Questo blog nasce con l'intento di dare un contributo alla diffusione di una cultura ambientalista sia teorico-scientifica che operativa. E libera da intrallazzi. Strada facendo qualche divagazione si fa necessaria. ******* Motivation which inspires this blog is helping to spread an environmental culture with both scientific and practical sound basis. Above all, a Frauds Free culture. Some contributions on other issues are published according to latest news and needs.
Thursday, August 13, 2009
Calano le Riserve d'Acqua nel Nord dell' India
Quest'anno il ritardo e la scarsa intensità delle piogge monsoniche hanno provocato fame e carestie in buona parte dell' India.
Uno studio, pubblicato ieri su Nature, analizza le variazioni delle riserve d'acqua di falda negli Stati del Rajashtan, Punjab e Haryana nel periodo che va dall' Agosto del 2002 all' Ottobre del 2008. La ricerca utilizza i dati satellitari forniti dalla missione GRACE (Gravity Recovery And Climate Experiment) nella quale due satelliti si muovono lungo la stessa orbita uno di fronte all'altro. In generale, le grandi masse di acqua terrestre esercitano una piccola forza gravitazionale sui satelliti ed eventuali variazioni delle masse d'acqua determinano spostamenti relativi nella posizione dei due satelliti. Misurando questi spostamenti si possono stimare le riserve di acqua di falda in regioni sufficientemente ampie.
I risultati ottenuti da Matt Rodell, Isabella Velicogna e James Famiglietti sono allarmanti in quanto l'abbassamento della falda risulta essere di circa 4 cm per anno che, nell'area occupata dagli Stati suddetti, equivale ad una perdita di circa 18 Kms cubi per anno. Un buon 20% in più della stima generalmente fatta dal Governo indiano.
E' importante sottolineare che, nel periodo esaminato, la piovosità negli Stati del Nord-Ovest Indiano è stata regolare e dunque l'impoverimento delle falde idriche è dovuto solo all'azione umana: in particolare è l'agricoltura, molto intensiva nel Punjab, che assorbe il 95% delle acque di falda. Per i 114 milioni di abitanti di quelle zone si preannunciano tempi molto duri se non verranno introdotte da subito: 1) pratiche di irrigazione più efficienti, 2) colture, ad esempio il sorgo e il miglio, che assorbano poca acqua a differenza del riso, da sempre incentivato dal governo indiano e richiesto dalla crescente massa di consumatori urbani. Sullo sfondo di tutte le crisi ambientali c'è naturalmente anche l'insopportabile pressione demografica.
In questo contesto, le alterazioni dei cicli monsonici non possono che far peggiorare la situazione.
Un altro studio, che sta per essere pubblicato su Geophysical Research Letters, dimostra che la crisi delle falde idriche investe tutto il Nord dell' India, il Bangla Desh e ampie zone del Pakistan.
Monday, August 10, 2009
Cooperazione tra Israeliani e Palestinesi
Milioni di turisti sono in queste settimane distesi lungo le spiagge del Mediterraneo, portano quattrini ma anche una maggior pressione ambientale alle già densamente popolate località costiere. C'è nel Mediterraneo più orientale una striscia di terra martoriata dove la vita è particolarmente difficile e dove i problemi ambientali sono particolarmente acuti: la Striscia di Gaza che, con circa 1.5 milioni di abitanti su 360 kms quadrati, è una delle zone più densamente popolate al mondo.
Con piacere, voglio qui dare notizia di un progetto di collaborazione avviato tra i Sindaci delle vicine città di Gaza e Ashkelon (Israele) per trattare le acque di scarico della popolazione di Gaza che formano immense fogne a cielo aperto, infettano le falde sotterranee e inquinano la stessa costa mediterranea che accomuna i due popoli. I bambini di Gaza soffrono di diarrea, vermi intestinali e malattie all'apparato respiratorio dovute ai miasmi emessi dalle lagune formate dagli scarichi non trattati. La stessa città di Ashkelon vede arrivare ogni giorno dal mare un flusso scuro proveniente da Gaza ed ha tutto l'interesse ad affrontare il problema. Le questioni ambientali sono sempre interessanti anche perchè dimostrano quanto sia ridicola l'idea stessa di confine. Inoltre, il trattamento delle acque permetterebbe di ottenere composti fertilizzanti per l'agricoltura di Gaza. Partners nel progetto sono anche la compagnia israeliana Mekorot, l'Autorità per le acque Palestinese e le Nazioni Unite. Serve però anche l'approvazione di Hamas. Vedremo se arriva.
Thursday, August 6, 2009
L' Efficienza Energetica arricchisce...
Nei Paesi Europei, i consumi elettrici lordi costituiscono circa un terzo dei consumi energetici complessivi e il settore residenziale assorbe circa il 30% dell'energia elettrica consumata. Dunque l'energia elettrica che si usa nelle case incide non poco sulla bilancia energetica dei singoli Paesi d'Europa. Facendo un'analisi più dettagliata dei consumi elettrici casalinghi si nota come una buona parte di quell'elettricità viene letteralmente buttata via. Uno studio pubblicato due anni fa dall' Institute for Environment and Sustainability della Commissione Europea rivelava che, dei 704 TWh (1 Terawatt ora = 1 miliardo di Chilowatt ora) annui netti consumati nei 15 Paesi della Vecchia Europa (senza i Nuovi Stati Membri), ben 150 TWh vengono bruciati per scaldare elettricamente le case europee. E altri 65 TWh vengono bruciati per scaldare l'acqua ! Vale a dire che il 31% dell'energia elettrica casalinga viene utilizzata per usi termici...e la cosa è un'autentica follia come capisce al volo chiunque abbia fatto la scuola dell'obbligo e chiunque abbia buon senso. Si può benissimo riscaldare le stanze e l'acqua sanitaria utilizzando l'energia solare (già regalataci in forma termica) ed integrandola magari con efficienti caldaie a biomasse o stufe a legna.
E i capitoli di consumo in cui si può fare risparmio non sono finiti: ne ho considerati solo due ma ci sono i condizionatori, l'illuminazione, gli elettrodomestici...
Solo per dare un'idea, quei 150+65 = 215 TWh, equivalgono circa alla produzione di energia elettrica annua di 24 centrali nucleari da 1GW di potenza ciascuna.
Ergo, se i cittadini e i governi dei 15 Paesi della Vecchia Europa fossero virtuosi potrebbero da domani mattina cominciare a risparmiare 215 TWh e, al contempo, potrebbero chiudere 24 centrali nucleari....a piacimento, un pò per ciascuno! Dunque risparmierebbero due volte senza alcun bisogno di investire in nuove centrali nucleari o a carbone che siano.
I 17 reattori nucleari in funzione in Germania hanno prodotto, nel 2008, 141 TWh che è proprio l'equivalente dei consumi elettrici residenziali tedeschi. Poichè anche nelle case tedesche l'energia elettrica viene sperperata in usi termici assurdi (boilers, piastre e forni elettrici, stufe per riscaldamento...) se ne deduce agilmente che una buona parte di quei reattori potrebbe essere eliminata nel giro di qualche settimana introducendo precisi vincoli di razionalità ed efficienza casalinga....
E potrei continuare con vari esempi relativi al mostruoso caso francese, all'Italia e cosi via...
E' evidente che la vera origine degli elevati consumi energetici, elettrici e non, sta nell'ignoranza di massa che inevitabilmente si riflette al livello della rappresentanza politica. L'individuo con alto tasso di cultura (quella vera) vive molto bene consumando poca energia e spendendo poco. L'individuo-massa, privo di conoscenze, vive molto male consumando molto e spendendo molto.
L'idea che un Paese sviluppato deva consumare molta energia e che i consumi devano crescere è assolutamente malsana e infondata. Chi ha più cervello produce meglio consumando di meno, naturalmente entro certi limiti.
C'è dunque bisogno di cultura per poter avviare su grande scala politiche di risparmio energetico.
Tuesday, August 4, 2009
Energia Eolica e Solare Fotovoltaico
Mentre viene approvata la riconversione a carbone della centrale ENEL di Porto Tolle e si progetta la costruzione di centrali nucleari, qualche fine esteta argomenta che le pale eoliche rovinano il paesaggio. E' evidente che tale argomento è di per sè ridicolo: il senso estetico è connaturato al livello culturale e alla flessibilità mentale di un individuo, è frutto di anni di studi e viaggi. E' quindi ovvio che il senso estetico non possa essere appannaggio di tutti.
Le pale eoliche sono invece bellissime e su ciò concorda chiunque abbia vero senso estetico...ricordo solo lo spettacolo che si osserva dall'alto della città di Jaisalmer di fronte alla distesa di turbine che punteggiano il deserto del Thar e, oltre all'elettricità, garantiscono acqua alle altrimenti assetate popolazioni di quella parte del Rajasthan. Non c'è dubbio poi che le tecnologie eoliche su grande scala costituiscono uno degli investimenti più remunerativi e produttivi nel campo energetico a livello mondiale.
Semmai, i problemi legati agli impianti eolici in Italia sono altri: 1) il vento non è generalmente molto e l'intermittenza (i tempi di scarsa produttività) sono notevoli; 2) il vento è disponibile soprattutto su crinali di difficile accesso: dunque portare e posizionare torri da cento metri su quei siti comporta lavori di scasso spesso troppo pesanti. Non è come realizzare un parco eolico nel deserto!
Anche per questo secondo motivo, negli ultimi anni, molti hanno guardato con interesse al settore dell' eolico su piccola scala, fatto di turbine alte tipicamente una decina di metri e di potenza fino a 20Kw (fino a 50Kw secondo altre classificazioni) . In zone isolate il mini-eolico può essere un' opzione. Un test comparativo fatto in Olanda, appena pubblicato da CleanTechnica, dimostra però che, per gli usi residenziali, il mini-eolico costa otto volte in più del solare fotovoltaico a parità di energia elettrica prodotta (200Kwh mensili) . C'è chi pensa che la reale produttività delle piccole turbine sia stata in passato generalmente sovrastimata.
Sunday, August 2, 2009
L' albero della Gomma e i Restauri Ecologici
L'albero della gomma, Hevea Brasiliensis, è originario dell' Amazonia. Verso la fine dell' Ottocento, l'invenzione del pneumatico e il diffondersi dell'automobile hanno creato i presupposti per una grande crescita della domanda di gomma le cui esportazioni hanno arricchito in qualche decennio le classi medie di Belém e Manaus. Già però nel 1875, un commerciante inglese aveva portato in Inghilterra i semi dell' H. Brasiliensis aprendo la strada alla coltura della gomma nelle colonie britanniche del Sud-Est asiatico le quali, già nel secondo decennio del Novecento, fecero forte concorrenza alla produzione brasiliana.
Negli ultimi quaranta anni, l'albero della gomma ha invaso la Cina ed in particolare la bellissima provincia dello Yunnan le cui foreste tropicali sono state in gran parte spazzate via per soddisfare la domanda interna ed esterna di gomma. La gomma naturale è infatti nettamente superiore a quella sintetica. La monocoltura ha però sempre degli effetti collaterali nefasti. Infatti, spillare il latex (la resina) di un H. Brasiliensis nella foresta amazonica non fa danno in quanto quell'albero è comunque circondato da tante specie diverse in un contesto di grande biodiversità. Se però si spilla su grande scala la resina di una intera foresta di alberi della gomma si provoca un disastro in quanto quegli alberi dovranno succhiare grandi quantità di acqua per supplire al supplizio: 5 ton per ettaro annue, secondo le stime dei botanici del Xishuangbanna Tropical Botanical Garden dello Yunnan. Di conseguenza le falde acquifere si abbassano, il suolo si impoverisce, le altre specie non hanno spazio e il regime idrogeologico della regione viene modificato. Inoltre l'albero della gomma può essere facilmente attaccato da un fungo i cui effetti sono devastanti in una foresta monocolturale che è sempre più vulnerabile.
Ora le stesse autorità cinesi stanno cominciando a capire che il rischio ecologico è grande e il gioco forse non vale la candela. Alcuni ecologi propongono di ripristinare le colture di tea dalle "grandi foglie" (Camellia Sinensis Assamica), un vero e proprio albero che tradizionalmente veniva coltivato nelle foreste dello Yunnan e dunque cresceva assieme ad altre piante. Il tea avrebbe inoltre un buon valore di mercato e sarebbe una coltura remunerativa. E' un esempio di Restauro Ecologico. Intanto però le aziende della gomma cinesi, utilizzando gli incentivi statali, colonizzano il vicino e spopolato Laos facendo credere ai contadini che il business della gomma porterà loro ricchezza.
Thursday, July 30, 2009
Nuove Tendenze nel Sistema Alimentare Globale
Qualche mese fa il Madagascar è stato devastato da violenti scontri che hanno portato alle dimissioni del suo Presidente. Queste notizie appaiono e scompaiono velocemente dai media, vengono divorate dal susseguirsi di eventi e pochi ne comprendono il significato. Torno ora a citare quell'isola grande e sconosciuta ai più perchè mi interessano in particolare le questioni della produzione del cibo e della organizzazione del sistema alimentare. Infatti dietro a quegli scontri c'era anche la decisione del Governo malgascio di "affittare" enormi estensioni di terra agricola all' azienda Daewoo la quale intendeva coltivarvi grano da esportare in Sud Corea. Naturalmente i contadini malgasci sarebbero stati espropriati delle loro terre e la Daewoo avrebbe impiegato i suoi lavoratori.
Questo caso non è isolato ed anzi riflette il nuovo corso nei rapporti agricolo-alimentari internazionali. Paesi ricchi di capitali ma poveri di terre comprano (o affittano) terre in Paesi poveri. Molti vedono in questa nuova tendenza una forma di nuova politica coloniale, altri sostengono che gli investitori portano tecnologie e infrastrutture in terre desolate che altrimenti rimarrebbero improduttive. Probabilmente entrambe le posizioni hanno molti elementi di verità. Il fatto è che, negli ultimi tre anni, circa 20 milioni di ettari di terre agricole sono state soggette a transazione: i principali acquirenti sono Cina, Sud Corea, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Libia, Bahrain, India; i principali venditori delle proprie terre sono Sudan, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Indonesia. Una lista dettagliata degli affari in corso è pubblicata dall' International Food Policy Research Institute.
Le acquisizioni di terre da parte di compagnie di Paesi potenti in Paesi fertili ma poveri hanno luogo da quasi 400 anni e la storia della rivoluzione industriale inglese è intrecciata alla formazione del moderno sistema alimentare mondiale. Il tea e lo zucchero furono essenziali carburanti per alimentare a basso costo la forza lavoro del sistema industriale britannico (per quanto lo zucchero denotasse ancora nell'Inghilterra del Seicento uno status elitario) e così l' Impero Britannico aveva molte ragioni per estendersi dalla Cina e India (tea) ai Caraibi (zucchero) .
Ora cambiano e si moltiplicano gli attori dei nuovi processi di globalizzazione ed è nuovo il fatto che buona parte delle compravendite avvenga direttamente tra i Governi degli Stati e non solo tra privati. Nuova è anche la scala del fenomeno dietro al quale c'è la grande questione della sicurezza alimentare che ossessiona diversi Paesi ricchi con capitali da investire. L' Arabia Saudita ad esempio aveva un grosso deficit alimentare e per colmarlo ha avviato grandi progetti di irrigazione in zone desertiche sfruttando bacini acquiferi che però difficilmente si riformano e comunque molto lentamente. Recentemente sta prevalendo l'opinione che convenga coltivare le terre altrui.
Comprare le terre dei Paesi poveri significa assicurarsi sufficienti derrate alimentari ma anche e soprattutto le sorgenti d' acqua che in quelle terre si trovano.
Tuesday, July 28, 2009
Paesi Virtuosi e Paesi Inquinanti
Alcuni Paesi del Nord Europa e dell'America Latina generano l'elettricità che consumano interamente (o quasi) da fonti energetiche rinnovabili: tra queste la fonte idroelettrica fa la parte del leone. Altri Paesi dipendono esclusivamente (o quasi) dal carbone.
I Paesi virtuosi sono nell'ordine:
1) Islanda e Norvegia, che coprono il 100% del fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili. L'Islanda ha un contributo del 27% da fonte geotermica, il resto proviene dall' idroelettrico.
La Norvegia produce il 99% della sua elettricità con l'idroelettrico.
2) Costarica, con il 94%. Per inciso, Costarica è il primo Paese al mondo secondo l' Happy Planet Index, un indice molto interessante che misura il livello di sviluppo complessivo di un Paese sulla base delle condizioni di salute, di felicità e di impronta ecologica della popolazione.
3) Brasile, con l' 87%
4) Colombia, con l' 80%.
I Paesi che invece dipendono di più dal carbone sono:
1) Polonia, 96% dell'elettricità è prodotta da carbone
2) Sud Africa, 93%
3) Estonia, 90%
4) Cina, 80%. La Cina sta facendo comunque enormi investimenti anche nelle energie rinnovabili, sole e vento in testa.
5) Australia, 79%. L'Australia è anche grande esportatore di carbone (oltrechè di legname e tanti minerali) principalmente verso i maggiori Paesi asiatici. E' anche uno dei maggiori produttori di gas serra pro capite e continua a peggiorare nonostante gli impegni in favore delle fonti rinnovabili.
Monday, July 27, 2009
Abitudini Alimentari...Mangiare Bene per Vivere Bene
*
Tra i tanti luoghi comuni vi è quello secondo il quale gli Italiani mangiano bene. E' senz' altro vero che in Italia si trova una varietà di cibi di qualità straordinaria ma è altrettanto vero che, per diversi motivi, i prodotti di qualità entrano raramente nel quotidiano dell'alimentazione di massa. Gli italiani mangiano per consuetudine male e mediamente non vi sono molte differenze rispetto al livello degli altri popoli europei e occidentali. Tant'è vero che i supermercati a cui attinge la massa sono più o meno tutti uguali, dal Nord al Sud Italia passando per il Centro...in barba alla famosa varietà di cucine regionali. E sono uguali ai supermercati che si trovano ovunque in Europa ed oltre. Veri templi della stupidità di massa in cui le multinazionali dell'agrobusiness smerciano le loro porcherie. Solo in Giappone ho visto mangiare generalmente e quotidianamente abbastanza bene. Di conseguenza i tassi di obesità crescono ovunque, soprattutto tra bambini e adolescenti, come si evince dagli studi dell' Ufficio Regionale Europeo della World Health Organization.
Rimanendo in Italia, l'assenza di cultura alimentare si manifesta essenzialmente nei seguenti modi:
1) Manca una cultura della colazione tant'è vero che milioni di italiani fanno colazione al bar. L'espressione è diventata gergale proprio perchè si tratta di consuetudo di massa. E chi non fa colazione al bar...fa comunque colazione all'italiana. Che significa spesso ingurgitare dolciumi, burro e marmellatine pessime, piene di zucchero. Nonchè cappuccini fatti spesso con latte a lunga conservazione che, per definizione, non è latte. Ed è davvero straordinario che venga prodotto e bevuto! Chi viaggia in bicicletta sa quanto sia quanto sia importante e come invece sia difficile alimentarsi correttamente al mattino: spesso bisogna convincere i gestori degli stessi agriturismi a preparare una colazione decente che sostituisca quella pronta di default.
2) La tradizionale struttura del pasto italiano basato sul rituale del Primo, Secondo e Contorno (con antipasto e dolce nei giorni festivi) si traduce in una gran quantità di piatti da lavare con conseguente consumo di acqua, gas, elettricità e tempo. Trionfano la pasta al sugo e la carne dunque i grassi cotti, tutte robe da evitare. Mentre le verdure, anzichè avere funzione centrale, sono appunto Contorno. E quelle insalatine da supermercato sono inoltre tristissime. Inoltre, il pranzo fa diminuire la produttività giornaliera perchè, come ho notato tante volte, dopo pranzo la gente è colta dal classico abbiocco, dunque non studia e non lavora. Il pranzo va fatto al mattino presto altrimenti il giorno è improduttivo. Negli antipasti e nei pasti poi si mescolano troppe proteine e così il popolo spesso digerisce male. Mangia male e consuma farmaci. Che costano e avvelenano.
3) Non esiste una cultura diffusa delle spezie e delle erbe che dovrebbero essere pilastro dell'alimentazione. Pazienza per le spezie d'Oriente ma il popolo manco conosce più le erbe dei campi mediterranei.
4) Fatta eccezione per alcune zone costiere e alcune città portuali, non esiste una cultura diffusa del pesce tant'è vero che se ne mangiano solo alcuni tipi e sempre troppo cotti o bruciati. La massa poi è schizzinosa e butta via la testa ed anche la pelle del pesce. E' contenta di comprare pesce che costa molto mentre il pesce piccolo che costa poco è il migliore e si mangia facilmente crudo. E' ancora abbastanza diffusa l'espressione gergale andare a mangiare il pesce al ristorante alla domenica proprio perchè per tutta la settimana il popolo mangia gli spaghetti e la bistecca, dunque ogni tanto vuol fare qualcosa di originale ed evadere un pò. Soprattutto se vive in condominio.
Naturalmente è possibile alimentarsi bene spendendo anche poco. E' una questione di cultura e di organizzazione quotidiana. Coltivare un orto è cosa magnifica, elemento determinante per vivere bene. In tempi di crisi, tanti ne hanno scoperto l'importanza. L'orto è un microcosmo, quanto più è confuso tanto più è ricco di biodiversità. E' bello lasciare mescolare le piante, vedere spuntare ogni anno la rucola selvatica in angoli sempre nuovi. In città la vita è ovviamente più difficile ma sono oramai molti gli urbani che hanno deciso di comprare i prodotti direttamente da chi produce saltando gli assurdi anelli dell'intermediazione. Chi mangia meglio spende meno e produce anche meno rifiuti. La standardizzazione del cibo e dei consumi è causa ed effetto insieme di pratiche agricole intensive, inquinanti e clima alteranti. Qualche settimana fa è apparso un bell'articolo di Lisa Hamilton con focus sui rischi dell'attuale sistema agricolo USA imperniato sulla triade grano, soya, mais. I consumatori avrebbero il potere di imporre un ritorno alla diversità produttiva se richiedessero prodotti diversi...ceci, lenticchie, miglio e tanti fagioli, porri e tanti pomodori. Peperoncini e aglio. Coltivati laddove vengono mangiati.
Le buone pratiche alimentari dovrebbero essere un pilastro del vivere bene. Ci sono poi da sfatare diversi pregiudizi che diventano luoghi comuni: secondo uno di questi, i prodotti organici (biologici, si dice in Italia) oltre a costare molto, sono piccoli e brutti. I due pomodori nella foto pesano rispettivamente 670 e 780 grammi, sono belli ed erano squisiti. Sono solo un esempio. Per raffronto, la foglia di basilico è lunga 14cm.
Ricca raccolta e prospera estate.
Wednesday, July 15, 2009
Arrivano le Auto Elettriche...in Canada
La disponibilità sul mercato di auto elettriche e di motori ibridi plug in con sufficiente autonomia è un passo fondamentale verso la transizione ad un' economia solare. Ci vorrà del tempo affinchè le tecnologie solari si perfezionino e diventino ancor più economiche ma la direzione di marcia è chiara e ineluttabile. Con buona pace dei fautori del reattore nucleare ai fini della produzione di energia elettrica, opzione questa (come ho già detto più volte) semplicemente assurda sia dal punto di vista termodinamico che economico.
E così mentre certi umani dispiegano i loro folli piani, altri umani denotano buon senso e lungimiranza: il governo della provincia dell'Ontario (Canada) lancia il suo programma di incentivi alle auto elettriche a partire dal 1 Luglio del 2010. Il piano è importante e ambizioso, la Green Economy si concretizza solo così. A patto ovviamente che l'energia elettrica per alimentare le batterie sia prodotta da fonti rinnovabili.
Tuesday, July 7, 2009
Inizia il G8 a L'Aquila: L' Italia va espulsa ?
Domani si apre il vertice G8 a L' Aquila, una città disastrata che avrebbe bisogno di interventi efficaci e non di azioni spettacolari. Tutti sanno che il G8 ha oramai poco senso prova ne sia che vi fa ancora parte l' Italia. Non si vede un motivo per il quale l'Italia deva essere annoverata tra i Paesi che contano al mondo: dai livelli di istruzione media al reddito pro-capite, dai livelli di corruzione allo stato della giustizia, la condizione italiana è generalmente precaria e la tendenza è al declino (solo nel consumo di droghe e, in particolare, di cocaina la tendenza nazionale è al netto rialzo) .
Recentemente è stata resa nota anche la performance italiana relativa agli aiuti effettivi ai Paesi dell'Africa. Visto che questo è un tema chiave degli incontri del G8, la figuraccia è grandiosa.
Come se non bastasse sono arrivate da varie parti critiche all'organizzazione del G8 e così sembra che gli Stati Uniti abbiano dovuto prendere in mano la gestione degli incontri preliminari. Non sappiamo quanto ci sia di vero in questo ma è certo che la reputazione internazionale dell' Italia non è mai stata, a mia memoria, così bassa.
Ora finalmente, in vari ambienti politici europei ed internazionali, si comincia a chiedere l'espulsione dell' Italia dal G8. Mi pare richiesta giusta e semmai tardiva visto che è il G8 stesso ad avere nel frattempo perso d'importanza (mentre continua a costare diversi quattrini). Intanto i politicanti italiani fanno finta di niente e/o continuano a circondarsi di prostitute.
Sunday, June 28, 2009
Greenest Cities in the World
Here you find some good examples of towns in which high quality life is possible. All towns in the proposed list have a common feature: bike friendly ideas have inspired the city planners and bycicles are now the cornerstone of the transportation system. Side effects of such policy are also extremely positive: if you ride bike every day you keep yourself fit...accordingly health care expenses are also significantly reduced. You are richer and your town is cleaner....you are a finch and your life is more pleasant. Very easy...too easy to become a general trend.
Consider to visit those towns...maybe you get some clues to clever and sustainable city planning.
Monday, June 22, 2009
Iranian Events : Academic Appeal
On June 11th, I was exchanging some ideas on the incoming Iranian elections with a computer science student at the Islamic Azad University of Zhargan (Shiraz). The following day she would have voted for Mr. Moussavi. I realized that the openminded and clever student was perceiving my questions about Iran as slightly intrusive and perhaps provocative: as a foreigner I was supposed not to be able to fully capture her cultural background and the substance of the present Iran. Maybe she was right. On the other hand, I was surprised by her strong desire to communicate and acquaint me with the present political events in her land. Certainly on June 13th I'd have liked to know more and was about to get more when our communication was suddenly shut down...a few hours later I realized why ! Thus I got confirmation that my provocative questions had in fact some sense.
Here is an appeal signed by several Academics worldwide. It also offers an update on the tremendous Iranian events. Please read it and consider whether to join it.
Saturday, June 20, 2009
Amazonia Brasiliana: Deforestazione e Sviluppo
Le attività degli umani entrano spesso in conflitto con le esigenze di preservazione ambientale. Un caso tipico è offerto dall' Amazonia Brasiliana dove, negli ultimi vent' anni, si sono persi ogni anno 1.8 milioni di ettari di foresta che sono stati convertiti in terre per agricoltura e pascoli. Vien spontaneo chiedersi se questo (ab)uso delle risorse forestali ha prodotto e produce vera ricchezza per le popolazioni locali.
Il caso brasiliano si presta bene ad analizzare il nesso tra deforestazione e sviluppo in quanto: 1) la deforestazione ha avuto luogo in grande scala e in tempi relativamente brevi; 2) le condizioni sociali ed economiche di partenza delle popolazioni locali erano omogenee e di livello generalmente basso; 3) tali condizioni sono state monitorate nel tempo e dunque esistono dati su cui lavorare.
Uno studio, pubblicato su Science il 12 Giugno, prende in esame 286 Comuni dell' Amazonia Brasiliana e li raggruppa in 7 classi sulla base dell' attività di deforestazione recente e l'estensione della deforestazione.
Per ognuna di queste classi si calcola l' Indice di Sviluppo Umano (Human Development Index, HDI) il quale è determinato mediando tra gli indici di: a) speranza di vita, b) tasso di alfabetizzazione, c) reddito pro capite.
Il risultato è il seguente: le popolazioni che vivono nelle aree non deforestate sono generalmente povere ed hanno un basso HDI. Nelle prime fasi del processo di deforestazione il loro HDI cresce. Man mano che la deforestazione procede, l'HDI diventa stazionario e poi crolla.
Dunque: l' arricchimento iniziale, prodotto da attività agricolo-zootecniche e dalla vendita del legname, se ne va poco alla volta in fumo e le popolazioni tornano ad essere povere come nella fase precedente la deforestazione. Intanto però esse hanno perso le risorse forestali con la loro biodiversità. Senza contare l'impatto che la deforestazione ha sul clima.
Il processo che ha avuto luogo nell' Amazonia Brasiliana è quel che si dice un Boom-and-Bust Development Pattern , cioè uno sviluppo non sostenibile....un fuoco di paglia.
Intanto il Parlamento Brasiliano ha appena approvato una legge che concede i diritti di proprietà a molte aziende che si sono stabilite illegalmente su 67 milioni di ettari di Amazonia. Insomma un bel condono che incentiva nuovi disastri. Visto che il Presidente Lula ancora non dovrebbe aver firmato la legge potete scrivergli seguendo questo link.
Monday, June 15, 2009
A Great Film: HOME by Yann Arthus-Bertrand
Un bellissimo film che spero possano vedere in tanti
http://www.home-2009.com/us/index.html
E' su YouTube da alcuni giorni ma forse solo fino ad oggi.
Thursday, June 11, 2009
G8 Summit in Italia: un altro Fallimento Anticipato
E' certo che il G7+1, il Vertice dei cosiddetti Grandi Paesi, ha perso di importanza di fronte al definirsi di nuovi equilibri mondiali che vedono protagonisti nuovi Paesi emergenti non appartenenti al G8.
Comunque sia, il prossimo G8 si terrà tra un mese in Italia ed uno dei temi principali dell'incontro è quello della crisi economica globale e delle sue ripercussioni nei Paesi in via di sviluppo, con focus particolare sull' Africa.
Neanche a farlo apposta, l'ultimo Report pubblicato da One, l' organizzazione sostenuta da Bono e Geldoff, mette in risalto come proprio il Governo Italiano non abbia mantenuto gli impegni, sottoscritti nel 2005, per l'aiuto ai Paesi dell' Africa Sub-Sahariana. Già nell' Introduzione al Report, firmata da Kofi Annan e Bob Geldoff, si sottolinea il fallimento italiano. Il Rapporto conclude che l'Italia ha tenuto il peggiore comportamento tra i Paesi partecipanti al Vertice e dunque non ha la credibilità per ospitare discussioni di tale rilevanza globale.
"Italy must urgently reverse its course if it is not to be embarassed to the forthcoming G8 Summit".
Questo si accompagna alle nobili azioni anti immigrazione ordinate dal Governo nel Mediterraneo.
Ecco le figuracce internazionali dell'italietta che sembra non toccare mai il fondo.
E la credibilità italiana ad ospitare il G8 fu comunque persa nel 2001 a Genova e nel 2008 con la sentenza che ha assolto i mandanti delle nobili azioni all'interno della scuola Diaz.
Tuesday, June 9, 2009
Elezioni ed Ambientalismo Europeo
I risultati più evidenti delle elezioni europee sono tre:
1) Crescono l'astensionismo e il disinteresse per i temi della politica europea e per l'idea stessa di Europa.
2) Quasi ovunque, dall' Olanda all' Ungheria, in Austria, Danimarca e Finlandia, diventano forti le squadre razziste e di estrema destra che, nel contesto della crisi economica, cavalcano le paure del popolino e individuano nell'immigrazione un tema vincente. Il popolino in crisi tende sempre a vedere nell'immigrato un possibile competitore, dunque un nemico. E' emblematico il caso ungherese dove la formazione razzista e antisemita Jobbik prende quasi il 15% dei voti mescolando sentimenti nazionalisti, ricette protezionistiche e parole d'ordine anti-globalizzazione. Dopo anni di boom economico, nei quali moltissimi ungheresi hanno investito contraendo prestiti in valute occidentali, è arrivato il crollo. E l'Ungheria ha evitato il fallimento totale solo grazie ad un maxi prestito della Banca Mondiale, dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Questo è il contesto in cui prosperano i razzisti di Jobbik.
3) Crescono quasi ovunque i partiti ambientalisti, dalla Danimarca al BeNeLux, dalla Lettonia alla Grecia. I Verdi Europei mettono insieme 50 eurodeputati, 9 in più di prima, l'incremento più rilevante per un singolo gruppo parlamentare. Grande è il contributo dei Gruenen di Germania (14 Europarlamentari) e di Europe Ecologie di Francia (14 Europarlamentari) guidata da Cohn-Bendit. A riprova del fatto che anche le persone e i leaders contano, Europe Ecologie diventa il secondo partito di Francia alla pari con i socialisti.
In Europa fa eccezione l'Italia in cui la cultura ambientalista è notoriamente marginale. Il Paese appare generalmente inebetito e stanco, rassegnato ad una dimensione politica generalmente squallida. Anche se, qua e là, diversi fringuelli e fringuelle lavorano localmente con molto profitto e prospettive.
Sunday, June 7, 2009
Eventi importanti accadono in Perù
In questi giorni l' Amazonia peruviana è teatro di scontri molto violenti tra polizia e popolazioni indigene le quali si oppongono alle nuove leggi che implementano precedenti accordi commerciali tra Perù e USA e consentono: a) estrazioni di petrolio e gas, b) attività minerarie, c) disboscamenti ed export di legname pregiato. In sintesi, le popolazioni indigene si oppongono alla distruzione del loro habitat. E' la solita storia, già vista in tanti posti, di conflitto tra interessi di compagnie multinazionali e diritti di popolazioni locali.
Questa volta però gli indigeni dell' Amazonia si sono giustamente ben organizzati e, oltre a compiere da mesi varie azioni di sabotaggio, hanno ora preso in ostaggio alcune decine di poliziotti dando così grande risalto alla loro azione. Ci sono stati già molti morti da entrambe le parti e il Presidente Garcia, impopolare ma sostenuto dalle compagnie che investono in Perù, sembra finalmente in crisi. Anche perchè i sabotaggi agli importanti gasdotti colpiscono la capacità di generazione di energia elettrica e le forniture sono già razionate in molte zone. Quindi cresce il malcontento generale.
Poichè le risorse del Pianeta sono finite, è evidente che non si possono continuare a sfruttare le materie prime all'infinito. Quando la coperta è corta non copre tutto il letto. E i conflitti del tipo peruviano diventeranno sempre più frequenti.
Wednesday, June 3, 2009
Elezioni Europee - 6 e 7 Giugno
Tra gli effetti della crisi economica globale c'è stato quello di disintegrare ogni parvenza di unità europea e così, in assenza di una strategia comune, ogni Paese dell'Unione sta cercando di far fronte essenzialmente ai propri problemi interni. Per fortuna regge l' Euro, baluardo unitario, che consente ai cittadini europei di mantenere un discreto potere d'acquisto e anche di investire qualche quattrino laddove è possibile.
In questo contesto arrivano le elezioni del Parlamento Europeo. In Italia, il peso dei temi europei nella campagna elettorale è stato proporzionale al peso che ha l' Italia in Europa: quasi nullo !
I temi caldi della campagna elettorale mi sono parsi ben altri e così non ho seguito gli sviluppi, non mi interessavano. Meglio utilizzare bene il proprio tempo.
Avevo previsto sin dalla sua fondazione che il progetto del Partito Democratico sarebbe stato fallimentare e così è stato. Questa accozzaglia di correnti, con a capo mediocri individui, prima sparisce meglio è.
Ora però è nata nella Sinistra italiana una formazione politica in cui mi pare ci siano diverse persone di valore. In questa formazione, Sinistra e Libertà, ci avrei visto bene anche Emma Bonino che di questioni europee ed internazionali se ne intende. Comunque il Governatore della Puglia parla un linguaggio moderno, ha una visione alta della politica e ha dimostrato anche un concreto e forte impegno a favore delle energie rinnovabili. I risultati conseguiti dalla Puglia, certo non solo grazie al Governatore, parlano chiaro. Credo che le uniche riflessioni politiche interessanti siano uscite in questi ultimi mesi dagli esponenti di SL i quali hanno portato un pò di aria fresca. Alle elezioni europee mi sembra dunque giusto votare Sinistra e Libertà.
In diverse zone si vota anche per l'elezione della Provincia. Le Province sono però, come è noto, enti inutili e parassiti dunque è meglio non votare alle elezioni provinciali. Votare un Ente inutile e parassita significa legittimarlo. Bastano i Comuni e le Regioni.
Friday, May 29, 2009
I Produttori di Soya cominciano a darsi delle Regole
Avevo scritto qualche giorno fa un post sul tema della produzione di soya in Brasile e sull'impatto ambientale devastante di tale coltura. Ieri, i Produttori di Soya Responsabili che aderiscono all'associazione Roundtable on Responsible Soy, hanno convenuto che è necessario adottare standard di produzione più sostenibili e hanno redatto un programma pilota da realizzare in tempi brevi. Tra i punti dell'accordo, vi sono la proibizione di coltivare in aree di alto valore ambientale, l'impegno a ridurre i pesticidi e le emissioni di gas serra, l'impegno a trattare decentemente i lavoratori nelle piantagioni. Il programma pilota viene avviato sperimentalmente e verrà sottoposto a verifica entro un anno. C'è da dire che i membri del Roundtable sono circa 100 e, assieme ai piccoli produttori, al WWF e diverse associazioni ambientaliste, ci sono anche i giganti del business della soya dalla produzione alla distribuzione. L'accordo è importante ed è il primo del genere...vedremo i risultati.
Thursday, May 28, 2009
Vivere bene è possibile...anche in città
E' certo che il peggioramento delle condizioni di vita in molte società è segnalato anche dall' incremento del numero di obesi. Negli USA ma anche nelle città latino-americane ed europee, l'obesità colpisce soprattutto gli strati di popolazione più poveri, coloro i quali hanno accesso solo a cibi di bassa qualità e vivono in periferie urbane malsane.
Uno studio di Anne Ellaway et al., [ British Medical Journal vol.331, pg.611 (2005) ] ha messo in evidenza come nelle città europee i tassi di obesità salgono soprattutto nei quartieri popolari degradati, senza parchi e spazi pubblici, in cui la gente non fa moto. Analoghe conclusioni valgono per l'Australia secondo la ricerca fatta da King et al., [International Journal of Obesity vol.30, pg.281 (2006)]. Oltre all' obesità si diffondono anche il diabete e le malattie cardiovascolari.
Naturalmente, chi ha conoscenze e magari vive in campagna, si alimenta bene spendendo poco ma nelle periferie urbane la musica è diversa. Peraltro le multinazionali alimentari hanno bisogno di masse ignoranti a cui rifilare le circa 20.000 nuove porcherie industriali che immettono ogni anno sul mercato. La storia della creazione del gusto alimentare moderno è molto interessante ed ha un passaggio fondamentale nella diffusione della TV di massa...quindi è storia recente. E' nel 1953 che appare negli USA il TV Brand Frozen Dinner , la cena confezionata e a basso costo da consumarsi davanti alla TV: ha un grande successo anche perchè libera le massaie dall'incombenza di dover preparare da mangiare. La TV dunque fa il gusto e rimbecillisce le masse predisposte a recepirne i messaggi.
Quella incombenza di nutrirsi dovrebbe essere considerata un vero godimento se i ritmi di vita e le condizioni dell'abitare fossero piacevoli...ma questo è possibile solo a pochi. Chi sa stare al mondo sa come sia fondamentale alimentare il proprio corpo bene ogni giorno e, se si usa il cervello, non ci vuole poi nemmeno troppo tempo. E' una questione di organizzazione e di cultura. Fa profonda pena chi compra cibo industriale, chi va a mangiare abitudinariamente ai self-service o chi va a fare colazione al bar...espressione gergale che indica un'abitudine italiana di massa, diffusa questa tanto tra i ricchi quanto tra il popolo. Fare colazione al bar significa volersi del male e buttare dei quattrini.
Note positive vengono da diverse città europee che realizzano quartieri in cui la vita è di buona o alta qualità. Un bell'esempio viene da Freiburg e dal suo quartiere di Vauban . Qui è più facile sorridere e magari trovar il tempo per alimentarsi bene. Facendo colazione a casa propria.
Monday, May 18, 2009
Localismo, Provincialismo e Meritocrazia
Il mio precedente Post ha avuto un buon successo. La cosa mi fa piacere perchè il tema era davvero importante ma anche perchè il Post era dedicato ad un amico vero, un uomo speciale. Ed infatti diverse amiche si sono interessate a lui, molte vorrebbero conoscerlo perchè dicono che sprizza sensualità da tutti i pori. Le ho assicurate che la foto con cui egli si presenta corrisponde paro paro alla realtà: è un soggetto interessante a prima vista e simpatico a pelle. E' uno che si gode la vita. C'è stato anche chi ha proposto di fondare un fan club su Facebook...con Luciano Misìci saremmo tutte felici....sono euforiche, mi tocca trattenerle.
Veniamo a temi seri. Ho proposto il caso di un Professore Ordinario che ha pubblicato in tutto (e in gruppo) 8 lavori scientifici (7 secondo il database internazionale delle pubblicazioni scientifiche). Stando al suo curriculum, egli è diventato Ricercatore quando aveva nr. 0 (zero) pubblicazioni e, successivamente, Professore Associato quando aveva nr. 0 (zero) pubblicazioni. Se non ha fatto qualche errore scrivendo il suo CV, risulta che egli abbia pubblicato il primo lavoro nel 1997 (all'età di 47 anni !!) e sia diventato Professore Ordinario quando aveva 5 pubblicazioni scientifiche. Naturalmente fatte in gruppo. L'unico lavoro che, stando al suo CV, egli avrebbe fatto da solo nel 1998 è, manco a farlo apposta, quello che non appare nel database internazionale. Lui si è giustificato dicendo che è nella media del suo Settore Scientifico Disciplinare ma si tratta di una balla palese. I matematici di valore pubblicano eccome, sia in quantità che in qualità. Ho anche una breve, piccola esperienza personale in materia.
Siamo dunque di fronte ad un caso scandaloso, non unico e nemmeno raro. Ci si domanda: come ha fatto a fare carriera? A rigore egli non sarebbe nemmeno dovuto entrare nell'Università!
La risposta è nel suo stesso CV. Egli ha fatto tutta la carriera nella cittadina universitaria dell'Italia centrale in cui è nato. Non si è mai mosso da lì, fatta eccezione per una escursione nella lontanissima Perugia subito dopo la laurea. Pur non avendo alcun merito scientifico egli ha dunque tessuto rapporti sociali nel contesto locale. Organizza e partecipa a riunioni che non servono a un fico secco se non a stabilire rapporti di "amicizia". Egli assicura la sua presenza in sede anche se non fa niente. Il suo look noioso non è dunque casuale ma è consistente con il suo stile di vita, il suo viso è espressione diretta del suo gretto provincialismo. Trasmette noia anche quando fa lezione. Egli non può avere un' idea effervescente e originale semplicemente perchè non ha mai goduto.
Abbiamo dunque individuato l'origine del carcinoma che colpisce l'Università e tanti settori della società italiana...è il Localismo. Se Tizio nasce nella città X, dovrebbe poi da lì andarsene nel mondo per aprirsi gli orizzonti e magari poter anche tornare in futuro dove è nato...ma dopo degli anni! Se rimane tutta la vita lì, è ovvio che si rimbecillisce e diventa repellente. Il Localismo si intreccia poi in Italia con la dimensione gruppal-familistica. Il cocktail è perverso e micidiale. Ci vorrebbero dunque qui norme precise che obblighino Tizio ad emigrare da dove è nato e cresciuto. Ci vuole aria fresca.
In conclusione, propongo un bel lavoro sulla questione (generale) della meritocrazia apparso qualche tempo fa su Harward Law Review, la rivista della Harward Law School.
Tuesday, May 5, 2009
Alimentazione, Deforestazioni e Stili di Vita
Ogni persona di buon senso sa che mangiare troppa carne fa male. Inoltre, chi ha cervello mangia carne solo se ne conosce la provenienza e sa come l'animale sia stato nutrito nel corso della sua vita. E' noto che in gran parte degli allevamenti europei e USA si fa uso di soya e soya geneticamente modificata proveniente dal Sud America, Brasile in testa.
Il boom della coltura di soya in Brasile si ebbe circa 35 anni fa allorquando i grandi mercati europei e giapponesi dovettero cercare un produttore di farina di soya alternativo agli USA: questi infatti avevano fortemente ridotto la propria capacità di esportazione a causa di alcuni eventi economici e climatici verificatisi all'inizio degli anni '70 del secolo scorso. Le multinazionali dell'agrobusiness Cargill, Bunge e Adm furono rapide a cogliere la disponibilità della dittatura militare e dei successivi governi per usare il Brasile come base produttiva per la conquista dei mercati mondiali della soya. Oggi le tre multinazionali finanziano oltre il 60% della produzione brasiliana e possiedono i tre quarti degli impianti di lavorazione europei mentre il Brasile è il secondo produttore ed il primo esportatore di soya al mondo. Un business enorme. Un business responsabile di una continua devastazione ambientale con epicentro nel Mato Grosso e, progressivamente, in alcuni stati dell' Amazonia.
Sarebbe dunque bene che i consumatori occidentali, quando fanno la spesa, riflettessero su ciò che comprano e sull' intero ciclo dei prodotti che mangiano. E' lì che compiono l' atto politico fondamentale mentre l'andare a votare per Tizio o Caio conta oggi, almeno in Italia, assai poco.
Esce intanto uno studio del National Institute of Health sulla correlazione tra alti consumi di carne (rossa) e formazione di cancro del colon-retto, del polmone, dell'esofago e del fegato. La ricerca, diretta da Rashmi Sinha del National Cancer Institute, esamina le vite di oltre mezzo milione di persone per dieci anni. Gli alti consumi di carne sono spesso associati anche ad altri fattori di rischio e a stili di vita sbagliati.
Invece, per mantenersi fringuelli, è bene di questa stagione iniziare la giornata con una bella insalatona di yoghurt di latte di pecora, rucola selvatica, borragine tritata fine (perchè punzecchia), timo, santoreggia, curcuma, peperoncino e olio di oliva. Oltre ad un litro di tea vero e a due o tre belle fette di pane vero.
***
Questo Post è dedicato ad un amico di lunga data, il Prof. Luciano Misici . Egli è uomo attraente, magnetico, dal viso solare, non triste. Egli è uomo di cultura vasta, non provinciale. Parla un inglese fluente, oxfordiano anche in virtù della sua dimensione internazionale comprovata peraltro dal curriculum. Si nota come egli esibisca una lista di pubblicazioni scientifiche impressionante...come autore singolo poi ha una produttività straordinaria a riprova del fatto che nel suo sacco c'è farina di alta qualità.
Io però non la userei per fare del vero pane....
Ahh se gli stipendi fossero commisurati al reale valore delle persone ne vedremmo delle belle !
Come può diventare Professore Ordinario un Tizio che ha pubblicato una manciatina di lavori su riviste internazionali e non ha mai pubblicato da solo uno straccio di lavoro scientifico che sia uno ? In barba alla famosa meritocrazia con cui molti si riempiono la bocca...
Wednesday, April 29, 2009
Compagnie de Transports au Maroc (CTM) : Is It Reliable ?

*
Compagnie de Transports au Maroc (CTM)
Km 13.5 Autoroute de Casa-Rabat
Sidi Bernoussi
Casablanca
Morocco
Tel: 212/022/75 36 58
Dear Sir/Madam,
On April 20th 2009, I travelled from Marrakech to Casablanca by a CTM bus. According to the usual CTM procedure, my luggage was registered before departure (12:30) and this took place at the new station in Marrakech.
Once we arrived in Casablanca the officer promptly delivered the luggage which however was open. I checked inside and noticed that some items had been stolen.
Immediately I applied to the Casablanca CTM Station Chief and, as the latter requested, filled the "Fiche Reclamation" which you find attached.
The Chief and other officers ensured that investigations would have been carried out and, within three days, I would have got a response.
Unfortunately I got no response so far. By the way the investigations should not have been so difficult considered that:
1) I registered and delivered the luggage in Marrakech where only two men were in charge.
2) Nobody may have touched the luggage after those two men as the bus stopped nowhere along the way.
3) I personally saw the luggage getting out of the bus in Casablanca.
4) As the Chief Officer informed me, security cameras provide surveillance in the whole registration luggage area.
By this letter I am urging you to reply promptly informing me about the status of your investigations.
Please, either you find the stolen items or you reimburse me adequately.
It seems odd (and disturbing) that the major Morocco bus company cannot guarantee safe baggage transportation all the more in view of the fact that passangers have to pay an extra ticket in order to register the baggage.
Looking forward to getting news from you
Best regards
Marco Zoli
Tuesday, April 28, 2009
Prospettive Solari in Tempi di Crisi
Tra i Paesi più colpiti dalla crisi economica globale c'è la Spagna che, fino a qualche tempo fa, era considerata una delle Nazioni più prospere e dinamiche d'Europa. Il tasso di disoccupazione della forza-lavoro spagnola è attorno al 17% . A ben vedere però il flop spagnolo è in gran parte un flop del settore immobiliare che è ancora fondamentale per tante economie del mondo ma che è un settore vecchio. Nei settori produttivi nuovi e positivi, come quello delle energie rinnovabili, la Spagna ha raggiunto invece nel 2008 risultati straordinari: la potenza FotoVoltaica (FV) installata è stata, nel 2008, di oltre 2.66 Gigawatts (GW). Si tratta di quasi la metà della potenza FV installata nel mondo che, nel 2008, è stata di circa 5.6 GW. Alcuni dei più grandi impianti FV del mondo sono stati realizzati in Spagna e, vicino Barcellona, i pannelli solari sono stati montati persino nei cimiteri.
Certamente questo risultato si spiega in parte col fatto che la nuova legge spagnola per il 2009 è peggiorativa in quanto prevede un massimo di 0.5 GW di potenza fotovoltaica installabile ed una riduzione forte delle tariffe incentivanti...dunque nel 2008 c'è stata una corsa a far impianti fotovoltaici in condizioni favorevoli. Comunque sia, il risultato spagnolo dimostra quale sia il potenziale di crescita del settore fotovoltaico e più in generale delle energie solari. La componente termica dell'energia solare è spesso sottovalutata (perchè vi girano attorno meno quattrini) eppure sarebbe di installazione immediata, efficiente ed economica. Come Turchia ed Israele hanno dimostrato da tempo.
Anche il mercato FV italiano è in buona crescita ed è diventato uno dei più importanti del mondo. Il totale di potenza FV installata a tutt'oggi è però di 0.45 GW...ancora pochino in confronto a Spagna e Germania ma in netta ascesa. Briciole però se si pensa che la potenza elettrica totale installata in Italia è di 78 GW ed è largamente insufficiente (a causa di sprechi e inefficienze come avviene peraltro in generale nel mondo).
Il fatto è che, nonostante la crisi globale, l'industria e il mercato delle energie solari e rinnovabili continuano a crescere. E crescono perchè non ci sono alternative alle energie rinnovabili. Gli USA ad esempio hanno registrato un incremento del 60% nel 2008 (con nuova potenza FV installata di 0.35 GW) dovuto soprattutto alla California. E le prospettive sono ottime per gli anni a venire considerato che i costi di produzione sono stati oramai ridotti...First Solar, l' azienda con sede in Arizona che è una delle più grandi produttrici mondiali di moduli solari con oltre 1GW previsti per il 2009, ha già annunciato due mesi fa di essere scesa sotto al costo di produzione di 1US$ per Watt. Ed entro la fine del 2009 First Solar completerà un altro grande impianto FV da 53 Megawatts di potenza vicino a Cottbus in Germania.
Dunque : 1) i costi di produzione notevolmente ridotti, 2) la possibilità di installare impianti produttivi laddove l'energia effettivamente si consuma, 3) la disponibilità enorme di energia solare su quasi tutto il Pianeta, 4) la bellezza e la duttilità degli impianti solari,
indicano chiaramente qual'è la strada che le società dovranno seguire per garantirsi la sicurezza energetica.
E la diffusione dell'auto elettrica sarà il vero punto di svolta...allora, anche senza incentivi statali, sarà conveniente investire a casa propria nella produzione di energia elettrica da fonte solare.
Friday, March 27, 2009
Cooperation in DNA molecules: a Breakthrough
Dear Scientist,
Dear Friend,
While living conditions are worsening throughout the world, mankind is facing great challenges. Available natural resources are limited and are not expected to meet for ever a growing demand boosted by uncontrolled human pressure. As Easter is approaching, it may be worth reminding you that Easter Island, far away from the Chilean coast, had been the site of a relevant civilization for about five centuries starting since 900 A.C. It has been envisaged that that civilization eventually collapsed due to unsustainable usage of natural resources, mainly heavy deforestation, with consequent soil erosion and strong reduction in crop yields. On the other hand, the successful story of the Easter Island culture was marked, at its apex, by a high degree of cooperation among about twelve clans inhabiting different strips of land.
Due to the complexity of our present issues, there is today a need for more knowledge, mainly inter-disciplinary knowledge. Scientists from different fields are required to cooperate in the framework of a cross-fertilization approach. Briefly, this means that "I fertilize you and you fertilize me".
To pursue this goal I have recently developed a powerful method to investigate some key properties of the DNA molecule. You can download the paper and go through the details of the method. Download it for free because you are my friend. No matter whether you are a biologist or a physicist, a mathematician or a chemist, you will appreciate the fact that nucleotides along the double helix behave in a very cooperative manner. This was well known even before but the way to quantify such effect is new and promising: an exciting breakthrough.
Also architects, being interested in the beauty, will appreciate the beauty of the denaturation phenomenon which is essential for initiation of gene transcription.
As our nucleotides cooperate to produce local openings in the DNA molecule, we have to cooperate to foster progress and more knowledge. "I cite you and you cite me", this is the right way to do. Members belonging to different clans may desire to go beyond the fences, fly far away and get acquainted with vast aerals. Just like Finches do.
Dear Friend, enjoy reading my paper. It is my Easter gift for you. Enjoy Easter and keep yourself fit.
Dear Friend, be a Finch.
Best wishes
Saturday, March 21, 2009
Le Fringuelle del Nord Australia - Incompatibilità Genetica e Scelte Sessuali

*
Nel Nord dell'Australia vive un fringuello Erythrura gouldiae che può avere la testa rossa oppure nera. Ciò vale per entrambi i sessi. Esiste però una incompatibilità genetica: se la femmina-testa rossa si accoppia con un maschio-testa nera i pulcini hanno una più alta probabilità di morire rispetto ad un accoppiamento tra pari colore. In particolare saranno i pulcini femmina a morire in percentuale assai più elevata. Naturalmente le femmine vorrebbero sempre accoppiarsi con maschi di pari colore (onde investire in modo remunerativo dal punto di vista evolutivo) ma non sempre in natura si ha a disposizione ciò che si vuole. Per la specie Erythrura gouldiae il 30% degli accoppiamenti è misto. A volte bisogna prendere quel che passa il convento anche se, per una specie in via di estinzione, la scelta del partner è cruciale.
Uno studio esemplare, condotto da Dr. Sarah Pryke e Dr. Simon Griffith del Department of Brain Behavior and Evolution, Macquarie University in Sidney, dimostra che le fringuelle sono in grado di controllare il sesso della prole. La ricerca è pubblicata sull' ultimo numero di Science .
I ricercatori hanno preso 100 femmine rosse e 100 femmine nere e le hanno fatte accoppiare con un maschio dello stesso colore e (successivamente) con un maschio di colore diverso. Risultato: le femmine in coppie miste producono una covata con 82.1% di uova maschio mentre le femmine in coppie di egual colore producono una covata più equilibrata con 45.9% di uova maschio. Perchè? Le femmine in coppie miste sanno che partono da una condizione di svantaggio genetico dunque cercano di riequilibrarla producendo più uova maschio le quali hanno una maggior probabilità di sopravvivere rispetto alle uova femmina. Gli scienziati osservano anche che la dimensione della covata, la dimensione delle uova e l'attenzione per la prole è minore quando l'accoppiamento è geneticamente incompatibile. Le fringuelle, che pure si sono divertite, investono le loro risorse in base alla qualità del partner e minimizzano i costi del lavoro riproduttivo quando la condizione iniziale non è favorevole.
I ricercatori hanno pure ingannato le fringuelle dipingendo di nero la testa del maschio rosso e facendolo accoppiare con le femmine-testa nera. In questo caso le percentuali di uova maschio e uova femmina ritornano in equilibrio. (Foto di Sarah Pryke).
Consiglio la lettura di un classico della biologia evolutiva The Selfish Gene di Richard Dawkins. E' tradotto in italiano: Il Gene Egoista, edito da Mondadori.
Wednesday, March 11, 2009
Buone Notizie per i Ricercatori USA
La notizia più importante degli ultimi giorni viene ancora dagli USA. Lunedì, la nuova Amministrazione ha eliminato le restrizioni vigenti nei finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali embrionali
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/7929690.stm
La decisione del Presidente USA ha:
1) eccitato gli ambienti della ricerca scientifica che comunque, negli ultimi 8 anni, avevano continuato a lavorare con finanziamenti privati;
2) depresso e irritato il Vaticano
http://www.reuters.com/article/worldNews/idUSTRE5293EZ20090310?feedType=RSS&feedName=worldNews&rpc=22&sp=true
http://www.newsweek.com/id/188454
Monday, March 9, 2009
Consumi ed Indici di Ricchezza
Noto con piacere che sta il crescendo il numero di persone le quali hanno capito che il Prodotto Interno Lordo (PIL) non misura la reale ricchezza di una nazione. Meglio tardi che mai. Ricordo che, con alcuni amici di Germania, India e Israele, discutevamo di queste cose 20 anni fa e il concetto era chiarissimo già allora a noi che avevamo neanche 20 anni. Peraltro le analisi del Prof. Amartya Sen (Premio Nobel per l'Economia nel 1998) avrebbero pur dovuto insegnare qualcosa. Ma, si sa, la massa non studia e i politici in generale ancor meno. Quelli italiani poi, più sono stupidi più hanno probabilità di fare carriera. Le crisi hanno spesso effetti virtuosi e così ora qualcuno comincia a ripensare modelli e paradigmi finora vigenti....la necessità aguzza l'ingegno.
Il PIL è senz'altro un indicatore di cui è bene tener conto ma va integrato: il concetto era stato spiegato anche da uno degli stessi economisti che, negli anni trenta del secolo scorso, introdusse lo strumento del PIL.
Negli ultimi anni sono stati avanzati vari Misuratori di Ricchezza Reale ed, in particolare, il Genuine Progress Indicator (GPI) ha acquisito rilevanza non solo nella comunità accademica ma anche in alcune scelte di politica regionale in America del Nord.
Quando si progetta un'opera, si tratti di un gasdotto o di una centrale nucleare, va valutato se essa (nel suo intero ciclo) può contribuire ad incrementare il GPI. O, al contrario, se essa serve solo a far lavorare alcune aziende del settore e dunque ad incrementare il PIL. Magari con guasti ambientali enormi di cui poi si preferisce tacere. Non sono cose difficili da capire ma ancora pochi ci arrivano....figuriamoci che selezione se si passa a temi più complicati.
Un bell' articolo di David Villano sui temi del consumo, sulle sue origini (anche biologiche) e sulle sue implicazioni per la biosfera, al link
http://www.alternet.org/story/114966/how_we_can_live_with_less_and_still_feel_rich_/?page=entire
E' stato scritto un paio di mesi fa ma mi è tornato in mente in seguito ad alcune recentissime conversazioni... Leggete fino in fondo e per bene....che fa bene!
Si possono ridurre i consumi mantenendo un alto tenore di vita o, addirittura, incrementandolo?
Ovviamente sì...ma ridurre e qualificare i consumi, non significa solo installare lampadine a basso consumo. Quelle sono cosine che darei per scontate (e forse mi sbaglio). Oggi urgono scelte individuali ben più radicali. E politiche di tassazione ben orientate ed inesorabili.
Wednesday, March 4, 2009
Il Super Esperto di Impianti Nucleari
Doveroso complemento. Ho ospitato, nei commenti al post che segue, gli interventi del Prof. Ambrosini. Dunque è giusto che si sappia con chi ho interloquito in modo così vivace. Ricevo ora il Curriculum Vitae dell’ Ingegner Walter Ambrosini che è peraltro pubblico e reperibile al link
http://www2.ing.unipi.it/~d8155/CV-WA.pdf
Non lo conoscevo davvero e ringrazio colei che stamani me lo ha inviato. E’ un CV dettagliatissimo, scritto in modo molto scrupoloso…lungo 23 pagine. Vi è citata anche l’ Italian Air Force. Apprendiamo che egli ha fatto il Liceo e si è maturato con 60/60. Che significa "Full marks" per il pubblico internazionale avido di conoscere in dettaglio la storia del personaggio. Inoltre il Super Esperto di Impianti Nucleari è abilitato ad insegnare Fisica (!) nelle scuole medie. Eh sì...perchè egli ha vinto la "Sedia di insegnante" dopo aver passato "esami competitivi" e "specifici"...che voi non crediate fossero generici ! Anche la moglie insegna Matematica e Fisica mentre non ci è dato di sapere quale sia la professione della zia. Rimaniamo nel dubbio.
Peccato che, nell' intervista a Radio3Scienza e nell'analisi della Questione Nucleare, l' Ingegnere non abbia dimostrato la stessa scrupolosità che il suo CV invece ostenta.
Ma il dato straordinario è alla pagina 8 del file in pdf: si evince che l’ Ingegnere Nucleare è diventato Professore Associato nel 2001, quando aveva la bellezza di 7 (sette) pubblicazioni internazionali ! (Vedi elenco delle IJ). Ora ne esibisce 31, di cui solo 3 come autore singolo…le altre sono fatte in gruppo.
Tutto il resto senz'altro fa un bel volume e contribuisce a fare carriera interna ma, dal punto di vista scientifico, non dice molto..…qualcuno osserverà però che, all’occorrenza, anche il due di picche può contare.
Noto con piacere che partecipa a molte conferenze (come avevo previsto) ma è stato invitato solo ad una.
Noto inoltre che il 50enne Ingegnere ha fatto tutta la carriera a Pisa. Come avevo previsto, non si è mai mosso di lì. A conferma che l' Esperto di Impianti Nucleari è una persona di ampi orizzonti e di alto profilo internazionale.
A pagina 7 risulta che è stato responsabile di un progetto di cooperazione italo-indiano. E’ l’unica cosa che ci accomuna. A maggior ragione non capisco perchè abbia rifiutato di venire con me a Jaduguda: lì avrebbe potuto toccare con mano gli effetti disastrosi della lavorazione dell’Uranio necessario ad alimentare i reattori che il super competente Ingegnere vorrebbe rifilarci. Magari nel 2030… per quanto io lo sollecitassi, egli non ci ha detto come produce intanto l'elettricità a casa sua.
Thursday, February 26, 2009
Rispunta il Nucleare in Italia...che Noia e quante Balle!
La Disinformazione dilaga nell'Italietta allo sbando...così si torna a chiacchierare di energia nucleare.
E' un tema che appassiona.
-------- Original Message --------
Subject: Ancora sul nucleare
Date: Thu, 26 Feb 2009 11:44:49 +0100
Gentile Redazione di Radio3Scienza,
ho avuto modo di sentire le interviste che avete fatto, ieri, al docente di impianti nucleari di Pisa e, oggi, al Sig.Testa. Vorrei farvi una proposta: perchè non verificate le informazioni che vengono trasmesse con gran sicumera dagli intervistati e, nel caso di errore, non rettificate il giorno successivo? Non c'è niente di peggio che fare trasmissioni scientifiche nelle quali vengono propalate balle.
1) Il docente pisano, Ing. Walter Ambrosini, afferma che il costo dell'Uranio incide solo per il 5% sul costo finale del KWh. Indi, egli conclude che quand'anche il prezzo dell'Uranio dovesse salire il suo effetto sarebbe scarso. Falso! Quella percentuale è calcolata senza tener conto degli ingenti costi collaterali/ambientali legati all'estrazione e trattamento del minerale. C'è una letteratura in proposito che il docente evidentemente ignora.
Il docente pisano conosce la lezioncina limitatamente agli impianti nucleari ma non va oltre. In particolare non ha mai visto una miniera di uranio. E' probabile che egli esca da Pisa solo per andare a qualche conferenza o fare qualche vacanza organizzata.
2) Chicco Testa invece è un furbacchione...ero presente alla presentazione del suo libretto nell'agosto scorso. Devo dire che mi è anche simpatico perchè è frizzante.
Non ha però la minima idea di cosa sia l'energia in generale e quella nucleare in particolare.
Ha studiato filosofia...nel '68 si muoveva con agilità nel "sociale" meneghino, è tipo da assemblee ma non ha competenze specifiche. Lui è comunque uno che la sa lunga e la sa raccontare bene (infatti è riuscito a far il presidente ENEL). Però, ho visto che di fronte a domande precise, non sa rispondere. Peccato che i giornalisti, generalmente poco istruiti, non gliene facciano mai.
In generale, i giornalisti italiani sono...italiani. Dunque non fanno domande insidiose all'interlocutore di turno bensì tendono a metterlo a proprio agio, ad essere concilianti, compiacenti. L'italiano è tendenzialmente servo ma, per un giornalista, essere servile significa aver sbagliato mestiere. Ci sono eccezioni, anche grandi eccezioni, come è ovvio. Ma la massa è obbediente. Di tutt'altra natura e spessore è il giornalismo anglosassone. I grandi giornalisti della BBC mettono il politico di turno con le spalle al muro. Senza far sconti a nessuno. Naturalmente sono molto preparati...chissà che anche la volitiva Elisabetta Tola non impari il mestiere dai suoi colleghi inglesi.
Trovo poi straordinario che il Testa abbia pubblicato quel libretto. Se in Italia esistesse una seria procedura di recensione (pre pubblicazione) quel libretto sarebbe stato cestinato.
Fare le recensioni ai libri dopo che sono stati pubblicati significa far loro comunque pubblicità anche se non la meritano. Il proliferare di letteratura-spazzatura non è buona cosa. Vanno messi dei filtri a monte per evitare che i sedimenti inquinanti arrivino a valle.
Stamani Testa ha citato ancora quel rapporto IEA (o si riferiva a quello dell'IAEA ?) che dimostrerebbe come "l'energia elettrica di fonte nucleare è la più efficiente e conveniente subito dopo il risparmio energetico che viene al primo posto". Constato che, nella Testa-versione, il fantomatico rapporto sarebbe nel frattempo cambiato: ora il nucleare sarebbe al secondo posto e non più al primo, come egli sosteneva ad agosto.
Sono contento che abbia ora accettato di collocare il risparmio energetico al primo posto: la discussione agostana un pochino gli è servita.
Dove è però la dimostrazione a cui fa riferimento ? Qual'è il rapporto IEA (o IAEA ?) che "tutti accettano" e che dimostrerebbe il quasi-primato del nucleare in termini di convenienza ?
Potete verificare se quel che dice il Testa è vero o se si tratta di una delle sue consuete, simpatiche balle ?
Egli ha ripetuto stamani di "avere investito dei soldi con amici nel settore delle energie rinnovabili" (nell'idroelettrico, vi aggiungo io). Potete chiedergli quanto è disposto ad investire DI TASCA SUA nella costruzione di centrali nucleari?
Grazie e Cordiali saluti
Marco Zoli
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-------- Original Message --------
Subject: Porro e il Nucleare
Date: Wed, 25 Feb 2009 22:14:36 +0100
Gentile Sig. Porro (Vice Direttore de Il Giornale),
ho sentito stamani a PrimaPagina - Radio3 i suoi commenti sul tema "Il nucleare". Credo che lei sia in buona fede ma è un fatto che lei non ha le cognizioni di base per avere un'opinione fondata su di un tema così complesso. Nè, tantomeno, lei può fare Informazione in proposito.
Rispondendo ad un ascoltatore che faceva riferimento al problema delle scorte di "uranio", lei è stato sincero...ha detto che non aveva sentito proporre la questione come centrale. Per sua informazione le giro il link ad un mio articolo del maggio scorso che affronta alcuni dei problemi legati all'opzione nucleare
http://marcozoli.blogspot.com/2008/05/nucleare.html
Rispetto ad allora la potenza installata nel mondo è rimasta circa immutata...anzi, la stessa World Nuclear Association ci informa onestamente che ci sono tre reattori di meno operanti.
Io le ho sentito dire, tra le altre cose, che "tutto il mondo sta costruendo centrali nucleari". Si tratta evidentemente di una balla colossale. Caro Porro, perchè parla?
Se avrò tempo commenterò nei prossimi giorni l'accordo italo-francese...ma non ne vale nemmeno molto la pena perchè è evidente che si tratta sostanzialmente di un annuncio mirante a dar fiato all'azienda AREVA (che non sa più dove sbattere la testa) con contropartite per ENEL in Francia. Si figuri che se le centrali di cui si ciancia dovessero veramente essere realizzate
la loro potenza complessiva sarebbe meno di 1 / 12 della potenza elettrica già installata oggi in Italia. Inoltre, se funzionassero con continuità, esse andrebbero a coprire non più di 1 / 30 del fabbisogno energetico nazionale. Lo sapeva? Sono stato anche molto generoso nella stima...e ciò varrebbe a partire forse dal 2022! Quella percentuale può essere invece facilmente risparmiata, da quasi subito, mediante misure di efficienza energetica. Spendendo inoltre una cifra irrisoria rispetto a tutti i quattrini che si spenderebbero per fare quelle 4 centrali. E si tratterebbe di soldi pubblici perchè è molto difficile che un privato investa oggi di suo nel nucleare senza sapere se e quando quei quattrini gli frutteranno. Nel mondo, a cui lei si riferisce senza conoscerlo, le centrali nucleari le fanno i governi con le aziende da loro, de facto, controllate.
Chiunque sappia contare capisce che il famoso "accordo italo-francese" non serve affatto a risolvere il problema energetico italiano. Chiunque abbia sale in zucca sa che le finalità sono ben altre.
Caro Porro, perchè non si mette a studiare la questione (per 10 ore al giorno, tutti i giorni, per alcuni mesi almeno) prima di voler dire la sua a tutti i costi? Secondo me lei è un impulsivo.
Cari saluti
Marco Zoli
Monday, February 23, 2009
Un Design amico del Pianeta
E' appena finita a San Francisco la Conferenza CompostModern 09 : ha riunito, come oramai ogni anno, i Designers che si occupano dell'intero ciclo di vita dei prodotti che disegnano, dunque della loro sostenibilità ambientale.
Pam Dorr e John Bielenberg hanno presentato i loro progetti di case che costano US$ 20.000
http://www.youtube.com/watch?v=-4KGtBIAXds
La proposta è di un certo interesse negli USA sconvolti dalla vicenda dei mutui-capestro.
Dopo essersi trasferita in Alabama, Pam Dorr si è data l'obiettivo di fare avere una casa anche ai tanti cittadini (quasi sempre neri) delle contee povere. Ha così lanciato il suo programma di Design sociale e ambientalmente consapevole. La bella storia in
http://www.youtube.com/watch?v=MkQiv5kxxJ8&NR=1
http://www.youtube.com/watch?v=bTSC2-PoRLY&feature=related
Friday, February 20, 2009
Economic Stimulus Bill....gli USA sulla strada giusta
Il 17 Febbraio, il Presidente USA ha firmato il piano di incentivi economici per US$ 787 miliardi, convertendo in legge l' American Recovery and Reinvestment Act
( http://www.opencongress.org/bill/111-h1/show ).
E' stato un piacere seguire la cerimonia, informale e pragmatica come è nello stile US, svoltasi al Denver Museum of Nature and Science, in Colorado.
A Denver, Obama aveva accettato la nomina Democratica a Presidente nell' Agosto scorso e sul tetto di quel Museo l'azienda Namastè Solar aveva installato un impianto fotovoltaico di cui si possono monitorare le prestazioni interattive al link
http://www.dmns.org/main/images/flash/SolarArray.html
Namastè Solar, fondata a Boulder (Colorado) dal simpatico e competente Blake Jones, è cresciuta da 3 a 55 dipendenti in tre anni e, dal 2005, ha installato 3.5MW di pannelli FV. Per inciso vorrei dire che a Boulder c'è parecchia gente tosta...negli angoli più remoti del mondo è possibile incontrare qualche visionario che viene da lì.
Il fatto che il discorso di Obama sia stato introdotto proprio dal Blake Jones, fringuello in maglioncino, non è certo casuale: la scelta cerimoniale rivela la grande attenzione che la nuova Amministrazione USA ha deciso di dare alle Green Industries, operanti nei settori delle energie rinnovabili, innanzitutto nelle energie solari.
Secondo la Solar Energy Industries Association, il piano economico firmato a Denver dovrebbe produrre per le aziende del solare USA : a) circa 60.000 posti di lavoro nel 2009, b) circa 110.000 posti di lavoro nei due anni a seguire. Mr. Jones prevede di aumentare i suoi dipendenti del 40% nello stesso lasso di tempo. Avrebbe dovuto licenziarne, senza Stimulus Bill, visto l'andazzo economico generale.
La presentazione del piano di sviluppo fatta dal Presidente USA è stata chiara e di alto livello. Il sito http://www.recovery.gov/ è stato creato per seguire le procedure e le modalità di spesa dei quattrini stanziati. Due parole, sottolineate da Obama, appaiono nel sito e sembrano caratterizzare la pratica politica USA: Transparency and Accountability.
Per la seconda non saprei trovare la traduzione diretta in italiano. Non esiste l' Accountability nelle vicende italiche.
Intanto, in questi mesi, mi arrivavano notizie che gli italo-politicanti, servi del cancerogeno vaticano, si eccitavano attorno ad una ragazza in coma da anni...meglio girarsi da un'altra parte.
Thursday, February 19, 2009
Tuesday, February 17, 2009
Quanto CO2 si produce bruciando 1 metro cubo di metano ?
Gentile Direttore di Greenreport,
riferendomi all' interessante articolo sul "gas flaring" praticato nel Delta del Niger
da diverse compagnie petrolifere, firmato dagli
Amici della Terra sulla vostra newsletter del 12 gennaio 2009 (posso leggerlo
solo ora), vorrei farvi notare che bruciando 70 milioni di metri cubi di
gas naturale è impossibile che vengano emessi 70 milioni di ton di diossido di carbonio.
Il gas naturale è composto in gran parte da metano: ciò implicherebbe
che la combustione di 1 metro cubo di metano produce circa 1 ton di CO_2.
Ma la chimica elementare insegna che bruciando 1 mole di metano si ottiene 1 mole di
CO_2. Inoltre il contenuto energetico di 1 metro cubo di CH_4, alle
pressioni di esercizio, è di circa 11KWh dunque, facendo due
semplici conticini, si trova rapidamente che 1metro cubo di CH_4 consegna in
combustione circa 2kg di CO_2....e non 1000kg.
Se fosse vero il dato da voi pubblicato saremmo fritti da un pezzo!
Vi leggo comunque con piacere
Marco Zoli
Friday, February 13, 2009
La Costiera Amalfitana e la Biosfera
La Costiera Amalfitana si candida a ricevere il riconoscimento di Riserva Mondiale della Biosfera dall' UNESCO
Il progetto viene presentato il 16 Febbraio al convegno di Scala
http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view§ionid=34&id=2410&Itemid=1&idvis=1
http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2418&Itemid=1&Itemid=1§ionid=&idvis=1
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Per aderire all'iniziativa, seguite il link
http://www.riservabiosferacostiera.org/
Tuesday, February 10, 2009
Un Biocombustibile che sembra proprio buono
Qualche tempo fa riportavo notizie relative ai primi voli aerei sperimentali alimentati da biocombustibile estratto da Jatropha curcas, una Euphorbiacea dai frutti non commestibili che cresce in zone tropicali anche molto aride.
Ora, due grandi compagnie indiane, Mission NewEnergy e Bharat Petroleum, annunciano la costruzione di diverse raffinerie di biodiesel ottenuto da olio di Jatropha. Entro 8 anni l' India dovrebbe infatti produrre da fonte vegetale, secondo programmi, il 20% di tutto il carburante che usa.
http://www.treehugger.com/files/2009/02/10-new-biodiesel-refineries-india-bharat-renewable-energy.php
La produzione di biodiesel non deve però sottrarre terra a colture destinate alla produzione di cibo e non deve provenire da piante ad uso alimentare. La Jatropha dunque sembra molto utile.
Inoltra la pianta, in fase di crescita, è in grado di assorbire circa 15 ton CO_2 per ettaro per anno. Ciò equivale sostanzialmente alle emissioni di CO_2 prodotte dalla combustione di biodiesel generato dal suo olio.
In Brasile, nello stato di Tocantins, è già in corso da qualche tempo la produzione di biodiesel da Jatropha.
Tuesday, January 6, 2009
Tutti i Nodi Vengono al Pettine
Questo inizio di 2009 è segnato da eventi internazionali drammatici e mi riferisco innanzitutto al Vicino Oriente e ai suoi interminabili conflitti. Ho sempre difeso nel passato le ragioni di Israele che ben conosco. Questa volta però dico che la performance israeliana a Gaza è esagerata e finirà col rivelarsi un clamoroso boomerang. I razzi/missili Qassam che Hamas lancia (da tempo) nel sud di Israele hanno fornito il pretesto per le azioni militari ma la tempistica lascia pochi dubbi sui veri motivi che hanno spinto il trio Mr.Olmert - Mr.Barak - Ms.Livni a scatenarsi. Le elezioni politiche sono vicinissime e la guerra ad Hamas cementa il consenso popolare. In tal modo il trio si propone di : 1) tagliare l'erba sotto i piedi dell'abile fanatico Mr.Netanyahu; 2) regolare i conti con Hamas prima del cambio di amministrazione USA. Vedremo...mi limito qui a segnalare che c'è un certo peggioramento (incattivimento) nella società israeliana e che i migliori tendono a starsene all'estero il più a lungo possibile. Il disagio dei migliori si esprime in diversi modi. Un esempio è al link
http://2jk.org/english/
Naturalmente le guerre in cui è coinvolto Israele fanno sempre grandi titoli a differenza di quelle che tormentano, ad esempio, l'Africa...lì tutti (Francia, Cina etc...) vanno a rubare questa o quella materia prima giocando sui conflitti etnici. E le stragi non si contano. Ma si dimenticano anche perchè fa comodo.
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Veniamo alle miserie di casa italica...sono stato a lungo in viaggio e non sono bene informato sul nuovo mare di corruzione che sta emergendo in mezza Italia e che vede tra i grandi protagonisti il PD. Non mi stupisce....io l'avevo detto che il PD è un gran puttanaio, tanto quanto il PDL.
Il prodigioso amico Tassos mi mette al corrente che tra gli arrestati di Napoli c'è anche tal Sig. Ferdinando Di Mezza, assessore al Patrimonio del Comune e già Presidente di Legambiente Campania per 11 anni (!) nonchè Membro della Segreteria Nazionale di Legambiente dal 2000 al 2003....Insomma non un merlo qualsiasi bensì un vero ambientalista doc, manco a dirlo targato PD!!
Anche qui...vedremo come vanno a finire le cose. Mai giudicare in fretta. Io sono sempre prudente e dico solo che neanche questa notizia mi stupisce. Quante volte avevo detto e scritto in questo blog che tra gli eco-caporioni di Legambiente c'è molto marciume...che il puttanaio politicante è esteso e puzzolente. Avevo fornito esempi semplici e concreti di lampante disonestà, partendo da fatti piccoli ma eloquenti. Altro che Biutiful Cauntri ove eco-politicanti si improvvisano attoruncoli facendosi un nome a partir dai rifiuti.
Avevo o non avevo ragione a scrivere i miei posts di denuncia?
Sono proprio i fatti piccoli che rivelano se gli individui sono onesti oppure no. Gli ambientalisti di base hanno spesso motivazioni nobili e sono brave persone...molti di coloro che vengono cooptati ai vertici sono però infimi politicanti, squisiti intrallazzatori. Per loro è importante che l'associazione abbia molti iscritti. Questi portano acqua al mulino degli eco-caporioni. Più è estesa la base della piramide più è importante il ruolo di chi sta al vertice. Attenzione però: il pesce puzza dalla testa ma quando la testa puzza il corpo è già in via di putrefazione.
Che dicono ora i caporioni di Legambiente sulla vicenda napoletana? In particolare sul ruolo del loro super-socio e, in generale, sui loro rapporti col PD? Che dice l'Ermetico Deputato nonchè Ministro in Ombra? E che dice il Senatore bugiardo e furbacchione? Loro guadagnano dei bei quattrini ma è un fatto che quando un Associazione Ambientalista "entra in politica", o meglio in un partito, paga dei prezzi e si snatura. Io l'avevo detto...
Beh, intanto rimando ai temi più ameni contenuti nel post che segue...
Monday, January 5, 2009
Un Inizio Salutare per un 2009 Prospero
Alcuni suggerimenti di natura botanica per mantenersi in forma ai links
http://www.treehugger.com/files/2009/01/green-tea-protects.php
http://planetgreen.discovery.com/food-health/vitamins-herbs-sex-life.html