Thursday, February 18, 2010

L' Energia da Fonte Nucleare è Amica dell' Ambiente?

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E' davvero sorprendente e raro incontrare qualcuno in Italia che ammette i propri errori. Ho letto dunque con piacere lo sfogo di un redattore di area ambientalista il quale, sentitosi tradito dal Presidente USA, ammetteva di essersi sbagliato nel ritenere che Mr. Obama fosse il nuovo eroe della causa ecologista. Quel redattore peraltro rifletteva una delusione diffusa in certo ambientalismo italiano poco istruito e poco efficace: dunque destinato a rimanere marginale se proseguirà così.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo molti ambientalisti a divorziare da Obama, è stata la recentissima decisione dell' Amministrazione USA di procedere alla costruzione di due nuove centrali nucleari...un vero colpo basso per chi solo qualche mese fa invocava prestazioni atletiche da parte del Presidente e per chi invitava all'ottimismo in vista di Copenhagen !

Poi abbiamo visto come sono naufragate tutte queste ingenue speranze....Per capire come vanno le cose al mondo bisognerebbe che questi bravi/e ragazzi/e si sprovincializzasero un pò e si dotassero di strumenti culturali un pò più solidi. Se non altro per contrastare gli avversari che sono assai astuti. Peraltro sarebbe bastato far attenzione e saper leggere per rendersi conto che, appena un mese dopo la sua entrata in servizio, il Presidente USA concluse un accordo con gli Emirati Arabi Uniti per la fornitura di tecnologie nucleari. La nuova strategia USA era chiara fin dall'inizio: giocare a 360° e aprire tutti i possibili cantieri che potessero in un qualche modo contribuire al PIL, inclusi quelli nucleari.

Tale strategia viene proposta all'opinione pubblica dicendo che la produzione di energia elettrica da fonte nucleare è amica dell'ambiente. Si tratta di un argomento certamente non nuovo ma sempre sottile perchè tende a far breccia e spaccare il campo avverso, quello degli ambientalisti. Ed in effetti ci sono stati anche alcuni grandi nomi dell'ambientalismo che hanno fatto proprio il suddetto argomento: tra essi, un ex-consulente della NASA il quale sul finire degli anni '60 ebbe l'idea vincente di battezzare Gaia il sistema vivente costituito dal nostro Pianeta o meglio, dalla sua biosfera. Un'idea fortunata, peraltro suggeritagli dallo scrittore William Golding, che ha reso popolare l'ex-consulente Lovelock ma che non mi è mai sembrata così eccezionale nè originale. Ben altri scienziati prima di lui, da Vernadskij ai fratelli Odum a Schroedinger, avevano posto le basi scientifiche del concetto di biosfera. Temo però che questi ultimi siano molto meno famosi per il grande pubblico del Dr. Lovelock del quale sono comunque ignote le competenze in materia di energia da fonte nucleare. Succede spesso così: persone che hanno dato contributi fondamentali all'umanità non arrivano in TV, altre più furbacchione invece sì. E magari, giunte ad una certa età, utilizzando la fama acquisita cominciano a parlare a vanvera.

Ma veniamo al sodo. La tesi di fondo, proposta anche dal Presidente Obama, è che la produzione di energia elettrica da fonte nucleare non genera CO_2 dunque è auspicabile dal punto di vista ambientale. Ora, questa tesi è vera se si considera solamente la fase in cui il reattore nucleare è in funzione (produce elettricità) e al contempo si ignorano tutte le altre fasi della filiera nucleare. Che però esistono e senza di esse fasi il reattore non funziona.

Un' automobile o una centrale a carbone producono gas serra mentre sono in fase di combustione, mentre operano. Per una centrale nucleare le cose sono diverse: essa non produce direttamente CO_2 in fase operativa ma, per poter operare, essa ha bisogno di un carburante la cui preparazione induce produzione di CO_2. Oltre ad avere devastanti impatti ambientali in tutti i siti minerari, nessuno escluso. Ma tralasciamo pure le falde acquifere avvelenate in prossimità dei siti estrattivi più cosucce del genere (che nessuno bonifica e paga) e concentriamoci sul solo CO_2.

Diciamo subito che la stima corretta di tutto il CO_2 emesso per KWh prodotto da fonte nucleare è oggi pressochè impossibile da farsi: non perchè siano conti concettualmente complicati (tutt'altro) bensì perchè le informazioni e i dati disponibili sono a volte incompleti e spesso non esistono proprio. Le stime saranno comunque sempre per difetto. E' difficile ad esempio che i francesi, che hanno rubacchiato Uranio per decenni in Congo e Niger, si siano preoccupati di calcolare quanto CO_2 emettevano mentre estraevano e poi trasformavano il prezioso minerale. E casi di questo tipo appartengono anche al presente, infatti non ci sono dati per il Niger. Comincia però a emergere nella letteratura delle scienze ambientali qualche informazione quantitativa, soprattutto per merito di alcuni ricercatori australiani. L'Australia, si sa, è una grande miniera in generale ed ha il 23% delle risorse mondiali di Uranio stimate a tutto il 2007. Attualmente è il terzo produttore mondiale con una quota del 19% circa ed ha due delle quattro miniere più grandi del mondo, Ranger nel Nord del Continente (proprietà di una sussidiaria di Rio Tinto) e Olympic Dam nel Sud (proprietà di BHP Billiton). La seconda è una miniera polimetallica, non si estrae solo Uranio bensì anche Rame, Oro e Argento e ciò complica ancora di più le cose perchè i costi economici ed ambientali di estrazione andrebbero addebitati percentualmente sulla base dei diversi elementi estratti. I quali vanno però separati e il grado di efficienza estrattiva varia da elemento a elemento e varia nel tempo. Cito qui Olympic Dam perchè la compagnia mineraria (Western Mining Corporation) che iniziò l'attività di scavo nel 1988 ha avuto per anni la buona abitudine di pubblicare dei resoconti annuali che valutavano anche l'impatto ambientale dell'attività estrattiva. Poi dal 2005, WMC è stata assorbita da BHP Billiton i cui sustainability reports sono molto più vaghi.

I dati fondamentali che qui ci interessano sono due:

1) La percentuale ( ore grade ) di ossidi di uranio (U_3O_8) sul totale di roccia estratta è drasticamente diminuita col passare degli anni di attività estrattiva. Mentre nel 1988, l' ore grade degli ossidi di uranio era 0.145%, oggi esso è 0.05% : bisognerà scavare 10 tonnellate di roccia per estrarre 5 chili di U_3O_8. E la tendenza è ovviamente la stessa in tutto il mondo : più si estrae minerale più si dovrà scavare per trovarne, più si scava più si dovrà spendere per unità di prodotto in termini di energia, di acqua e di reagenti chimici.

2) Dal 1991 al 2007, le emissioni di gas serra per unità di ossidi di uranio estratti sono aumentate di oltre 3 volte, passando da 16 ton CO_2 (e) / ton U_3O_8 a 55 ton CO_2 (e) / ton U_3O_8. Mi riferisco qui alle emissioni in miniera dovute essenzialmente al diesel bruciato dagli escavatori giganti. Sto trascurando tutte le altre emissioni legate alle altre fasi del ciclo dell'Uranio: che sono anch'esse importanti o molto rilevanti nel caso dell' arricchimento alimentato da combustibili fossili.

Se rimanessimo all' ultimo dato citato (55 ton ..) , dovremmo ammettere che le emissioni di gas serra in miniera sono ancora limitate: con due agili conticini troviamo che, in unità di energia, ciò corrisponde a circa 1 kg CO_2(e) per 500 KWh di energia elettrica da fonte nucleare. Il problema sta però nel fatto che tutti gli scenari relativi ad un ampliamento (previsto) del sito di Olympic Dam prevedono un consistente aumento sia degli inputs di energia e acqua che degli outputs di gas serra. Inoltre finora non si è visto alcun aumento di efficienza energetica nel processo estrattivo.

Le considerazioni qui proposte per Olympic Dam sono generali. Altri importanti siti minerari sono in condizioni ancor peggiori, come Rossing in Namibia (terza nel mondo per produzione di Uranio) il cui ore grade è oggi al 0.042%, ma tra qualche tempo si dimezzerà. Fa eccezione il Canada grazie a due giacimenti con altissimo ore grade scoperti negli anni '80, i quali però non dureranno in eterno. McArthur River, il più produttivo del mondo ha 65000 ton di Uranio provate più 62000 ton probabili. Ma già oggi i reattori esistenti usano 68000 ton di Uranio per anno...dunque i numeri parlano da sè. Si potranno invocare le immense riserve di Uranio contenute negli Oceani ma anche in tal caso si dovranno fare i conti con concentrazioni di 3 parti per miliardo, cioè 3 milligrammi per tonnellata, che impongono vincoli precisi sulla convenienza energetica ed economica del ciclo dell'Uranio. In ogni caso, qualsiasi attività finalizzata alla produzione energetica non può prescindere da una corretta valutazione della sostenibilità ambientale.

Insomma, da qualsiasi punto di vista si analizzi la faccenda a me pare, dati alla mano, che la produzione di elettricità da fonte nucleare sia già oggi insostenibile per Gaia e non abbia futuro. In altre occasioni ho argomentato su altri aspetti specifici della questione.
Qui ho voluto solamente dimostrare che la produzione di energia elettrica da fonte nucleare non è affatto amica dell'ambiente. Tale produzione genera già oggi notevoli quantità di gas serra per KWh prodotto ed esse quantità sono destinate a crescere negli anni a venire. Inviterei pertanto gli imitatori del Lovelock in salsa italiana a mettersi a studiare e smettere di sproloquiare in interviste e banali blogs.

Friday, February 12, 2010

Meraviglie Naturali in Venezuela: Tepuis della Gran Sabana





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Voglio descrivere brevemente un luogo semplicemente straordinario nel sud-est del Venezuela: è il Monte Roraima che si trova nella Gran Sabana. Questa è un grande altopiano situato a circa 1000 m di altitudine e racchiuso tra i due grandi bacini fluviali del Rio Orinoco (a nord) e del Rio Amazonas (a sud). E’ interno al Parco Nazionale Canaima che appartiene al Patrimonio Naturale dell’Unesco . Geologicamente l’intera area è costituita da rocce metamorfiche granitiche formatesi in epoca Precambriana, dunque antichissime. Circa 150 milioni di anni fa, il continente di Gondwana cominciò a spaccarsi e la grande massa d’acqua dell’attuale Oceano Atlantico separò il blocco africano da quello sudamericano. Le rocce della Gran Sabana vennerò progressivamente ricoperte da depositi di sabbia che, compressi, raggiunsero spessori di alcune migliaia di metri. Questa è l’origine delle rocce arenarie e delle quarziti che formano le caratteristiche montagne con le vette piatte, chiamate tepuis dalla popolazione amerindia Pemon che abita la zona. L’etimo è incerto, il termine potrebbe significare “casa degli dei”. Sono oltre cento i tepuis nella grande regione che comprende il Sud Venezuela, il Nord del Brasile e la Guyana Britannica ma la maggior parte si trova in Gran Sabana.


Gli agenti atmosferici hanno eroso e modellato i tepuis creando formazioni bizzarre. I tepuis sono costantemente umidi, la piovosità va dai 2 ai 4 metri annuali, e molti di essi presentano cascate d’acqua imponenti che lisciano i fianchi verticali: Angel Falls è la più alta del mondo ma, scalando il Monte Roraima, si può ammirare la cascata (anch’essa tra le più alte del mondo ) del vicino tepui Kukenan. Dallo stesso Roraima, che con i suoi 2810m è il tepui più alto della zona, escono flussi d’acqua imponenti nella stagione delle piogge e le cosiddette lacrime rinfrescano gli scalatori. .


Giunti in vetta ci si confronta con un paesaggio lunare e con forme di vita che in gran parte sono endemiche (Bonnetia roraimae) della regione ed alcune si incontrano solo qui (come il rospetto nero Oreophrynella quelchii). Le ripide pareti rocciose alte centinaia di metri impongono infatti una discontinuità rispetto a flora e fauna delle parti basali del tepui e della Gran Sabana. Le stesse condizioni climatiche alla sommità sono ben diverse rispetto alla base e non c’è traccia in vetta di clima tropicale nonostante siamo ai tropici. Il suolo è generalmente roccioso e soggetto a continui fenomeni di dilavamento, dunque povero di nutrienti. Di conseguenza gli endemismi hanno sviluppato tecniche di sopravvivenza straordinarie: l’Heliamphora ad esempio presenta foglie arrotolate, a forma d’anfora, sì da immagazzinare acqua ed attirare gli insetti che verranno poi digeriti. Questo ecosistema isolato, probabilmente ancora in parte inesplorato, è un’autentico paradiso per i ricercatori.


Fu l’esploratore britannico Sir Im Thurm che per primo, e solo nel 1884, riuscì a raggiungere la vetta del tepui Roraima. Il percorso è abbastanza duro e, per me, la discesa è stata molto più ardua dell’ascesa. L’escursione parte dal villaggio di Paraitepui e l’intero trekking (andata e ritorno) dura sei giorni e cinque notti ammettendo di trascorrerne due sulla sommità. Questa opzione permette di avere un giorno intero a disposizione per rilassarsi un pochino ed esplorare l’altopiano-vetta. Ed è un tempo minimo davvero: con due giorni di permanenza in vetta si può anche raggiungere il punto triplo che segna il confine tra Venezuela, Brasile e Guyana.

Il trekking indipendente non è permesso: a Santa Elena de Uairem, città di confine tra Venezuela e Brasile, si possono raccogliere tutte le informazioni utili per prendere parte ad una delle spedizioni organizzate dagli operatori locali con guide Pemon.


Le acque di questi tepuis appartengono al bacino idrico del Rio Caroni che qui ha le sue sorgenti e, a Puerto Ordaz, confluisce nel Rio Orinoco. Per chilometri le acque dei due fiumi scorrono separate a causa della diversa densità e composizione chimica. Le acque del Caroni, scure a causa dell’alto contenuto di acidi umici, provengono così da un basamento geologico antico e povero di nutrienti, dunque hanno poco particolato organico in sospensione. Di conseguenza non danneggiano le turbine delle grandi centrali idroelettriche che sono state costruite lungo il corso del fiume e che producono circa il 70% dell’energia elettrica del Venezuela. L’intera regione, situata nello stato Bolivar, è determinante per l’economia venezuelana e subisce peraltro i forti impatti ambientali dovuti alle attività estrattive, di ferro innanzitutto. Attualmente il Paese sta fronteggiando una pesante crisi di approvvigionamento di energia elettrica dovuta sia a forti riduzioni di piovosità che a politiche energetiche insensate . La Represa de Guri è comunque la terza centrale idroelettrica del mondo per potenza. A Puerto Ordaz si può visitare l’Ecomuseo del Caroni gestito dalla compagnia elettrica nazionale EDELCA e situato in una piacevole zona ai margini della città.


Puerto Ordaz è il punto di partenza ideale sia per visitare il Delta dell’Orinoco (del quale ho già scritto ) che per dirigersi in autobus verso la Gran Sabana. Il dinamico Alberto Guaura, ex-ingegnere petrolifero ora convertitosi a promotore del turismo locale, potrà senz’altro essere di aiuto nella visita alla sua città e alla regione circostante.







Monday, February 8, 2010

La Sicurezza Alimentare

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La rivista Altroconsumo pubblica nel numero di Gennaio un aggiornamento relativo alla vicenda dei formaggi avariati che era venuta alla luce nel Novembre 2006 in seguito ad un'indagine della Guardia di Finanza. L'associazione dei consumatori è presente al processo apertosi a Cremona in quanto parte offesa.

Formaggi scaduti e ammuffiti venivano utilizzati, assieme a pezzetti di plastica, per produrre sottilette, formaggi grattugiati e filanti da rimettere in vendita. Aspettando l'esito del processo alcune considerazioni vengono naturali:

1) per una truffa alimentare che viene scoperta (e rendiamo merito alla GdF) quante passano inosservate?

2) come si fa ad andare in un supermercato a comprare formaggio grattugiato o sottilette? Bisogna essere proprio imbecilli....e questi consumi sono consumi di massa ! E allora verrebbe quasi da concludere che masse di consumatori talmente sprovvedute meritino di mangiare muffe miste a peli di roditore e pezzi di plastica. Se la massa avesse un pochino di cultura alimentare verrebbe meno la ragione della truffa medesima. Ovvio.

3) visto che i formaggi filanti hanno comunque un largo impiego nella ristorazione valgono le seguenti regole generali: a) è sempre meglio alimentarsi a casa propria; b) se non si è in casa è meglio alimentarsi con prodotti di cui si può riconoscere, quanto più possibile, l'origine.

Andiamo a mangiare la pizza ! Come è buona la pizza !...prodotto italiano per eccellenza diffuso nel mondo...però può essere buona e velenosa al contempo visto che il sapore degli ingredienti avariati può essere ben mimetizzato. Magari anche la plastica fusa, mista ad inchiostro e cacche di topo, ha un buon sapore. E con un buon pezzo di pizza al taglio le masse si fanno il loro spuntino quotidiano. E' il loro meritato junk food.

Queste considerazioni sono conseguenti a quelle che facevo nel post precedente, sul turismo responsabile.


Sunday, January 31, 2010

Tremembè e il Turismo Responsabile




Cara Presidente dell' Associazione Tremembè,

son certo che saprai onorare da par tuo la carica di Presidente che hai assunto da qualche settimana succedendo ad Armando, figura storica dell' associazionismo trentino, ideatore delle cene etniche nonchè fondatore del Progetto Pousada Tremembè. Va da sè che l'incarico è di prestigio. Ti faccio i miei migliori auguri.

Ho appena trascorso alcune belle e solari giornate nella Pousada medesima ed intendo, con la presente missiva, farti partecipe di alcune mie considerazioni a caldo formulate in questo aeroporto dal quale nella notte decollerò per rientrare finalmente in Europa. Perfavore armati di pazienza e di una caraffa di buon tea perchè ho alcune ore disponibili e la riflessione è necessariamente lunga.

Con grande piacere ho reincontrato Padre Lopes, lume dell' associazione Caiçara e figura eminente della Teologia della Liberazione Brasiliana: trovandomi ancora a diverse centinaia di chilometri da Icapui, avevo peraltro già potuto di nuovo constatare quanto sia estesa la sua fama.

Molte cose sono cambiate a Tremembè e dintorni rispetto alla mia prima visita, diverse in meglio.

Roberto, quatto quatto, ha sfoderato alcuni colpi di alta ingegneria e realizzato a tempo di record una casa elegante e ben integrata nell'ambiente, una delle più belle che io abbia visto negli anni lungo l'intera costa del Nord-Est, da Recife a Sao Luis. Egli sta ora dimostrando che il mini eolico può essere, in quel contesto, un'opzione conveniente per usi casalinghi.

La Pousada non è più isolata come un tempo ed ora è connessa mediante strada sterrata alla viabilità principale. Certo era bello raggiungere la Pousada lungo la battigia aspettando che l' oceano si ritirasse per poter transitare col buggy, era bello doversi adattare di giorno in giorno al mutevole gioco delle maree, frutto della composizione di due moti: quello della luna attorno alla terra e quello della terra attorno a sè stessa. Era bello tutto ciò ma è anche vero che quel simpatico buggy ha un motore tremendamente energivoro e inquinante. L'apertura della strada sterrata permetterebbe di farlo finalmente rottamare.

La Pousada non è più isolata anche perchè nei suoi pressi si sono stabilmente insediati Fernando e Orietta (FeO), due autentici perni dell'Associazione, che ho ritrovato in forma smagliante. La loro casa è in rapporto d'osmosi con la Pousada e le due proprietà sono separate da un muro che, ho saputo, ha suscitato parecchie discussioni. Si tratta a mio parere di un'opera intrigante ed esteticamente assai interessante della quale temo, ahimè, che i più non abbiano colto il senso profondo. Cercherò qui, da questa postazione wireless dell'aeroporto, di sviscerare il significato del muro FeO.


Si tratta di un muro perimetrale alto circa un metro e realizzato in splendidi mattoni forati lasciati a vista. Potrebbe trasmettere una sensazione di incompiuto e farmi tornare in mente i tanti manufatti in mattoni forati che purtroppo deturpano molte zone d'Italia, soprattutto nel Sud. La mia mente sarebbe però ingiusta e incauta se stabilisse una connessione tra il muro FeO e la storia dell'abusivismo italiano della quale l'orrendo e inefficiente mattoncino forato è simbolo inequivocabile.

Quel muro è giusto che rimanga così come è ora perchè i cunicoli dei mattoni, nonchè gli interstizi tra mattone e mattone, possono albergare tanti rotolini di carta in cui gli abitanti di Tremembè e i turisti della Pousada depongono pensieri e speranze. Sì, Orietta aveva in mente il Muro del Pianto di Gerusalemme, quando ha ideato quel muro di recinzione. Io la conosco e son certo che ella non pensava soltanto a tener lontani i serpentelli o a delimitare la sua proprietà. No, ella aveva uno scopo più alto, quello di far esprimere il popolo di Tremembè (seppur nella forma di un messaggio su rotolino) e interpretarne le istanze. Ella è grande maieuta e Stratega del Rapporto di Coppia. Ha già ampiamente dimostrato di saper mettere in relazione i turisti italiani con la popolazione locale, un'impresa che è poi l'ispirazione di base del progetto di turismo responsabile sostenuto dall'Associazione Tremembè.

Cara Presidente, credo che Orietta deva poter continuare a lavorare per lo sviluppo di tale progetto. Ella è donna intellettualmente curiosa nonchè pragmatica. Mi piace moltissimo parlare con lei perchè è frizzante e sensibile. Anima la conversazione tra gli ospiti della Pousada e ponendo domande dirette a questo o a quella finisce col definirne status economico e sfera sessual-sentimentale. Insomma le cose che contano! Non sarebbe giusto nè gentile ignorare le sue domande: si priverebbero anche gli altri ospiti di quegli essenziali argomenti di conversazione che formano l'humus dei rapporti interpersonali tra i turisti i quali, soggiornando anche a lungo in Pousada, finiscono spesso col riproporre lì logiche da condominio italico. O brasiliano, più o meno credo sia lo stesso. Meglio dunque confidarsi o deporre i propri pensieri in rotolini di carta da infilare nei forati.


Nella Pousada regna comunque sovrana la Vice-Presidente Gabriella, vero e insostituibile elemento di continuità. La sua longa manus arriva lungo tutto il litorale del Cearà e ovunque ella tesse inesauribile e silenziosa la sua rete di progetti sociali e comunitari. In seguito a misteriosa caduta, ella si presentava con un braccio al collo che le conferiva un look ancor più autorevole del solito. Mi ha anticipato di qualche giorno sulla via del ritorno riducendo notevolmente quest'anno il tempo del suo soggiorno brasiliano. Ciò è dovuto in parte all'azione del Ministro Brunetta e in parte al fatto che Monica ha preso saldamente in mano la direzione dei progetti della rete Tucum.

Monica è affidabile, preparata e astuta. Ha colto al volo il mio interesse per gli ambienti naturali proponendomi così di visitare la località di Batoque che si trova in una Reserva Extrativista istituita dal Governo Federale nel 2003 per preservare almeno un pezzo della preziosa zona costiera da progetti di speculazione immobiliare (che comunque vengono realizzati poco più in là). La popolazione locale ha il diritto di estrarre dalla terra ciò che le serve per vivere ma la terra rimane di proprietà federale. Per inciso io non ho visto lì neanche un orto (sono rari ovunque in questa parte di mondo) dunque non so bene cosa estraggano. Probabilmente però non ho visitato bene tutta la Riserva. Molti abitanti sono invece pescatori ma quella Riserva non ingloba la zona di mare. Inoltre, mi informa il capo della comunità, anche la Prefetta di Fortaleza si è costruita una casa abusiva all'interno della Reserva. Alcuni abitanti costruiscono e vendono case che non hanno alcun diritto di esistere: i fessi che le comprano corrono il rischio di vedersele demolire. E' difficile orientarsi in questo contesto ove peraltro non esiste un catasto. Anche in Brasile tutto è possibile.

Comunque sia, nella Pousada comunitaria di Batoque, vicina alle lagune interne, ho lottato per tre notti contro le zanzare più micidiali che io abbia incontrato in Sudamerica. Dopo aver attraversato indenne due dei più grandi bacini fluviali del mondo, dopo essermi liberato di uno scorpione che nella jungla amazonica aveva iniziato a pungermi, sono crollato a Batoque laddove Monica con nonchalance mi aveva depositato. Ho altresì capito come mai la finanziaria immobiliare abbia rinunciato a costruire i suoi resorts turistici in quel di Batoque. Si può tuttavia accedere alla bellissima spiaggia della Riserva, lunga una decina di kms, anche da Barro Preto ove si può dormire in pace e mangiare dei Caranguejos da favola.


Fatte queste premesse vorrei ora, cara Presidente, porre una questione generale.

La Pousada Tremembè si propone dalla nascita come luogo in cui si pratica un turismo responsabile. Ma che cosa s'intende di preciso con tale dizione? Riconosciamo pure da subito che in Pousada non si pratica turismo sessuale ed è cosa non da poco, visto il contesto geografico in cui essa si trova. Riconosciamo anche l'opzione a-naturista della Pousada in virtù della quale è escluso incontrare turisti in costume adamitico scorazzare lungo la bellissima battigia (costoro peraltro rischierebbero l'evirazione vista la rigidità delle usanze locali). Ma basta ciò per definire responsabili i turisti che generalmente ivi soggiornano? Nel corso delle mie visite ho conosciuto tanta brava gente ma, in tutta sincerità e in media, non mi pare che i turisti di Tremembè abbiano qualcosa di fondamentalmente diverso dai tanti che ho incontrato in altri luoghi da me visitati. So bene che una Pousada non può richiedere il pedigree ai suoi clienti, semplicemente metto per iscritto una domanda che mi sono fatto.

Noto peraltro che i centri di turismo responsabile crescono come i funghi in Sudamerica e nel mondo forse anche in conseguenza del fatto che le condizioni di vita sono generalmente peggiorate per buona parte della popolazione occidentale, molti sono alla ricerca di nuovi stili di vita e, almeno in vacanza, vogliono sperimentare qualcosa di nuovo. Non sanno bene che cosa, magari si portano in viaggio grumi di stress da routine quotidiana e magari si fanno abbindolare da qualche operatore turistico furbacchione che ha capito l'antifona, si è dato un look social-ecologico e propone pacchetti con pernottamento presso comunità indigene. Le quali, indigene o non indigene, hanno spesso la funzione degli animali allo zoo. Ho visto cosine di questo tipo anche in Brasile e ho visto anche bravi nonchè fessi turisti cascarci e sganciare quattrini.

E' chiaro che le vostre intenzioni sono ben più nobili e che la vostra associazione è veterana del turismo di qualità. Proprio per questo mi permetto di avanzare due proposte relative a due aspetti concreti della vita quotidiana in Pousada.

1) La questione della carta igienica (CI) è assai dibattuta tra i turisti anche se falsi pudori impediscono che il tema emerga alla luce del sole. In parte lo avevo già trattato su questo blog a causa delle sue rilevanti implicazioni ambientali. Vediamo di che si tratta. In tante zone tropicali le fosse biologiche e le fogne o non esistono o non sono in grado di smaltire la CI il cui uso è peraltro ignoto a gran parte della popolazione mondiale. I turisti che vanno in vacanza pretendono di portarsi appresso anche le loro consuetudini...e così Orietta si porta da casa il parmigiano reggiano, Laura il caffè e Mario una valigia piena di spaghetti prodotti con grano di qualità e provenienza ignota. Tutti costoro usano la CI dopo aver fatto pipì e popò e ne usano tanta. Troppa. Cosa fanno la Pousada Tremembè e centinaia di altre strutture che ospitano occidentali assieme ad un crescente numero di turisti brasiliani, cileni, venezuelani aventi stili di vita occidentali? Chiedono ai turisti di deporre la CI usata in un sacchetto di plastica che viene poi quotidianamente sostituito dalle governanti. Si tratta di una soluzione di compromesso che a molti turisti non piace (le fossa biologiche vengono comunque spesso intasate) e che finisce col produrre enormi quantità di sacchi di plastica smerdati i quali finiscono poi in discarica o vengono bruciati. La merda genera così diossina. Tale soluzione di compromesso a me sembra francamente irresponsabile e personalmente non ho mai usato CI nè sacchi di plastica durante il mio soggiorno in loco. Mi farebbe schifo. Son certo che i precisi gestori, Valdir e Rita, potrebbero stimare quanta spazzatura genera la Pousada Tremembè mentre Monica potrebbe estendere il computo alla rete Tucum magari stabilendo le percentuali di spazzatura generate separatamente dai turisti e dai locali.

Alcune turiste tendono a non defecare quando si trovano lontano da casa dunque per loro non si pone il problema. Questo comportamento però non è una soluzione accettabile ed anzi, è sintomatico di una condizione di stress.
Io credo invece, cara Presidente, che la soluzione vera stia nell'alimentarsi bene tutto l'anno. Se si mangia bene infatti si defeca anche bene e senza sforzo: l'attrito tra escrementi e condotto anale è quasi nullo, ergo non vi è bisogno di strofinarsi con la CI mentre un paio di decilitri di acqua sciaquano e risolvono il problema. Le signore sono poi grandi consumatrici di CI ogni volta che urinano. E' giusto urinare molto ma è assurdo usare mezzo metro di CI per volta, qui basterà davvero qualche centilitro di acqua. E, a far le cose per bene, dovrebbe trattarsi di acqua piovana di raccolta, non di acqua potabile. Ma non voglio essere troppo esigente! Prendendo il toro per le corna siamo così arrivati alla radice del problema che è comunque sempre quello dell'alimentazione. So bene Presidente che non basteranno un paio di settimane nutrizionalmente corrette a Tremembè per risolvere le questioni intestinali dei turisti spesso peraltro stressati. La Pousada può però avviare un processo virtuoso e dire: "qui siete invitati a non usare la carta igienica, a riflettere su come vi nutrite e sul vostro stile di vita, a partire dal bagno". Qualche turista potrebbe non gradire e andarsene. Son certo però che una proposta netta, ben formulata e non compromissoria diventerebbe alla lunga accattivante e attraente. Tutti ne parlerebbero e, come sempre accade in quasti casi, molti vorrebbero sperimentare. Di sicuro, una soluzione alternativa allo stato di cose esistente va, secondo me, trovata.


2) In Pousada, come in tutto il Brasile, si beve molta birra. Alla sera i turisti si siedono attorno ai tavolini disposti nel chiostro e, chiacchierando per ammazzare il tempo, bevono un pò. A casa mia non comprerei mai una birra di produzione industriale ma lì mi è capitato di bere quel che c'è: si tratta di birre pessime contenenti stabilizzanti del gusto e conservanti. La massa però non se ne accorge proprio perchè non ha educazione alimentare ed ha invece un gusto stabilizzato e assuefatto ai dettami della produzione industriale. Di conseguenza la massa è solita ingurgitare i prodotti proposti dalle grandi catene di distribuzione del cibo. Consiglio la lettura del bel libro di Raj Patel, Stuffed and Starved, tradotto anche in italiano ed edito da Feltrinelli.

Se ci si alimenta male è poi ovvio che una passeggiata da Tremembè a Icapui sotto il sole o un giro in bicicletta di un centinaio di kms diventino imprese insostenibili. Sono in tanti a soffrire il caldo o il freddo oppure entrambi, i corpi malnutriti sono incapaci di termoregolarsi e gli sbalzi di temperatura risultano insopportabili. Da qui i lamenti diffusi sulle condizioni climatiche.

Ma torniamo alla birra: in vetro o lattina che sia, il grande consumo produce una grande quantità di spazzatura e dubito fortemente che in quelle zone del Brasile il riciclaggio dei rifiuti sia efficace. Inoltre, le lattine sono di alluminio un metallo assai diffuso su questo Pianeta ma i cui costi energetici di produzione sono assai alti.

Allora, cara Presidente, è utopico pensare che in Pousada possa venir prodotta la birra che si beve? Non è mica difficile ehh e la birra autoprodotta avrebbe tre immediati vantaggi: a) è più buona, b) è più sana, c) non produce spazzatura perchè si usano sempre le stesse bottiglie.

Chi lo dovrebbe fare? Nel villaggio vicino diversi ragazzi e uomini siedono all'ombra per molte ore al giorno...qualcheduno sarà anche pescatore ma a me sembra che tanti abbiano poco da fare e siano essenzialmente improduttivi. Si potrebbe proporre a qualcuno di loro di imparare un mestiere nuovo che non fa mai male. Costoro potrebbero iniziare un'attività piacevole e ci guadagnerebbero anche un pò di soldini vendendo birra ai turisti. Alcuni dei turisti che svernano in Pousada e che si annoiano a stare con le mani in mano per tante settimane potrebbero magari collaborare all'attività produttiva: forse eviterebbero così inutili battibecchi da pollaio e litigi su questioncine insignificanti. Diventerebbero turisti responsabili.

Cara Presidente, spero di aver offerto qualche elemento di riflessione. Ora ti saluto e mi preparo al decollo.

Sunday, January 24, 2010

Waste of Natural Resources in Venezuela


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The taxi driver who takes me to the bus terminal in Ciudad Bolivar is obese. He is a kind and self-critical men, very much
aware that his status follows from awful nutritional habits and wrong lifestyle. No bike can be spotted along the way while huge SUV fill the roads and get stuck at any intersection as much here as anywhere else in Venezuelan towns. Accordingly air pollution is high where humans live although this beautiful and diverse country is (luckily) altogether still scarcely populated.
However birth rate is high and worrying in the long term.

I bet the obeses number is somehow proportional to the number of vehicles around and the populist government policy favors such social tragedy: here you can buy 100 litres gasoline for 7 Bolivar which is currently 1€ at nationwide common black market.
This is certainly one of the cheapest gasoline prices worldwide, the cheapest as far as I know.


As a result 2.5 tons heavy cars are used to carry humans (whose average weight should be about 70 kg) even over a few hundred meters distances.
And the fact that Venezuela is a big oil producer does not justify at all that ridiculous output. Extraction cost of one liter oil is by itself higher than one liter gasoline at the pump, an highly subsidized political decision to draw mass consensus.

As very poorly educated masses welcome the almost for free fuel, Venezuela burns about 750.000 oil barrels per day, a relevant figure for a country with 27 millions people and about 350 billion US$ Gross Domestic Product (GDP). It follows that its energy consumption per GDP is by far the largest in South America and one of the largest in the world: more than twice as much as Chile, nearly three times as much as Brazil, more than three times as much as Italy.

More: electricity and water are for free throughout the country aside from
the major urban areas. A demagogic, catastrophic choice which pushes the citizens to consume with no limits and no environmental awareness.


While socialism is the ideological flag of the Chavismo, it seems to me there is in fact nothing truly socialist in the Venezuelan government action which is rather wasting the national resources, scaring international investors and leading to an overall impoverishment of the country.

Meanwhile in the relatively rich town of Puerto Ordaz (the very one with some decent urban planning and pleasant parks) the socialist country masses enjoy the seducing atmosphere of the enormous shopping mall Orinokia with shining SUV and Coca-Cola on display.

Saturday, January 16, 2010

Deforestation in Brazilian Amazon and Lifestyles


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A few weeks ago some Brazil and US based researchers pointed out that deforestation reduction in Brazilian Amazon is a viable possibility as the investment costs would be soon outweighed by multiple benefits associated to environment preservation. This optimistic view is supported by the Brazilian government commitment to defend rainforests announced at the United Nations climate treaty already two years ago. In fact there has been a recent substantial decrease in the deforestation rate with respect to the decade 1996-2005 in which the forest clearing proceeded at a rate of about 20000 square kms per year.

While Brazil is certainly not the worst among the countries which are destroying their forest covers, what happens in Brazil matters everybody worldwide due to the size of the land: thus the above mentioned clearing rate has been estimated to account for above 1 billion tons of carbon dioxide equivalent per year. Stopping such a disaster alone may lead to reduce the world global CO_2 emissions by at least 2%, a remarkable achievement.

Traveling from the Venezualan border down to Manaus, you may spot grey columns due to fires devouring forests far away. Sometimes you may even breathe the smoke. The pattern is the same in Rondonia, Parà and Mato Grosso while the Amazon State in itself is likely doing better as far as land management and extension of natural protected area is concerned. Three are the main causes of deforestation:


1) growing human pressure due to too high birth rate. Locals need some space for main staple crops such as rice and manioc. Moreover, trade of high quality wood ensures good revenues and incentives illegal logging. Then even the clearing of a few hundred square meters may be worth for some families: easy to do and hard to be detected.

2) beef industry needs land to be converted into pastures.

3) soybean industry needs land for farming.

Causes 2) and 3) are intertwined as cattle (Brazilian, US, European) is fed by soybean, quite often genetically modified varieties.

There have been some interesting Brazilian government moves to exclude from the market beef and soy from deforested Amazon areas but it seems to me that environmental awareness on these key issues is still very weak nationwide (and altogether in South American countries). Masses gulp down daily huge quantities of meat wondering very little about the origin of what they are putting in their mouths. They love picanha, roditio, beef based comida por kilo plus whatever is fat and sweet. Incidentally even bread generally contains sugar in Brazil, a simply disgusting result.


Then, fighting mass ignorance seems precondition to preserve natural environments, reduce deforestation rate and also reduce obesity rate. Indeed worldwide spread obesity is a plague closely related to forest clearings but the link between the two phenomena is not always recognized as such.

Thursday, January 14, 2010

Biodiversity in Southern Orinoco Delta



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There is no doubt that growing human pressure is an hazard for biodiversity worldwide. This is very much clear to all those who watch natural events with some care. Recently I came across the case of rainforest amphibians as, in particular, I had the great chance to spot and observe a poison frog which generally lives in eastern Amazon, the Dendrobates tinctorius .


Amphibians skins easily absorb pollutants and are scarcely protected against UV radiation. Moreover, droughts may be lethal for their reproductive cycles as tadpoles are placed by frog males in moist tree holes with some preference for vase bromeliad plants. On the other hand frogs are very much aware that toxins secreted by their skin are a tremendous self-defense tool. Thus they don't need to camouflage so much and rather proudly display their beautiful colors which sound as a warning for potential predators. Indigenous people have recognized since long the power of frog skin poison and use it on the tips of arrows and darts. The biochemicals yielded by skin secretions are under investigation for potential use in medicine.


I am grateful to Mr. Roger Ruffenach who invited me at his Campamento Oridelta situated in Piacoa, a village in the southern part of the Orinoco river Delta (Venezuela). It has been a gorgeous experience as Roger and his wife are exquisite persons. Roger is a true environmentalist whose competence regarding flora and fauna of that region is likely unrivaled. He took me by boat along the amazing Caños which flow eastward and further away encounter the Ocean in an almost unexplored area towards the British Guyana.

I strongly recommend to spend some time at Roger's place in order to learn about tropical ecosystems.

The whole Orinoco delta, which extends over about 28000 square kms, is a peculiar biosystem in itself and, on its southern fringes, it leaves room to the rainforest environment characterized by much taller canopy trees. Precisely in this interesting border zone between Delta and rainforest I could spot the poison frogs. A few months ago UNESCO declared about one third of the Orinoco Delta to be a Biosphere World Reserve.

Monday, November 30, 2009

Reunification in Camerino

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Several years ago, mathematicians and physicists at Camerino University were members of the same Department, they sat side by side . This was an anomaly in the national landscape and, as I love anomalies, I was proud to take part in such an experience. Later on, for some technical reasons the anomaly was suppressed, the two subgroups split and took different paths. I opposed that separation in vain and with dismay.

The time goes by and nowadays Camerino is in the forefront of the national University policy: a few weeks ago Departments and Faculties have been abolished while Schools have been introduced. In the framework of the new organizational scheme, mathematicians and physicists merge once again in a common School, joined now also by chemists if I get it correctly. There are cycles in life and you have to be patient: sooner or later the wheel spins in the way you wish.

Needless to say I am very glad. Labels don't matter whereas the substance does matter and, I bet, Schools are even better than Departments. In fact, as a main result of this leading-edge policy, Carlo and Paolo are now schoolmates, Pierluigi and David are schoolmates. Above all, Luciano and I are schoolmates!

To celebrate the Reunification, I wish to give all my new schoolmates and readers a special gift which can be downloaded for free by clicking here. It is an End of the Year gift. It is free for you because you are my friend.

Dear friend, I urge you to save energy and get rid of methane in your household (as Ms Elina is doing), ride bike and eat well...go green, this will make you happier and richer!

I wish you a prosperous 2010.

Wednesday, November 25, 2009

Il Giorno del Ringraziamento e il Mais Marano

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Nel 1621, i colonizzatori del Nuovo Mondo ebbero finalmente un buon raccolto autunnale, soprattutto di mais, la cui coltura essi avevano appreso dagli Indiani nativi d'America. E così, un anno dopo essere arrivati a Plymouth a bordo della Mayflower, i religiosi Pilgrims britannici cominciavano a veder la fine delle loro traversie e sentirono il bisogno di ringraziare Dio per averli guidati nel lungo viaggio. Nacque così la decisione di celebrare un giorno del Ringraziamento che, nelle intenzioni dei Pilgrims e del loro Governatore, doveva essere momento di festa condiviso da tutti. Dopo 150 anni, durante la Rivoluzione Americana, fu il Congresso a suggerire il giorno nazionale del Thanksgiving che verrà poi adottato da vari Stati. Nel 1863, il Presidente Lincoln proclamò il Thanksgiving Day festività nazionale collocandolo nell'ultimo Giovedì di Novembre.

Secondo le ricostruzioni storiche, la festa del raccolto fu inizialmente celebrata con banchetti in cui predominava la carne e in particolare la cacciagione, mentre l'usanza di mangiare tacchino sembra sia subentrata molto più tardi. Essa ha poi prodotto nel tempo lo sviluppo di una industria del tacchino con effetti ambientali perversi.
Ora, nella società USA, è molto cresciuta la consapevolezza che gli stili di vita individuali, il modo in cui ci si alimenta, hanno un impatto diretto sull'ambiente oltre ad essere determinanti per il benessere delle persone.

Ecco un bell'articolo con dieci consigli per festeggiare il Giorno del Ringraziamento in modo intelligente:

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10 Tips for a Sustainable Thanksgiving
http://www.alternet.org/food/144134

Here's what you need to know, from tips on a meatless meal to options for a humanely raised turkey to having diversity on your actual dinner table.
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Visto che l'origine di questa festività è legata al mais, mi par giusto dare l' undicesimo consiglio: preparerò una bella polenta di Mais Marano, varietà selezionata nel Veneto tra il finire dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. La coltura fu poi quasi abbandonata in quanto le rese per ettaro sono inferiori a quelle degli ibridi su cui peraltro la ricerca continua. E' un mais dalle proprietà strepitose che ho ritrovato grazie al lavoro di un Azienda di Rapolano Terme (SI) i cui proprietari sono funamboli dell'agricoltura organica di alta qualità.

La polenta di Mais Marano richiede un pò di pazienza, va cotta lentamente in una terracotta su di una stufa a legna ad alta efficienza. Si bruceranno alcuni pezzi di legna, provenienti dalla manutenzione dei boschi vicini, per i quali il ciclo del carbonio va in pareggio. Sarebbe assurdo cucinare la polenta su di un fornello a gas Metano proveniente dalla Siberia e pagato al Sig. Putin. Sarebbe poi criminale cucinare la polenta su di una piastra elettrica, magari alimentata dall'energia di fissione dei nuclei di Uranio.

Mentre la polenta finisce di amalgamarsi, si potranno ammosciare un pochino (anche nella stessa terracotta della polenta) diverse foglie di borragine e malva che di questa stagione si presentano floride...si aggiungeranno poi un bel pò di peperoncino e timo, alcuni pomodorini di fine stagione, olio appena franto e, con un pò di pesce secco, la cena del Ringraziamento è pronta.

Saturday, November 21, 2009

I Cambiamenti Climatici secondo l' American Physical Society

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In una risoluzione del 18 Novembre 2007, l' American Physical Society (APS) dichiarava:

“Emissions of greenhouse gases from human activities are changing the atmosphere in ways that affect the Earth's climate. Greenhouse gases include carbon dioxide as well as methane, nitrous oxide and other gases. They are emitted from fossil fuel combustion and a range of industrial and agricultural processes.

The evidence is incontrovertible: Global warming is occurring. If no mitigating actions are taken, significant disruptions in the Earth’s physical and ecological systems, social systems, security and human health are likely to occur. We must reduce emissions of greenhouse gases beginning now.

Because the complexity of the climate makes accurate prediction difficult, the APS urges an enhanced effort to understand the effects of human activity on the Earth’s climate, and to provide the technological options for meeting the climate challenge in the near and longer terms. The APS also urges governments, universities, national laboratories and its membership to support policies and actions that will reduce the emission of greenhouse gases.”

— APS News; January 2008 (Volume 17, Number 1)


Qualche mese fa, alcuni membri dell' APS hanno presentato una petizione chiedendo al Consiglio APS di cambiare la risoluzione e di sostituirla con la seguente (che nega la gravità dei cambiamenti climatici, nega gli effetti antropici su di essi e addirittura valuta positivamente gli incrementi di CO_2 in atmosfera):

Greenhouse gas emissions, such as carbon dioxide, methane, and nitrous oxide, accompany human industrial and agricultural activity. While substantial concern has been expressed that emissions may cause significant climate change, measured or reconstructed temperature records indicate that 20th 21st century changes are neither exceptional nor persistent, and the historical and geological records show many periods warmer than today. In addition, there is an extensive scientific literature that examines beneficial effects of increased levels of carbon dioxide for both plants and animals.

Studies of a variety of natural processes, including ocean cycles and solar variability, indicate that they can account for variations in the Earth’s climate on the time scale of decades and centuries. Current climate models appear insufficiently reliable to properly account for natural and anthropogenic contributions to past climate change, much less project future climate.

The APS supports an objective scientific effort to understand the effects of all processes – natural and human --on the Earth’s climate and the biosphere’s response to climate change, and promotes technological options for meeting challenges of future climate changes, regardless of cause.


Il Presidente dell' APS ha successivamente nominato un Comitato di scienziati incaricandolo di esaminare la controversia. Dopo quattro mesi di lavoro, il Comitato ha suggerito che la petizione fosse respinta e che la risoluzione originale fosse mantenuta. L' 8 Novembre il Consiglio APS ha votato, recependo le indicazioni del Comitato. Esistenza e gravità dei cambiamenti climatici sono inequivocabili secondo l' APS.


Wednesday, November 18, 2009

Nucleare: l' Ingegnere di Pisa si Reincarna

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Nove mesi fa avevo interloquito con un ingegnere del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione dell' Università di Pisa. Lo avevo sentito dire a Radio3Scienza diverse cose scorrette in materia di energia da fonte nucleare e avevo così replicato. L'ingegnere, assiduo lettore di questo blog, si infuriò e mi chiese un contradditorio. Che naturalmente ottenne. Egli però si dimostrò incapace di rispondere ai punti specifici da me sollevati e di difendere tesi peraltro oggettivamente insostenibili. Fece flop e rimediò una clamorosa figuraccia che rimane lì scritta.

Il poveraccio prese dunque a bombardare le mie caselle di posta con lettere anche commoventi. Questo blog ricevette diversi messaggi anonimi. Egli era fuori di sè dalla rabbia e passò diverse nottate a cercare sul web siti in cui apparivano il mio nome e i miei testi. Alcuni di questi siti ricevettero commenti anonimi. Egli non poteva tollerare il fatto di essere stato colto in castagna proprio sui temi in cui dovrebbe essere esperto. Si sa che per l'accademico il prestigio conta più dei quattrini. Poi, col tempo, le cose si appianarono ma non del tutto.

Il tema dell' energia da fonte nucleare suscita da sempre passioni viscerali addirittura spropositate rispetto alla sua effettiva importanza.

Ora, dopo nove mesi, l' Ingegnere si è reincarnato prima in Simone e, subito dopo, in Luca. Ho dato gentilmente spazio e corda sia al primo che al secondo per poi verificare che l' Ingegnere è uno e trino. Spero solo che la sicurezza degli impianti nucleari (alla cui progettazione egli vorrebbe partecipare) sia maggiore della sicurezza delle procedure informatiche che utilizza per inviare i commenti: Simone e Luca son tutt'altro che criptici.

Al di là degli aspetti polemici, che pure dicono molto sulla sostanza e sull'affidabilità della persona, osservo che:

1) circa il 60% dei consumi di energia elettrica sono assorbiti dai settori residenziale e terziario, cioè case e uffici. Questo vale per l' Italia come per un qualsiasi Paese europeo, punto più punto meno. All'interno di quel 60% una buona parte dei consumi elettrici è costituita in realtà da consumi di energia termica: ho già dato diversi esempi e non mi ripeto.

2) Degradare energia elettrica a fini termici è una pazzia termodinamica che riempie di disgusto qualsiasi fisico. In natura, nessun sistema fisico o biofisico spreca energia. Detta in soldoni, scaldare l'acqua calda col boiler elettrico è un crimine ( a meno che uno/a non si produca l'elettricità a casa propria della quale allora egli/ella può fare quel che vuole...ma lo spreco nel passaggio da energia elettrica a energia termica rimane ).

3) Eliminando tutti i crimini si nota come l'energia elettrica che effettivamente serve nelle case e negli uffici è in realtà pochissima: serve per i computer, i televisori, i frigoriferi e poco altro...forni elettrici, boilers e stufe elettriche (che fanno il grosso dei consumi) vanno eliminate. Persino il rasoio elettrico che l' Ingegner Walter usa al mattino è superfluo: se usasse il pennello e si radesse a mano sarebbe più sensuale e si sentirebbe più fringuello. Facendo un conticino a spanne, stimo che l'eliminazione dei crimini elettrici più macroscopici in case e uffici (solo italiani) si tradurrebbe in un risparmio di energia primaria di almeno 150 TWh annui...150 miliardi di KiloWatt-ora. E' una quantità ben maggiore di tutta l'energia da fonte nucleare che, come si dice, viene importata dalla Francia. Essa quantità è anche molto maggiore dell'energia elettrica che si produrrebbe avviando la costruzione delle centrali nucleari secondo i piani annunciati dal governo italiano.

4) La quota di elettricità veramente necessaria ai settori residenziale, terziario e industriale (e per un pochino a trasporti e agricoltura) può essere ora coperta dalle centrali a gas in funzione e, al contempo, va preparata la transizione ad economie basate su fonti rinnovabili. Non c'è alternativa a questa strategia, piaccia o non piaccia.

5) Semplici politiche di risparmio energetico uccidono dunque ogni prospettiva sensata di ricorso alla fonte nucleare per produrre energia elettrica. Ci sono però tre differenze fondamentali tra le politiche di risparmio e le politiche pro-nucleare:

a)
il risparmio energetico frutta da subito o quasi mentre la centrale nucleare frutta tra circa 10 anni.
b) il risparmio energetico richiede investimenti piccoli, diffusi ed ambientalmente virtuosi; la centrale nucleare richiede investimenti ingenti e centralizzati, induce tensioni sociali ed ha un altissimo impatto ambientale.
c) il risparmio energetico richiede manutenzione ordinaria, piccoli progetti ma non dà gloria ad un leader o ad un governo perchè si fa in silenzio. La centrale nucleare è un mega-progetto che ha, per un leader e per un governo, un alto valore simbolico. Inoltre apre grandi cantieri. Ecco perchè alcuni governi sono disposti a mettere molti quattrini nella direzione della follia termodinamica.

Trovo incredibile che persone presunte di scienza, l' Ingegnere di Pisa e le sue reincarnazioni non comprendano concetti tanto elementari. O, per faziosità, non vogliano comprendere. Comunque sia, in Santa Croce, Galileo si rivolta nella tomba.

In conclusione, vorrei ricordare all' Ingegnere che, secondo l' Hinduismo, la vita terrena ha un aspetto ciclico noto come Samsara. La qualità delle rinascite dipende dal Karma avuto nella vita precedente. Solo colui che vive in modo virtuoso avrà maggior probabilità di elevarsi a miglior condizione, sfuggire al ciclo delle reincarnazioni ed eventualmente raggiungere il Moksha, la liberazione. Chissà se un giorno l' Ingegnere, fringuello e libero, mi ringrazierà per averlo ripetutamente stroncato con affetto. O forse sarà Luca a farlo.

Monday, November 16, 2009

Singapore affossa Copenhagen

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In quest'ultimo fine settimana, le delegazioni dei Paesi membri dell' APEC ( Asia-Pacific Economic Cooperation ) hanno deciso a Singapore che a Copenhagen andranno a fare del turismo senza prendere alcun impegno vincolante in materia di riduzione delle emissioni di gas serra. Come volevasi dimostrare.

Sono stato facile profeta visto che: 1) le economie di Cina e USA sono alimentate dal carbone, 2) entrambi i Paesi ergono la Crescita ad imperativo categorico.

A nulla è servito il volo a Singapore del Primo Ministro Danese che cercava di salvare la faccia e dare un senso alla Conferenza che ospiterà. Il vertice dell'APEC ha anche sottolineato come l'Europa conti circa quanto il due di picche. I grandi giochi si fanno da tempo sul Pacifico.

Ovviamente la grande pagliacciata delle Conferenze sul Clima continuerà e, tra tre settimane, qualche decina di migliaia di politici e delegati andranno a Copenhagen bruciando fiumi di combustibili fossili clima-alteranti, si racconteranno (e ci racconteranno) delle balle, stileranno dei documenti stando dentro a stanze riscaldate con combustibili fossili. Alcuni di questi delegati ne approfitteranno per fare le corne a mogli e mariti rimasti a casa. Come già successe a Bali e altrove. Chissà se un giorno le associazioni ambientaliste, perlomeno le più sagge, si sveglieranno e smetteranno di riporre fiducia e speranze in queste Conferenze-cretinate.
E' un fatto che, qualora lo volessero davvero, le delegazioni e i capi dei governi che contano potrebbero prendere decisioni vincolanti in materia di emissioni stando ciascuno a casa propria.

Naturalmente rimarranno sempre a farci sorridere alcune indefesse credulone italiche che, vedendo svanire le chances per un colpo di reni di Obama, si affidano ora al colpo d'ala dell'Europa. L'importante è che ci credano...non è poi un caso che in posticini come Fatima o Medjugorje, l'italiano sia l'idioma più diffuso.

Thursday, November 12, 2009

China : Growth and Environment

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Migrant workers shoot a video showing the costs of the Shenzhen monstrous economic growth which slowed down to only 11% last year compared to 27% (per year) in the previous twentyfive years!
In 1979, when Deng Xiaoping declared the area a Special Economic Zone, it was a fishing village with 25000 people village. Now Shenzhen officially hosts about 14 million people, more than 4200 per square km: a nightmare.



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Some considerations on the interplay between uncontrolled growth and environmental destruction: is such a kind of growth really worth ?

Wednesday, November 11, 2009

Il Carbone, la Green Economy e il Buon Senso

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Alcune considerazioni a complemento del post del 6 Novembre. Gli USA hanno 1493 centrali a carbone in attività con una capacità di generazione di 336 GW (1GW = 1 miliardo di Watt). Questi impianti producono circa il 70% dell'elettricità generata da combustibili fossili e circa il 50% di tutta l'energia elettrica nazionale. E' evidente dunque che gli USA non rinunceranno allegramente all'uso del carbone per quanto vi sia stata negli ultimi anni una crescente opposizione dell'opinione pubblica alla costruzione di nuove centrali. Quelle esistenti bruciano circa un miliardo di tonnellate (ton) di carbone all'anno e producono circa 2 Gton di diossido di carbonio (CO_2). Ciò equivale a circa 1/3 di tutto il CO_2 prodotto dagli USA o, se si preferisce, a poco meno di 1/12 di tutto il CO_2 prodotto nel mondo.

Per inciso, la produzione mondiale di carbone è 1/3 della produzione mondiale di energia da fonti fossili e alla Cina spetta la parte del leone sia per la produzione che per il consumo. Dunque l'affare carbone non riguarda evidentemente solo gli USA.

Comunque, di fronte a queste cifre, l'atteggiamento dell'Amministrazione USA si riassume così: non possiamo fare a meno del carbone ma dobbiamo cercare di limitare i danni. Non so quanto questo concetto sia in sintonia con i proclami sul nuovo corso della Green Economy ma è un fatto che la strategia USA è chiara ed è stata, anche di recente, esplicitamente dichiarata dal Ministro per l'Energia, Dr. Steven Chu.
Limitare i danni, relativamente al carbone, significa essenzialmente due cose: 1) migliorare l'efficienza delle centrali, 2) catturare e sequestrare il diossido di carbonio emesso in combustione. Su questo secondo punto c'è molta enfasi a livello internazionale e diversi progetti sono in via di realizzazione uno dei quali appunto nello Utah. In molti di essi partecipano compagnie Statunitensi e non c'è dubbio che la ricerca nel settore continuerà e verrà finanziata.

Il punto chiave nei progetti di Carbon Capture and Storage (CSS) è che, per funzionare, essi richiedono un'alta quantità di energia di input. Limitiamoci ai progetti che prevedono il sequestro del CO_2 in fase di post-combustione (i più diffusi). Bene, esistono due strategie alternative per valutarne la convenienza energetica: 1) si fissa la produzione di energia di un dato impianto (output) e ci si chiede quanto carbone in più bisognerà bruciare per fare funzionare il sistema di CSS; 2) si fissa la quantità di carbone che si brucia (input) e ci si chiede quanta energia utile in meno si otterrà a causa del sistema di CSS. In entrambi i casi la penalizzazione energetica oscilla dall 11 al 40% con valori probabili attorno al 30%.

Insomma, a tutt'oggi, il gioco non vale la candela. Il fatto è che che quando un numero sufficientemente alto di persone e aziende comincia a lavorare in un settore, esso settore diventa in sè rilevante al fine di far girare l'economia anche se si tratta di un palese assurdo termodinamico. Considerazioni assolutamente analoghe valgono per i reattori nucleari per la produzione di energia elettrica. Chiunque non sia stupido capisce che si tratta di assurdi termodinamici ma alcuni progetti vengono realizzati in alcuni Paesi per soddisfare le esigenze di chi lavora e si è specializzato solo in quel settore. Quando taluni gruppi di pressione riescono ad avere governi amici ecco che scattano i finanziamenti, alcune centrali si progettano e qualcuna si farà. Queste assurdità contribuiscono pur sempre al PIL anche se cozzano contro i più elementari principi della razionalità energetica.

Se si volessero davvero trovare soluzioni sensate sia per la questione energetica che per la questione ambientale si dovrebbero imporre da subito drastiche politiche per la eliminazione di tutti gli sprechi. Ma queste presuppongono una radicale trasformazione degli stili di vita e una riduzione dei consumi dunque dubito che, negli USA e altrove, esse potranno diventare rapidamente una pratica diffusa.

Monday, November 9, 2009

Berlino, venti anni dopo

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Mentre a Berlino si celebrano gli eventi di venti anni fa, la Germania riflette sui risultati raggiunti dalla riunificazione ad oggi. La Taz pubblica un bell'articolo dal taglio critico sulle questioni sociali aperte nella Germania Orientale e sulle disuguaglianze tuttora esistenti tra Est e Ovest. Permangono anche grosse differenze nel costo della vita tra le diverse regioni: importanti economisti cominciano così a proporre che anche le indennità di disoccupazione e gli aiuti sociali vengano modulati localmente.


Alcuni video interessanti sui fatti che hanno cambiato l'Europa

Il seguente link video ti è stato inviato da: marco zoli


Video-Spezial zum Mauerfall: Der Untergang der DDR - SPIEGEL ONLINE - Nachrichte
marco zoli dice:

una breve ricostruzione degli eventi che portarono alla costruzione del muro di Berlino nel 1961




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Friday, November 6, 2009

Le Illusioni Ambientaliste

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Ci volle il primo rapporto dell' Intergovernmental Panel on Climate Change (e l'intensificarsi negli anni '80 dei periodi di grande siccità negli Stati del Midwest USA) per spingere le Nazioni Unite ad organizzare nel 1992 il primo grande Earth Summit di Rio de Janeiro nel quale la questione dei cambiamenti climatici veniva posta come questione centrale per l'umanità e riconosciuta tale, almeno formalmente, da un gran numero di Stati. Non si contano le conferenze che ne sono seguite fino ad oggi, tutte dispendiose, organizzate in posti anche molto belli, sempre più partecipate e sempre meno efficaci. Tant'è che le emissioni di CO_2 e gas serra continuano a crescere.

Chissà se vedremo il giorno in cui le associazioni ambientaliste, almeno le più serie, finiranno di illudersi e di riporre speranze su questo grande circo di incontri che preparano ad altri incontri. Il fatto è che la maggior parte dei delegati partecipanti al circo è costituita da politici i quali, nei rispettivi Paesi, 1) stanno economicamente benone, 2) non sono molto interessati agli effetti reali delle questioni ambientali, 3) sono molto interessati a mantenere i loro ruoli. Dunque devono recepire le istanze delle masse dei loro Paesi. Le quali masse sono principalmente afflitte, nei Paesi che contano, dai temi del lavoro, della crisi economica e della sicurezza di fronte alla piccola criminalità. Temi importanti, soprattutto i primi due. L'individuo-massa è però fondamentalmente ignorante, dunque non riesce a vedere oltre la punta del proprio naso e a collocare la crisi economica-finanziaria nel contesto della più generale crisi ambientale. Non ce la fa ed è difficile proporgli uno sforzo concettuale così impegnativo. E' ovvio che il politicante, per mantenere la sua posizione di rendita, ha bisogno di interpretare i bisogni delle masse poichè nelle democrazie ogni testa conta e vota per uno. Se il politico aspirasse al voto delle sole persone pensanti e di valore oggi, ad esempio in Italia, egli/ella prenderebbe non oltre l' 1% dei voti. E dovrebbe cambiare mestiere...che non conviene perchè a fare il politico di un certo livello si guadagna non male. Questo spiega come mai la questione ambientale non possa essere centrale per la sfera della politica. Con buona pace di tanti seri e appassionati amici ambientalisti che pure si impegnano con credo e zelo. E magari s'illudevano che i prossimi incontri di Copenhagen sarebbero stati fruttuosi.

Intanto il Presidente USA comincia ad avere diverse gatte da pelare ma c'è ancora chi spera in un suo salvifico colpo di reni. Sono articoletti buffi e contenenti diversi errori oltre che esemplificativi di un certo livello di sprovveduto fideismo ambientalista assai diffuso in Italia. Peraltro anche i miei amici pastori avevano saputo che Obama è per i pannelli solari ! Avevo dato più volte notizia degli importanti interventi della nuova amministrazione USA a sostegno delle energie rinnovabili. Infilandoci però dei prudenziali punti di domanda. Nel prossimo post daremo qualche numero precisino che permette di capire qual' era ed è il core business della politica energetica USA.

Sunday, October 25, 2009

Copenhagen versus Tilonia (Rajasthan)

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While the pathway towards the Copenhagen summit seems well defined, a growing number of diplomatic moves and announcements suggest that a decent compromise among the big players is the best we can expect. In fact, some OECD nations (Norway, Germany and United Kingdom for different reasons) have slightly curbed their greenhouse gases emissions with respect to 1990 but these are still crumbs. And the overall trend reports a steady increase in the carbon dioxide concentration in the atmosphere.

But I feel you want now some positive news...it can't be everything negative!

Right, then I want to draw your attention on the Barefoot College at Tilonia in Rajasthan. Indeed a great experience which has been selected as finalist at World Challenge 2009. I'd say a button-up project which started 37 years ago and later on spread throughout many other rural villages in India, Africa and Bolivia.

Hereafter three very interesting videos. The first gives you an overview of project and motivations behind it. The second reports on the sun powered water de-salination plant at Tilonia. The third one tells you about the international dimension of the Barefoot College people.

A true master project...Enjoy !





Friday, October 23, 2009

Climate Change Impacts...Take Action

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The British Government and the Met Office publish an interactive map showing effects of global average temperature enhancements above pre-industrial recorded levels. The map summarizes well known scenarios predicted by leading climate scientists at Hadley Centre .

Climate change impacts are pointed out for nine specific issues listed in the lower side: forest fires, crops....plus "health".

Selecting any of them and clicking on the corresponding + signs (inside the same colour circles) you also get links to infos and some scientific literature in the area.

Here you have so much to study till the Copenhagen summit and beyond.

Have fun playing with the map and enjoy your future !