia nucleare è amica del clima è dunque oggettivamente falsa anche se, a tutt’oggi, un reattore nucleare inquina certo meno di una centrale a carbone.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un costante aumento del prezzo del petrolio e molti commentatori hanno sostenuto che, di fronte al progressivo esaurirsi delle risorse petrolifere, il ricorso all’energia nucleare è inevitabile. Il caso della Francia è, a questo proposito, illuminante in quanto essa produce il 78% dell’energia elettrica da fonte nucleare. Bene, la Francia è al contempo al dodicesimo posto nel mondo per consumo di petrolio e al sesto posto nel mondo per importazioni di petrolio. La Francia consuma e importa più petrolio dell’Italia che non produce un singolo chilowattora da nucleare. Nonostante tutta la sua energia nucleare, la Francia consuma ogni giorno una quantità di petrolio equivalente all’intera produzione irachena. La credenza che il nucleare permette di liberarsi dal petrolio è dunque oggettivamente falsa ed il motivo è ovvio: chiunque abbia frequentato una buona scuola dell’obbligo sa che l’elettricità è solo una delle forme di energia possibili. Dalla fonte nucleare si produce energia elettrica ma il sistema dei trasporti è quasi interamente dipendente dalla fonte petrolifera. Uranio e petrolio servono comparti distinti e così sarà almeno fino al giorno in cui l’intero sistema dei trasporti, auto incluse, non sarà elettrificato. Ma se quel giorno verrà, non appena saranno disponibili auto elettriche con batterie a prezzi ragionevoli e dotate di sufficiente autonomia allora sarà (almeno per me) naturale caricare la batteria con l’energia solare autoprodotta in giardino senza bisogno di ricorrere a mega impianti nucleari dislocati a centinaia di chilometri di distanza ed alimentati con uranio dal ciclo produttivo ambientalmente ed economicamente insostenibile.
Veniamo così ad uno degli aspetti chiave della questione energetica. Se i reattori nucleari servono a produrre elettricità converrà dare uno sguardo alla composizione dei reali consumi elettrici odierni. In Europa, il settore residenziale e i servizi assorbono circa il 54% dell’elettricità totale mentre all’industria va una quota del 42% . Case e uffici incidono dunque non poco sul consumo elettrico complessivo. Focalizzando sui consumi residenziali si nota che le voci più energivore sono nell’ordine: sistemi di riscaldamento elettrici, sistemi di refrigerazione/climatizzazione, illuminazione e boiler elettrici. Insieme fanno il 58% dei consumi elettrici residenziali. Analogo è il trend per gli uffici. Qui il risparmio energetico e l’introduzione di input intelligenti nelle tecniche di costruzione possono abbattere drasticamente i consumi termo-elettrici mentre la parte di fabbisogno residuale può essere in gran parte coperta dalle tecnologie solari. In particolare, il solare termico è una tecnologia semplice, consolidata ed economica che permette in gran parte d’Italia e d’Europa di scaldare l’acqua per buona parte dell’anno a fini sanitari e di riscaldamento. Quando il sole non splende è facile integrare il fabbisogno mediante qualche pezzo di legna proveniente dalla manutenzione dei boschi. Eppure ancora il 9% del consumo elettrico residenziale viene mangiato dagli scaldabagno mentre il 22% se ne va per scaldare le stanze. Già tagliando solo queste due voci di consumo assurde si risparmierebbe una quantità di energia elettrica quasi pari a quella che l’Italia importa dalla Francia e che là è prodotta tramite i reattori nucleari. E la lista dei possibili risparmi potrebbe continuare a lungo. Vien fatto di chiedersi se sia veramente il caso di andare a scavare nelle miniere di Australia e Niger, estrarre l’uranio, triturarlo, gassificarlo, centrifugarlo, trasportarlo fino ad un reattore, innescare processi nucleari altamente energetici al fine di produrre elettricità, la quale a sua volta deve essere trasportata a lunga distanza ed infine, in case ed uffici, degradata in energia termica. Il tutto per farsi una doccia a 40 gradi centigradi o per scaldare una stanza a 18 gradi. Ad ogni passaggio di stato energetico corrisponde un processo dissipativo, dunque l’efficienza dell’intero processo produttivo crolla. Osservando le tipologie di consumo umane non si può non rilevare l’assurdo termodinamico. Il buon senso insegna che l’energia solare ha già un volto termico dunque per lavarsi e scaldarsi è, a queste latitudini, sufficiente quella per quasi tutto l’anno.
Razionalizzare i consumi non significa dover tirare la cinghia bensì aumentare la qualità della vita. Mangiar troppo e sprecare metà delle porzioni non significa mangiar bene, significa semplicemente appesantire il fisico e danneggiare l’ambiente.
In conclusione, tutti gli argomenti generalmente addotti in favore dell’uso dell’energia nucleare al fine della produzione elettrica sono stati smontati. I reattori nucleari non aumenteranno a livello mondiale la loro capacità produttiva globale per motivi intrinseci legati alla reperibilità dell’uranio e per gli alti costi dell’intero ciclo produttivo. In esso vanno inclusi ovviamente anche il processo di decommissionamento e lo stoccaggio delle scorie radioattive. La tecnologia nucleare nota ad oggi è semplicemente non conveniente per sopperire al fabbisogno di energia elettrica. Per questo motivo le previsioni di sviluppo avanzate negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso sono regolarmente fallite. E’ anche bene chiarire che i famosi Reattori di Quarta Generazione (spesso citati con troppa euforia) non saranno comunque pronti prima del 2030 secondo le stesse dichiarazioni contenute nella Technology Roadmap delle 10 nazioni facenti parte del Generation IV International Forum. Quindi è possibile che si slitti verso il 2050.
Il reattore nucleare, di qualsivoglia generazione, è in realtà figlio di un’idea destinata a morire. L’idea fondamentale su cui si basa la tecnologia nucleare è quella della separazione tra luogo della produzione e luogo del consumo energetico. La mega-centrale (sia nucleare che a combustibili fossili) è necessariamente dislocata lontano dall’utente. Su questa idea è nata cent’anni fa e si è poi strutturata quella costruzione straordinaria che è la rete elettrica. Oggi però le tecnologie solari, per quanto ancora incentivate, già permettono di ricomporre la frattura tra produttore e consumatore d’energia e inducono dunque a ripensare l’intera struttura della rete. Senza alcun dubbio le società del futuro vivranno grazie all’energia solare che è inesauribile, non monopolizzabile ed utilizzabile in modo diffuso. Si tratta di capire quanto sarà lungo e problematico il processo di transizione all’economia solare. In questa direzione sensata sarebbe bene, fin da ora, impiegare i quattrini disponibili.
Wednesday, May 21, 2008
Environmental Damages and Biodiversity Loss make people poorer
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Version: 7.5.524 / Virus Database: 269.24.1/1469 - Release Date: 27/05/2008 13.25
Tuesday, May 20, 2008
Dibattito in Germania sull'aumento degli stipendi ai parlamentari
dei parlamentari tedeschi salirebbero a
7946 Euro nel 2009 e a 8159 Euro nel 2010. Credo sia circa un terzo
degli attuali stipendi dei parlamentari italiani.
Notizie e dibattito all'URL
http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,554218,00.html
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Version: 7.5.524 / Virus Database: 269.23.21/1455 - Release Date: 19/05/2008 17.04
Sunday, May 18, 2008
Per il popolo di Birmania - Appello del Dr. Mamatimin Abbas
Attraverso il metodo supersicuro della donazione PayPal potete contribuire concretamente all'azione di Than Than. Visto che Than Than sa esattamente come muoversi in Birmania potete essere certi che i vostri soldi arriveranno a salvare qualcuna delle tante persone disperate. Ogni Euro è utile. Cerchiamo così di mettere riparo all'incredibile vuoto di informazione dei media italiani sulla catastrofe (vd. il post successivo). Ho sollevato la questione già alcuni giorni fa. Quattro anni fa lo Tsunami che colpì l'Asia fece grande notizia solo perchè c'erano turisti italiani coinvolti...tornerò in seguito su alcuni aspetti di gestione ambientale che hanno contribuito alla catastrofe nel Delta del fiume Irrawaddy.
Per fare la donazione, cliccate sull'indirizzo URL seguente (nel caso non riusciste, potete copiare e incollare la lunga riga URL nella vostra barra)
https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_donations&business=donateburma%40gmail%2ecom&item_name=donateburma&no_shipping=0&no_note=1&tax=0¤cy_code=EUR&lc=IT&bn=PP%2dDonationsBF&charset=UTF%2d8
Basta avere una Carta di Credito... Grazie MZ
**********************************************************************************
Dr. Mamatimin Abbas:
The death toll is steeply increasing in Myanmar, and more than two million people are desperately needing humanitarian aide. Individual help is becoming more and more important as the government of Myanmar is slow in taking action and accepting the foreign aide. The couragous decision of Ms. Thanthan to return to her country to participate in the humanitarian work is truly touching and deserves our full support.
Here I'd like to specify the Internet donation:
Please Copy and Paste the following link to the internet address (if it's not appeared as html link): The death toll in steeply increasing in Myanmar, and more than two million people are desperately needing humanitarian aide. Individual help is becoming more and more important as the government of Myanmar is slow in taking action and accepting the foreign aide. The couragous decision of Ms. Thanthan to return to her country to participate in the humanitarian work is truly touching and deserves our full support.
Here I'd like to specify the Internet donation:
Please Copy and Paste the following link to the internet address (if it's not appeared as html link):
https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_donations&business=donateburma%40gmail%2ecom&item_name=donateburma&no_shipping=0&no_note=1&tax=0¤cy_code=EUR&lc=IT&bn=PP%2dDonationsBF&charset=UTF%2d8
You will be directed to the donation page: (donateburma@gmail.com) , enter the donation amount, and refresh for total amount.
If you are a paypal account holder, you can enter the account from the right of the page, and with one step of confirmation, you can complete the donation.
If you don't have a paypal account, click the CONTINUE link on the left of the page, and in the next page fill out the card details (Master, Visa, Postepay) to finish the donation.
If you would like to donate via bank transfer, please contact Ms. Thanthan directly, and she can provide her bank account details for you.
We highly appreciate if you can inform this activity also to your relatives and friends elsewhere who would like to contribute to alleviate this humanitarian crisis.
Thanks again for you concern and support.
Best regards,
Mamatimin
Focus on Desperate Burma and Very Provincial Italian Information
Instead, none of the main Italian newspapers gave due relevance to the Burma events (and very few to the tremendous Chinese earthquake). Not one single news from Burma on the first pages!! This shows once again how provincial and decaying this poor country is. Main headlines to be found in LaRepubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale...were all concerned with low profile internal security issues, emblematic news from the garbage-covered Neaples and similar ones.
Doubtless the italian information quality fits (and mirrors) the italian people standard, certainly one of the lowest existing nowadays in Europe.
While small scale criminality and some roma-made robberies are the focus of the italian worries, large scale criminality (the well known italian mafia) acts undisturbed. Not only: it rules over the country.
Update on Burma at the URL
http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7406801.stm
Wednesday, May 14, 2008
On the International Aid ....Burma and China cases
I appreciated very much your detailed reply. The issue of the international aid following natural disasters is in fact twofold and deserves a comment.
The aid may be viewed (and perceived) as a genuine effort to bring relief to heavily stroken people and, I believe, this is the kind of aid provided by most humanitarian organizations and most NGO workers.
However, very often, the “aid” turns out to be a tool for economical penetrations in devasted areas. This is the kind of “aid” supported by the White House spokesman Gordon Johndroe as you can see at the URL
http://www.mercurynews.com/ci_9206670?nclick_check=1
The latter refers just to the present Burma case but Mr. Johndroe’s ideas about aids are certainly not new and are shared by several Western governments top officials.
Being aware of this, India refused (as you say) foreign aid after the Dec 2004 tsunami. But India, unlike Burma, is a democratic and self-sufficient country whose government promptly managed to organize relief operations. Thus, India’s decision appeared to be right and should not be confused with the present Burma case.
According to the latest news, while China has wisely allowed reporters access to the devasted Sichuan province very little is known about the Burma situation aside from the fact that food aid does not reach those who need it.
As China influence on Burma junta is considerable, I feel that your proposal to contact the Chinese Students Union Leader and address the Chinese embassy in Italy is of great value no matter what the final ouput will be. Please let me know about it.
Best regards and best wishes
Yours
Marco Zoli
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/asia/article3900686.ece
Tuesday, May 13, 2008
On the Natural Disasters in Burma and China
To the Chairman of the Chinese students and Scholars Union - (at the University of Camerino, Italy)
Following his letter to the University Forum:
Dear Mr. Yu Ting,
With a sincere sigh of relief, I’m getting aware right now that none of your families has been hit by the devastating event. I’m pretty much convinced that the courageous Chinese people will defeat the earthquake once again and, likely, for ever.
Under the circumstances, I wish I could be close also to the people of Burma and mourn together over the victims of the cyclone Nargis which struck the Irrawaddy delta region. While the death toll is rising towards 100.000, the Burma’s military government is still forbidding foreign aid workers to go and help the extremely poor and vulnerable population.
In view of the fact that China is the closest ally of the tremendous Burma military junta, we all should urge the Chinese government to put pressure on the junta in order to allow humanitarian agencies to enter Burma with no further delays.
I believe it would be highly significant if you, as Chairman of the Chinese students and Scholars Union in Italy, could openly invite your government not to oppose to bring the Burma issue in front of the U.N. Security Council.
The people of Burma deserve at least as much help as the Chinese people hit by the earthquake.
While I have no doubt that you share my view, I’m ready to host your comments in my blog and to spread them (to some modest extent) throughout the world.
Sincerely Yours
Marco Zoli
Tuesday, April 29, 2008
L' EPILOGO DELLA FARSA e LE PROSPETTIVE
Era chiaro a chiunque avesse un minimo di sale in zucca che l'operazione PD non aveva alcuna base etico-politica, non vi era dietro alcun disegno di società, alcuna sostanza. Era una semplice operazione di potere con cui i capo-clan miravano a "razionalizzare" lo scenario politico onde garantirsi centralità negli anni a venire. La farsa delle primarie doveva servire a dare una "investitura democratica" al disegno ordito dal gruppetto dirigente. Disegno miope anche dal punto di vista della stretta ingegneria politica. Naturalmente lo stuolo di servi, portaborse ed amministratori locali hanno seguito i capi belando di gioia e cercando di garantirsi un posticino al tepido sole....ed anche tanta brava gente ha creduto ingenuamente che si aprisse "una fase politica nuova" senza riflettere sul fatto che se gli individui son "vecchi" (di idee prima ancora che all' anagrafe) le fasi "nuove" non si aprono. Tre milioni e mezzo di fessacchiotti sono andati a votare, pagando anche 1€, per nulla....per incoronare un leader senza stoffa a cui si contrapponevano, facendo teatrino, due democristiani intellettualmente piatti.
Non si può non confrontare lo spessore politico e intellettuale di questi attuali politicanti iperpagati con quello di personaggi come Ingrao o Berlinguer tanto per fare solo due nomi peraltro centrali fino a non molto tempo fa.
E' evidente che le società cambiano ed anche in fretta....quando viveva Berlinguer Internet non esisteva ed io ebbi il primo indirizzo e-mail nell'anno in cui lui morì. Eppurtuttavia la trasformazione del quadro politico italiano in questi ultimi vent'anni mi pare si sia risolta in una generale involuzione....mentre pezzi di società si sono comunque mossi e spesso anche decisamente in avanti la politica è via via degenerata, "mani pulite" è passato invano e i politicanti si son fatti sempre più corporazione. Il bello è che sembra molto difficile spazzarli via perchè la massa italiota è talmente ignorante che comunque finisce col legittimare la sfera politicante. E la seconda, in fondo, non è che lo specchio della massa medesima.
Per fortuna lo straordinario processo di globalizzazione, reale e virtuale, intensificatosi negli ultimi anni permette a chiunque abbia talento e dinamismo di muoversi nel mondo e di trovare opportunità nei luoghi e nei modi più disparati. Mi sa che, avanti di questo passo, rimarranno in pianta stabile in Italia solo i più stupidi e i più incapaci. Ed andranno a votare, belando, per questo o per quel capo clan.
Mentre i fringuelli sono a loro agio in ampi areali.
Tuesday, April 15, 2008
LA SEMPLIFICAZIONE e IL FLOP dell' EX SINDACO
Peraltro non c’erano molte alternative per chi, nonostante tutto, voleva esercitare il proprio diritto di voto. O il PD o il PDL….così era stata posta la questione. Gli altri non contavano. Con una grande eccezione, la Lega Nord, che infatti ha stravinto nella parte più densamente popolata d’Italia, in regioni tanto produttive quanto insoddisfatte. Va detto che Bossi e i dirigenti della Lega Nord conoscono il territorio in cui si muovono e, nonostante la legge elettorale cancelli il voto di preferenza, sanno chi far apparire nelle liste. La gente del Nord è generalmente pragmatica, diversi di loro magari parlano un italiano incerto e non sono intellettualmente molto raffinati. Però vanno al sodo e sanno distinguere il fumo dall’arrosto. Il Nord-Est va girato in bicicletta, nonostante il traffico, per capire come stanno effettivamente le cose. Non basta un giro con un pullman dipinto di verde (dalla eco-colf dell’ ex-sindaco di Roma) ma di fatto inquinante. E non serve nemmeno ficcare a capolista un industrialotto pescato all’ultima ora. Se in quelle zone fossero venute delle proposte concrete per una riqualificazione del territorio e del futuro produttivo la gente le avrebbe valutate. Queste proposte non sono venute perché Veltroni e il suo clan non hanno sale in zucca. E non sanno pedalare. E allora quella gente preferisce votare per chi conosce, parla la loro stessa lingua e qualche soluzione magari brutale la trova.
Le grandi questioni della produzione energetica, delle infrastrutture del futuro e della qualità della vita erano assenti dalla campagna elettorale perché non fanno parte dell’orizzonte culturale dei politicanti italiani, né dunque del PD. Nonostante la presenza nel PD di un paio di pseudo-ambientalisti servi che volevano guadagnarsi un buon stipendio e di fatto hanno sputtanato un’associazione ambientalista che pure conta tante brave ragazze e soci. Molti di loro però hanno fatto un errore: non hanno capito che il loro entusiasmo e le loro passioni rimarranno frustrati se poi si fanno rappresentare da caporioni che sono soltanto dei politicanti intrallazzatori. Non basta agire nel (e per il) proprio nobile circolo locale. Bisogna pensare in modo globale. L’assenza della grande questione ambientale è uno degli elementi più significativi delle elezioni del 2008. E son sicuro che questa questione, posta nel modo giusto, avrebbe interessato molto anche la gente del Nord-Est.
Io l’avevo detto. Ed avevo anche detto che la logica del “votate me sennò vince Berlusconi” era vecchia e sterile. Così è stato. Veltroni ha fatto flop. Ha messo in lista anche delle ciccette (oltre che dei vetero-analfabeti) inseguendo Berlusconi sulla strada della propaganda demagogica e della semplificazione. Ma su quella strada non poteva che perdere perché quell’altro è più bravo. Ed ha perso quasi ovunque, non solo al Nord. Il progettino PD è fallito. Così l’ex-sindaco, amante del cinema ma individuo inconsistente, ha “semplificato”. Tagliandosi le palle ( inattive se la colf in pullman dorme) è tutto più semplice. Secondo me però è meglio avere le palle e dover gestire la complessità che ne consegue. L’unico risultato della fobia semplificatrice è stato quello di far fuori la Sinistra dal suo canto incapace di trovare la bussola e di fare una proposta. Non mi pare che il non essere rappresentati in parlamento sia, in sé, un grosso problema: infatti il parlamento non conta da tempo un fico secco ed è in gran parte ricettacolo di due cosche di sanguisughe comandate da due cupole che decidono per tutti. Ad alcune care persone che non volevano comunque rinunciare a votare dicevo di votar Bertinotti. Solo per la stima della persona e per il valore di testimonianza. Che però non basta (ed infatti io non ho votato perché non avevo tempo da perdere). Non può bastare in un Paese in crisi profonda e dal quale tante delle persone migliori scappano. E magari vi tornano ogni tanto da turisti. Senza votare perché non vedono qui prospettive di qualità.
Saturday, April 5, 2008
URGENTE - LINEA ADSL
Senza alcun preavviso è stata staccata. Usufruivo del servizio ADSL Telecom dall'Agosto 2007.
Qualche tempo fa, avevo chiesto ad Infostrada di attivare sulla mia linea telefonica l'offerta Happy Italy con il trasferimento del canone, finora sempre pagato a Telecom.
Tutti gli operatori, sia del 187 Telecom che del 155 Infostrada, mi avevano garantito che era possibile avere la "fonia" con Infostrada e la linea ADSL con Telecom. Nel contratto firmato che ho inviato ad Infostrada sceglievo dunque questa opzione.
Stamani, dopo essermi accorto che la linea ADSL era stata disattivata, ho chiesto lumi. L'operatrice di Infostrada ha raccolto la mia segnalazione e mi ha assicurato che Telecom ha torto in quanto ha violato un accordo intercorso tra i due gestori secondo il quale fonia e ADSL sono separate.
Viceversa l'operatrice Telecom dice che è Infostrada ad avere torto in quanto il passaggio del canone ad Infostrada implica il decadimento della linea ADSL. La signora Grazia di Torino (Telecom) che mi ha appena telefonato ha inizialmente affermato che il distacco dell'ADSL è avvenuto in "automatico". Si è poi corretta ed ha ammesso di aver detto una bugia: qualcheduno ha ovviamente staccato la linea ADSL che era funzionante fino alle 10.00 circa. Le informazioni datemi dalla bugiardona signora Grazia contraddicono comunque quelle datemi dagli altri operatori Telecom, suoi colleghi, fino a qualche giorno fa.
Evidentemente uno dei due gestori ha torto ed uno ha ragione. Si tratta ora di stabilire chi. Lunedì chiederò l'intervento di Altroconsumo. Intanto sono senza linea.
Per inciso noto che tutti gli operatori si presentano solo col nome e senza cognome...Mario, Lucia...rifiutano di dire chi sono secondo una tipica consuetudo italo-omertosa...non è dunque possibile inchiodarli alle loro responsabilità...
ognuno dice quel cavolo che vuole impuneemente...è poi anche interessante la foga con cui questi dipendenti difendono ovinamente l'azienda che da loro da mangiare...gli schiavi si identificano con le decisioni dei loro padroni senza riflettere se queste siano giuste o sbagliate. Italo-cervelli all'ammasso.
ANCHE LA CASELLA DI POSTA SU "ALICE.IT" RISULTA DISATTIVATA !!
PREGO SCRIVERE A : zoli.marco@libero.it

