Thursday, October 22, 2009

Verso il Summit di Copenhagen

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Ci stiamo avvicinando al famoso summit delle Nazioni Unite che si terrà a Copenhagen tra un mese e mezzo. Vi parteciperanno circa 15.000 delegati in rappresentanza di 200 nazioni. Un grande circo di attori i quali dovrebbero trovare un qualche accordo e stendere un piano credibile per far fronte alla più grande calamità del nostro tempo, il cambiamento climatico. Almeno per quella parte di cui sono responsabili gli umani secondo i documentati quattro rapporti dell' Intergovernmental Panel on Climate Change. Gli incontri di Copenhagen dovrebbero continuare la strada apertasi con il Protocollo di Kyoto che è in via di scadenza e che ha dato finora pochissimi risultati. Anche perchè è nato male ed è basato su strategie, essenzialmente il commercio delle emissioni inquinanti, molto discutibili. Il fatto è che dal 1997 ad oggi le emissioni di gas serra sono comunque cresciute e solo la crisi economica ha prodotto nell'ultimo anno qualche tangibile beneficio, almeno da questo punto di vista.

A Copenhagen i politici dei Paesi che contano una qualche forma di compromesso dovranno trovarla per non perdere la faccia ma le posizioni di partenza sono molto distanti. Da una parte ci sono le grandi economie dei Paesi emergenti i quali non vogliono rinunciare a tassi di crescita del PIL del 6-8% che consentono di portare fasce crescenti di popolazione su standard di vita occidentali. Dall'altra parte ci sono i Paesi già ricchi i quali non vogliono rinunciare agli standard raggiunti e ai livelli di consumo abituali nonostante sia evidente che essi siano oramai insostenibili.

Molti dirigenti dei Paesi emergenti sanno bene che essi non potranno percorrere esattamente lo stesso cammino dei Paesi già emersi. Costoro argomentano però a ragione che le loro quote di emissioni pro-capite sono un decimo (o un ventesimo) di quelle dei Paesi occidentali (e dei membri dell'OECD) . Ad esempio, le emissioni annue di CO_2 indiane sono circa 1.3 miliardi di tonnellate (poco più di 1 ton a testa) mentre quelle britanniche sono circa 585 milioni di tonnellate (circa 10 ton a testa) e quelle australiane sono circa 417 milioni di tonnellate (oltre 20 ton a testa). Tornerò però sul caso australiano perchè la cruda cifra non racconta tutta la storia !

Comunque sia, la novità del summit di Copenhagen sta nel fatto che gli USA si presenteranno da protagonisti con il nuovo Presidente che non può permettersi di far passi falsi sulla "questione clima" dopo che il suo piano di Riforma Sanitaria sta trovando più di un ostacolo. Il fatto paradossale è che pur di trovare consensi tra i Repubblicani, il neo Premio Nobel sta dimostrando una crescente disponibilità in materia di energia nucleare. Le sue recentissime affermazioni in supporto alla tecnologia nucleare "che non produce emissioni di gas serra" sono chiarissime anche se probabilmente deluderanno parecchi sostenitori della Green Economy che in Italia e altrove si erano lanciati ad osannare il nuovo eroe dell'ambientalismo all'indomani della sua elezione. Senza capire bene cosa fosse e sia questa Economia Verde. E' possibile però che molti di questi ingenui fessacchiotti non seguano le vere strategie di politica energetica USA anche perchè non sanno leggere. Meglio allora non ricordare loro che già cinque mesi fa il neo-Presidente approvò un piano per la fornitura di tecnologia nucleare agli Emirati Arabi Uniti. Ed è meglio dunque non dir loro che il Presidente USA sta dimostrando anche una notevole apertura per nuove esplorazioni di giacimenti di gas e petrolio (negli USA) : forse ci rimarrebbero male.

E' un fatto che la nuova amministrazione USA ha dato impulso alle tecnologie rinnovabili ma il grosso della produzione energetica viene e continuerà a venire dai combustibili fossili ai quali gli USA non rinunciano di certo. Anzi. Insomma se è vero che la politica si fa con i compromessi, è altrettanto vero che la strada verso Copenhagen è tutta in salita. E a me sembra difficile che da quel summit possano uscire politiche ambientali rigorose ed efficaci. Se poi mi sbaglio è meglio.

Wednesday, October 14, 2009

Radioactive Waste, The Nuclear Nightmare

Il seguente link video ti è stato inviato da: marco zoli


Déchets, le cauchemar du nucléaire : la bande-annonce - ARTE
marco zoli dice: Trailer del documentario di Laure Noualhat e Eric Guéret.










Production: Bonne Pioche /ARTE France

Summary:

As the world wakes up to the dangers of global warming, industrialists and some politicians are presenting nuclear power as the energy of the future – squeaky-clean, fully under control and perfectly safe for human health and the environment. Sometimes it is even described as sustainable.

But is nuclear power really as clean as they make out?

Proposals to relaunch nuclear power, after most European countries had opted to abandon it, have rekindled the debate between its supporters and opponents. At the heart of the matter is everyone's fear of radioactive waste.

Waste is the nuclear industry's Achilles heel – and its worst nightmare. Populations are afraid of it and scientists still have not found a satisfactory way of dealing with it. Meanwhile, the heads of the industry try to reassure us and politicians avoid the issue.

What exactly do we know about nuclear waste? How can citizens get a clear picture of a subject which has always been shrouded in secrecy?

Our aim is to provide a worldwide overview of the subject of nuclear waste. Filming takes place in France, Germany, Russia and the USA.

The investigation is conducted with the help of independent scientists who travel with us to visit a number of nuclear facilities in different parts of the world. Via field measurements, analyses and encounters with other scientists from all sides of the debate, engineers, workers in the nuclear industry and opponents of nuclear power, the film attempts to answer the questions on everyone's minds:
- Is nuclear waste dangerous?
- What has been done with it, since nuclear power first began to be used?
- Is there a solution?

Our investigation also brings us into contact with members of governments, advisors and heads of the nuclear industry. We also hear from the anti-nuclear camp, defectors from the industry and environmental organizations. The aim is to deconstruct supposedly 'scientific' decisions on how to deal with nuclear waste. The following questions, which have never been satisfactorily answered, serve as a thread:
- Do populations know the dangers of nuclear waste?
- Is nuclear power compatible with democracy?
- Who is really in charge of nuclear power?
- What do politicians and industrialists really stand to lose?
- Might nuclear waste signal the end of nuclear power?

In our quest for the truth about nuclear waste, we shine a searchlight into the darkest corner of the taboo subject of nuclear power, endeavouring to provide everyone with the keys they need to understand the choices involved and their grave implications for the future of mankind.


http://english.ntdtv.com/ntdtv_en/ns_europe/2009-10-14/804030055244.html

http://videos.sortirdunucleaire.org/spip.php?article213

http://www.dw-world.de/dw/article/0,,4786672,00.html

Saturday, October 10, 2009

La Frontiera Turco-Armena

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Oggi i Ministri degli Esteri di Armenia e Turchia firmano a Zurigo un accordo per la riapertura delle loro frontiere chiuse dal 1993.

All'inizio degli anni '90, in seguito al crollo dell' Unione Sovietica, Armenia e Azerbaijan tornarono a scontrarsi per il possesso della regione del Nagorny-Karabakh abitata da una maggioranza armena ma appartenente alla Repubblica Socialista Sovietica Azera dal 1923. Dall'inizio del 1992 la regione divenne di fatto un'enclave armena in territorio azero, per quanto non riconosciuta internazionalmente. La Turchia, in appoggio dell' Azerbaijan, chiuse ogni rapporto con l'Armenia.

Il Protocollo che viene firmato oggi e che dovrà essere poi ratificato dai Parlamenti delle due Repubbliche è il frutto di cinque anni di trattative condotte anche sotto la pressione di USA, Russia e Unione Europea. Nè la Turchia nè l'Armenia possono agire senza tenere conto degli interessi delle potenze che contano.

L'Unione Europea chiede agli Stati membri (e a quelli che vogliono diventare membri) di non avere conflitti e vuole stabilità nella regione del Caucaso. Questa è un ponte fondamentale per le forniture di idrocarburi dalla zona del Mar Caspio e una direttrice armeno-turca pacificata sarebbe comunque conveniente ad entrambi in Paesi in quanto faciliterebbe gli investimenti esteri.

La Russia ha forti interessi commerciali in Armenia ne controlla la rete elettrica (inclusa la centrale nucleare a Medzamor) e la rete ferroviaria. Come la guerra contro la Georgia ha dimostrato un anno fa, la Russia è decisiva nel Caucaso. Ora però la Georgia vieta le sue rotte aeree alla Russia e questo crea grave disagio per i collegamenti aerei, militari e civili, con l' Armenia. Anche i trasporti via terra sono divenuti difficili e così, paradossalmente, la guerra tra Russia e Georgia ha finito per facilitare la riapertura delle frontiere tra Turchia e Armenia: il traffico russo-armeno potrà transitare lungo le strade turche. Ed un miglioramento dei rapporti turco-russi potrebbe portare a: 1) il riconoscimento dell'indipendenza dell' Abkhazia da parte turca, 2) il riconoscimento di Cipro Nord come territorio turco da parte russa.

Sembrerebbe meno chiaro il ruolo diretto esercitato dagli USA nella distensione turco-armena ma in realtà tale ruolo c'è. L'interesse principale degli USA nella regione è legato alla costruzione del gasdotto Nabucco progettato per trasportare gas azero e turkmeno dalla regione del Caspio all'Europa via Turchia. Il progetto però non prevedeva il transito in Armenia peraltro storicamente legata alla Russia e doveva essere alternativo al gasdotto South Stream voluto da GazProm. Ora però gli USA sembrano orientati ad una politica di cooperazione anche energetica con la Russia e dunque vedrebbero volentieri un Caucaso pacificato. Tra l'altro le riserve di petrolio e gas dell'
Azerbaijan erano state sovrastimate e il solo gas azero non giustifica da solo la costruzione del Nabucco che diventerebbe però determinante per il trasporto del gas iracheno. Anche l'Armenia potrebbe partecipare al progetto Nabucco se risolverà la questione del Nagorny-Karabakh con l' Azerbaijan che comunque, anche se ha meno linfa del previsto, rimane un buon partner per gli USA e per Israele oltre che alleato storico della Turchia. Se l'Armenia fa pace con la Turchia potrebbe rilassarsi anche con l' Azerbaijan traendone un doppio vantaggio e rendendo la vita più facile anche agli interessi degli USA.

Dunque l'apertura delle frontiere tra Turchia e Armenia è una mossa conveniente a tutti i grandi protagonisti della partita a scacchi che ha luogo nella regione del Caucaso.

Rimane però per entrambi i Paesi la gigantesca questione del discusso genocidio armeno che viene ricordata solo indirettamente nel Protocollo ma che peserà come un macigno anche nel tempo a venire. E il Presidente Armeno sta già fronteggiando una forte opposizione sia in Armenia che tra le potenti comunità della diaspora Armena.




Friday, October 9, 2009

24 Ottobre e Vicino Oriente

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Tra le tante parti del mondo in cui le questioni ambientali si intrecciano a quelle politiche, una è particolarmente ricca di storia, significati e simboli: il Vicino Oriente. E' lì, nella Mezzaluna Fertile in cui è nata l'agricoltura circa 10.000 anni fa, che popoli simili per lingue e per usanze alimentari si contendono risorse idriche sempre più scarse e preziose.

Mentre gli effetti della ridotta piovosità si fanno sentire soprattutto in Giordania, il Mar Morto è sempre più depresso a causa del fatto che le acque del fiume Jordan vengono in gran parte deviate prima di raggiungerlo. E così sarà proprio vicino al Mar Morto che si terrà il 24 Ottobre un evento organizzato da Friends of the Earth Middle East, associazione che da anni promuove la cooperazione tra i popoli confinanti a partire dai temi ambientali.

Il 24 Ottobre è la giornata internazionale dedicata ai cambiamenti climatici. Le associazioni che promuovono queste iniziative hanno scelto come logo il numero 350 che rappresenta le parti per milione (ppm) di CO_2 in atmosfera che, si ritiene, non dovrebbero essere superate. Al di sopra di quella soglia il riscaldamento globale avrebbe un importante contributo di origine umana. Oggi siamo già sopra la soglia delle 350 ppm.

Venti anni fa, da Leipzig a Berlin

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Venti anni fa le manifestazioni di Leipzig segnarono la fine del regime nella Germania Orientale e anticiparono di un mese la caduta del muro di Berlino.

Una testimonianza di un giornalista della BBC e un breve filmato

Sui Costi Economici di Calamità più o meno Naturali

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Giusto 3 anni fa, l'economista e Consigliere del Governo Britannico Sir Nicholas Stern stilava un rapporto sui costi economici dei cambiamenti climatici divenuto poi noto nel mondo come Stern Review.

Il Rapporto parte dal dato generalmente accettato che, quand'anche le emissioni di gas-serra si mantenessero sui livelli attuali, attorno al 2050 la concentrazione in atmosfera di CO_2 equivalente raggiungerebbe il valore di 550 ppm (parti per milione). Cioè circa il doppio della concentrazione esistente prima della Rivoluzione Industriale. Attualmente siamo a circa 430 ppm di CO_2 (e) e circa 386 ppm di solo CO_2 che, tra i gas serra, fa la parte del leone.

Considerando vari, possibili scenari relativi ai cambiamenti climatici indotti dagli incrementi di CO_2(e), il rapporto Stern valuta l'impatto e il costo economico dovuto a fenomeni climatici estremi, dalle siccità alle inondazioni, dall' innalzamento del livello dei mari all' acidificazione degli oceani. In realtà il Rapporto Stern è un lavoro di rassegna dunque recensisce una vasta letteratura in materia sottolinenando l'urgenza del tema all'opinione pubblica e ai tanti Governi che fanno finta di non vedere. La conclusione è che investire in misure preventive anche solo l'1% del PIL annuo fino al 2050, per stabilizzare le emissioni di gas serra, conviene comunque in termini economici.

Neanche due mesi fa scrivevo a proposito dei danni alla produzione agricola dovuta al ritardo delle piogge monsoniche in India.

Qualche giorno fa è arrivata un' inondazione eccezionale che ha devastato gli Stati Indiani dell' Andra Pradesh e del Karnataka facendo centinaia di morti e spazzando via centinaia di villaggi. Lunedì 5 Ottobre i senza casa venivano stimati in circa 5 milioni. Come sempre in India la scala dei fenomeni è gigantesca. Tra i distretti più colpiti c'è quello di Mahabubnagar, situato in una fertile zona dell' Andra Pradesh. Qui si trova anche il villaggio di Rajoli famoso per la produzione di tessuti e di sete pregiate.

Sia Andra Pradesh che Karnataka hanno perso una buona parte della produzione agricola, dalla canna da zucchero al riso, dalle cipolle ai melograni.

Ora il Centro per le Calamità Naturali stanzia oltre 2 miliardi di Rupie, 32 milioni di Euro, come primo aiuto alle popolazioni colpite. Anche queste somme andrebbero conteggiate negli aggiornamenti del Rapporto Stern mentre tanti danni probabilmente non verranno mai quantificati con precisione. Chissà se e quando i telai di Rajoli torneranno a produrre i sari di seta.

Thursday, October 1, 2009

La Centrale Eolica del Texas

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E' stato completato il più grande parco eolico del mondo. Lo ha realizzato a Roscoe nel Texas l'azienda tedesca E.ON Climate and Renewables. Si tratta di un complesso di 627 turbine per una potenza totale di 781.5 MW distribuite su circa 40.000 ettari. E' costato poco più di 1 miliardo di dollari che significa circa 1.3 US$ per Watt.

E' importante notare che il lavoro è stato realizzato in soli due anni. Laddove vi siano grandi superfici disponibili e sufficiente ventosità è evidente che la fonte eolica si impone per rese energetiche e ritorno economico dell'investimento.

Sunday, September 27, 2009

Absurd Toilet Paper Consumption

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While environmental issues have made their way in broad sectors of contemporary societies, citizens are seldom ready to take action when it comes to modify their own lifestyles.

It may sound hilarious even to many greenish intellectuals but Toilet Paper (TP) consumption is one of those small issues which have dramatically big effects when taken on a large scale. While in most of the socalled developing countries TP is practically unknown, Western Countries do abuse of TP with women getting obviously the lion's share. There is absolutely no need to waste half a meter TP everytime one goes for a pee, 12cm being more than enough. Such habits turn out to be a burden for sewage disposals, forests and also for the pockets.

Saving even only 10cm per pee, you may save at least half a meter per day...times the number of women in a given Country, you get the incredible length of paper one Nation may save every day.

Thus, I would urge friends and readers:

1) to check a recently published Washington Post article ,
2) deepen the related issues at the interesting Treehugger link ,
3) take action individually.

Tuesday, September 22, 2009

Emissioni di Gas Serra in Tempo di Recessione

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Proprio ieri l' International Energy Agency ha reso nota una previsione di riduzione del 2% dei gas serra per l'anno in corso. La notizia non ci ha certo stupito per due motivi: 1) è ovvio che, in fase di recessione economica e di calo delle attività produttive in buona parte del mondo, ci sia una riduzione delle emissioni inquinanti; 2) oggi inizia il Summit delle Nazioni Unite sul tema in oggetto e dunque un pò di ottimismo e slancio bisognava infonderlo sia tra i convenuti che nell'opinione pubblica. Quindi la previsione IEA è stata data alle agenzie quando la risonanza era assicurata.

Vedremo poi se quelle previsioni saranno rispettate nel bilancio di fine anno e quanto potranno avere inciso anche le politiche di contenimento delle emissioni che molti Paesi hanno adottato, in primis molti Stati degli USA. A volte però le notizie-annuncio rischiano di essere male interpretate soprattutto da chi, e sono in molti, non sa leggere.

Allora, se nel corso del 2009, le emissioni di CO_2 equivalente calano del 2%, ciò significa che ne viene prodotta un pò di meno rispetto all'anno precedente...ma comunque ne viene prodotta tanta e la produzione si accumula in atmosfera. Dunque, in atmosfera, i gas-serra continuano a crescere. Non è che diminuiscono! Semplicemente crescono un pò più lentamente di prima. Quindi cautela. Ora però è giusto aggiungere che di cose positive se ne stanno facendo tante in diverse parti del mondo per transitare ad un'economia post-fossile.

E così vorrei consigliare vivamente la lettura dell' articolo di Lester Brown pubblicato domenica sul Washington Post. Il taglio è ottimista ma è l' ottimismo basato su numeri e fatti concreti di uno che se ne intende e sa quel che dice.

Rimanendo sempre sul tema del cambiamento climatico, non c'è dubbio che la pressione demografica è tra i primissimi fattori di stress per il Pianeta...l'abbiamo detto tante volte. Un contributo apparso sabato su Alternet tratta in modo provocatorio, incisivo e quantitativo il nesso tra crescita demografica ed emissioni clima alteranti: l'interessante articolo di Tara Lohan prende spunto da uno studio fatto dalla London School of Economics.

Sunday, September 20, 2009

The Age of Stupid

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Domani verrà presentato a New York il film-documentario sui cambiamenti climatici di Fanny Armstrong, The Age of Stupid. L'evento ha luogo in concomitanza con il Summit delle Nazioni Unite in preparazione degli incontri di Copenhagen sui cambiamenti climatici del prossimo Dicembre.

Dopodomani, 22 Settembre, il film verrà proiettato via satellite sugli schermi di buona parte del mondo. Era già uscito in prima mondiale a Londra nel mese di Marzo.

Un trailer del film è disponibile su YouTube (ma dice poco).

La Dentista di Siena e il Dentista di Podgorica





E' bello avere denti sani. Per fortuna mi capita di rado di aver bisogno dei dentisti ma, qualche tempo fa, mi si è rotta una otturazione fattami quando avevo 15 o 16 anni. Ho così deciso di farla riparare da una dentista che lavora in uno studio di Montalcino visto che in quel periodo mi trovavo a passare frequentemente di lì. La dentista, originaria di Taiwan, è stata adottata quando era piccolina, portata a Siena dal padre adottivo (Taiwanese) e lì è cresciuta, dunque è da ritenersi professionalmente un prodotto del sistema dell'istruzione italiano. Il suo lavoro è stato a dir poco disastroso: sono dovuto tornare 3 volte in quello studio in quanto per 3 volte, a distanza di qualche giorno l'uno dall'altro, l'otturazione fatta dalla dentista cino-senese si è regolarmente crettata. La giovane signora, peraltro dal musetto simpatico, era anche assai nervosa. Brontolava in continuazione durante le lunghe sedute che hanno occupato 3 interi pomeriggi. Alla fine ha ammesso di non sapere fare l'otturazione e almeno, su mia richiesta, mi ha restituito i soldi.

Ero però al punto di partenza, anzi peggio perchè da lì a qualche giorno un quarto del dente molare inferiore è schiantato a causa dei disastrosi interventi fatti dalla cino-senese. All'indomani sarei dovuto partire per un viaggio in bicicletta in Montenegro.

In quello stesso giorno il caso (altri direbbero la fortuna) ha voluto che io entrassi in contatto con l'assistente di un dentista di Podgorica: ho preso una decisione immediata e perentoria, sarei arrivato in bici nella capitale del Montenegro e sarei andato da lui a farmi rifare il dente. Peraltro non avevo molte alternative visto che il pedalare per due settimane con un dente a pezzi non induce sensazioni piacevoli. E così, dopo aver valicato gli Appennini, esplorato i confini albanesi e scalato alcune bellissime montagne montenegrine, sono sceso nella piana di Podgorica avvolta da un'afa soffocante. L'appuntamento era stabilito per il mattino successivo e la circostanza era curiosa per lo stesso dentista montenegrino. Egli ha capito subito cosa mi era successo e ha notato la qualità dell'intervento che avevo subito precedentemente. Correttamente non ha fatto alcun commento e si è messo a lavorare. Calmo, preciso e sicuro mi ha ricostruito il dente facendo un lavoro da artista. Non solo. Anche il molare adiacente a quello schiantato era stato scheggiato e rovinato dalla cino-senese. Si trattava di un molare anch'esso otturato, come il precedente, 23 o 24 anni fa. Grazie alla traduzione della straordinaria assistente Loreta, il dentista mi ha fatto sapere che l'otturazione di un quarto di secolo prima era ancora ottima ma che anche quel dente andava comunque rifatto. Gli ho chiesto se in serata lui sarebbe stato disponibile a fare il secondo intervento nel qual caso sarei rimasto in città un altro giorno. Ha guardato l'orologio e mi ha chiesto se me la sentivo di proseguire subito. Sì, via il dente via il dolore...in meno di un ora anche il secondo dente era rifatto, bianco perfetto. Mi sono rimesso in mutande e, nel giro di un quarto d'ora, ero di nuovo in bici sulla lunga salita per Cetinje, l'antica capitale del Montenegro. Potevo così proseguire il viaggio da 1000kms nei Balcani.

Tralasciamo la magnifica accoglienza che ho ricevuto nello studio di Podgorica e limitiamoci agli aspetti tecnici, comparativi nell'operato dei due dentisti.

La cino-senese lavora in quattro studi dentistici della Toscana e rilascia ricevute a suo nome per quanto gli studi siano di altro dentista. Visto che la simpatica signora è grandicella pensavo avesse qualche anno di attività alle spalle invece ho successivamente saputo che si era laureata un anno fa. Di per sè la cosa significa poco poichè se una persona ha neuroni efficienti lavora bene anche da neolaureata. E' un errore credere che l'esperienza dipenda dall'età! Se uno è cretino è cretino anche a settanta anni...anzi peggio perchè l'ignoranza si incancrenisce col tempo. E' però incredibile che, senza alcun filtro e senza nessuna selezione, la cino-senese possa essere iscritta all'albo, accedere alla professione e mettere le mani in bocca alla gente. Senza alcuna competenza. Chi le ha dato la laurea? Ella ha impiegato 3 pomeriggi per distruggermi 2 denti. E nemmeno aveva messo uno strato protettivo tra gengiva e amalgama. Naturalmente va detto che non tutti i dentisti italiani sono brocchi, ne ho conosciuti alcuni di bravi (come quello che intervenne sui miei molari 25 anni fa) ed alcuni sono anche miei cari amici.

Il dentista di Podgorica, Dr. Darko, già laureatosi a Belgrado (ho poi saputo che si trattava di uno dei maghi dell'odontoiatria Balcanica) in 2 ore mi ha ricostruito 2 denti e, nel tempo intermedio tra i due interventi, mi ha anche fatto l'igiene orale. Per che somma? Lasciamo stare perchè il confronto diventerebbe anche su questo terreno impietoso. Dico solo che di sicuro, in nave+bici oppure in aereo, conviene andare qualche giorno in Montenegro se si ha bisogno di un dentista. Io ho rischiato e mi è andata molto bene. Nella vita le cose si compensano sempre e, se ti va male la prima volta, ti andrà bene la seconda.

Peraltro son già tanti gli italiani che frequentano gli studi dentistici croati, ungheresi ed anche brasiliani. Tra gli aspetti positivi della globalizzazione c'è anche questo: i beni e i servizi si comprano nel mondo, laddove conviene perchè la qualità è superiore e i prezzi sono inferiori. L'informazione e la globalizzazione possono così spazzare via un sacco di brocchi pseudo-professionisti italiani che non hanno fatto studi seri, dunque incapaci di lavorare e capaci solo di spillare montagne di quattrini.

Tuesday, August 25, 2009

Dieci Studenti / Studentesse Statunitensi

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Prima di tornare sul tema dell'efficienza energetica vorrei dare alcuni esempi positivi di studenti universitari che, a vario titolo, si sono distinti nei loro Colleges per iniziative di carattere ambientale. Inefficienze, sprechi e crimini ambientali possono certo essere disincentivati con leggi e tassazioni ma si combattono veramente solo con comportamenti individuali virtuosi capaci di contagiare altri umani. Ecco gli esempi proposti da TreeHugger.

Sunday, August 23, 2009

L' Illusione della Crescita Economica

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Alcune recenti indicazioni di leggera crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) in Francia e Germania sono state subito interpretate da diversi economisti e commentatori come il segnale che la recessione sarebbe finita o che almeno il peggio è passato. A me sembra che questi signori siano destinati a non capire niente e nemmeno la storia recente può insegnare loro qualcosa. Anche le pietre dovrebbero aver capito che tutte le cause della recente crisi economico-finanziaria sono ancora lì, intatte come prima e che il PIL è, da tempo, un assai logoro indicatore di sviluppo.

Torno sul caso indiano perchè mi sembra in queste settimane molto eloquente. Tutte le previsioni danno, per il 2009, un crollo della crescita del PIL indiano: le stime vanno dal 3.4% al 5%. Ciò significa che, se nel 2007, il tasso di crescita era del 9.2% quest'anno la crescita sarebbe molto minore. Ma quand'anche la crescita fosse solo del 3.4%, essa sarebbe almeno 10 volte maggiore di quella prevista per le maggiori economie europee. Purtroppo però questa crescita interessa solo le tasche delle classi urbane medio-alte le quali hanno già raggiunto livelli di consumo occidentali mentre alcune centinaia di milioni di persone continuano a vivere o morire nei villaggi e negli slums delle megalopoli con qualche Rupia al giorno.

Le piogge monsoniche sono state scarse quest'anno e gli effetti sull'economia agricola tradizionale sono ora drammatici tanto è vero che il Ministro delle Finanze ha già annunciato che generi di largo consumo come lenticchie e cereali dovranno essere importati pur senza dare molti dettagli per non favorire la speculazione internazionale sui prezzi. E' un bel colpo per una Nazione che ha sempre mirato all'autosufficienza e che è tra i più grandi produttori del mondo di generi alimentari. Intanto i prezzi delle colture invernali (Rabi crops) che si raccolgono a primavera, ad esempio grano ed orzo, erano già aumentati ed ora si annuncia un disastro produttivo per le colture estive (Kharif crops) come il riso, soya, cotone, mais, ragi, sesamo e senape. Tutti questi eventi non bloccheranno, almeno non subito, la crescita del PIL ma sicuramente si faranno sentire nelle tasche e negli stomaci di 6-700 milioni di persone nonostante gli interventi del governo. Inoltre, in tempi di siccità, i contadini sono portati a pompare ancor più l'acqua delle falde già esauste con effetti perversi per gli anni a venire.

Dunque il PIL di un Paese può temporaneamente crescere anche se nel frattempo vengono erose le risorse ambientali e una buona parte della popolazione vede peggiorare le proprie condizioni di vita. Ma l'erosione delle risorse ambientali prima o poi finisce col mangiarsi una bella parte del PIL stesso, quindi la Crescita rischia di essere la classica vittoria di Pirro. Perlomeno andrebbero selezionati i settori produttivi che veramente contano per uno Sviluppo equilibrato e duraturo.

Fintantochè non si affrontano radicalmente le deficienze del sistema produttivo agricolo che è tra le cause della crisi ambientale, fintantochè non si ferma la pressione demografica assieme al livello dei consumi e degli sprechi nelle aree urbane, gli incrementi del PIL continueranno a raccontare solo una parte delle vicende economiche e sociali e finiranno con l'avere solo effetti illusori. La situazione indiana è diversa da quella europea ma le logiche sono le stesse.

Friday, August 21, 2009

Ondate di Calore e Case Colabrodo

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Una recente analisi di Climate Central, basata sui dati di diverse stazioni meteorologiche USA e su modelli di proiezione climatica per 21 città USA, prevede che entro il 2050 ci saranno 6 città nelle quali la temperatura sarà superiore ai 35 °C per più della metà dei giorni di Agosto. Oggi, questo si verifica solo in 2 città, Phoenix e Dallas. Inoltre si prevede che in 12 città la temperatura sarà superiore ai 38 °C per almeno un giorno di Agosto.
Le proiezioni differiscono in base ai diversi scenari che si ipotizzano per le emissioni di gas serra ma non c'è dubbio che la tendenza generale è verso un rialzo delle temperature con l'accentuarsi di fenomeni estremi.

In questo contesto aumentano, soprattutto negli Stati USA del Sud, i consumi di energia elettrica assorbita dagli impianti di refrigerazione e condizionamento che determinano dei picchi nella domanda pericolosi per la rete elettrica. Questo vale ovviamente non solo per gli USA. Inoltre, l'incremento dei consumi induce maggiori emissioni di gas serra in una spirale che è dunque perversa. I condizionatori d'aria sono una delle tante, evidenti ammissioni di stupidità umana: se una casa (o una struttura pubblica) necessita dell'impianto di condizionamento vuol dire semplicemente che è fatta male. Basterebbe farla bene per evitare di buttare energia elettrica e quattrini ma il concetto è troppo elementare perchè venga recepito. E così gli umani accaldati e stressati corrono a comperare condizionatori che, utilizzando elettricità, refrigerano localmente ma scaldano globalmente. Oltretutto, in ambienti condizionati, si vive male e ci si ammala. Sarebbe persino divertente osservare i comportamenti di massa se non fosse che essi hanno effetti ambientali catastrofici.

Uno degli elementi fondamentali nella costruzione di un edificio è il ricoprimento di tetti e/o terrazze con materiali naturali. Si può fare ovunque, serve a tutte le latitudini. Dieci anni fa interpellai in materia una decina di architetti professionisti: tutti erano loquaci e, da buoni italiani, gesticolavano molto mentre esponevano le loro idee sul tema da me proposto. Ma in concreto non sapevano nè progettare nè tantomeno fare un ricoprimento verde. Ed infatti a casa loro si scaldavano bruciando metano e si raffredavano con un condizionatore d'aria. Dunque feci da me che è poi sempre la cosa migliore. Naturalmente succede anche di incontrare persone che sappiano fare il loro mestiere ma è evento raro.

Monday, August 17, 2009

La Missione Solare Indiana

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Il 30 Giugno scorso il Primo Ministro Indiano ha formalmente lanciato il Piano di Azione Nazionale sui Cambiamenti Climatici interpretando così le forti preoccupazioni della società indiana che tocca con mano gli effetti disastrosi delle alterazioni del clima. E' interessante leggere il testo del discorso del Dr. Manmohan Singh da cui si evince il senso della missione sempre presente tra gli statisti indiani. Al di là del tono ispirato c'è poi una notevole concretezza ed infatti il Piano si prefigge di creare le basi per un' economia sostenibile imperniata sull'efficienza energetica e l'utilizzo dell' energia solare.

Se al momento la potenza fotovoltaica installata in India è quasi nulla, l'obiettivo è quello di arrivare ai 20GW entro il 2020 e 200GW entro il 2040. Grande importanza viene attribuita anche al solare termico. La prima stesura del Piano prevedeva finanziamenti governativi per almeno 18 miliardi di dollari nei prossimi 30 anni ma negli ultimi giorni sembra che il governo si stia orientando a chiedere ai Paesi economicamente già forti il trasferimento di tecnologie e capitali. Nei trattati internazionali sul clima, il governo indiano aveva infatti più volte sottolineato che i costi delle tecnologie rinnovabili dovrebbero essere sostenuti dai Paesi ricchi le cui emissioni pro capite di gas serra sono 10-20 volte più alte di quelle indiane. D'altra parte per le aziende dei Paesi ricchi si aprirebbe un mercato immenso con enormi prospettive visto il potenziale di energia solare di cui l'India dispone. Il Piano indiano potrà dunque diventare moneta di scambio ai prossimi negoziati sul clima di Copenaghen....gli indiani direbbero agli occidentali: voi finora avete inquinato più di noi, ora investite da noi le vostre tecnologie pulite così noi non aumenteremo troppo le nostre emissioni inquinanti.

Intanto gli operatori indiani delle energie rinnovabili sostengono il Piano ma chiedono che si aiuti anche lo sviluppo dell'industria nazionale mediante precise politiche fiscali fatte dai governi dei singoli Stati indiani: ad esempio, devolvendo al settore delle energie rinnovabili un centesimo di Rupia (1€ = 68 Rupie) per ogni Kilowatt-ora generato da impianti a carbone. Questo significa 10 milioni di Rupie per ogni Terawatt-ora (TWh). L'India genera 703 TWh all'anno di cui circa il 70% bruciando carbone. Dunque, dai 490 TWh annui generati con il carbone, si potrebbero ricavare 4.9 miliardi di Rupie da destinare ogni anno alla produzione interna di tecnologie rinnovabili. Questa mi sembra la strada giusta (e non solo per l' India) al di là delle dispute sui commerci delle emissioni di gas serra previsti dal Protocollo di Kyoto. Tutti questi negoziati internazionali approdano a poco perchè sono basati su meccanismi troppo complessi e di difficile gestione: l'unica soluzione sta nella tassazione diretta e globale sulle produzioni inquinanti.

Thursday, August 13, 2009

Calano le Riserve d'Acqua nel Nord dell' India

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Quest'anno il ritardo e la scarsa intensità delle piogge monsoniche hanno provocato fame e carestie in buona parte dell' India.

Uno studio, pubblicato ieri su Nature, analizza le variazioni delle riserve d'acqua di falda negli Stati del Rajashtan, Punjab e Haryana nel periodo che va dall' Agosto del 2002 all' Ottobre del 2008. La ricerca utilizza i dati satellitari forniti dalla missione GRACE (Gravity Recovery And Climate Experiment) nella quale due satelliti si muovono lungo la stessa orbita uno di fronte all'altro. In generale, le grandi masse di acqua terrestre esercitano una piccola forza gravitazionale sui satelliti ed eventuali variazioni delle masse d'acqua determinano spostamenti relativi nella posizione dei due satelliti. Misurando questi spostamenti si possono stimare le riserve di acqua di falda in regioni sufficientemente ampie.

I risultati ottenuti da Matt Rodell, Isabella Velicogna e James Famiglietti sono allarmanti in quanto l'abbassamento della falda risulta essere di circa 4 cm per anno che, nell'area occupata dagli Stati suddetti, equivale ad una perdita di circa 18 Kms cubi per anno. Un buon 20% in più della stima generalmente fatta dal Governo indiano.

E' importante sottolineare che, nel periodo esaminato, la piovosità negli Stati del Nord-Ovest Indiano è stata regolare e dunque l'impoverimento delle falde idriche è dovuto solo all'azione umana: in particolare è l'agricoltura, molto intensiva nel Punjab, che assorbe il 95% delle acque di falda. Per i 114 milioni di abitanti di quelle zone si preannunciano tempi molto duri se non verranno introdotte da subito: 1) pratiche di irrigazione più efficienti, 2) colture, ad esempio il sorgo e il miglio, che assorbano poca acqua a differenza del riso, da sempre incentivato dal governo indiano e richiesto dalla crescente massa di consumatori urbani. Sullo sfondo di tutte le crisi ambientali c'è naturalmente anche l'insopportabile pressione demografica.

In questo contesto, le alterazioni dei cicli monsonici non possono che far peggiorare la situazione.

Un altro studio, che sta per essere pubblicato su Geophysical Research Letters, dimostra che la crisi delle falde idriche investe tutto il Nord dell' India, il Bangla Desh e ampie zone del Pakistan.

Monday, August 10, 2009

Cooperazione tra Israeliani e Palestinesi

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Milioni di turisti sono in queste settimane distesi lungo le spiagge del Mediterraneo, portano quattrini ma anche una maggior pressione ambientale alle già densamente popolate località costiere. C'è nel Mediterraneo più orientale una striscia di terra martoriata dove la vita è particolarmente difficile e dove i problemi ambientali sono particolarmente acuti: la Striscia di Gaza che, con circa 1.5 milioni di abitanti su 360 kms quadrati, è una delle zone più densamente popolate al mondo.

Con piacere, voglio qui dare notizia di un progetto di collaborazione avviato tra i Sindaci delle vicine città di Gaza e Ashkelon (Israele) per trattare le acque di scarico della popolazione di Gaza che formano immense fogne a cielo aperto, infettano le falde sotterranee e inquinano la stessa costa mediterranea che accomuna i due popoli. I bambini di Gaza soffrono di diarrea, vermi intestinali e malattie all'apparato respiratorio dovute ai miasmi emessi dalle lagune formate dagli scarichi non trattati. La stessa città di Ashkelon vede arrivare ogni giorno dal mare un flusso scuro proveniente da Gaza ed ha tutto l'interesse ad affrontare il problema. Le questioni ambientali sono sempre interessanti anche perchè dimostrano quanto sia ridicola l'idea stessa di confine. Inoltre, il trattamento delle acque permetterebbe di ottenere composti fertilizzanti per l'agricoltura di Gaza. Partners nel progetto sono anche la compagnia israeliana Mekorot, l'Autorità per le acque Palestinese e le Nazioni Unite. Serve però anche l'approvazione di Hamas. Vedremo se arriva.

Thursday, August 6, 2009

L' Efficienza Energetica arricchisce...

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Nei Paesi Europei, i consumi elettrici lordi costituiscono circa un terzo dei consumi energetici complessivi e il settore residenziale assorbe circa il 30% dell'energia elettrica consumata. Dunque l'energia elettrica che si usa nelle case incide non poco sulla bilancia energetica dei singoli Paesi d'Europa. Facendo un'analisi più dettagliata dei consumi elettrici casalinghi si nota come una buona parte di quell'elettricità viene letteralmente buttata via. Uno studio pubblicato due anni fa dall' Institute for Environment and Sustainability della Commissione Europea rivelava che, dei 704 TWh (1 Terawatt ora = 1 miliardo di Chilowatt ora) annui netti consumati nei 15 Paesi della Vecchia Europa (senza i Nuovi Stati Membri), ben 150 TWh vengono bruciati per scaldare elettricamente le case europee. E altri 65 TWh vengono bruciati per scaldare l'acqua ! Vale a dire che il 31% dell'energia elettrica casalinga viene utilizzata per usi termici...e la cosa è un'autentica follia come capisce al volo chiunque abbia fatto la scuola dell'obbligo e chiunque abbia buon senso. Si può benissimo riscaldare le stanze e l'acqua sanitaria utilizzando l'energia solare (già regalataci in forma termica) ed integrandola magari con efficienti caldaie a biomasse o stufe a legna.

E i capitoli di consumo in cui si può fare risparmio non sono finiti: ne ho considerati solo due ma ci sono i condizionatori, l'illuminazione, gli elettrodomestici...

Solo per dare un'idea, quei 150+65 = 215 TWh, equivalgono circa alla produzione di energia elettrica annua di 24 centrali nucleari da 1GW di potenza ciascuna.
Ergo, se i cittadini e i governi dei 15 Paesi della Vecchia Europa fossero virtuosi potrebbero da domani mattina cominciare a risparmiare 215 TWh e, al contempo, potrebbero chiudere 24 centrali nucleari....a piacimento, un pò per ciascuno! Dunque risparmierebbero due volte senza alcun bisogno di investire in nuove centrali nucleari o a carbone che siano.

I 17 reattori nucleari in funzione in Germania hanno prodotto, nel 2008, 141 TWh che è proprio l'equivalente dei consumi elettrici residenziali tedeschi. Poichè anche nelle case tedesche l'energia elettrica viene sperperata in usi termici assurdi (boilers, piastre e forni elettrici, stufe per riscaldamento...) se ne deduce agilmente che una buona parte di quei reattori potrebbe essere eliminata nel giro di qualche settimana introducendo precisi vincoli di razionalità ed efficienza casalinga....

E potrei continuare con vari esempi relativi al mostruoso caso francese, all'Italia e cosi via...

E' evidente che la vera origine degli elevati consumi energetici, elettrici e non, sta nell'ignoranza di massa che inevitabilmente si riflette al livello della rappresentanza politica. L'individuo con alto tasso di cultura (quella vera) vive molto bene consumando poca energia e spendendo poco. L'individuo-massa, privo di conoscenze, vive molto male consumando molto e spendendo molto.
L'idea che un Paese sviluppato deva consumare molta energia e che i consumi devano crescere è assolutamente malsana e infondata. Chi ha più cervello produce meglio consumando di meno, naturalmente entro certi limiti.

C'è dunque bisogno di cultura per poter avviare su grande scala politiche di risparmio energetico.

Tuesday, August 4, 2009

Energia Eolica e Solare Fotovoltaico

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Mentre viene approvata la riconversione a carbone della centrale ENEL di Porto Tolle e si progetta la costruzione di centrali nucleari, qualche fine esteta argomenta che le pale eoliche rovinano il paesaggio. E' evidente che tale argomento è di per sè ridicolo: il senso estetico è connaturato al livello culturale e alla flessibilità mentale di un individuo, è frutto di anni di studi e viaggi. E' quindi ovvio che il senso estetico non possa essere appannaggio di tutti.

Le pale eoliche sono invece bellissime e su ciò concorda chiunque abbia vero senso estetico...ricordo solo lo spettacolo che si osserva dall'alto della città di Jaisalmer di fronte alla distesa di turbine che punteggiano il deserto del Thar e, oltre all'elettricità, garantiscono acqua alle altrimenti assetate popolazioni di quella parte del Rajasthan. Non c'è dubbio poi che le tecnologie eoliche su grande scala costituiscono uno degli investimenti più remunerativi e produttivi nel campo energetico a livello mondiale.

Semmai, i problemi legati agli impianti eolici in Italia sono altri: 1) il vento non è generalmente molto e l'intermittenza (i tempi di scarsa produttività) sono notevoli; 2) il vento è disponibile soprattutto su crinali di difficile accesso: dunque portare e posizionare torri da cento metri su quei siti comporta lavori di scasso spesso troppo pesanti. Non è come realizzare un parco eolico nel deserto!

Anche per questo secondo motivo, negli ultimi anni, molti hanno guardato con interesse al settore dell' eolico su piccola scala, fatto di turbine alte tipicamente una decina di metri e di potenza fino a 20Kw (fino a 50Kw secondo altre classificazioni) . In zone isolate il mini-eolico può essere un' opzione. Un test comparativo fatto in Olanda, appena pubblicato da CleanTechnica, dimostra però che, per gli usi residenziali, il mini-eolico costa otto volte in più del solare fotovoltaico a parità di energia elettrica prodotta (200Kwh mensili) . C'è chi pensa che la reale produttività delle piccole turbine sia stata in passato generalmente sovrastimata.

Sunday, August 2, 2009

L' albero della Gomma e i Restauri Ecologici

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L'albero della gomma, Hevea Brasiliensis, è originario dell' Amazonia. Verso la fine dell' Ottocento, l'invenzione del pneumatico e il diffondersi dell'automobile hanno creato i presupposti per una grande crescita della domanda di gomma le cui esportazioni hanno arricchito in qualche decennio le classi medie di Belém e Manaus. Già però nel 1875, un commerciante inglese aveva portato in Inghilterra i semi dell' H. Brasiliensis aprendo la strada alla coltura della gomma nelle colonie britanniche del Sud-Est asiatico le quali, già nel secondo decennio del Novecento, fecero forte concorrenza alla produzione brasiliana.

Negli ultimi quaranta anni, l'albero della gomma ha invaso la Cina ed in particolare la bellissima provincia dello Yunnan le cui foreste tropicali sono state in gran parte spazzate via per soddisfare la domanda interna ed esterna di gomma. La gomma naturale è infatti nettamente superiore a quella sintetica. La monocoltura ha però sempre degli effetti collaterali nefasti. Infatti, spillare il latex (la resina) di un H. Brasiliensis nella foresta amazonica non fa danno in quanto quell'albero è comunque circondato da tante specie diverse in un contesto di grande biodiversità. Se però si spilla su grande scala la resina di una intera foresta di alberi della gomma si provoca un disastro in quanto quegli alberi dovranno succhiare grandi quantità di acqua per supplire al supplizio: 5 ton per ettaro annue, secondo le stime dei botanici del Xishuangbanna Tropical Botanical Garden dello Yunnan. Di conseguenza le falde acquifere si abbassano, il suolo si impoverisce, le altre specie non hanno spazio e il regime idrogeologico della regione viene modificato. Inoltre l'albero della gomma può essere facilmente attaccato da un fungo i cui effetti sono devastanti in una foresta monocolturale che è sempre più vulnerabile.

Ora le stesse autorità cinesi stanno cominciando a capire che il rischio ecologico è grande e il gioco forse non vale la candela. Alcuni ecologi propongono di ripristinare le colture di tea dalle "grandi foglie" (Camellia Sinensis Assamica), un vero e proprio albero che tradizionalmente veniva coltivato nelle foreste dello Yunnan e dunque cresceva assieme ad altre piante. Il tea avrebbe inoltre un buon valore di mercato e sarebbe una coltura remunerativa. E' un esempio di Restauro Ecologico. Intanto però le aziende della gomma cinesi, utilizzando gli incentivi statali, colonizzano il vicino e spopolato Laos facendo credere ai contadini che il business della gomma porterà loro ricchezza.

Thursday, July 30, 2009

Nuove Tendenze nel Sistema Alimentare Globale

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Qualche mese fa il Madagascar è stato devastato da violenti scontri che hanno portato alle dimissioni del suo Presidente. Queste notizie appaiono e scompaiono velocemente dai media, vengono divorate dal susseguirsi di eventi e pochi ne comprendono il significato. Torno ora a citare quell'isola grande e sconosciuta ai più perchè mi interessano in particolare le questioni della produzione del cibo e della organizzazione del sistema alimentare. Infatti dietro a quegli scontri c'era anche la decisione del Governo malgascio di "affittare" enormi estensioni di terra agricola all' azienda Daewoo la quale intendeva coltivarvi grano da esportare in Sud Corea. Naturalmente i contadini malgasci sarebbero stati espropriati delle loro terre e la Daewoo avrebbe impiegato i suoi lavoratori.

Questo caso non è isolato ed anzi riflette il nuovo corso nei rapporti agricolo-alimentari internazionali. Paesi ricchi di capitali ma poveri di terre comprano (o affittano) terre in Paesi poveri. Molti vedono in questa nuova tendenza una forma di nuova politica coloniale, altri sostengono che gli investitori portano tecnologie e infrastrutture in terre desolate che altrimenti rimarrebbero improduttive. Probabilmente entrambe le posizioni hanno molti elementi di verità. Il fatto è che, negli ultimi tre anni, circa 20 milioni di ettari di terre agricole sono state soggette a transazione: i principali acquirenti sono Cina, Sud Corea, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Libia, Bahrain, India; i principali venditori delle proprie terre sono Sudan, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Indonesia. Una lista dettagliata degli affari in corso è pubblicata dall' International Food Policy Research Institute.

Le acquisizioni di terre da parte di compagnie di Paesi potenti in Paesi fertili ma poveri hanno luogo da quasi 400 anni e la storia della rivoluzione industriale inglese è intrecciata alla formazione del moderno sistema alimentare mondiale. Il tea e lo zucchero furono essenziali carburanti per alimentare a basso costo la forza lavoro del sistema industriale britannico (per quanto lo zucchero denotasse ancora nell'Inghilterra del Seicento uno status elitario) e così l' Impero Britannico aveva molte ragioni per estendersi dalla Cina e India (tea) ai Caraibi (zucchero) .

Ora cambiano e si moltiplicano gli attori dei nuovi processi di globalizzazione ed è nuovo il fatto che buona parte delle compravendite avvenga direttamente tra i Governi degli Stati e non solo tra privati. Nuova è anche la scala del fenomeno dietro al quale c'è la grande questione della sicurezza alimentare che ossessiona diversi Paesi ricchi con capitali da investire. L' Arabia Saudita ad esempio aveva un grosso deficit alimentare e per colmarlo ha avviato grandi progetti di irrigazione in zone desertiche sfruttando bacini acquiferi che però difficilmente si riformano e comunque molto lentamente. Recentemente sta prevalendo l'opinione che convenga coltivare le terre altrui.

Comprare le terre dei Paesi poveri significa assicurarsi sufficienti derrate alimentari ma anche e soprattutto le sorgenti d' acqua che in quelle terre si trovano.

Tuesday, July 28, 2009

Paesi Virtuosi e Paesi Inquinanti

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Alcuni Paesi del Nord Europa e dell'America Latina generano l'elettricità che consumano interamente (o quasi) da fonti energetiche rinnovabili: tra queste la fonte idroelettrica fa la parte del leone. Altri Paesi dipendono esclusivamente (o quasi) dal carbone.

I Paesi virtuosi sono nell'ordine:

1) Islanda e Norvegia, che coprono il 100% del fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili. L'Islanda ha un contributo del 27% da fonte geotermica, il resto proviene dall' idroelettrico.
La Norvegia produce il 99% della sua elettricità con l'idroelettrico.

2) Costarica, con il 94%. Per inciso, Costarica è il primo Paese al mondo secondo l' Happy Planet Index, un indice molto interessante che misura il livello di sviluppo complessivo di un Paese sulla base delle condizioni di salute, di felicità e di impronta ecologica della popolazione.

3) Brasile, con l' 87%

4) Colombia, con l' 80%.

I Paesi che invece dipendono di più dal carbone sono:

1) Polonia, 96% dell'elettricità è prodotta da carbone

2) Sud Africa, 93%

3) Estonia, 90%

4) Cina, 80%. La Cina sta facendo comunque enormi investimenti anche nelle energie rinnovabili, sole e vento in testa.

5) Australia, 79%. L'Australia è anche grande esportatore di carbone (oltrechè di legname e tanti minerali) principalmente verso i maggiori Paesi asiatici. E' anche uno dei maggiori produttori di gas serra pro capite e continua a peggiorare nonostante gli impegni in favore delle fonti rinnovabili.

Monday, July 27, 2009

Abitudini Alimentari...Mangiare Bene per Vivere Bene


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Tra i tanti luoghi comuni vi è quello secondo il quale gli Italiani mangiano bene. E' senz' altro vero che in Italia si trova una varietà di cibi di qualità straordinaria ma è altrettanto vero che, per diversi motivi, i prodotti di qualità entrano raramente nel quotidiano dell'alimentazione di massa. Gli italiani mangiano per consuetudine male e mediamente non vi sono molte differenze rispetto al livello degli altri popoli europei e occidentali. Tant'è vero che i supermercati a cui attinge la massa sono più o meno tutti uguali, dal Nord al Sud Italia passando per il Centro...in barba alla famosa varietà di cucine regionali. E sono uguali ai supermercati che si trovano ovunque in Europa ed oltre. Veri templi della stupidità di massa in cui le multinazionali dell'agrobusiness smerciano le loro porcherie. Solo in Giappone ho visto mangiare generalmente e quotidianamente abbastanza bene. Di conseguenza i tassi di obesità crescono ovunque, soprattutto tra bambini e adolescenti, come si evince dagli studi dell' Ufficio Regionale Europeo della World Health Organization.

Rimanendo in Italia, l'assenza di cultura alimentare si manifesta essenzialmente nei seguenti modi:

1) Manca una cultura della colazione tant'è vero che milioni di italiani fanno colazione al bar. L'espressione è diventata gergale proprio perchè si tratta di consuetudo di massa. E chi non fa colazione al bar...fa comunque colazione all'italiana. Che significa spesso ingurgitare dolciumi, burro e marmellatine pessime, piene di zucchero. Nonchè cappuccini fatti spesso con latte a lunga conservazione che, per definizione, non è latte. Ed è davvero straordinario che venga prodotto e bevuto! Chi viaggia in bicicletta sa quanto sia quanto sia importante e come invece sia difficile alimentarsi correttamente al mattino: spesso bisogna convincere i gestori degli stessi agriturismi a preparare una colazione decente che sostituisca quella pronta di default.

2) La tradizionale struttura del pasto italiano basato sul rituale del Primo, Secondo e Contorno (con antipasto e dolce nei giorni festivi) si traduce in una gran quantità di piatti da lavare con conseguente consumo di acqua, gas, elettricità e tempo. Trionfano la pasta al sugo e la carne dunque i grassi cotti, tutte robe da evitare. Mentre le verdure, anzichè avere funzione centrale, sono appunto Contorno. E quelle insalatine da supermercato sono inoltre tristissime. Inoltre, il pranzo fa diminuire la produttività giornaliera perchè, come ho notato tante volte, dopo pranzo la gente è colta dal classico abbiocco, dunque non studia e non lavora. Il pranzo va fatto al mattino presto altrimenti il giorno è improduttivo. Negli antipasti e nei pasti poi si mescolano troppe proteine e così il popolo spesso digerisce male. Mangia male e consuma farmaci. Che costano e avvelenano.

3) Non esiste una cultura diffusa delle spezie e delle erbe che dovrebbero essere pilastro dell'alimentazione. Pazienza per le spezie d'Oriente ma il popolo manco conosce più le erbe dei campi mediterranei.

4) Fatta eccezione per alcune zone costiere e alcune città portuali, non esiste una cultura diffusa del pesce tant'è vero che se ne mangiano solo alcuni tipi e sempre troppo cotti o bruciati. La massa poi è schizzinosa e butta via la testa ed anche la pelle del pesce. E' contenta di comprare pesce che costa molto mentre il pesce piccolo che costa poco è il migliore e si mangia facilmente crudo. E' ancora abbastanza diffusa l'espressione gergale andare a mangiare il pesce al ristorante alla domenica proprio perchè per tutta la settimana il popolo mangia gli spaghetti e la bistecca, dunque ogni tanto vuol fare qualcosa di originale ed evadere un pò. Soprattutto se vive in condominio.

Naturalmente è possibile alimentarsi bene spendendo anche poco. E' una questione di cultura e di organizzazione quotidiana. Coltivare un orto è cosa magnifica, elemento determinante per vivere bene. In tempi di crisi, tanti ne hanno scoperto l'importanza. L'orto è un microcosmo, quanto più è confuso tanto più è ricco di biodiversità. E' bello lasciare mescolare le piante, vedere spuntare ogni anno la rucola selvatica in angoli sempre nuovi. In città la vita è ovviamente più difficile ma sono oramai molti gli urbani che hanno deciso di comprare i prodotti direttamente da chi produce saltando gli assurdi anelli dell'intermediazione. Chi mangia meglio spende meno e produce anche meno rifiuti. La standardizzazione del cibo e dei consumi è causa ed effetto insieme di pratiche agricole intensive, inquinanti e clima alteranti. Qualche settimana fa è apparso un bell'articolo di Lisa Hamilton con focus sui rischi dell'attuale sistema agricolo USA imperniato sulla triade grano, soya, mais. I consumatori avrebbero il potere di imporre un ritorno alla diversità produttiva se richiedessero prodotti diversi...ceci, lenticchie, miglio e tanti fagioli, porri e tanti pomodori. Peperoncini e aglio. Coltivati laddove vengono mangiati.

Le buone pratiche alimentari dovrebbero essere un pilastro del vivere bene. Ci sono poi da sfatare diversi pregiudizi che diventano luoghi comuni: secondo uno di questi, i prodotti organici (biologici, si dice in Italia) oltre a costare molto, sono piccoli e brutti. I due pomodori nella foto pesano rispettivamente 670 e 780 grammi, sono belli ed erano squisiti. Sono solo un esempio. Per raffronto, la foglia di basilico è lunga 14cm.

Ricca raccolta e prospera estate.

Wednesday, July 15, 2009

Arrivano le Auto Elettriche...in Canada

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La disponibilità sul mercato di auto elettriche e di motori ibridi plug in con sufficiente autonomia è un passo fondamentale verso la transizione ad un' economia solare. Ci vorrà del tempo affinchè le tecnologie solari si perfezionino e diventino ancor più economiche ma la direzione di marcia è chiara e ineluttabile. Con buona pace dei fautori del reattore nucleare ai fini della produzione di energia elettrica, opzione questa (come ho già detto più volte) semplicemente assurda sia dal punto di vista termodinamico che economico.

E così mentre certi umani dispiegano i loro folli piani, altri umani denotano buon senso e lungimiranza: il governo della provincia dell'Ontario (Canada) lancia il suo programma di incentivi alle auto elettriche a partire dal 1 Luglio del 2010. Il piano è importante e ambizioso, la Green Economy si concretizza solo così. A patto ovviamente che l'energia elettrica per alimentare le batterie sia prodotta da fonti rinnovabili.

Tuesday, July 7, 2009

Inizia il G8 a L'Aquila: L' Italia va espulsa ?

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Domani si apre il vertice G8 a L' Aquila, una città disastrata che avrebbe bisogno di interventi efficaci e non di azioni spettacolari. Tutti sanno che il G8 ha oramai poco senso prova ne sia che vi fa ancora parte l' Italia. Non si vede un motivo per il quale l'Italia deva essere annoverata tra i Paesi che contano al mondo: dai livelli di istruzione media al reddito pro-capite, dai livelli di corruzione allo stato della giustizia, la condizione italiana è generalmente precaria e la tendenza è al declino (solo nel consumo di droghe e, in particolare, di cocaina la tendenza nazionale è al netto rialzo) .

Recentemente è stata resa nota anche la performance italiana relativa agli aiuti effettivi ai Paesi dell'Africa. Visto che questo è un tema chiave degli incontri del G8, la figuraccia è grandiosa.

Come se non bastasse sono arrivate da varie parti critiche all'organizzazione del G8 e così sembra che gli Stati Uniti abbiano dovuto prendere in mano la gestione degli incontri preliminari. Non sappiamo quanto ci sia di vero in questo ma è certo che la reputazione internazionale dell' Italia non è mai stata, a mia memoria, così bassa.

Ora finalmente, in vari ambienti politici europei ed internazionali, si comincia a chiedere l'espulsione dell' Italia dal G8. Mi pare richiesta giusta e semmai tardiva visto che è il G8 stesso ad avere nel frattempo perso d'importanza (mentre continua a costare diversi quattrini). Intanto i politicanti italiani fanno finta di niente e/o continuano a circondarsi di prostitute.

Sunday, June 28, 2009

Greenest Cities in the World

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Here you find some good examples of towns in which high quality life is possible. All towns in the proposed list have a common feature: bike friendly ideas have inspired the city planners and bycicles are now the cornerstone of the transportation system. Side effects of such policy are also extremely positive: if you ride bike every day you keep yourself fit...accordingly health care expenses are also significantly reduced. You are richer and your town is cleaner....you are a finch and your life is more pleasant. Very easy...too easy to become a general trend.

Consider to visit those towns...maybe you get some clues to clever and sustainable city planning.

Monday, June 22, 2009

Iranian Events : Academic Appeal

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On June 11th, I was exchanging some ideas on the incoming Iranian elections with a computer science student at the Islamic Azad University of Zhargan (Shiraz). The following day she would have voted for Mr. Moussavi. I realized that the openminded and clever student was perceiving my questions about Iran as slightly intrusive and perhaps provocative: as a foreigner I was supposed not to be able to fully capture her cultural background and the substance of the present Iran. Maybe she was right. On the other hand, I was surprised by her strong desire to communicate and acquaint me with the present political events in her land. Certainly on June 13th I'd have liked to know more and was about to get more when our communication was suddenly shut down...a few hours later I realized why ! Thus I got confirmation that my provocative questions had in fact some sense.

Here is an appeal signed by several Academics worldwide. It also offers an update on the tremendous Iranian events. Please read it and consider whether to join it.

Saturday, June 20, 2009

Amazonia Brasiliana: Deforestazione e Sviluppo

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Le attività degli umani entrano spesso in conflitto con le esigenze di preservazione ambientale. Un caso tipico è offerto dall' Amazonia Brasiliana dove, negli ultimi vent' anni, si sono persi ogni anno 1.8 milioni di ettari di foresta che sono stati convertiti in terre per agricoltura e pascoli. Vien spontaneo chiedersi se questo (ab)uso delle risorse forestali ha prodotto e produce vera ricchezza per le popolazioni locali.

Il caso brasiliano si presta bene ad analizzare il nesso tra deforestazione e sviluppo in quanto: 1) la deforestazione ha avuto luogo in grande scala e in tempi relativamente brevi; 2) le condizioni sociali ed economiche di partenza delle popolazioni locali erano omogenee e di livello generalmente basso; 3) tali condizioni sono state monitorate nel tempo e dunque esistono dati su cui lavorare.

Uno studio, pubblicato su Science il 12 Giugno, prende in esame 286 Comuni dell' Amazonia Brasiliana e li raggruppa in 7 classi sulla base dell' attività di deforestazione recente e l'estensione della deforestazione.
Per ognuna di queste classi si calcola l' Indice di Sviluppo Umano (Human Development Index, HDI) il quale è determinato mediando tra gli indici di: a) speranza di vita, b) tasso di alfabetizzazione, c) reddito pro capite.

Il risultato è il seguente: le popolazioni che vivono nelle aree non deforestate sono generalmente povere ed hanno un basso HDI. Nelle prime fasi del processo di deforestazione il loro HDI cresce. Man mano che la deforestazione procede, l'HDI diventa stazionario e poi crolla.
Dunque: l' arricchimento iniziale, prodotto da attività agricolo-zootecniche e dalla vendita del legname, se ne va poco alla volta in fumo e le popolazioni tornano ad essere povere come nella fase precedente la deforestazione. Intanto però esse hanno perso le risorse forestali con la loro biodiversità. Senza contare l'impatto che la deforestazione ha sul clima.

Il processo che ha avuto luogo nell' Amazonia Brasiliana è quel che si dice un Boom-and-Bust Development Pattern , cioè uno sviluppo non sostenibile....un fuoco di paglia.

Intanto il Parlamento Brasiliano ha appena approvato una legge che concede i diritti di proprietà a molte aziende che si sono stabilite illegalmente su 67 milioni di ettari di Amazonia. Insomma un bel condono che incentiva nuovi disastri. Visto che il Presidente Lula ancora non dovrebbe aver firmato la legge potete scrivergli seguendo questo link.

Monday, June 15, 2009

A Great Film: HOME by Yann Arthus-Bertrand

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Un bellissimo film che spero possano vedere in tanti

http://www.home-2009.com/us/index.html

E' su YouTube da alcuni giorni ma forse solo fino ad oggi.

Thursday, June 11, 2009

G8 Summit in Italia: un altro Fallimento Anticipato

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E' certo che il G7+1, il Vertice dei cosiddetti Grandi Paesi, ha perso di importanza di fronte al definirsi di nuovi equilibri mondiali che vedono protagonisti nuovi Paesi emergenti non appartenenti al G8.

Comunque sia, il prossimo G8 si terrà tra un mese in Italia ed uno dei temi principali dell'incontro è quello della crisi economica globale e delle sue ripercussioni nei Paesi in via di sviluppo, con focus particolare sull' Africa.

Neanche a farlo apposta, l'ultimo Report pubblicato da One, l' organizzazione sostenuta da Bono e Geldoff, mette in risalto come proprio il Governo Italiano non abbia mantenuto gli impegni, sottoscritti nel 2005, per l'aiuto ai Paesi dell' Africa Sub-Sahariana. Già nell' Introduzione al Report, firmata da Kofi Annan e Bob Geldoff, si sottolinea il fallimento italiano. Il Rapporto conclude che l'Italia ha tenuto il peggiore comportamento tra i Paesi partecipanti al Vertice e dunque non ha la credibilità per ospitare discussioni di tale rilevanza globale.

"Italy must urgently reverse its course if it is not to be embarassed to the forthcoming G8 Summit".

Questo si accompagna alle nobili azioni anti immigrazione ordinate dal Governo nel Mediterraneo.
Ecco le figuracce internazionali dell'italietta che sembra non toccare mai il fondo.

E la credibilità italiana ad ospitare il G8 fu comunque persa nel 2001 a Genova e nel 2008 con la sentenza che ha assolto i mandanti delle nobili azioni all'interno della scuola Diaz.

Tuesday, June 9, 2009

Elezioni ed Ambientalismo Europeo

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I risultati più evidenti delle elezioni europee sono tre:

1) Crescono l'astensionismo e il disinteresse per i temi della politica europea e per l'idea stessa di Europa.

2) Quasi ovunque, dall' Olanda all' Ungheria, in Austria, Danimarca e Finlandia, diventano forti le squadre razziste e di estrema destra che, nel contesto della crisi economica, cavalcano le paure del popolino e individuano nell'immigrazione un tema vincente. Il popolino in crisi tende sempre a vedere nell'immigrato un possibile competitore, dunque un nemico. E' emblematico il caso ungherese dove la formazione razzista e antisemita Jobbik prende quasi il 15% dei voti mescolando sentimenti nazionalisti, ricette protezionistiche e parole d'ordine anti-globalizzazione. Dopo anni di boom economico, nei quali moltissimi ungheresi hanno investito contraendo prestiti in valute occidentali, è arrivato il crollo. E l'Ungheria ha evitato il fallimento totale solo grazie ad un maxi prestito della Banca Mondiale, dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Questo è il contesto in cui prosperano i razzisti di Jobbik.

3) Crescono quasi ovunque i partiti ambientalisti, dalla Danimarca al BeNeLux, dalla Lettonia alla Grecia. I Verdi Europei mettono insieme 50 eurodeputati, 9 in più di prima, l'incremento più rilevante per un singolo gruppo parlamentare. Grande è il contributo dei Gruenen di Germania (14 Europarlamentari) e di Europe Ecologie di Francia (14 Europarlamentari) guidata da Cohn-Bendit. A riprova del fatto che anche le persone e i leaders contano, Europe Ecologie diventa il secondo partito di Francia alla pari con i socialisti.
In Europa fa eccezione l'Italia in cui la cultura ambientalista è notoriamente marginale. Il Paese appare generalmente inebetito e stanco, rassegnato ad una dimensione politica generalmente squallida. Anche se, qua e là, diversi fringuelli e fringuelle lavorano localmente con molto profitto e prospettive.

Sunday, June 7, 2009

Eventi importanti accadono in Perù

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In questi giorni l' Amazonia peruviana è teatro di scontri molto violenti tra polizia e popolazioni indigene le quali si oppongono alle nuove leggi che implementano precedenti accordi commerciali tra Perù e USA e consentono: a) estrazioni di petrolio e gas, b) attività minerarie, c) disboscamenti ed export di legname pregiato. In sintesi, le popolazioni indigene si oppongono alla distruzione del loro habitat. E' la solita storia, già vista in tanti posti, di conflitto tra interessi di compagnie multinazionali e diritti di popolazioni locali.

Questa volta però gli indigeni dell' Amazonia si sono giustamente ben organizzati e, oltre a compiere da mesi varie azioni di sabotaggio, hanno ora preso in ostaggio alcune decine di poliziotti dando così grande risalto alla loro azione. Ci sono stati già molti morti da entrambe le parti e il Presidente Garcia, impopolare ma sostenuto dalle compagnie che investono in Perù, sembra finalmente in crisi. Anche perchè i sabotaggi agli importanti gasdotti colpiscono la capacità di generazione di energia elettrica e le forniture sono già razionate in molte zone. Quindi cresce il malcontento generale.

Poichè le risorse del Pianeta sono finite, è evidente che non si possono continuare a sfruttare le materie prime all'infinito. Quando la coperta è corta non copre tutto il letto. E i conflitti del tipo peruviano diventeranno sempre più frequenti.

Wednesday, June 3, 2009

Elezioni Europee - 6 e 7 Giugno

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Tra gli effetti della crisi economica globale c'è stato quello di disintegrare ogni parvenza di unità europea e così, in assenza di una strategia comune, ogni Paese dell'Unione sta cercando di far fronte essenzialmente ai propri problemi interni. Per fortuna regge l' Euro, baluardo unitario, che consente ai cittadini europei di mantenere un discreto potere d'acquisto e anche di investire qualche quattrino laddove è possibile.

In questo contesto arrivano le elezioni del Parlamento Europeo. In Italia, il peso dei temi europei nella campagna elettorale è stato proporzionale al peso che ha l' Italia in Europa: quasi nullo !
I temi caldi della campagna elettorale mi sono parsi ben altri e così non ho seguito gli sviluppi, non mi interessavano. Meglio utilizzare bene il proprio tempo.

Avevo previsto sin dalla sua fondazione che il progetto del Partito Democratico sarebbe stato fallimentare e così è stato. Questa accozzaglia di correnti, con a capo mediocri individui, prima sparisce meglio è.
Ora però è nata nella Sinistra italiana una formazione politica in cui mi pare ci siano diverse persone di valore. In questa formazione, Sinistra e Libertà, ci avrei visto bene anche Emma Bonino che di questioni europee ed internazionali se ne intende. Comunque il Governatore della Puglia parla un linguaggio moderno, ha una visione alta della politica e ha dimostrato anche un concreto e forte impegno a favore delle energie rinnovabili. I risultati conseguiti dalla Puglia, certo non solo grazie al Governatore, parlano chiaro. Credo che le uniche riflessioni politiche interessanti siano uscite in questi ultimi mesi dagli esponenti di SL i quali hanno portato un pò di aria fresca. Alle elezioni europee mi sembra dunque giusto votare Sinistra e Libertà.

In diverse zone si vota anche per l'elezione della Provincia. Le Province sono però, come è noto, enti inutili e parassiti dunque è meglio non votare alle elezioni provinciali. Votare un Ente inutile e parassita significa legittimarlo. Bastano i Comuni e le Regioni.

Friday, May 29, 2009

I Produttori di Soya cominciano a darsi delle Regole

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Avevo scritto qualche giorno fa un post sul tema della produzione di soya in Brasile e sull'impatto ambientale devastante di tale coltura. Ieri, i Produttori di Soya Responsabili che aderiscono all'associazione Roundtable on Responsible Soy, hanno convenuto che è necessario adottare standard di produzione più sostenibili e hanno redatto un programma pilota da realizzare in tempi brevi. Tra i punti dell'accordo, vi sono la proibizione di coltivare in aree di alto valore ambientale, l'impegno a ridurre i pesticidi e le emissioni di gas serra, l'impegno a trattare decentemente i lavoratori nelle piantagioni. Il programma pilota viene avviato sperimentalmente e verrà sottoposto a verifica entro un anno. C'è da dire che i membri del Roundtable sono circa 100 e, assieme ai piccoli produttori, al WWF e diverse associazioni ambientaliste, ci sono anche i giganti del business della soya dalla produzione alla distribuzione. L'accordo è importante ed è il primo del genere...vedremo i risultati.

Thursday, May 28, 2009

Vivere bene è possibile...anche in città

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E' certo che il peggioramento delle condizioni di vita in molte società è segnalato anche dall' incremento del numero di obesi. Negli USA ma anche nelle città latino-americane ed europee, l'obesità colpisce soprattutto gli strati di popolazione più poveri, coloro i quali hanno accesso solo a cibi di bassa qualità e vivono in periferie urbane malsane.
Uno studio di Anne Ellaway et al., [ British Medical Journal vol.331, pg.611 (2005) ] ha messo in evidenza come nelle città europee i tassi di obesità salgono soprattutto nei quartieri popolari degradati, senza parchi e spazi pubblici, in cui la gente non fa moto. Analoghe conclusioni valgono per l'Australia secondo la ricerca fatta da King et al., [International Journal of Obesity vol.30, pg.281 (2006)]. Oltre all' obesità si diffondono anche il diabete e le malattie cardiovascolari.

Naturalmente, chi ha conoscenze e magari vive in campagna, si alimenta bene spendendo poco ma nelle periferie urbane la musica è diversa. Peraltro le multinazionali alimentari hanno bisogno di masse ignoranti a cui rifilare le circa 20.000 nuove porcherie industriali che immettono ogni anno sul mercato. La storia della creazione del gusto alimentare moderno è molto interessante ed ha un passaggio fondamentale nella diffusione della TV di massa...quindi è storia recente. E' nel 1953 che appare negli USA il TV Brand Frozen Dinner , la cena confezionata e a basso costo da consumarsi davanti alla TV: ha un grande successo anche perchè libera le massaie dall'incombenza di dover preparare da mangiare. La TV dunque fa il gusto e rimbecillisce le masse predisposte a recepirne i messaggi.

Quella incombenza di nutrirsi dovrebbe essere considerata un vero godimento se i ritmi di vita e le condizioni dell'abitare fossero piacevoli...ma questo è possibile solo a pochi. Chi sa stare al mondo sa come sia fondamentale alimentare il proprio corpo bene ogni giorno e, se si usa il cervello, non ci vuole poi nemmeno troppo tempo. E' una questione di organizzazione e di cultura. Fa profonda pena chi compra cibo industriale, chi va a mangiare abitudinariamente ai self-service o chi va a fare colazione al bar...espressione gergale che indica un'abitudine italiana di massa, diffusa questa tanto tra i ricchi quanto tra il popolo. Fare colazione al bar significa volersi del male e buttare dei quattrini.

Note positive vengono da diverse città europee che realizzano quartieri in cui la vita è di buona o alta qualità. Un bell'esempio viene da Freiburg e dal suo quartiere di Vauban . Qui è più facile sorridere e magari trovar il tempo per alimentarsi bene. Facendo colazione a casa propria.

Monday, May 18, 2009

Localismo, Provincialismo e Meritocrazia

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Il mio precedente Post ha avuto un buon successo. La cosa mi fa piacere perchè il tema era davvero importante ma anche perchè il Post era dedicato ad un amico vero, un uomo speciale. Ed infatti diverse amiche si sono interessate a lui, molte vorrebbero conoscerlo perchè dicono che sprizza sensualità da tutti i pori. Le ho assicurate che la foto con cui egli si presenta corrisponde paro paro alla realtà: è un soggetto interessante a prima vista e simpatico a pelle. E' uno che si gode la vita. C'è stato anche chi ha proposto di fondare un fan club su Facebook...con Luciano Misìci saremmo tutte felici....sono euforiche, mi tocca trattenerle.

Veniamo a temi seri. Ho proposto il caso di un Professore Ordinario che ha pubblicato in tutto (e in gruppo) 8 lavori scientifici (7 secondo il database internazionale delle pubblicazioni scientifiche). Stando al suo curriculum, egli è diventato Ricercatore quando aveva nr. 0 (zero) pubblicazioni e, successivamente, Professore Associato quando aveva nr. 0 (zero) pubblicazioni. Se non ha fatto qualche errore scrivendo il suo CV, risulta che egli abbia pubblicato il primo lavoro nel 1997 (all'età di 47 anni !!) e sia diventato Professore Ordinario quando aveva 5 pubblicazioni scientifiche. Naturalmente fatte in gruppo. L'unico lavoro che, stando al suo CV, egli avrebbe fatto da solo nel 1998 è, manco a farlo apposta, quello che non appare nel database internazionale. Lui si è giustificato dicendo che è nella media del suo Settore Scientifico Disciplinare ma si tratta di una balla palese. I matematici di valore pubblicano eccome, sia in quantità che in qualità. Ho anche una breve, piccola esperienza personale in materia.

Siamo dunque di fronte ad un caso scandaloso, non unico e nemmeno raro. Ci si domanda: come ha fatto a fare carriera? A rigore egli non sarebbe nemmeno dovuto entrare nell'Università!
La risposta è nel suo stesso CV. Egli ha fatto tutta la carriera nella cittadina universitaria dell'Italia centrale in cui è nato. Non si è mai mosso da lì, fatta eccezione per una escursione nella lontanissima Perugia subito dopo la laurea. Pur non avendo alcun merito scientifico egli ha dunque tessuto rapporti sociali nel contesto locale. Organizza e partecipa a riunioni che non servono a un fico secco se non a stabilire rapporti di "amicizia". Egli assicura la sua presenza in sede anche se non fa niente. Il suo look noioso non è dunque casuale ma è consistente con il suo stile di vita, il suo viso è espressione diretta del suo gretto provincialismo. Trasmette noia anche quando fa lezione. Egli non può avere un' idea effervescente e originale semplicemente perchè non ha mai goduto.

Abbiamo dunque individuato l'origine del carcinoma che colpisce l'Università e tanti settori della società italiana...è il Localismo. Se Tizio nasce nella città X, dovrebbe poi da lì andarsene nel mondo per aprirsi gli orizzonti e magari poter anche tornare in futuro dove è nato...ma dopo degli anni! Se rimane tutta la vita lì, è ovvio che si rimbecillisce e diventa repellente. Il Localismo si intreccia poi in Italia con la dimensione gruppal-familistica. Il cocktail è perverso e micidiale. Ci vorrebbero dunque qui norme precise che obblighino Tizio ad emigrare da dove è nato e cresciuto. Ci vuole aria fresca.

In conclusione, propongo un bel lavoro sulla questione (generale) della meritocrazia apparso qualche tempo fa su Harward Law Review, la rivista della Harward Law School.

Tuesday, May 5, 2009

Alimentazione, Deforestazioni e Stili di Vita

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Ogni persona di buon senso sa che mangiare troppa carne fa male. Inoltre, chi ha cervello mangia carne solo se ne conosce la provenienza e sa come l'animale sia stato nutrito nel corso della sua vita. E' noto che in gran parte degli allevamenti europei e USA si fa uso di soya e soya geneticamente modificata proveniente dal Sud America, Brasile in testa.

Il boom della coltura di soya in Brasile si ebbe circa 35 anni fa allorquando i grandi mercati europei e giapponesi dovettero cercare un produttore di farina di soya alternativo agli USA: questi infatti avevano fortemente ridotto la propria capacità di esportazione a causa di alcuni eventi economici e climatici verificatisi all'inizio degli anni '70 del secolo scorso. Le multinazionali dell'agrobusiness Cargill, Bunge e Adm furono rapide a cogliere la disponibilità della dittatura militare e dei successivi governi per usare il Brasile come base produttiva per la conquista dei mercati mondiali della soya. Oggi le tre multinazionali finanziano oltre il 60% della produzione brasiliana e possiedono i tre quarti degli impianti di lavorazione europei mentre il Brasile è il secondo produttore ed il primo esportatore di soya al mondo. Un business enorme. Un business responsabile di una continua devastazione ambientale con epicentro nel Mato Grosso e, progressivamente, in alcuni stati dell' Amazonia.

Sarebbe dunque bene che i consumatori occidentali, quando fanno la spesa, riflettessero su ciò che comprano e sull' intero ciclo dei prodotti che mangiano. E' lì che compiono l' atto politico fondamentale mentre l'andare a votare per Tizio o Caio conta oggi, almeno in Italia, assai poco.

Esce intanto uno studio del National Institute of Health sulla correlazione tra alti consumi di carne (rossa) e formazione di cancro del colon-retto, del polmone, dell'esofago e del fegato. La ricerca, diretta da Rashmi Sinha del National Cancer Institute, esamina le vite di oltre mezzo milione di persone per dieci anni. Gli alti consumi di carne sono spesso associati anche ad altri fattori di rischio e a stili di vita sbagliati.

Invece, per mantenersi fringuelli, è bene di questa stagione iniziare la giornata con una bella insalatona di yoghurt di latte di pecora, rucola selvatica, borragine tritata fine (perchè punzecchia), timo, santoreggia, curcuma, peperoncino e olio di oliva. Oltre ad un litro di tea vero e a due o tre belle fette di pane vero.

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Questo Post è dedicato ad un amico di lunga data, il Prof. Luciano Misici . Egli è uomo attraente, magnetico, dal viso solare, non triste. Egli è uomo di cultura vasta, non provinciale. Parla un inglese fluente, oxfordiano anche in virtù della sua dimensione internazionale comprovata peraltro dal curriculum. Si nota come egli esibisca una lista di pubblicazioni scientifiche impressionante...come autore singolo poi ha una produttività straordinaria a riprova del fatto che nel suo sacco c'è farina di alta qualità.
Io però non la userei per fare del vero pane....

Ahh se gli stipendi fossero commisurati al reale valore delle persone ne vedremmo delle belle !
Come può diventare Professore Ordinario un Tizio che ha pubblicato una manciatina di lavori su riviste internazionali e non ha mai pubblicato da solo uno straccio di lavoro scientifico che sia uno ? In barba alla famosa meritocrazia con cui molti si riempiono la bocca...