Follow by Email

Tuesday, April 2, 2013

Elina, Michele e la Stupidità

*

Non sappiamo  se, quando e come finirà questa crisi politica italiana che dura da più di vent'anni. Sappiamo però con certezza che la causa primaria della crisi è la stupidità popolare.

Elina è una pantera labronica che ha passato il mezzo secolo e che gradisce i maschi speciali che abbiano  almeno dieci anni meno di lei. Ero almeno anagraficamente in regola ma mi sono sottratto da tempo alle sue ripetute avanche. Ella è una produttrice teatrale che non produce un accidente. Per fortuna ci sono le eredità lasciate dai genitori. E' la solita storia dell'italietta contemporanea sorretta dai clan familistici.  Nella domenica pasquale è giunta in zona, per fortuna accompagnata dal gentile amico Michele, cronista parlamentare, anch'egli ben oltre i cinquanta.

La loro giornata è emblematica e, tradotta in numeri, racconta della crisi italiana. I due sono partiti da Livorno per pranzare in un ben pubblicizzato ristorante del senese. Si sono seduti entro una inquinatissima scatola metallica dal peso di circa 1 tonnellata ed hanno percorso, A/R, più di 400kms per andare a pranzo. Hanno dunque bruciato circa 22 litri di combustibile fossile emettendo circa 50 kg di diossido di carbonio.

In termini di energia equivalente, i due amici hanno bruciato circa 240 KWh (Kilowattora). Una cifra pazzesca.
Tralasciamo l'usura del veicolo e il danno psico-fisico associato allo stare seduti in auto. Guardandoli in faccia si capisce che, per loro, sedere in auto è consuetudo.

Nel ristorante standard i due credo abbiano mangiato essenzialmente pasta e carne, il tandem usuale in questa parte d'Italia in cui la gente mangia male e digerisce peggio. Il fabbisogno energetico giornaliero di un uomo e una donna sommati, è di circa 5.5 Kilocalorie a stare abbondanti. Ciò equivale a 6.38 KWh.

Ammettiamo pure che i nostri abbiano preso tutto il loro fabbisogno energetico dal pranzo nel senese, che non abbiano fatto colazione e che non abbiano cenato. Così non è ma tralsciamo.  Bene, Elina e Michele hanno speso 240 KWh per ingoiarne poco più di 6 in due! Per ogni Kilowattora ingerito ne hanno spesi 40 !
In realtà sono molti di più.

Si può essere più stupidi di così?  Ed ancora non ho considerato l'input energetico associato alla produzione di quel che precisamente hanno mangiato.  Dato il menù, sarebbe possibile stimare quanta energia si è dovuta spendere per produrlo.  Quand'anche supponessimo che i due, desiderosi di una pasqua spartana, si siano nutriti con erbette di campo condite con olio spremuto in loco, rimarrebbe il fatto mostruoso che, per pranzare, han fatto 400kms.

Per fortuna che, nel pomeriggio, c'era la visita alla cantina del ristorante, gentile pretesto per dare ai due dinamici turisti  (e ad altri come loro) la possibilità di riempire la giornata conferendo così un senso in più alla lunga trasferta. Sostanzialmente, i due non sapevano dove andare a sbattere la testa.

Potremmo continuare. I nostri amici,  banali italiani standard che nulla di rilevante hanno fatto in vita, sono solo un esempio concreto del perchè l'Italia è in crisi profonda. Nessun partito, nessun movimento potrà invertire la tendenza, almeno nel medio periodo. La mancanza di cultura di base si fa sentire, è palpabile negli stili di vita individuali.

Saturday, March 23, 2013

I Tecnici, il Benzinaio e l' Ignoranza

*

E' indubbio che la figuraccia fatta dal Ministro degli Esteri italiano nella vicenda dei due marines, ora tornati in India, è stata penosa sin dall'inizio. Già lo si era detto. Ora l'Italia ha dovuto obbedire e rispedire a Delhi i due tipi che, così pare, avevano scambiato dei tranquilli pescatori per pirati. L'umiliazione è grandiosa.

Eppure anche molta stampa italiana e molto popolino hanno difeso le (inesistenti) ragioni nazionali e avrebbero voluto che il governo non restituisse i due. Sarebbe bastato analizzare il caso nei suoi dati oggettivi per evitare un monte di inutili chiacchiere e una sputtanata memorabile a livello internazionale.
D'altra parte, anche in India, stampa e partiti nazionalisti hanno alimentato i furori popolari in vista delle elezioni del prossimo anno.

Per chi sa leggere (e ne ha la pazienza), riportiamo qui il corretto intervento del Prof. Mani che spiega il perchè della giurisdizione indiana sulla vicenda.

Mentre l'ignoranza popolare è scontata sarebbe auspicabile che al Ministero degli Esteri sedessero persone che almeno sanno leggere e comportarsi. Così però non è. Ci avevano spiegato che il governo dei tecnici era formato da persone competenti. Si vedono i risultati.

La Repubblica e buona parte della stampa italiana si sono spremute nelle ultime settimane per evidenziare l'ignoranza dei neo-eletti del Movimento 5 Stelle. Non c'è dubbio che molti di loro, ignoranti,  lo sono. E' altrettanto indubbio però che il livello medio di ignoranza nel M5S non è superiore a quello degli altri partiti nè a quello della media dei giornalisti italiani.  Anzi, mi sembra vero il contrario.

Il vice-direttore de La Repubblica per esempio, pur non essendo di certo il peggiore, sostiene nel Filo Diretto di Prima Pagina ( il 19 Marzo, proprio in chiusura),  che il futuro governo dovrà  occuparsi di rilanciare la crescita, far crescere il PIL. Qualche minuto prima aveva detto (giustamente) che la spesa pubblica italiana è troppo alta....peccato che tra gli addendi che formano il PIL c'è proprio la spesa pubblica.  Il vice-direttore ci sembra banalotto e ci fa sorridere....

Le stesse vecchie cretinate sul PIL le abbiamo sentite mille volte dai capetti analfabeti del PD e siamo convinti che tutti costoro sono incorreggibili.  Sragionano secondo paradigmi falliti. Proprio sui temi centrali dello Sviluppo (che è cosa diversa dalla Crescita, come sanno anche i sassi)  si dovrebbero misurare i programmi degli aspiranti governanti.

Il progetto TAV, palese assurdità, è un esempio concreto del perchè col PD-PDL è impossibile governare.

Il Benzinaio di Bettola ha tutto il diritto di fare arricchire i suoi amici della CMC di Ravenna. Non ci piace però che questo avvenga grazie ad appalti in colossali investimenti pubblici per opere semplicemente inutili, oltre che ambientalmente devastanti. Tra gli otto famosi punti del programma del benzinaio ci sarebbe anche il conflitto di interessi....calpestato già mille volte dai capi cosca.  Peraltro, su quegli otto punti, concorda anche l'omino delle TV.....non sarà un caso.  Solo i cretini credono ancora alle balle di PD e soci. Questi sono davvero i più ignoranti di tutti.

Wednesday, March 20, 2013

Stipendi e Manganelli

*

E' morto il capo della polizia Manganelli, già vice capo nel 2001 al tempo del massacro di Genova.

Speriamo che al suo successore venga finalmente ridotto l'indecente stipendio. 


Saturday, March 16, 2013

Il Monte Paschi di Siena, l'Ambiente e Icaro

*

E' utile risfogliare ogni tanto le vecchie riviste. Ecco una bella inserzione pubblicitaria, immagino a pagamento, del Monte dei Paschi di Siena sulla rivista La Nuova Ecologia: era il 2004.  Le persone oneste collaborano sempre tra loro.

Il MPS ha una lunga tradizione ambientalista. La Banca sa bene che anche il trasporto aereo ha un impatto inquinante.

Accade così che alcuni dirigenti, divenuti scomodi, siano sollecitati a volare in modo naturale magari lanciandosi dai palazzi del centro storico. Senza l'uso di kerosene. L'esempio individuale è sempre fondamentale.

Purtroppo Icaro non ascoltò i consigli di Dedalo. Se si vola troppo vicino al Sole-PD,  la cera si può sciogliere e ci si può bruciare le ali.

Fa dunque bene il Movimento 5 Stelle a mantenere le distanze dal Sole.







Thursday, March 14, 2013

I Compagni si Piacciono e si Assomigliano...


Proponiamo che il compagno già Presidente della Fondazione Monte Paschi di Siena, sia nominato/eletto Segretario del Partito Democratico. Ci sembra cosa buona e giusta. Lui è stato molto generoso coi compagni del PD in tutti questi anni. Va dunque premiato.

Non mi sembra bello abbandonare il compagno della Fondazione quando è in difficoltà, fingendo quasi di non conoscerlo, come hanno voluto fare il simpatico Baffetto  e la Pasionaria di Sinalunga....entrambi dicono inoltre che il PD nazionale col Monte Paschi non c'entra nulla....loro non sapevano: hanno fatto tutto i senesi !
Incredibile.


Il Tesoro ha sottoscritto titoli emessi dal Monte Paschi per 3.9 miliardi di Euro. Sono i Monti bonds....
Come tutti sanno, questi sono proprio i quattrini che il governo Monti-PD-PDL ha succhiato applicando l' IMU.
Per il governatore di Bankitalia,  l'aiuto pubblico al Monte "non è il salvataggio di una banca in crisi".
E che cosa è?

Io credo sia molto difficile poter sostenere governi di cui facciano parte rispettabili membri (in giacca e cravatta) di cosche mafiose, nonchè incredibili facce toste.  Di questi tizi è bene non fidarsi perchè hanno già sfasciato l'Italia.  Comunque nella vita bisogna saper essere lungimiranti

Il Governo, i Pirati e l' India

*

I governi peggiori sono quelli che, già dimissionari, rimangono in carica per l'ordinaria amministrazione. Non devono rendere conto a nessuno della loro imbecillità. L'Italia era già abbastanza malandata dopo vent'anni di degrado causato dall'accoppiata PD-PDL e non aveva certo bisogno delle ulteriori manifestazioni di stupidità governativa che esperiamo in queste settimane.

Ora siamo arrivati al limite della rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con l' India.

Nel Febbraio del 2012, due militari di guardia su di una petroliera italiana vengono accusati di assassinio di due pescatori indiani al largo della costa del Kerala, Stato del sud dell'India. I due pescatori erano andati coi loro compagni a pescare i tonni e i due marines, assieme al loro capitano,  scambiarono i pescatori per pirati e probabilmente i tonni per missili.  Secondo la versione indiana, il fatto avvenne a circa 20 miglia nautiche dalla costa, al di fuori delle acque territoriali ma dentro la zona contigua  e assolutamente dentro la zona economica esclusiva indiana. Dunque non in acque internazionali.
Secondo fonti italiane il fatto avvenne invece a 33 miglia dalla costa comunque dentro la zona economica esclusiva indiana.

Fatto sta che, dopo dell' uccisione dei pescatori, la nave italiana ha continuato tranquillamente il suo viaggio verso l'Egitto prima di venire intercettata dalla guardia costiera indiana e costretta ad attraccare a Kochi.
Qualsiasi Stato degno di tal nome avrebbe arrestato e processato gli assassini dei pescatori.
L' India sembra essere stata persino troppo generosa nei confronti dell' Italia visto che:

1) ha lasciato libero il capitano;

2) ha arrestato i due acuti marines ma ha lasciato sviluppare un penoso caso giuridico diplomatico che ha visto coinvolti il governo del Kerala e quello nazionale indiano, l'Alta Corte del Kerala e la Corte Suprema indiana, le comunità dei pescatori e il cardinale cattolico del Kerala che ha auspicato una soluzione pacifica;

3) ha permesso che i due marines venissero a votare in Italia quando era ovvio che poi le autorità italiane si sarebbero mangiata la parola data e non avrebbero restituito i due tipi all'India come promesso. Peraltro c'era già stato un caso precedente con la Francia nel 1996 dunque l'India avrebbe dovuto far tesoro dell'esperienza fatta allora e non fidarsi dell'inaffidabile governo italiano. 

Molto più semplicemente le autorità indiane avrebbero potuto trasportare  il gruppetto di marines nella bellissima foresta di mangrovie del delta del Gange liberandolo in loco. Costoro avrebbero avuto l'opportunità di avvistare le tigri del Bengala facendo dunque un'esperienza turistica unica.
La questione sarebbe finita lì.

Invece ora, l'ambasciatore italiano, che aveva garantito che i marines sarebbero tornati in India dopo aver votato in patria, è nei guai.  E il Ministero degli Esteri italiano, dimostrando altissima competenza nel gestire il caso, continua ad agire in modo da indebolire i rapporti politici e commerciali (questi già in calo negli ultimi tempi) con uno dei Paesi più importanti del mondo.
Oltretutto i due erano già tornati a casa nel Dicembre scorso ed erano stati ricevuti con tutti gli onori dal presidente della Repubblica  (incredibile!) . Poi è stato lo stesso capo di governo, il consulente della Coca-Cola, ad andare a Fiumicino ad accogliere i due fucilieri il giorno prima delle elezioni. Insomma una misera vicenda è diventata pretesto per sfoderare l'orgoglio nazionale e per cercare di racimolare qualche voto...invano.

Per fortuna che questo governo, presieduto dall'omino che piace(va) alle banche europee, avrebbe dovuto essere composto da personalità di rilievo, da tecnici !  Prima spariscono meglio è.

Intanto salutiamo invece con piacere il crescere in Italia di un sano movimento che ha trovato finalmente la sua rappresentanza politica nelle ultime elezioni e che parla una lingua nuova.
Lo ha capito anche l'ambasciatore USA in Italia.

Tuesday, February 26, 2013

Grande Risultato

*

La batosta per centro-destra e centro-sinistra, che avevo auspicato, è arrivata. Circa nella misura che avevo predetto: 25 per cento dei voti al M5S. In realtà mi ero sbagliato leggermente per difetto: il M5S prende 8.688.545 voti, che fanno il 25,55 per cento, e 108 deputati alla Camera.

 Il PD, sempre alla Camera, ottiene 8.642.700 voti (25,41 %) mentre alle elezioni politiche dell'Aprile 2008 aveva 12.095.306 voti (33,17 %). Una perdita clamorosa di 3.452.606 voti.

Il PDL ottiene 7.332.121 voti (21,56 %) mentre nell'Aprile 2008 aveva 13.629.464 voti (37,38 %). Una perdita, ancor più clamorosa, di 6.297.343 voti.

La Lega Nord prende oggi 1.390.156 voti (4,08 %) mentre nell'Aprile 2008 aveva 3.024.543 voti (8,29 %): perde 1.634.387 voti e, finalmente, quasi sparisce.

Le tre maggiori cosche che hanno bloccato l'Italia in questi ultimi vent'anni perdono insieme, dal 2008 ad oggi, 11.384.336 voti. Un terremoto che credo abbia pochi precedenti nella storia delle democrazie parlamentari. Questi sono i dati reali delle elezioni di ieri alla Camera e analoghi sono quelli per il Senato come chiunque può constatare. Poi i capetti argomenteranno che insomma non è poi andata così male o forse che hanno vinto...lasciamoli dire!

I capi cosca si salvano solo in virtù di una legge elettorale perversa voluta dalla destra eppoi accettata anche da PD e soci. Tutti costoro hanno sperato di trarne qualche beneficio. In effetti ancora ci riescono ma paralizzandosi reciprocamente. Queste bande parassite di cretini in giacca e cravatta non hanno capito che c'è un'altra Italia fatta di gente che alla sera non si siede più davanti alla TV e che, spesso, non ha nemmeno più una TV in casa. Le fonti di informazione sono altre e ben più attendibili.

Milioni di consumatori comprano oramai direttamente dai produttori saltando le intermediazioni parassitarie dei mercati tradizionali. Milioni di persone hanno capito (o riscoperto) i principi fondamentali di una sana economia, hanno capito che la qualità della vita è in sè un capitale. Mangiar bene e respirare aria pulita contano più dello spread.  Non pretendiamo che un consulente della Coca-Cola capisca questi concetti elementari e sappiamo che anche un Rettore della Bocconi può non capire niente di economia. E' inaudito però che il tipo sia nominato senatore a vita e poi capo di governo. Con esiti pessimi. Queste cariatidi pensano e agiscono secondo paradigmi vecchi.

Mentre a Taranto, anche ier l'altro, l'immondezzaio autorizzato dai clan partitici continuava a spargere i suoi veleni,  l'Italia progressista e produttiva ha mandato un segnale inequivocabile. Molti, anche tra la stampa estera, non capiscono perchè temono l'imprevisto. E' ovvio che sia così ma non importa. Alcune brave persone, dopo avermi letto, in questi giorni mi hanno scritto affermando che anch'io divento co-responsabile dell'ingovernabilità del Paese. Molte di loro hanno vissuto o vivono situazioni familiari di mediocre compromesso caratterizzate da reciproca cornificatio. Accettano la loro condizione di cervidi poichè temono il nuovo sul piano personale. E' ovvio che lo temano anche su quello politico.

Ora torno a seminare, il sole splende.

Saturday, February 23, 2013

Perchè Voterò per il Movimento a 5 Stelle

*
Sarebbe molto importante che le due coalizioni di centro-destra e centro-sinistra prendessero tra domani e lunedì una batosta clamorosa. Entrambe hanno dimostrato, quando hanno governato, di non sapere progettare ed attuare politiche virtuose per questo Paese.

La spesa pubblica, che rappresenta oramai circa la metà del prodotto interno lordo italiano, è andata progressivamente crescendo negli ultimi 15 anni a prescindere da chi governasse. L'ultimo governo, presieduto da un grigio ex consulente di Goldman-Sachs e della Coca-Cola, è stato reso necessario dal baratro in cui era finita  l'Italia grazie alle prodezze dell'omino delle TV e della sua consorteria criminale. Anche questo governo tecnico, appoggiato dai maggiori clan partitici, ha operato in modo fallimentare accrescendo l'imposizione fiscale e non facendo nulla di significativo per ridurre veramente la spesa improduttiva.

Non abbiamo visto una sola azione di governo che destinasse risorse ai settori strategici della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico. Anzi, si è fatto il contrario con il contributo chiave del PD.

Non abbiamo visto una sola azione rivolta a ridurre le spese della politica locale e nazionale: esse non sono quelle che più contribuiscono alla spesa totale ma certamente hanno un valore simbolico enorme. Il politico che si rispetti deve fornire l'esempio virtuoso soprattutto nelle fasi in cui chiede ai cittadini e alle imprese di pagare ancora più tasse.

Nell'Italia post-resistenziale si formò una classe politica con diversi individui virtuosi e lungimiranti, molti durarono ancora negli anni '70-'80 del Novecento. Le attuali cosche del PD e del PDL (con rispettivi satelliti) hanno realizzato un sistema di clientele e un livello di corruzione da far impallidire quello messo in piedi (principalmente) dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista alcuni decenni fa.

Da Taranto a Siena, il PD e il PDL agiscono insieme. Il caso dell'ILVA di Taranto è emblematico: lì addirittura viene attaccata la magistratura che semplicemente fa il suo dovere e cerca di chiudere un cesso mostruoso.  Poichè questo blog è nato per discutere questioni ambientali non possiamo non sorridere pensando ai poveri Ecologisti Democratici che si illudevano di giocare un ruolo determinante nel PD: due dei loro parlamentari sono stati cacciati via dalle liste elettorali e il terzo, già Ministro dell'Ambiente, è stato infilato per il rotto della cuffia nella lista lombarda. E' evidente anche ai sassi che, delle grandi questioni ambientali che poi sono all'origine di quelle economiche, ai caporioni del PD non gliene può fregar di meno.

Per questi motivi andrò a votare per il Movimento a 5 Stelle. Senza grosse illusioni sia chiaro ma almeno, in quel movimento, vediamo un potenziale innovativo che le macrocosche di certo non hanno. Su molte questioni concrete, a partire da quelle ambientali, mi pare che nel M5S ci sia gente giovane che dice cose giuste. Di conseguenza la scelta è quasi obbligata. Tra l'astenersi e l'andare a votare preferiamo  la seconda opzione dunque proviamo a dar fiducia al M5S.

Faceva sorridere un recente appello firmato da alcuni intellettuali (ed ideato da uno scrittore di romanzi) in cui si invitava a votare il centro-sinistra per un governo stabile: forse intendevano chiedere un voto al PD pur turandosi il naso ma non lo potevano dire espressamente.  Noi comunque vogliamo respirare aria pulita e pertanto ci sembra che quell'appello sia insensato. Forse gli scrittori alludevano invece alla stabilità del famoso spread diventato il totem degli analisti seriosi ed entrato nel gergo popolare. Converrà allora informare intellettuali e gente comune che i maggiori investitori di quattrini del Pianeta (vedi Blackrock) stanno invece aspettando che lo spread cresca un pochino per comprare titoli di stato italiani ad interessi (per loro) vantaggiosi. L'amico Fink, gran sostenitore dei democratici USA, è uno che la sa lunga.  I quattrini verranno prestati ma gli alti tassi di interesse genereranno nuova spesa per lo Stato. Se, d'altra parte, lo spread dovesse rimanere basso pur in assenza di un risanamento complessivo dei dati economici  fondamentali (che è più o meno la situazione attuale) i titoli di stato italiani potrebbero non essere più appetibili e gli investitori potrebbero disertare le aste.
Il meccanismo è in sè perverso.

E' dunque ora che la politica seria si svincoli dal ricatto dei mercati, dello spread e delle agenzie di rating. Quando le economie reali sono forti e prospere gli speculatori finanziari hanno la vita più dura.

Qui in Italia, in questa fase, il bisogno primario è quello di indebolire le cosche e di cacciar via i politici di mestiere. Dunque serve una spallata destabilizzante che sia foriera di novità. Anche per l' Europa.

Thursday, February 21, 2013

I Gufi Ruotano la Testa

*

Vorrei segnalare un recente studio, apparso su Science, relativo alla capacità di adattamento delle arterie cefaliche e cervicali di gufi e civette in fase di rotazione del collo. Questi meravigliosi uccelli sanno voltarsi e guardare indietro. Gli umani non sono capaci.


Le Elezioni Politiche in Italia, il Gufo e la Civetta

*
Mentre gli italiani, o forse una parte di loro, si avvia a votare per eleggere quello che dovrebbe essere un Parlamento in grado di far leggi, mi vien voglia di metter per iscritto alcune semplici considerazioni anche stimolato dall'amico Bepi.  Esse sono basate su fatti che dovrebbero essere ovvi e noti a tutti, ma così non è perchè gli umani hanno spesso la capacità di dimenticare in fretta. Nello specifico del caso nazionale si sa poi come il livello di istruzione e di informazione del popolino sia basso, terribilmente basso. Ecco le considerazioni:

1) Le due coalizioni, cosiddette di centro-destra e centro-sinistra che ora fan finta di litigare e che si contendono il voto popolare nelle regioni in bilico,  sono in realtà molto simili poichè lo sono tra loro i due partiti maggiori, PD e PDL.

2) Nel corso di questo ultimo ventennio, dominato dalla figura dell'omino delle TV, la reputazione internazionale dell' Italia è crollata. La crisi, prima ancora che essere economica e finanziaria, è etica e culturale. Oramai è generalmente accettato che le leggi siano in realtà decreti-legge emanati dal governo. A scuola avevamo imparato che lo Stato di Diritto, piaccia o non piaccia, è basato sulla tripartizione dei poteri: il Parlamento che fa le leggi, il Governo che le esegue e la Magistratura che giudica. In Italia non è più così tant'è che il popolino si è giustamente convinto che sia il Governo a fare le leggi.... Questa pratica perversa è stata seguita dai vari partiti che hanno governato e si è via via consolidata anche in virtù del fatto che il Parlamento è totalmente inefficiente. Esso ospita peraltro mille membri strapagati, tra cui molti delinquenti, per un paese con 60 milioni di abitanti. E' difficile trovare al mondo una mostruosità equivalente. Il Parlamento che si dovrebbe eleggere è, de facto, nominato dalle segreterie delle cosche partitiche che gestiscono le liste elettorali sulla base di una legge nazionale ispirata dalla legge regionale toscana, dunque dal PD.

3) Per rifarsi una verginità democratica (consistente con il nome del partito già di per sè assurdo) il PD ha introdotto il meccanismo delle elezioni primarie, scopiazzandolo male dagli USA. Come è noto, le primarie del PD sono una farsa alla quale si può anche partecipare votando più volte. Il vincitore è comunque già noto in partenza ma il meccanismo serve a far sì che il partito attiri l'attenzione dei media, occupi la scena e faccia parlare di sè attraverso i vari candidati comparsa. Costoro acquistano visibilità e, a volte, un posto in Parlamento....un paio di milioni di fessi che si mettono in fila e vanno a votare si trovano sempre. Molti di loro sono in buona fede, ne conosco tante di queste brave persone. Esse hanno bisogno di relazionarsi e, attraverso il voto, pensano di poter contare. In realtà i giochi son già fatti dalle segreterie regionali del partito che gestiscono le truppette dei militanti servi.

4) Recentemente mi trovavo di passaggio in una località remota nelle montagne dello Sri Lanka. Un distinto signore musulmano mi ha chiesto  informazioni sull'omino italiano delle TV e sul suo ritorno nella scena politica italiana. Mi era già successo decine di volte nei posti più diversi del mondo.  Come mai costui, a dispetto delle sue vicende giudiziarie e delle sue pratiche di governo disastrose per l'Italia, continua a dominare la scena nazionale ed internazionale e ad avere milioni di stupidi votanti? La risposta è semplice nella sua essenza. Egli rappresenta un modello, o meglio un desiderio, per centinaia di milioni di maschi: quello di avere tanti soldi e quello di trombare tante fanciulle, meglio se sceme. Notai un lampo di cupidigia negli occhi del gentile signore dello Sri Lanka mentre mi chiedeva l'età dell' omino italiano delle TV : erano coetanei. Naturalmente anche milioni di donne analfabete votano per l'omino desiderando in cuor loro un maschio ricco e dominante.

5) Il capo del PDL non avrebbe esteso il suo potere fino a dominare la scena nazionale  per vent'anni senza il complice consenso della pseudosinistra italiana, in primis senza il consenso del Baffetto che continua ad essere il vero capo del PD. Chiunque sappia voltarsi all'indietro sa che il rapporto di stima e l'asse tra i due individui è stato l' elemento soffocante della recente storia politica d'Italia. I fatti sono noti e credo si possa lasciar parlare l'autorevole voce del Presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione.
I più giovani, avvezzi a Youtube, potranno poi ascoltare direttamente le dichiarazioni inequivocabili del braccio destro del Baffetto di qualche anno fa. Tanto per farsi un'idea.

6) E' difficile che i fatti di politica estera pesino in modo decisivo in una elezione politica. Questo vale in generale. Sono essenzialmente i fattori economici, la condizione delle tasche e del portafoglio del popolo a pesare. E' vero negli USA e lo è ancor di più in Italia, Paese ad alto tasso di provincialismo e di ignoranza.
A noi però piace il mondo intero e ci piace bucar le frontiere magari in bicicletta. Dunque non possiamo non ricordare come, nel Marzo del 1999, il Baffetto, a capo di un governo ridicolo che nessuno aveva eletto, dichiarò guerra alla Serbia coinvolgendo l'Italia in un'assurda avventura militare (senza mandato ONU). Anzi, è probabile che il tipetto sia andato al governo proprio per gestire quest'avventura. Egli colse la palla al balzo per dimostrarsi ex-comunista ed oramai fedele alla NATO. Comunque sia, è certo che a distanza d'anni  le popolazioni serbe e montenegrine, anch'esse bombardate, lo detestano e lo sfottono come ebbi modo di constatare alcuni anni fa.

Se si conoscessero i fatti, nazionali ed internazionali, alle prossime elezioni le due maggiori cosche partitiche italiane non dovrebbero prendere un voto di persone per bene. Se il popolino poi mettesse il naso oltre la contrada, certamente a Siena e provincia, in virtù delle vicende del Monte dei Paschi, il PD non dovrebbe prendere un voto. A parte quelli dei suoi seguaci. Tralasciamo gli aspetti finanziari e criminali della questione su cui indaga la magistratura e soprassediamo sul ruolo di un avvocatuccio di Catanzaro diventato il banchiere rosso, ma non possiamo non notare come sia perverso che un partito nomini i suoi scagnozzi consiglieri della Fondazione (che controlla la banca) garantendosi così l'accesso ai cordoni della borsa della banca.

In fondo però l'origine del problema sta proprio nel localismo senese e italiota: basta che il cavallo della propria contrada vinca la corsa e si è disposti a dimenticare tutto il resto. Basta che la Fondazione ci dia un contributo per organizzare la sagra del pisello o quella della passera e noi siam felici...non importa da dove vengano quei quattrini, l'importante è che la sagra locale abbia luogo. Che i cavalli corrano attorno alla piazza. Che emozione! La catto-italietta è fatta così, è ammalata di localismo. La vicenda MPS è solo un esempio.

Si ingrossano però le fila di coloro che son stanchi dell'andazzo e non sono interessati al pisello e alla passera. Preferirebbero un posto di lavoro decente commisurato agli studi fatti. Costoro non voteranno per le due macrocosche, centro-destra e centro-sinistra. Anche perchè sulle grandi questioni che contano, quelle dell'economia sostenibile, dell'efficienza produttiva ed energetica, dell'uso delle risorse naturali e dello sviluppo tecnologico, quelle cosche non sanno dir nulla. Non sono culturalmente attrezzate. L'unica vera ragione dell'esistenza dei clan partitici è la gestione del denaro pubblico.

Vedremo che fare. In fondo per quel che ci riguarda la politica italiana conta poco. Se siamo riusciti a vivere molto bene e a prosperare nel ventennio dominato dall'omino delle TV continueremo a farlo anche in futuro sempre che la salute ci assista. E' dunque importante seminare, potare e raccogliere. Nutrirsi bene, con tante verdure, frutta, legumi, cereali germogliati, pesce e tahina. Tanta curcuma, cha de bugre, zenzero e habanero. Tanto yoghurt. E' ancor più importante tenere in funzione il cervello e sapere guardare all'indietro. Come il gufo e la civetta che ruotano il collo di 270° senza spezzarselo e senza strozzare l'afflusso di sangue al cervello.



Friday, December 7, 2012

Visited Countries Map



Sunday, June 10, 2012

L' Edilizia e il Boom Economico Italiano

L' Italia vive una fase di grande sviluppo economico e l'edilizia, settore tradizionalmente trainante dell'economia, conosce un vero boom. Le case italiane, soprattutto quelle di nuova costruzione oltre ad essere bellissime sono degli straordinari esempi di efficienza energetica. A questo risultato contribuiscono, forse in pari misura, l'alto grado di professionalità delle imprese edili, la competenza dei legislatori in materia e la cultura dei cittadini, competenti ed esigenti, che comprano le case in cui poi andranno a vivere.

Racconto brevemente la storia di Antonio perchè ritengo sia emblematica ed indichi chiaramente le origini della attuale, grande prosperità nazionale. Antonio, muratore cresciuto a Taranto, vive e lavora da anni nella provincia di Siena ove ha comprato una bellissima casetta a schiera con ottime coibentazioni che, dice lui, hanno contribuito all'insorgere di forti dolori alle vertebre cervicali. Dorme infatti con la testa a ridosso di un muro perimetrale esterno.

Antonio si presenta dicendo che sa fare di tutto. Si definisce un muratore colto, ha letto Platone e cita De Andrè. Peccato che non sappia cosa sia e come sia fatta la calce che usa ogni giorno da trent'anni. Ma questo è un dettaglio.

Antonio ritiene che le case devano essere fatte essenzialmente di cemento e ferro perchè così sono stabili e sicure. E' il mantra dominante tra gli operatori del settore: se ne vedono ovunque i risultati.

Antonio è specializzato in intonaci ma, essendo un creativo, ritiene che le pareti, anzichè essere piane, devano  essere ondulate. Sarà poi un piacere, dopo che Antonio avrà terminato la sua performance, posare un pavimento con relativo battiscopa.
Un segmento di battiscopa lungo un metro che alle sue due estremità tocchi la parete  si discosterà dalla medesima di 2.5 cm nella zona centrale. Insomma Antonio predilige le concavità.  Il suo maestro in quel di Taranto gli insegnò che in edilizia il millimetro non conta.  Taranto è rinomata in tutto il mondo per le sue straordinarie opere architettoniche, per la qualità urbanistica e per la razionalità dei suoi quartieri popolari. Antonio peraltro ha superato il maestro in quanto, per lui,  manco il centimetro conta. Ed infatti i massetti fatti da Antonio sono un meraviglioso gruviera con, in più, deliziosi grumi di cemento in altorilievo che vanno dagli 8 ai 10 millimetri.
Anche questi massetti sono ideali per posare un pavimento.



Come imbianchino Antonio è insuperabile: in presenza di infissi, travi e travetti egli deciderà di imbiancare questi più che le pareti onde conferire una nota di originalità al locale. E potremmo continuare a lungo.

Il bello è che Antonio non accetta critiche poichè ritiene di essere molto bravo. Lui è un libero professionista e pretende giustamente di essere pagato all'ora. E le ore di lavoro dovrebbero comprendere  il tempo per tornare a casa a prendere gli arnesi che ha dimenticato e che pur gli sono necessari in cantiere. Anche il tempo dedicato alle chiacchiere e alle telefonate è giusto che gli venga retribuito poichè lui è un virtuoso del mattone.

Il fatto, ahimè serio, è che nell'Italia del boom i cantieri (anche di manutenzione e restauro) son rari e così il muratore che riesca a procacciarsene uno tende a rallentare i lavori in modo da garantirsi una entrata mensile fino a quando non avrà trovato un nuovo cantiere su cui balzare.  Naturalmente questa strategia contribuisce a far ulteriormente lievitare i costi dell'edilizia. Ammesso, s'intende, che il committente dei lavori accetti di pagare lavori fatti male e a rilento.

Antonio è bello, tarchiato e muscoloso tant'è che ritiene di poter sollevare e trasportare un lavello da duecento chili per quanto aiutato dal cognato che, assai meno forte, lo guarda sbigottito ed impaurito. La potenza cerebrale di Antonio non è però del tutto proporzionale a quella muscolare. Egli ha studiato molto bene l'operazione che deve eseguire. I due arrivano stravolti vicino ai muretti (peraltro ottimi manufatti) su cui dovranno collocare il lavello e naturalmente fanno crollare un muretto. Antonio osserva che quel lavoro non spetta a lui: trattandosi di un lavello è roba da idraulici ! Ha proprio ragione. L'intero tempo dedicato al fallimentare lavoro gli deve comunque essere pagato poichè lui è un libero professionista

Antonio è un giusto ed infatti ammira Gesù: è stato un grande uomo.  Da buon cristiano Antonio ha un forte senso della responsabilità e non scarica mai le sue colpe su altri.  Nell' Italia che produce e prospera gli Antonio sono tanti. E' un Paese pieno di creativi che sanno fare molto bene il proprio mestiere.

L' impresa edile Ripoli (Serre di Rapolano) è una punta di eccellenza nel panorama dell'edilizia senese, toscana, nazionale e forse oltre. Da consigliare.

Monday, February 13, 2012

Il 13 Febbraio e la Mefite

*

Il 13 Febbraio è per me un giorno fondamentale. Il caso ha voluto che questa data sia venuta a coincidere con la Giornata Nazionale di Mobilitazione delle Donne della quale si festeggia appunto oggi l'anniversario. La città di Siena è crocevia del Movimento  SNOQ (Se Non Ora Quando?) e, tra le grandi animatrici dello SNOQ senese, c'è l'amica Floriana di origini campane alla quale dedico questo Post.

Giusto ieri ho raccontato della mia amicizia-cooperazione con un rappresentante Centro-Americano della Famiglia delle Mephitidae incontrato casualmente di recente.

Sempre per caso,  il 7 Settembre del 2011, nel corso di una strepitosa escursione ciclistica nella Regione Campania, arrivai nella bellissima Irpinia e, passando per Rocca San Felice, notai le indicazioni per il Luogo di Culto della Mefite, nella Valle d'Ansanto. Nonostante la giornata volgesse al termine e le montagne d'Irpinia mi avessero stremato decisi di pedalare fino a raggiungere quel posto isolato e dominato da un laghetto in continua ebollizione da cui fuoriescono micidiali vapori, credo siano una miscela di anidride carbonica ed acido solforico.

C'è un filo rosso che collega il Luogo della Mefite visitato nel Settembre 2011 alle Mephitidae conosciute nel Gennaio 2012.

Lascio a Virgilio una descrizione senz'altro efficace della Valle d'Ansanto.


Consiglio di visitare quel luogo a patto di arrivarvi in bici o a piedi. In auto, come al solito, non si capisce alcunchè.

Sunday, February 12, 2012

Crisi, Freddo e Moffette....Prospero 2012 !

*

Man mano che la crisi economica diventa più acuta e sempre più globale converrà riflettere sul fatto che tale crisi è in gran parte determinata dalla generale incapacità di tanti umani di rapportarsi agli ambienti naturali, di utilizzarne le risorse e di cogliere i segnali che dal mondo naturale provengono.


Mentre imperversa il freddo inverno europeo (anni fa gli inverni erano però ben più freddi e lunghi), vorrei tornare a salutare lettrici e lettori soffermandomi su di una graziosa moffetta della famiglia delle Mephitidae che ho avuto recentemente modo di osservare ed apprezzare da vicino.

Mi riferisco allo Spilogale putorius diffuso nel Centro-Nord America e comunemente noto come Zorrillo nei Paesi di lingua spagnola. Col termine Zorrillo (Zorrilho in portoghese) viene altresì chiamato anche il Conepatus semistriatus, diffuso nel Centro-Sud America e parente dello Spilogale.

Queste simpatiche Mephitidae, da non confondere con le puzzole europee, sono piccoli carnivori attivi soprattutto nelle ore notturne ma, con un pò di fortuna, è possibile incontrarle anche di giorno. Cosa hanno di caratteristico? Quando si sentono minacciate da serpenti od altri predatori, piegano il corpo ad U rivolgendo muso ed ano nella direzione del nemico e, da due ghiandole perianali, fanno partire un micidiale getto liquido in forma di spray in grado di colpire l'avversario anche a 5m di distanza. Si noti che lo Spilogale putorius con cui ho convissuto era lungo non più di 30cm. Non considerandomi affatto un nemico non mi ha mai colpito. Mi ha però svegliato diverse volte in quanto il liquido che egli/ella secerne contiene composti organici a base di zolfo, tioli, davvero mefitici. Asfissianti.

La sua strategia difensiva è molto efficace anche se ovviamente ha un costo energetico: le ghiandole perianali, una volta svuotate, vengono ricaricate in alcuni giorni ed in questo lasso di tempo la mefitica moffetta è indifesa. Ella deve dunque pensarci bene prima di emettere il getto oppure deve ricorrere, almeno nelle ore notturne, a stili di vita cooperativi che le garantiscono una qualche protezione anche quando ha esaurito il suo liquido ed il suo potenziale deterrente.

La cooperazione si conferma intrinseca al processo evolutivo.

Saluto le amiche e gli amici assediati dal freddo...sono con voi. Dobbiamo cooperare per uscire dalla crisi! A presto.



Tuesday, August 9, 2011

Human Global Crisis versus Natural Efficiency

*

Dear Scientist
Dear Academic
Dear Man of the Road
Dear Woman of the Road

Dear Friend,

I'm back after so long....although I've thought of you quite often over the last months, due to intense work phase, my thoughts could not be translated into written words to be communicated to you: I had no time.

A tremendous sequence of events has marked the past weeks. Just to mention a few: a persistent drought is taking a heavy toll in East Africa while Pakistan's fish stocks are depleting fast, Syrian people' demand for democracy is still facing the cruel regime's crackdown while the conflict is raging in Libya with rebels and government troops  locked in devastating battle. While the poor are getting more in the US,  from Athens to London, from Madrid to Rome, debt crisis and recession are triggering unrest which simply signal one thing:  the present economical system based on the myth of growth has failed as the Planet's resources are finite. Simply put, the blanket is short.

Given the dire framework, it is clear that we need more knowledge, more culture and more efficiency  to get out of this mess. In particular, I believe, interdisciplinary research should be promoted  in order to broaden academics perspectives and foster new solutions to complex challenges in real life. Cross-fertilization is then a Must.

We have to watch the natural world and learn how Nature self-organizes according to efficiency principles. All the more so, considered that human societies are extremely inefficient.

In this regard I wish to draw your attention on a special molecule which is fundamental to you: DNA. Although the double helix has been a focus of exciting research for over sixty years, a lot still remains to be understood.  While localized fluctuational openings along the double helix are essential to processes as DNA transcription, the molecule precisely knows how (and for how long) to open such fluctuational bubbles. All that is staggering and sophisticated theoretical models are required to understand how all that happens.

At this link you have a contribution which sheds light on the equilibrium properties of a DNA sequence in various ambient conditions, namely temperature and solvent. As you are my friend, you can download the pdf file for free: you don't have to pay, you are just invited to study it carefully while getting tanned on the beach.
This is my mid-summer gift for you.

Once you are back home, please begin to apply efficiency principles to your domestic environment: you will help both the Planet and your wallet.

Enjoy the sun, give up meat-based meals, grow your vegetables and ride bike.
Best wishes and see you soon



Friday, April 29, 2011

Come si Giustifica una Guerra. Il Caso Libico

*

Sono così passati il 25 e il 26 Aprile, anniversari rispettivamente della Liberazione d'Italia dal nazi-fascismo e del disastro alla centrale nucleare di Chernobyl di venticinque anni fa. Per una curiosa coincidenza proprio in questi anniversari abbiamo appreso che:

1) l'Italia parteciperà ai bombardamenti nella ex-colonia di Libia dopo essersi ivi esibita, dal 1911 al 1943, in una straordinaria ma poco nota impresa criminale.
2) l'Italia non ha affatto rinunciato al programma di costruzione dei reattori nucleari già concordato con la Francia e con le imprese francesi.

Le due notizie, annunciate dall' individuo-emblema del tumore che affligge questo Paese,  sono relative a questioni apparentemente ben distinte eppure ben connesse.

L'Italia per settimane non sapeva bene quale posizione prendere nell'intricato conflitto ma, dopo che la Francia ha riconosciuto il Transitional National Council degli insorti e l'Inghilterra ha detto esplicitamente che Gheddafi doveva sparire, ha deciso di partecipare all'azione militare.  Sia gli interessi commerciali in Libia che i capitali libici in aziende italiane sono enormi dunque, a guerra finita, bisognerà avere buoni rapporti con la fazione libica vincitrice. Che è già stata designata da Francia, Inghilterra e USA. Dunque all'Italia non rimaneva che accodarsi, come fa di solito, stracciando il Trattato di Amicizia e Cooperazione tra Italia e Libia approvato dal Parlamento Italiano e ratificato da ambo le parti appena due anni fa.  Gli affari sono affari e si fanno con chi comanda...

Accodandosi in Libia, l'Italia ha reso felice il Presidente Francese, fatto questo molto importante in vista dei rapporti commerciali in corso e in divenire tra i due Paesi (vedi per l'appunto anche i reattori nucleari). Oltre che in vista della nomina del Presidente della Banca Centrale Europea.

Anche il Presidente della Repubblica Italiana, già migliorista del PCI e alfiere della cooperazione tra i popoli, si è detto favorevole ai bombardamenti in Libia...sono il naturale sviluppo....Forse non gli hanno detto chi si doveva andare a bombardare poichè lui è uomo coerente e aveva già ricevuto con tutti gli onori il Leader della Rivoluzione Libica. Che già allora e da lungo tempo faceva strage dei suoi oppositori .
Allora però nessuno qui si preoccupava dei diritti civili della popolazione libica soggiogata dal Dittatore Libico peraltro socio in affari dell'individuo-tumore  che tormenta  l'Italia.

Soltanto un cretino può dunque oggi credere che l'azione militare in Libia abbia scopi umanitari. L'intervento italiano ha scopi  puramente economici sia sul fronte del rapporto con la Francia che sul fronte libico. Anche se, in entrambi i casi, la partita è tutta da giocare. Vedremo l'evoluzione dei fatti.

Mentre piantavo melanzane e pomodori riflettevo sulle balle con cui i politici motivano le guerre e mi veniva in mente una storia, occorsa nel 2002, che ebbe un certo peso per giustificare la guerra in Iraq nell'anno successivo. Molti la conosceranno ma trovo giusto sintetizzarla. Lo farò nel prossimo post.

Thursday, March 17, 2011

Alcune Riflessioni sugli Eventi di Fukushima

*

Di fronte ai disastri di origine naturale e di origine umana che hanno colpito il Giappone mi sembrava che la cosa migliore da farsi, almeno per qualche giorno, fosse quella di tacere.
Era poi ovvio che gli eventi in corso ai reattori nucleari di Fukushima avrebbero alimentato il dibattito interno già effervescente e destinato ad intensificarsi in vista dei referendum. Il monte-ore che viene dedicato, sia in privato che in pubblico, a queste discussioni è enorme e, se solo una frazione di questo tempo venisse dedicata a produrre e studiare, il popolo si ritroverebbe molto più ricco ed anche molto più preparato a valutare le questioni relative alla produzione di elettricità da fonte nucleare. Ma ciò, ahimè, temo non avverrà nè prima nè dopo il referundum.

Il Nucleare è tema che storicamente appassiona ed induce a schierarsi. Molti mi hanno chiesto negli anni se io fossi pro o contro il nucleare ma nessuno mi ha mai chiesto se io sia pro o contro il metano o il carbone.  Chissà perchè.  Mentre sui media proliferano dibattiti e commenti, l'individuo-massa tende a schierarsi facendo una scelta di tipo caratteriale. E così succede che l'individuo con impostazione pragmatica tenda ad essere pro mentre l'individuo più sognatore tenda ad essere contro. Il primo è prevalentemente un maschio, macho e duro, con idee conservatrici mentre il secondo è tipicamente maschio non molto duro, sensibile e progressista oppure donna che ha saputo degli effetti della radioattività sui corpi umani e in particolare sui nascituri.

Ignorando i dibattiti e prescindendo dalle scelte caratteriali mi viene voglia di metter per iscritto alcune semplici considerazioni.

La relazione di equivalenza tra massa ed energia stabilisce che, se in una qualsiasi reazione, sparisce 1 chilo di massa essa si tramuta in un'energia di 25 miliardi di chilowattora (KWh).  Questa energia equivale al consumo elettrico di 3 anni per una città di 1 milione di abitanti ipotizzando che ogni abitante consumi 25000 KWh, cioè 8300 KWh annui. E' chiaro che l'idea è suggestiva: coprire in modo generoso il fabbisogno di energia elettrica degli umani viziati utilizzando un pugno di materia.

Il problema però sta nel come far sparire quel chilo di materia e tramutarlo in energia!

Se bruciamo degli atomi di carbonio, siano essi contenuti nel sesamo o in un pezzo di litantrace o nel metano, provochiamo una riduzione di massa: i prodotti della combustione pesano meno del carbonio iniziale e la differenza di massa è tradotta in energia che alimenta il mio metabolismo (sesamo) oppure il frigorifero di qualche amico frizzante (litantrace, metano).  Quella differenza di massa è però piccolissima, meno di un miliardesimo, poichè la combustione tocca solo i gusci esterni degli atomi. Di conseguenza ci servono enormi quantità di antracite, litantrace, petrolio e metano per soddisfare i bisogni energetici di società dipendenti dai combustibili fossili.

La scoperta della radioattività (Henri Becquerel, 1896) in Francia aprì una nuova epoca nella storia dell'umanità. Nei quattro decenni a venire divenne evidente che nel cuore degli atomi era racchiusa una quantità di energia milioni di volte più grande di quella contenuta nei gusci elettronici esterni.

L'attenzione dei fisici si rivolse in particolare all' Uranio, l'elemento più pesante esistente in natura. Fermi e il gruppo di Roma furono i primi a spaccare (fissionare) l'Uranio usando neutroni lenti ma l'identificazione dei prodotti di fissione, tra cui il Bario, fu fatta nel 1938 da Hahn e Strassmann a Berlino. L'interpretazione del fatto sperimentale venne tra la fine del 1938 e gli inizi del 1939 grazie a Lise Meitner (esiliata in Svezia) e a suo nipote Otto Frisch (Copenhagen). Fu appunto Frisch ad introdurre il termine fissione per definire questo processo straordinario in cui la differenza di massa tra i prodotti finali della reazione e il nucleo di Uranio iniziale era di un millesimo...l'energia liberata nel processo di fissione era di 200 milioni di elettronvolt. Nel Febbraio del 1939 fu Niels Bohr ad intuire che la fissione indotta da neutroni lenti avveniva in un tipo particolare di Uranio, l'Uranio-235,  parente dell' Uranio-238 ma più instabile e dunque più raro in natura.

A questo punto erano noti tutti gli elementi fondamentali per realizzare la reazione nucleare a catena (già immaginata da Leo Szilard nel 1934) e disporre di enormi quantità di energia sia a fini militari che a fini civili.

Laddove finisce un capitolo straordinario di storia della fisica inizia la storia tecnologica della costruzione di reattori in cui la reazione a catena possa aver luogo in modo controllato: una fissione deve indurre una successiva fissione e non di più. Il processo non deve divergere, non deve scappare di mano, altrimenti si innesca l'effetto della bomba e succede un disastro.

Un reattore da 1 GigaWatt (GW) di potenza produce tipicamente 7 miliardi di KWh all'anno dunque in poco più di tre anni esso produce quell'energia equivalente ad 1 kg di massa di cui dicevo all'inizio. In realtà sono 3 kg di massa che spariscono: 2 chili se ne vanno sotto forma di calore a scaldare l'acqua dei mari e dei fiumi che raffreddano le centrali mentre 1 chilo viene convertito in elettricità. Le leggi della termodinamica impongono dei vincoli precisi e cominciano a farci capire come il reattore nucleare, grande opera tecnologica, contenga delle assurdità intrinseche.

Per il medesimo reattore, bisognerà sostituire circa 25 tonnellate di Uranio arricchito ogni anno (il suo carico totale è di circa 100 tons) perchè si esauriscono. L'Uranio arricchito contiene una percentuale di Uranio-235 di circa il 4%  e ciò significa che, ogni anno, esso reattore richiede circa 1 ton di U-235.  Questo isotopo è però presente in natura in percentuali di circa 0.71% sul totale dell'Uranio disponibile e, per estrarre 1 ton di U-235, bisogna utilizzare (con operazioni molto costose ed energivore) 200 tons di Uranio naturale il quale è presente sulla crosta terrestre in percentuali di 4 parti per milione e negli oceani di 3 parti per miliardo.

Le cose si complicano ulteriormente e diventano anche molto più noiose...la fisica nucleare lascia il posto alle ruspe che scavano nelle miniere milioni di tonnellate di roccia onde racimolare sufficienti quantitativi di ossidi di uranio con cui nutrire i reattori. Alla fine del lungo ed inquinante ciclo produttivo i pellets di ossidi di uranio vengono disposti all'interno di tubi di leghe di zirconio. Questo metallo è estremamemente resistente alla corrosione e manifesta una scarsa predisposizione a catturare i neutroni emessi nella reazione a catena, dunque non la ostacola.  C'è però un problemino: le leghe di zirconio sopra ai 1200 °C,  a contatto con l'acqua, si ossidano in fretta. L'acqua si scinde e si libera idrogeno il quale non appena viene a contatto con l'aria esplode. E' quel che è successo a Fukushima dopo che, a causa del fallimento dei generatori Diesel seguito allo tsunami, non è più stato possibile raffreddare con acqua le barre di combustibile e quindi la temperatura delle medesime è salita.

Ancora una volta la natura ci ha offerto un materiale importante e con molti vantaggi. In determinate condizioni però quei materiali possono diventare pericolosi. La saggezza degli umani sta nel saper usare le risorse naturali con parsimonia.

Nel caso specifico qualcheduno argomenterà che l'evento terremoto + tsunami è stato eccezionale o forse che la centrale di Fukushima era vecchia. Si tratta di argomenti deboli: l'evento eccezionale può sempre riproporsi in modo ancor più eccezionale e imprevedibile.  Vedo peraltro che i due nuovi reattori in costruzione in Giappone sono anch'essi (come quelli di Fukushima) del tipo ad acqua bollente (BWR) per quanto avanzati (ABWR)...queste sono però finezze che non cambiano il nocciolo della faccenda: il margine di rischio associato a queste modalità di produzione di elettricità è troppo elevato. Ed alla riduzione del rischio si accompagna l'incremento dei costi, già straordinari.

A questo punto anche il macho pragmatico pro nucleare comincia a riflettere ed a chiedersi se il gioco valga la candela. Egli è istruito e dunque sa che 1 kg di Uranio arricchito al 3.5% ha un contenuto termico di 3900 GigaJoule mentre un litro di petrolio contiene 39 MegaJoule, centomila volte di meno...egli è intraprendente e dunque vorrebbe sfruttare quella enorme risorsa, la tentazione è grande.  L'esperienza accumulata e la storia dei fallimenti dell'industria nucleare ora però lo inducono a pensare e gli fanno capire che le leggi di natura vanno studiate e rispettate.

Dopo aver avuto la grande fortuna di poter abitare in questa biosfera dovremmo avere almeno il buon senso di non perturbarla troppo.  Tanto più che, per il semplice obiettivo di produrre energia elettrica, esistono oggi  tecnologie mature e strategie ben più intelligenti di quelle connaturate all'opzione nucleare.

Saturday, March 12, 2011

What caused Japan's massive earthquake and tsunami?

*
marco saw this story on the BBC News website and thought you
should see it.

** What caused Japan's massive  tsunami? **

The earthquake which rocked Japan triggered tsunami alerts across the entire Pacific basin, including Hawaii and Peru.

< http://www.bbc.co.uk/go/em/fr/-/news/world-asia-pacific-12716432 >

** Japan's earthquake explained **

http://www.bbc.co.uk/news/world-south-asia-12712422

Tuesday, March 8, 2011

Impianti Fotovoltaici: gli Ignoranti e le Scelte Energetiche

*

Giovedì 3 Marzo, giorno in cui il consiglio dei ministri approvava il decreto legislativo (DL) sulle energie rinnovabili, veniva pubblicato sul Corriere della Sera un dossier a firma del sig. Sergio Rizzo, giornalista diventato famoso per essere stato co-autore di un libro sulla casta dei politici. Ho avuto quell'articolo sotto agli occhi perchè mi è stato sottoposto, non certo perchè io compri il Corriere o spenda tempo per navigare sui siti di questi noiosi quotidiani italiani.

Il saggio del giornalista inizia con un assaggio"mentre il costo medio dell'energia in Italia si aggira sui 60-70 euro al megawattora, chi produce elettricità con il fotovoltaico intasca ancora oggi fino a 402 euro. Vi chiederete: chi paga? Ovviamente gli utenti."

Chissà come il Rizzo ha calcolato il costo medio dell'energia: ho in mano le ultime bollette ENEL e, pur collocandomi nello scaglione di consumo più basso dunque  più economico, constato cifre più alte di quasi un fattore due rispetto a quelle date dal Rizzo. Ho i dati precisi per tutto il 2009:  1 megawattora mi è costato 117€ per la sola quota energia (al netto delle imposte e balzelli vari).  I suoi costi medi sono dunque una impossibilità.  Ma tralasciamo...era solo un assaggio.

Il messaggio fondamentale dell'intero saggio è che i produttori di energia fotovoltaica (FV) e rinnovabile siano dei parassiti-speculatori i quali si ingrassano a carico degli utenti e dello Stato. L'obbediente giornalista evidentemente doveva riempire mezza pagina di giornale in concomitanza con l'approvazione del DL e, pur non conoscendo l'ABC delle questioni in oggetto, si è spremuto per raccattare informazioni e dir la sua. E per mettersi in sintonia con il ministro Romani....basta arrivare in fondo all'articolo per capire.

Mi sembra qui opportuno stabilire alcune fondamentali verità e lo farò riferendomi in particolare alla componente FV delle energie rinnovabili perchè è di essa che ora maggiormente si discute:

1) gli incentivi statali finora elargiti ai produttori FV di tanti Paesi, soprattutto europei, avevano la funzione di ammortizzare nel tempo l' investimento per impianti che derivano da produzioni di alta tecnologia, impianti dunque che avevano ed hanno un certo costo.

2) Tutti gli Stati che decidano di utilizzare e distribuire nel territorio una determinata fonte energetica devono sovvenzionarla e stabilire degli incentivi che poi verranno recuperati mediante tassazione diretta o indiretta.
Poichè la politica energetica è fondamentale per l'esistenza stessa di un Paese, gli Stati hanno sempre fatto delle scelte energetiche più o meno oculate e spesso sono anche dovuti venire a patti con le corporazioni forti che si strutturavano attorno al business energetico. Si vedano ad esempio le fasi alterne nell'interazione tra governi USA e compagnie petrolifere iniziata giusto cent'anni fa: se la Standard Oil (antenata di Exxon) non riuscì a corrompere Roosevelt, la ExxonMobil ebbe invece con G.W.Bush un rapporto di intensa amicizia.

3) Quando il sig. Rizzo si alza al mattino, si rade, si lava le parti intime con l'acqua calda, fa colazione, si reca in ufficio o manda il suo articolo alla redazione del Corriere, per tutte queste cose egli fa uso diretto o indiretto di metano e petrolio che arrivano in Italia grazie a precise scelte energetiche fatte dai governi nei decenni passati. Quelle scelte hanno avuto ed hanno dei costi che vengono scaricati sulle bollette degli utenti. Le stesse infrastrutture, gasdotti ed oleodotti,  non vengono realizzate da enti di beneficenza ma son pagate dagli utenti.

4) Ora, si dà il caso che l'epoca degli idrocarburi (iniziata in Pennsylvania 152 anni fa) abbia iniziato la sua parabola discendente. Gli eventi che sconvolgono il mondo in questi giorni sono inconfutabili indicatori della necessità di trovare nuove strade. Si tratta dunque di gestire la transizione all'era, già iniziata, dell'energia solare. E anche quella eolica è una forma di energia solare. Piaccia o non piaccia, non ci sono alternative.

5) E' evidente che, appena si crea un giro di affari e quattrini, ci saranno sempre dei truffatori pronti ad inserirsi nel business. Ma quando, nel 2004, la Shell fu scoperta a truffare azionisti e consumatori mediante stime subdolamente gonfiate delle sue risorse petrolifere, essa fu condannata a pagar penali per US$ 150 milioni  alle commissioni di vigilanza sulle Borse USA e di Gran Bretagna. Non per questo però USA e Gran Bretagna smisero di usare il petrolio nè di finanziare attività petrolifere. Analogamente si devono colpire i furbetti e i mafiosi  che speculano sugli incentivi alle fonti rinnovabili italiane ma non per questo si dovrà rinunciare a sostenere un settore produttivo fondamentale.

Io fui tra i primi ad installare 5 anni fa un piccolo impianto FV nell'ambito del primo Conto Energia (darò  prossimamente alcuni dati e informazioni al riguardo) ma di certo non lo feci per guadagnarci. A tutt'oggi ho recuperato una frazione della spesa iniziale e, se solo dovessi monetizzare il tempo dedicato a gestire l'intera faccenda, l'investimento si rivelerebbe assurdo. Invece ritengo di aver fatto comunque una scelta giusta.
Ritengo anche che gli impianti solari, FV e termici, devano avere dimensioni medio-piccole e siano consistenti con un sistema elettrico fatto da una rete astuta di tanti produttori e consumatori che, innanzitutto, abbiano interiorizzato il principio dell'efficienza energetica.  Non ha infatti senso continuare ad installare nuova potenza elettrica, sia essa rinnovabile o non, se non si eliminano gli sprechi sia in fase di produzione e distribuzione che in fase di consumo. Se il secchio è bucato è inutile continuare a versarvi acqua.

E qui vengo ad un altra questione maldestramente sollevata dal Rizzo: egli informa che negli ultimi quattro anni sono state presentate domande di impianti alternativi per 130 mila Megawatt, a fronte di una potenza elettrica installata, nel corso dell'ultimo secolo, di 105 mila Megawatt.
La frase è vaga e sconclusionata come tutto il saggio del nostro. I numeri bisogna saperli dare ed interpretare. Si deve sapere, il giornalista non sa,  che 1 MegaWatt (MW)  di potenza solare produce, in termini di energia, 5 o 6 volte di meno di quel che produce 1 MW di potenza da idrocarburi. Dunque, se si dovessero davvero sostituire con potenza solare i circa 100 GigaWatt (GW) di potenza installati finora beh, per avere la stessa energia, servirebbero 500 o 600 GigaWatt di nuovi impianti solari e non solo 130 GW !

1GW = 1000 MW

Insomma quella che sembrava al buon Sergio una quantità enorme potrebbe essere una quantità piccola qualora l'intera potenza elettrica convenzionale dovesse essere rimpiazzata da potenza energetica di fonte fotovoltaica ( naturalmente sto considerando un caso limite chè la potenza elettrica totale dovrà invece essere formata da un mix di fonti diverse) .

Il  giornalista non ha studiato, ergo non sa che l'energia che ci arriva dal sole è tanta ma è diluita e il fattore di diluizione fotochimica dipende dall'inverso del quadrato della distanza terra-sole. La questione fotovoltaica è tutta qui ed è per questo che gli incentivi diventano necessari nella fase di transizione storica...escludo però che il Rizzo sia in grado di cogliere il significato di queste frasi.

In sintesi: le questioni complesse vanno gestite da chi ha competenze specifiche. La casta dei politici e la casta degli idioti dovrebbero occuparsi delle loro banali  beghe quotidiane. Capiamo anche come mai Corriere della Sera e simili continuino a perdere lettori mentre alcuni blogs continuino a guadagnarne.

Sunday, February 27, 2011

Food Crisis versus Alternative Sources of Nutrients

*

While the food crisis is getting heavy worldwide and contributes to unleash mass protests in Middle East, North Africa and India,  it is worth reminding how many botanic species might be a good source of nutrients.

Very often humans (mainly those living in urban areas) have lost knowledge about the natural world and common diets are dictated by the food companies commercial interests. The beautiful book by Raj Patel should be a must in your library.  As a consequence nutrients diversification shrinks and just a few main staple foods, markedly rice, maize and wheat, provide most of the energy intake.  In USA and Europe, animal products are even ahead of cereals as for their energy contribution to the average diet  hence causing further problems in terms of environment and health.

There is a need to increase and spread knowledge of the richness of edible plants which can be found throughout the world. In this regard I want to mention a great piece of work done by Prof. Dr. Eduardo Rapoport, Universidad Nacional del Camohue (Argentina), in order to identify invasive species in South America which turn out to be edible.

The following video reports on this programme...enjoy and eat well !

Avoid supermarkets,  remember that processed food is often poisonous and prepare your own food starting from healthy ingredients...



Wednesday, February 23, 2011

Libia, Petrolio e Modelli di Sviluppo

*

In questi giorni mi è capitato di cogliere alcuni spezzoni di quelle tipiche conversazioni che rivelano gli umori del popolino: sembra che molti italiani siano preoccupati per la situazione in Libia poichè da essa potrebbero fuoriuscire ondate di disperati che cercherebbero rifugio in Italia. L'individuo-massa non è preoccupato per la tragedia libica in sé ma per le conseguenze che tali eventi potrebbero avere sulla sua vita quotidiana. Naturalmente questi strati di popolino sono composti da bravi cattolici, battezzati e coerenti, che amano il prossimo loro, dunque anche l'eventuale immigrato libico, come sé stessi. E' noto che quanto più l'individuo-massa sente il peso della crisi economica tanto più è portato a vedere nell'immigrato, nel diverso, un potenziale nemico. E' sempre stato così.

Nello specifico, gli umori viscerali del popolo sono ben interpretati dal Ministro degli Esteri che ora paventa un esodo di proporzioni bibliche dopo essere stato per giorni molto prudente nel prendere le distanze dal Colonnello Libico con cui Italia e Italiani hanno sempre fatto buoni affari. Non ci si può inimicare un dittatore perchè, se poi ristabilisce l'ordine in casa, è con lui che bisogna continuare a fare affari. Se però il dittatore è sull'orlo del baratro allora si può cominciare a criticarlo. L'ipocrisia dei politicanti è lo specchio dell'ipocrisia popolare.

Ho notato spesso come il popolino italiano sappia poco o nulla dei crimini compiuti qualche decennio fa da altri bravi italiani in Libia.

D'altro canto esistono politici di nobili ideali che invece sanno tutto di quei crimini e che, di conseguenza, hanno sempre considerato il Colonnello Libico un eroe popolare e antimperialista. Si veda a fianco l'insulsa intervista rilasciata da uno dei fondatori del Manifesto e che dimostra come l'infatuazione ideologica possa accecare. Fa una certa impressione leggere quelle frasi mentre in Libia è in corso una mattanza.

Tra le altre cose, ai fini dei temi trattati in questo blog, è interessante la proposta conclusiva dell'ottantenne rivoluzionario: "l'Italia dovrebbe costruire l'autostrada costiera tra Tunisia e Egitto" !

Il Sole24Ore, Venerdì 18 Febbraio 2011



Naturalmente il Sig. Valentino propone un'autostrada che, se realizzata, verrà ancora per decenni percorsa da veicoli alimentati ad idrocarburi, e cioè grazie a quel petrolio su cui si fonda il perverso rapporto di amicizia italo-libico. Infatti, molti avranno imparato in questi giorni che l'Italia importa dalla Libia circa un quarto del petrolio che consuma (il 26% nel 2009) e che, nonostante la Libia non sia oggi tra i grandi produttori mondiali di greggio, essa ha le più grandi riserve accertate d'Africa.

Ora, è' chiaro che ENI continuerà ad estrarre petrolio in Libia e che i capi libici, vecchi e nuovi, continueranno a fondare il loro potere sui giacimenti di petrolio fino ad esaurirli.
Ma quello che preoccupa è come nemmeno i rivoluzionari o pseudo-tali riescano a vedere oltre la punta del loro naso e a pensare a modelli di sviluppo radicalmente diversi, alternativi a quelli ormai morenti fondati sui combustibili fossili. E' proprio una questione di cultura!

Peraltro l'autostrada è da sempre elemento funzionale al tandem industria petrolifera - industria automobilistica che forma il trave portante del sistema capitalistico mondiale. Non si capisce come un rivoluzionario, storico anticapitalista, possa essere poi paladino delle autostrade.  Quand'anche si voglia assumere il punto di vista dell'anziano signore,  la contraddizione è talmente evidente da farlo cadere nel ridicolo. Sono sempre stati simpatici questi loquaci intellettualini . 

A me non verrebbe mai in mente di proporre un'autostrada lungo quella costa nord-africana peraltro già molto antropizzata e spesso violentata dal turismo di massa. Mi verrebbe spontaneo proporre alle (speriamo nuove) classi dirigenti arabe la costruzione di una pista ciclabile nel contesto di uno sviluppo turistico astuto che valorizzi le piccole economie locali della costa mediterranea, dal Marocco all'Egitto.

E' ovvio che nè io nè il Sig. Valentino avremo alcuna voce in capitolo. Scrivo queste cose solo per definire una concezione dello sviluppo (post era-petrolio) e degli stili di vita che, credo, prima o poi dovrà diffondersi anche in Africa così come già si è diffusa in parti d'Europa.

Tra i tanti che leggono questi posts molti sono già d'accordo con me, dunque vivono generalmente bene.
E magari anche quel pallido individuo-massa che ora, serrato in auto o in ufficio, esterna le proprie paure di fronte alle possibili ondate di immigrati un giorno capirà quant'è bello pedalare sia per andare al lavoro che in vacanza, deciderà di uscire dall'utero protettivo, rinuncerà per un pò agli spaghetti e cercherà di conoscere mondi diversi dal paesino in cui è nato. Così facendo smetterà di aver paura dell'immigrato, si abbronzerà un pochino e contribuirà a ridurre la dipendenza nazionale dal petrolio d'importazione.

Friday, February 18, 2011

Foreste Igapó e Várzea.... colore delle acque e uccelli endemici

*

Gentile Prof. Vittorio Amadio,

Con riferimento al suo articolo apparso su La Nuova Ecologia di Febbraio 2011  (pg.35), noto che la distinzione da lei fatta tra foresta Igapó e foresta Várzea è un pò confusa.  Vorrei precisare che:

a) la foresta Igapó è allagata regolarmente da fiumi con acque scure che provengono da territori geologicamente più antichi  (vd. Rio Negro nel bacino Amazonico)
b) la foresta Várzea è allagata stagionalmente da fiumi con acque bianche (in realtà color beige) provenienti da territori, come quelli Andini, più giovani geologicamente  (vd. Rio Solimões).

La distinzione di colore delle acque è fondamentale in quanto le seconde, proprio in virtù del territorio da cui originano, sono quelle più ricche di sedimenti erosi. Di conseguenza la foresta Várzea ha un suolo relativamente più ricco di nutrienti ed è più favorevole all'agricoltura. Dunque è la più minacciata dalle pratiche di disboscamento.


Di converso le foreste Igapò hanno generalmente poche zanzare in quanto le larve non sopportano gli acidi organici che rendono appunto scura l'acqua.

La stessa differenza di colore delle acque che si nota nel bacino Amazonico si ritrova nel bacino del Rio Orinoco in Venezuela:  nei pressi di Puerto Ordaz il Rio Caroni, che origina nella Gran Sabana ed è portatore di acque scure,  confluisce appunto nell'Orinoco ma le acque, di diversa densità e temperatura, non si mescolano per un lungo tratto...proprio come a Manaus.

A prima vista noto inoltre un errore: l'hoatzin non è un endemismo Amazonico. Se fosse un endemismo vorrebbe dire che si trova solo lì. Io però ho visto questo interessante uccello anche sul delta dell'Orinoco dunque fuori dalla regione Amazonica. Lo si può invece definire endemico del Sud America.

Complessivamente l'articolo mi sembra senza infamia e senza lode, non è male ma non dice alcunchè di rilevante e originale sull'Amazonia. La Nuova Ecologia le avrà chiesto di riempire una pagina della rivista e lei lo ha fatto diligentemente raccogliendo online un pò di dati. Le darei un bel 22/30. Temo però che le manchi l'esperienza diretta con quella parte di mondo, chissà se c'è mai andato nella foresta vera magari non in gruppo.

Le allego un paio di foto sul fenomeno delle acque che "non si mescolano".

Cari saluti

Marco Zoli

p.s. Non si preoccupi. Il suo non è un caso isolato: sa quante volte mi è capitato di prendere in mano La Nuova Ecologia e di trovarvi errori di vario tipo! E' una vecchia storia...e il Direttore è un vecchio amico! Molto onesto peraltro: non ha mai organizzato una truffa in vita sua.


Wednesday, February 16, 2011

Nord Africa e Paesi Islamici, Rivolte Popolari e Prezzi degli Alimenti

*

Un mese fa ero di passaggio al Cairo quando un uomo si era appena dato fuoco davanti al Parlamento Egiziano. L'uomo non aveva più diritto ai coupons che gli avevano permesso di comprare pane a prezzo sussidiato per il suo piccolo ristorante. Questa era la notizia con cui apriva il Daily News del 18 Gennaio, il quale riferiva anche che il Ministro degli Esteri aveva escluso per l'Egitto la possibilità di rivolte in stile tunisino. Da lì a un paio di giorni la protesta popolare contro la dittatura di Mubarak è divampata smentendo il lungimirante Ministro.


Non era peraltro difficile coglierne i segnali e mi chiedevo tempo quanto ancora le popolazioni dei Paesi Arabi e dell'Iran avrebbero potuto sopportare di rimanere soggiogate. Avevo appena spiegato a Federico che gli Arabi d'Israele avevano, nonostante tutto, condizioni di vita ben migliori dei loro pari viventi nei Paesi Arabi vicini.
Dalla Tunisia all'Egitto e di nuovo all'Iran le fasce sociali più istruite e dinamiche chiedono la fine delle corrotte dittature familistiche ma non c'è dubbio che il malcontento delle grandi masse che vediamo in queste settimane deriva dall'ulteriore peggioramento delle condizioni economiche. La massa protesta perchè vive male e spesso ha fame.

Eppure l' osservatorio della FAO che monitora gli indici dei prezzi delle derrate alimentari aveva rivelato da sei mesi aumenti record soprattutto per zucchero, olii e cereali.

In realtà la produzione mondiale di cereali nel 2010 non è andata male ed è calata globalmente solo dell' 1.4% rispetto all'anno precedente. I Paesi in via di sviluppo hanno avuto aumenti produttivi che hanno quasi compensato i decrementi dei Paesi sviluppati. Il problema è che la domanda globale continua a crescere generando aspettative di riduzione degli stocks, dunque forti aumenti dei prezzi. Le alluvioni in Australia e la siccità in Argentina creano ulteriori instabilità sui mercati tant'è che a Dicembre 2010 il prezzo del grano USA da export ha raggiunto i 324 US$ per tonnellata, il 70% in più che a Luglio.

Sono 77 i Paesi del mondo classificati a basso reddito e con deficit alimentare (Low Income Food Deficit Countries, LIFDC). Complessivamente, nel 2010, questi 77 hanno aumentato del 2.5% la produzione di cereali rispetto al 2009. Se si scorporano i dati si vede però che nel Nord-Africa la produzione è crollata del 10%, un dato importante. Inoltre l'incremento di capacità produttiva non affranca i Paesi LIFDC dal bisogno di continuare ad importare e, poichè i prezzi aumentano, la loro bilancia commerciale peggiora.

Continuando a leggere il rapporto FAO si nota come in Tunisia la produzione di grano è calata del 46% rispetto al 2009 e del 35% rispetto alla media dei 5 anni precedenti. L' Egitto è il più grosso produttore regionale ma è anche il primo importatore di grano al mondo (oltre 10 milioni tons) e due terzi dell'import venivano dalla Russia che però, a causa di una paurosa siccità, ha prima vietato e poi ridotto l'export. L'aumento del prezzo della farina di grano (solo una parte è sussidiata dal governo) si è ripercossa sui prezzi dei prodotti di base e si è aggiunto all'aumento dei prezzi di carne, riso e verdure. La situazione è esplosa anche per questo. Insomma la coperta è corta ed in questo mondo le fluttuazioni (cambiamenti) del clima in Russia o Argentina hanno effetti globali.

Persino nel tranquillo e generalmente benestante Oman c'è stata qualche protesta ma bisogna davvero andare a trovarne traccia nella stampa internazionale. In questo interessante Paese, con una bassissima densità di popolazione e una storica attenzione del Sultanato ai temi ambientali, non vediamo i conflitti che sconvolgono gli Stati Arabi vicini. Forse qualcosa ciò significa...magari poi vengo smentito domani mattina.

Thursday, February 10, 2011

Ricercatori e Ricerca a Radio3Scienza

*

Il programma di Radio3 che tratta i temi della scienza sta dedicando questo mese di Febbraio alle questioni specifiche della ricerca in Italia. I ricercatori sono stati invitati a raccontare brevemente la loro esperienza. Ho trovato l'iniziativa interessante e frizzante, così ho partecipato. Ecco qui il mio intervento.

********************************************************************************

Care e Cari di Radio3Scienza,
ascolto spesso i vostri interessanti programmi e così vi scrivo a proposito del tema inerente alla Ricerca e ai Ricercatori.

Sono da diversi anni ricercatore presso il Dipartimento di Fisica, ora School of Science and Technology, dell' Università di Camerino. Trovo che il mestiere di ricercatore sia straordinariamente bello e rifarei tutto ciò che ho fatto. Ho lavorato presso 5 Dipartimenti di Fisica (per rimanere in Italia) e posso dire che ovunque il livello della ricerca scientifica è di alto, spesso altissimo, valore internazionale. Riguardo ai meccanismi di assunzione dei ricercatori e, più in generale ai sistemi di promozione interna, non ho mai visto verificarsi particolari ingiustizie nè favoritismi di sorta. Nei Dipartimenti di Fisica il merito viene premiato anche se la procedura dei concorsi è di per sè ipocrita ed inutilmente energivora in quanto il vincitore è prestabilito.


Sono altresì consapevole che l'area Fisica costituisce (mediamente) un'eccezione nel panorama dell'Università italiana. Basterà dare un'occhiata comparativa: 1) Ai criteri di valutazione interna che vigono per le diverse Facoltà e aree di ricerca. 2) Ai curricula di un medio ricercatore/professore di Fisica e di un altro Dipartimento X.

Ho sempre lavorato in modo indipendente in quanto credo che la ricerca sia innanzitutto un'attività individuale. Ciò vale soprattutto per un teorico quale io sono. Le collaborazioni, nazionali e internazionali, sono senz'altro importantissime ma fondamentale è la capacità dell'individuo di far da sè, tanto nella ricerca quanto nella vita.

Non ho mai aspirato a "diventare professore" perchè son certo che ciò sarebbe un boomerang: peggiorerei il mio status. Non conosco infatti alcun professore che abbia una qualità della vita comparabile alla mia. Non ho mai lavorato per fare i soldi (anzi ne rifiutai) ma, evitando di perder tempo in chiacchiere e sfruttando appieno le potenzialità offerte da questo mestiere, ho raggiunto ben presto uno standard di vita quotidiana che non cambierei con quello di alcun altro. Vivo in una delle zone più belle al mondo e lavoro da casa sfruttando appieno le opportunità della grande rivoluzione tecnologica che abbiamo la fortuna di esperire. Credo deva essere tristissimo doversi infilare al mattino in una scatola metallica e bruciare carburante per andare a lavorare. Non ho mai fatto parte di gruppi e già da studente pubblicavo da solo. Sono in forma smagliante.


Credo che il ricercatore deva fare solo ricerca e non didattica. Ed infatti io non la faccio da molti anni...quindici anni fa l'insegnamento fu esperienza utile poi mi resi conto che non mi fruttava e smisi. Senza manifestare e senza salir sui tetti. Son salito invece sul tetto di casa mia per coibentarlo e rendermi indipendente dai combustibili fossili. Si vive meglio e i quattrini si fanno anche non sprecando.


So bene che in Italia la cultura non è un valore e che la ricerca è poco sostenuta. Ritengo altresì che i ricercatori italiani, anzichè aspirare a far carriera mettendosi al servizio del loro capetto, avrebbero dovuto e ancor dovrebbero cogliere le grandi opportunità insite nel loro mestiere e valorizzare una figura professionale forse unica nel panorama mondiale. Almeno fino all'avvento di quest'ultima pessima riforma.

Vi allego un paio di foto recenti e vi saluto

Continuate così

Marco Zoli